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Barcellona Pozzo di Gotto ha dato
i natali a numerosi cittadini "Illustri" che, con il loro
impegno ed il loro coraggio, con le loro esperienze
professionali e le loro affermazioni personali, hanno
contribuito a dare lustro in Italia e nel mondo alla città
del Longano.
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Levita Giuseppe
nasce a Barcellona P.G. il 6 Agosto 1925 e’
ordinato Sacerdote presso la diocesi di Messina
nel '48 a soli 23 anni. Nello stesso anno (1948)
" Mons. Angelus Paina" nomina il " reverendo
Sac. Josepho Levita, Antonini fiíio» parroco
della " Paroecia" di S. Barbarae, frazione del
Comune di Montaíbano Elicona dove rimane fino al
14 Febbraio del 1950. Dopo aver partecipato al
concorso per la nomina di parroco titolare della
parrocchia di San Giovanni Battista in
Barcellona, viene assegnato il 25 Febbraio del
1950, quale vincitore, alla suddetta parrocchia
dove rimane a svolgere l'attività pastorale fino
alla sua immatura scomparsa. Nel novembre del
1955 viene nominato, in sostituzione di Mons.
Stracquadaini Salvatore, " Vtcarium Oeconomum»
della Cattedrale di Barcellona P.G., nomina che
rifiutò per non abbandonare i suoi fedeli e la
sua amata Parrocchia di S. Giovanni Battista
dove continuò la sua missione dedicandosi ai
poveri, ai bisognosi e a tutti quelli che
fiduciosi si sono avvicinati a lui. Dal 1957 al
1966 ha retto l'Ufficio di Vicario Foraneo nella
Forania di Barcellona che comportava il governo
di 17 Parrocchie. L'incarico svolto con precisa
puntualità è stato rimesso volutamente nel 1966.
Uomo saggio, sacerdote vigilante, persona
accorta e umile. Uomo di riflessione, di
preghiera, di meditazione, di grande cultura.
Non pago del suo sapere, quasi a spronarsi
all'approfondimento teologico, dopo il Concilio
Vaticano II frequentò, con ottimi risultati,
l'Università del Laterano a Roma, dove conseguì,
a pieni voti, la licenza in Sacra Teologia con
specializzazione in Pastorale. Amò la sua
famiglia quanto la sua comunità facendo della
parrocchia la sua casa. Lì a San Giovanni
Battista era presente a chiunque avesse bisogno
di lui, di un suo consiglio, di una parola di
conforto o soltanto di sana compagnia, lì
trascorreva tutto il suo tempo, lì muore in una
grigia mattina del 28 Marzo del 1990 mentre il
cielo piange la sua scomparsa e la terra trema
per il grande dolore.
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Iris Isgrò è
nato a San Pier Niceto il 2 aprile 1923 ed è
morto a Barcellona Pozzo di Gotto il 23 novembre
2008. Trasferitosi nella città del Longano, ha
frequentato la scuola di disegno e pittura. Per
cinquant'anni ha insegnato nelle scuole serali.
Ha partecipato a mostre personali e collettive.
Ha ricevuto diplomi, che attestano la validità
delle sue opere. A "Gala Estate '97" gli è stato
assegnato il I Premio per l'opera storica
"Processione Madonna della Neve". Nel 1997 ha
pubblicato il libro "Tradizioni e costumi di
Barcellona Pozzo di Gotto". Sue tele trovansi a
Licata nella Chiesa di Sant'Angelo, due tele nel
Duomo di Santa Maria Assunta in Pozzo di Gotto e
una nella Biblioteca Comunale di Barcellona
Pozzo di Gotto. E' Accademico Associato della
Accademia Tiberina di Roma. Nel 1998 è stato
premiato dal Centro Unesco Giovanile Siciliano
con l'Oscar '98 dell'Arte della Cultura e del
Turismo. Nel 1999 ha pubblicato il libro
"Piazze, vie, vicoli, attività di Barcellona
Pozzo di Gotto". Sempre nel 1999 dall'Accademia
Artistica Culturale, targa premio, motivazione:
"Nella sua pittura la Storia della città". Nel
2000 gli è stata assegnata una targa "Premio
Europeo Tindari Terzomillennio".
