ROSSITTO FILIPPO
Nacque nel 1807 e morì nel 1879. Patriota risorgimentale,
scrittore municipale, archeologo, al quale la sua città natale
ha elevato un busto in bronzo in Piazza Duomo. Molto stimato da
Paolo Sansone, fondatore dell' Assemblea di Storia Patria.
Membro dei Pellegrini Affaticati di Castroreale. Diede a
Barcellona Pozzo di Gotto la prima storia comunale, finita di
scrivere nel 1866 e stampata per l' Ed. Crupi di Messina nel
1911. Le poche copie rimaste sono conservate nella Biblioteca
Comunale.

CASSATA NELLO Nato nel 1913 a
Barcellona ci ha lasciati nel 1997. Laureato in Giurisprudenza,
conferenziere dalla fervida vena. Si interessò con passione di
folklore e civiltà siciliana. Poeta dialettale, conseguì vasti
consensi. Tra le sue opere vanno ricordate "Barcellona Pozzo di
Gotto nel Risorgimento", "Barcellona Pozzo di Gotto dal 1860 ad
oggi", "Aranciu amaru" e "Ascolta fratello". Fece parte
dell'Amministrazione comunale, dove ricoprì la carica di
Assessore alla Pubblica Istruzione, appassionato promotore di
una "politica della cultura", fu animatore e direttore onorario
della Biblioteca comunale.

MANDANICI PLACIDO Nato a Barcellona il
3 luglio 1799, fu un grande contrappuntista e trattò tutti i
generi musicali. Diplomatosi al Conservatorio di Palermo nel
1820, studiò composizione a Napoli sotto il celebre Raimondi. In
questa città ottenne la direzione dei regi balli tra i quali
spiccò per invenzione e musicalità "Aghar Gran Mogol". Le oper
più note sono "L' Isola disabitata" (1829), "Argene" (1832), "La
mogliedi mio marito ed il marito di mia moglie" (1833), "Il
rapimento" (1837), Il buontempone di Porta Ticinese" (1841),
"Maria degli Albizzi" (1843). Il nuovo teatro che sta sorgendo
nella Villa porterà il suo nome, come quello costruito sotto i Borboni nel 1844, andato distrutto dal sisma del 1908, e come
quello costruito nel ventennio fascista andato distrutto
dall'incendio del 1967. Morì a Genova il 6 giugno 1852 ed è
sepolto in quel Cimitero. La Regione Siciliana ha fatto scolpire
una sua immagine in bronzo e l' ha donata al Comune di
Barcellona. Delle sue opere si trovano tracce in tutta Europa. Di Placido Mandanici
esiste una sola incisione. E' un CD registrato dal vivo a
Barcellona P.G. il 19 settembre 1999 durante l'esecuzione della
"Messa di Requiem", eseguita dall'orchestra e coro dei
Conservatori di Messina e Genova, diretti da Giuseppe Ratti.

PINO BALOTTA NINO Nato a Barcellona il
17 settembre 1909. Poeta in lingua e in dialetto. Scienziato,
critico, saggista. La sua "opera omnia" è stata presentata nell'
Ateneo messinese da Aurelio Rigoli e Giuseppe Spagnoletti il 13
novembre 1984. Durante le prime elezioni democratiche del
dopoguerra si schierò con la lista vincente della "Bilancia"
divenendo il beniamino della piazza e il leader dei lavoratori.
Morì a Barcellona nel 1987.

Carmelo Santalco (San Marco d'Alunzio,
3 novembre 1921 - Barcellona Pozzo di Gotto, 16 luglio 2005),
politico, scrittore, sindaco e vice sindaco dal 1956 al 1992, ha
fortemente contribuito allo sviluppo della città. Deputato e
assessore regionale per 3 legislature, Senatore della Repubblica
dal 1972 al 1994, sottosegretario e per 10 anni Questore del
Senato, ha scritto molti libri tra cui "Stalag 307", "Diario di
prigionia" e "L'altro Garibaldi".

Giuseppe Aldo Felice Alfano detto Beppe nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 1945 frequentò la
facoltà di Economia e Commercio all'Università di Messina.
Appassionato di giornalismo e militante nel Movimento Sociale
Italiano. Alfano comincia a collaborare con alcune radio
provinciali, con l'emittente locale Radio Tele Mediterranea ed è
corrispondente de La Sicilia di Catania. Era l'8 gennaio 1993 a
Barcellona Pozzo di Gotto. Beppe stava rientrando nella sua casa
in via Trento, quando fu avvicinato da un uomo, forse un
conoscente. Beppe accostò sulla destra, abbassò il finestrino
della sua Renault 9. Erano da poco passate le 23.20 quando gli
esplosero tre colpi di pistola. A sparare fu una calibro 22,
un'arma da professionisti.

BOLOGNANI GIUSEPPINA
Nata nel 1807, morì nel 1879.
Popolarmente intesa "Peppa 'a Cannunera" fu una vera eroina
risorgimentale perchè nella giornata del 31 maggio 1860 in
Catania si mise a capo dei patrioti liberali e, impossessatasi
di un cannone lasciato incustodito dai borboni, li guidò
all'attacco della cavalleria nemica. Per il suo coraggio le
venne assegnata dal Governo italiano la medaglia d'argento al
valore militare. Dirimpetto a Palazzo Longano sorge un
monumentino in ricordo del suo gesto eroico.

Attilio Manca L’urologo trentacinquenne il 12 febbraio 2004 fu trovato senza
vita nella propria casa di Viterbo in circostanze poco chiare e
attualmente oggetto di indagine giudiziaria. Aveva in programma
un periodo di volontariato in Bolivia con Medici senza
Frontiere, a cui sarebbe seguito un training a Cleveland (Stati
Uniti. Attilio Manca per i meriti scientifici poco più che
trentenne è stato uno dei primi urologi in Italia ad eseguire un
intervento alla prostata per via laparoscopica, una tecnica
appresa nell'ospedale Montsouris di Parigi.

Salvatore Crinò
pittore e scultore,
nacque a Messina il 13 giugno 1895, da genitori barcellonesi:
Sebastiano e Paola Cutroneo. Dal 1918 al 1925 visse a Roma, dove
lavorò alla "Lega Italiana”. Tornato a Barcellona, iniziò a
lavorare come intagliatore, e nel 1929 venne assunto al Comune
di Barcellona come impiegato. Con lo scoppio della seconda
Guerra Mondiale fu richiamato alle armi ed assegnato alla
Milizia. Alla fine della guerra non venne più riassunto al
Comune di Barcellona perchè ritenuto compromesso col precedente
regime. Riprese allora a dedicarsi a tempo pieno al suo lavoro
di intagliatore e scultore assieme al figlio Sebastiano,
occupandosi principalmente della progettazione ed esecuzione di
mobili in stile intagliati in legno, eseguiti su commissione ed
ancor oggi esistenti e conservati in abitazioni private,
alternandolo con la direzione della Scuola serale di disegno
della Società Operaia di Mutuo Soccorso e con
l'insegnamento del disegno in una scuola privata di Spadafora
negli anni cinquanta. Lasciata nel 1969 la direzione della
Scuola di disegno, morirà a Barcellona il 28 agosto 1972. Tra le
opere di pittura da annoverare il Sacro Cuore su tela, iniziato
nel 1948, rimasto incompiuto, e il ritratto di Garibaldi ad olio
del 1962, di proprietà della Società Operaia di Barcellona. Tra
le sculture ricordiamo la statua di Santa Rita, scolpita nel
1948 in collaborazione col figlio Sebastiano, conservata nella
chiesa del SS. Crocifisso, e l'Urna del Cristo Morto, realizzata
tra il 1928-29, e custodita a San Giovanni. Nella Biblioteca
Comunale di Barcellona è esposto un suo busto
modellato nel 1995 dallo scultore Salvatore De Pasquale.

CATTAFI BARTOLO Nato a Barcelona il 16 luglio 1922, è
stato classificato dalla critica più qualificata tra i più
significativi poeti del dopoguerra per la geniale
interpretazione della inquietuine universale dell'uomo. Dopo la
sua morte avenuta prematuramente a Milano nel marzo del 1979,
l'Ammiistrazione comunale gli ha eretto un busto in bronzo,
opera dello scultore Filippo Minolfi. Per onorare la memoria il
Comune ha indetto il "Premio Cattafi" che ha fatto convergere a
Barcellona i più specializzati critici e i più famosi letterati
d'Italia.

Carmelo Genovese,
medico, pubblicista e docente di estetica sperimentale, è nato a
Barcellona Pozzo di Gotto il 1° luglio 1917 ed è morto a
Bologna, città dove risiedeva, il 2 marzo 1997. Nella sua città
natale ha studiato fino al Liceo, per poi frequentare
l'Università e laurearsi a Bologna in medicina. Ha insegnato
Estetica Sperimentale e Teoria della percezione alle Accademie
di Belle Arti di Firenze e Bologna. A partire dal 1982 ha
organizzato a Barcellona P.G. i Colloqui nazionali ed
internazionali sui Personal Computer, di cui era un grande
esperto, tanto da produrre delle opere che hanno partecipato
alle mostre su Arte e Computer alla Besana di Milano e
all'Immagine Elettronica di Bologna. E’ stato vice presidente
dell'Associazione Internazionale di Estetica Sperimentale
dell'Università di Parigi, e tra i primi, a livello
internazionale, a proporre nel 1958 la grafica applicata al
computer. In quest’ottica un paio d’anni dopo ha fondato,
assieme a docenti delle Università di Bologna, Ferrara e Padova,
il "Centro Ricerche Attività Umane Superiori", in sigla C.R.A.U.S., con sede a Bologna e per un periodo negli anni
settanta operante anche a Messina.