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Rossitto Filippo nacque nel 1807 e morì nel
1879. Patriota risorgimentale, scrittore
municipale, archeologo, al quale la sua città
natale ha elevato un busto in bronzo in Piazza
Duomo. Molto stimato da Paolo Sansone, fondatore
dell' Assemblea di Storia Patria. Membro dei
Pellegrini Affaticati di Castroreale. Diede a
Barcellona Pozzo di Gotto la prima storia
comunale, finita di scrivere nel 1866 e stampata
per l' Ed. Crupi di Messina nel 1911. Le poche
copie rimaste sono conservate nella Biblioteca
Comunale.
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Cassata Nello nato
nel 1913 a Barcellona ci ha lasciati nel 1997.
Laureato in Giurisprudenza, conferenziere dalla
fervida vena. Si interessò con passione di
folklore e civiltà siciliana. Poeta dialettale,
conseguì vasti consensi. Tra le sue opere vanno
ricordate "Barcellona Pozzo di Gotto nel
Risorgimento", "Barcellona Pozzo di Gotto dal
1860 ad oggi", "Aranciu amaru" e "Ascolta
fratello". Fece parte dell'Amministrazione
comunale, dove ricoprì la carica di Assessore
alla Pubblica Istruzione, appassionato promotore
di una "politica della cultura", fu animatore e
direttore onorario della Biblioteca comunale.
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Mandanici Placido
nato a Barcellona il 3 luglio 1799, fu un grande
contrappuntista e trattò tutti i generi
musicali. Diplomatosi al Conservatorio di
Palermo nel 1820, studiò composizione a Napoli
sotto il celebre Raimondi. In questa città
ottenne la direzione dei regi balli tra i quali
spiccò per invenzione e musicalità "Aghar Gran
Mogol". Le oper più note sono "L' Isola
disabitata" (1829), "Argene" (1832), "La
mogliedi mio marito ed il marito di mia moglie"
(1833), "Il rapimento" (1837), Il buontempone di
Porta Ticinese" (1841), "Maria degli Albizzi"
(1843). Il nuovo teatro che sta sorgendo nella
Villa porterà il suo nome, come quello costruito
sotto i Borboni nel 1844, andato distrutto dal
sisma del 1908, e come quello costruito nel
ventennio fascista andato distrutto
dall'incendio del 1967. Morì a Genova il 6
giugno 1852 ed è sepolto in quel Cimitero. La
Regione Siciliana ha fatto scolpire una sua
immagine in bronzo e l' ha donata al Comune di
Barcellona. Delle sue opere si trovano tracce in
tutta Europa. Di Placido Mandanici esiste una
sola incisione. E' un CD registrato dal vivo a
Barcellona P.G. il 19 settembre 1999 durante
l'esecuzione della "Messa di Requiem", eseguita
dall'orchestra e coro dei Conservatori di
Messina e Genova, diretti da Giuseppe Ratti.
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Pino
Balotta Nino nato a Barcellona il 17 settembre
1909. Poeta in lingua e in dialetto. Scienziato,
critico, saggista. La sua "opera omnia" è stata
presentata nell' Ateneo messinese da Aurelio
Rigoli e Giuseppe Spagnoletti il 13 novembre
1984. Durante le prime elezioni democratiche del
dopoguerra si schierò con la lista vincente
della "Bilancia" divenendo il beniamino della
piazza e il leader dei lavoratori. Morì a
Barcellona nel 1987.