Enzo Manteria, poeta e
scrittore, è nato a Napoli il 25 gennaio 1933, ed è morto a La
Spezia, dove risiedeva da tempo, il 12 aprile 2007. In gioventù
è vissuto a Barcellona Pozzo di Gotto, e negli anni sessanta
fece parte, come segretario, del comitato mandaniciano istituito
per valorizzare la figura del musicista Placido Mandanici.
La sua ultima presenza a Barcellona risale al giugno 2004,
proprio in occasione di una mostra-installazione su Placido
Mandanici.
Laureato in Giurisprudenza, collaborava con riviste di poesia.
Per due volte è arrivato in finale al concorso per
l'assegnazione del Premio Internazionale di poesia Lerici Pea
nel 1994 e nel 1995. Nel 1999 ha pubblicato con l'editore Lo
Faro di Roma la silloge di poesie Cuori e Colori e nel
2003 sempre con lo stesso editore ha pubblicato il romanzo
Fiore Acerbo, con lo pseudonimo di Franco Mavi. Nel 2004 ha
dato alle stampe con l'editore Battei di Parma il volume
Poesie. Nell'aprile del 2005 ha ottenuto il premio speciale
della Giuria al concorso Il Golfo di La Spezia per la sezione
narrativa con il romanzo Fiore Acerbo e con lo stesso
libro il premio speciale della Giuria al concorso internazionale
di letteratura Portus Lunae edizione 2006 di La Spezia

Alberti Nino (1940-1991) Fondatore della Polisportiva
Fiamma Tirrenica e dell’Amatori Sport Duilia. In 32 anni di
attività educò allo sport migliaia di giovani barcellonesi. La
sua opera nel campo dell’atletica, del rugby, del basket fu
immensa, mai legò lo sport con la politica e la sua dedizione ai
giovani fu senza riserva, invidiabile ad un vero padre.
Appassionato trascinatore, con grande spirito di sacrificio
portò ai vertici nazionali atleti barcellonesi come: Mangano,
Buttà, Abbate, Triolo, Iarrero, De Caro, Rappazzo, Torre…
Facendo conoscere, in Italia, gli aspetti positivi della nostra
città.
Fu un uomo onesto e si impegnò con sacrificio al lavoro e alla
famiglia, dedicò la sua vita allo sport con spiccata competenza
e passione finalizzata esclusivamente al raggiungimento di alti
valori umani e sociali.

Alessandro Manganaro è nato a Barcellona Pozzo di Gotto
il 26 giugno 1917 ed è morto il 25 ottobre 1994. Insegnante di
greco al Liceo Classico “Luigi Valli” della sua città, si è
laureato a Palermo con una tesi sull’architetto siciliano Angelo
Italia, pubblicata in volume nel 1940. Ha partecipato
attivamente alla vita culturale non solo cittadina, mettendo a
disposizione la sua vastissima cultura umanistica, fornendo
sempre preziosi consigli e contributi vari, presentando libri,
mostre e relazionando in conferenze su svariati argomenti. Ha
tradotto la commedia plautina “Per tre soldi” per il Teatro
Sperimentale di Michele Stilo, messa in scena nel 1951, e nel
2004 riproposta dall’Associazione Teatrale “S. Cattafi”. Si è
occupato di poesia neogreca, traducendo poesie di Sikelianós,
Elitis, Seferis, Ritsos e Engonópulos, e illustrandole nel 1963
sul Gazzettino di Venezia. Per l’editore Mondadori ha
tradotto nel 1965 il romanzo dello scrittore greco moderno
Stratis Myrivilis “I quaderni di guerra del sergente Costula”.
La Pro Loco di Barcellona, intitolata proprio a Manganaro, gli
ha dedicato un omaggio nel decennale della scomparsa,
pubblicando nel 2004 il volumetto “Quaderno di Grecia, poeti
neogreci”, curato da Carmelo Geraci ed edito dalla Pungitopo.