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Carmelo Santalco
(San Marco d'Alunzio, 3 novembre 1921 -
Barcellona Pozzo di Gotto, 16 luglio 2005),
politico, scrittore, sindaco e vice sindaco dal
1956 al 1992, ha fortemente contribuito allo
sviluppo della città. Deputato e assessore
regionale per 3 legislature, Senatore della
Repubblica dal 1972 al 1994, sottosegretario e
per 10 anni Questore del Senato, ha scritto
molti libri tra cui "Stalag 307", "Diario di
prigionia" e "L'altro Garibaldi".
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Giuseppe Aldo Felice Alfano detto Beppe nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 1945 frequentò la
facoltà di Economia e Commercio all'Università di Messina.
Appassionato di giornalismo e militante nel Movimento Sociale
Italiano. Alfano comincia a collaborare con alcune radio
provinciali, con l'emittente locale Radio Tele Mediterranea ed è
corrispondente de La Sicilia di Catania. Era l'8 gennaio 1993 a
Barcellona Pozzo di Gotto. Beppe stava rientrando nella sua casa
in via Trento, quando fu avvicinato da un uomo, forse un
conoscente. Beppe accostò sulla destra, abbassò il finestrino
della sua Renault 9. Erano da poco passate le 23.20 quando gli
esplosero tre colpi di pistola. A sparare fu una calibro 22,
un'arma da professionisti.
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Bolognani
Giuseppina nata nel 1807, morì nel
1879. Popolarmente intesa "Peppa 'a
Cannunera" fu una vera eroina risorgimentale
perchè nella giornata del 31 maggio 1860 in
Catania si mise a capo dei patrioti liberali
e, impossessatasi di un cannone lasciato
incustodito dai borboni, li guidò
all'attacco della cavalleria nemica. Per il
suo coraggio le venne assegnata dal Governo
italiano la medaglia d'argento al valore
militare. Dirimpetto a Palazzo Longano sorge
un monumentino in ricordo del suo gesto
eroico.
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Attilio Manca
L’urologo trentacinquenne il 12 febbraio
2004 fu trovato senza vita nella propria
casa di Viterbo in circostanze poco chiare e
attualmente oggetto di indagine giudiziaria.
Aveva in programma un periodo di
volontariato in Bolivia con Medici senza
Frontiere, a cui sarebbe seguito un training
a Cleveland (Stati Uniti. Attilio Manca per
i meriti scientifici poco più che trentenne
è stato uno dei primi urologi in Italia ad
eseguire un intervento alla prostata per via
laparoscopica, una tecnica appresa
nell'ospedale Montsouris di Parigi.
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Salvatore Crinò
pittore e scultore, nacque a Messina il 13 giugno
1895, da genitori barcellonesi: Sebastiano e Paola
Cutroneo. Dal 1918 al 1925 visse a Roma, dove lavorò
alla "Lega Italiana”. Tornato a Barcellona, iniziò a
lavorare come intagliatore, e nel 1929 venne assunto
al Comune di Barcellona come impiegato. Con lo
scoppio della seconda Guerra Mondiale fu richiamato
alle armi ed assegnato alla Milizia. Alla fine della
guerra non venne più riassunto al Comune di
Barcellona perchè ritenuto compromesso col
precedente regime. Riprese allora a dedicarsi a
tempo pieno al suo lavoro di intagliatore e scultore
assieme al figlio Sebastiano, occupandosi
principalmente della progettazione ed esecuzione di
mobili in stile intagliati in legno, eseguiti su
commissione ed ancor oggi esistenti e conservati in
abitazioni private, alternandolo con la direzione
della Scuola serale di disegno della Società Operaia
di Mutuo Soccorso e con l'insegnamento del disegno
in una scuola privata di Spadafora negli anni
cinquanta. Lasciata nel 1969 la direzione della
Scuola di disegno, morirà a Barcellona il 28 agosto
1972. Tra le opere di pittura da annoverare il Sacro
Cuore su tela, iniziato nel 1948, rimasto
incompiuto, e il ritratto di Garibaldi ad olio del
1962, di proprietà della Società Operaia di
Barcellona. Tra le sculture ricordiamo la statua di
Santa Rita, scolpita nel 1948 in collaborazione col
figlio Sebastiano, conservata nella chiesa del SS.