Alberto Torre è stato definito “figura leggendaria della
cultura barcellonese”. E’ nato nel 1908 ed è scomparso il 17
dicembre del 1998.
Pur avendo dedicato la sua vita a ricercare e a raccogliere
materiale sul musicista Placido Mandanici, Alberto Torre
non si occupava solo di musica. Passava le sue giornate a
leggere i quotidiani, a selezionare gli articoli ritenuti più
significativi, che faceva confluire nella raccolta dell'archivio
stampa della Biblioteca Comunale, da lui stesso iniziata
allorquando ne era stato Direttore. Grazie anche alla sua pioneristica ed appassionata opera la nostra Biblioteca possiede
oggi una vasta raccolta di articoli sui più svariati argomenti,
ma soprattutto sulla città. E' stato collaboratore di vari
giornali: l'Ora, il Soldo, il Punto, Barcellona Sport, il
Setaccio, la Molla. I suoi articoli si distinguevano per il
caratteristico modo di scrivere, quasi dei corsivi densi di
punti esclamativi e puntini di sospensione, poco ortodossi delle
regole del giornalismo. Soprattutto coglieva, nei suoi
pezzi sui personaggi locali, l'aspetto aneddotico, il fatto
curioso che caratterizzava il soggetto da lui scelto. Folgoranti
i necrologi di personaggi locali: brevi "pezzi" che delineavano
e caratterizzavano esattamente, ma senza retorica, gli
scomparsi.

Giuseppe Cutroni Zodda
(05/09/1819 - 12/08/1896), operaio bottaio, in un'epoca in cui
l'economia della città si fondava principalmente sulla
produzione vitivinicola, si dedicò intensamente al proprio
lavoro, trasformando la sua attività da semplice bottega ad
efficiente fabbrica. Divenuto milionario, cattolico e
filantropo, condivise la sua fortuna con i più disagiati,
profondendo il suo impegno in numerose attività benefiche.
Merito maggiore del Cutroni Zodda rimane quello di aver dato
vita ad un nosocomio per la cura di quei sofferenti che, per
mancanza di mezzi, non avevano la possibilità di curarsi. Per
perseguire questo progetto, oltre a donare il suo fabbricato,
posto in Pozzo di Gotto tra le chiese di Gesù e Maria e
dell'Assunta, lasciò per testamento la somma di L. 120.000 per
l'acquisto degli arredi. Morto prematuramente nell'agosto del
1896, non riuscì ad assistere all'inaugurazione della sua
fondazione, avvenuta il 5 febbraio del 1899.

Carlo Bisazza nato a Barcellona il 1°
gennaio del 1940, è morto a Palermo il 30 giugno 2002. Diplomato
alla scuola di giornalismo, era stato corrispondente dalla sua
città, negli anni sessanta, del Giornale di Sicilia,
dell’ANSA e della Rai. Fu un antesignano, un
pioniere, della stampa periodica locale. Fondò e diresse
Sicilia Stampa, il Risveglio dell’Occidente, Miles, L’Idea
sociale. Trasferitosi a Palermo, continuò nel capoluogo
l’esperienza del Risveglio, che nel 1989 uscì nuovamente
nelle edicole barcellonesi con cronache cittadine. Coniugò da
sempre giornalismo ed editoria, pubblicando sia i giornali da
lui fondati e diretti, ma anche libri ed opuscoli. Svolse
attività di librario e si dedicò in gioventù, alla poesia.
Esiste infatti un raro fascicolo di sue liriche, Aneliti di gioventù, del 1955, con prefazione di Nello Cassata. La
prima libreria di Bisazza a Barcellona ebbe sede nella via
Garibaldi, nel tratto compreso tra la via Umberto I e la via
Longo. Successivamente si spostò in via Roma, proprio dove oggi
ha sede la libreria Gutenberg.

Michele Mazzù era laureato in legge, ma non aveva mai
esercitato come avvocato, dedicandosi con i suoi fratelli
all’attività commerciale, gestendo un negozio di colori e
ferramenta. Appassionato cultore di cinematografia, si era
lanciato con fervore nell’attività teatrale, facendo parte del
Teatro Sperimentale Universitario di Barcellona, fondato da
Michele Stilo negli anni cinquanta del novecento, e del Gruppo
Teatrale Salesiano. All’interno di queste associazioni si era
occupato della scenografia, della sceneggiatura, della revisione
dei copioni, e ovviamente della recitazione. Nella Passione
di Gesù, messa in scena varie volte nel teatro dei
Salesiani, interpretava la parte di Nicodemo, colui che difese
Gesù all’interno del Sinedrio e partecipò alla sua sepoltura. Ma
il teatro dei Salesiani gli veniva un po’ stretto, tanto che
avrebbe voluto mettere in scena, per esempio, una tragedia
greca, memore dei tempi del Teatro Sperimentale di Stilo. E’
scomparso l’8 febbraio del 2003.