Crocifisso, e l'Urna del Cristo Morto, realizzata
tra il 1928-29, e custodita a San Giovanni. Nella
Biblioteca Comunale di Barcellona è esposto un suo
busto modellato nel 1995 dallo scultore Salvatore
De Pasquale.
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Cattafi
Bartolo nato a Barcelona il 16 luglio 1922, è stato
classificato dalla critica più qualificata tra i più
significativi poeti del dopoguerra per la geniale
interpretazione della inquietuine universale
dell'uomo. Dopo la sua morte avenuta prematuramente
a Milano nel marzo del 1979, l'Ammiistrazione
comunale gli ha eretto un busto in bronzo, opera
dello scultore Filippo Minolfi. Per onorare la
memoria il Comune ha indetto il "Premio Cattafi" che
ha fatto convergere a Barcellona i più specializzati
critici e i più famosi letterati d'Italia.
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Carmelo
Genovese, medico, pubblicista e docente di estetica
sperimentale, è nato a Barcellona Pozzo di Gotto il
1° luglio 1917 ed è morto a Bologna, città dove
risiedeva, il 2 marzo 1997. Nella sua città natale
ha studiato fino al Liceo, per poi frequentare
l'Università e laurearsi a Bologna in medicina. Ha
insegnato Estetica Sperimentale e Teoria della
percezione alle Accademie di Belle Arti di Firenze e
Bologna. A partire dal 1982 ha organizzato a
Barcellona P.G. i Colloqui nazionali ed
internazionali sui Personal Computer, di cui era un
grande esperto, tanto da produrre delle opere che
hanno partecipato alle mostre su Arte e Computer
alla Besana di Milano e all'Immagine Elettronica di
Bologna. E’ stato vice presidente dell'Associazione
Internazionale di Estetica Sperimentale
dell'Università di Parigi, e tra i primi, a livello
internazionale, a proporre nel 1958 la grafica
applicata al computer. In quest’ottica un paio
d’anni dopo ha fondato, assieme a docenti delle
Università di Bologna, Ferrara e Padova, il "Centro
Ricerche Attività Umane Superiori", in sigla
C.R.A.U.S., con sede a Bologna e per un periodo
negli anni settanta operante anche a Messina.
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Enzo Manteria,
poeta e scrittore, è nato a Napoli il 25 gennaio
1933, ed è morto a La Spezia, dove risiedeva da
tempo, il 12 aprile 2007. In gioventù è vissuto a
Barcellona Pozzo di Gotto, e negli anni sessanta
fece parte, come segretario, del comitato mandaniciano istituito per valorizzare la figura del
musicista Placido Mandanici. La sua ultima presenza a
Barcellona risale al giugno 2004, proprio in
occasione di una mostra-installazione su Placido
Mandanici. Laureato in
Giurisprudenza, collaborava con riviste di poesia.
Per due volte è arrivato in finale al concorso per
l'assegnazione del Premio Internazionale di poesia
Lerici Pea nel 1994 e nel 1995. Nel 1999 ha
pubblicato con l'editore Lo Faro di Roma la silloge
di poesie Cuori e Colori e nel 2003 sempre con lo
stesso editore ha pubblicato il romanzo Fiore
Acerbo, con lo pseudonimo di Franco Mavi. Nel 2004
ha dato alle stampe con l'editore Battei di Parma il
volume Poesie. Nell'aprile del 2005 ha ottenuto il
premio speciale della Giuria al concorso Il Golfo di
La Spezia per la sezione narrativa con il romanzo
Fiore Acerbo e con lo stesso libro il premio
speciale della Giuria al concorso internazionale di
letteratura Portus Lunae edizione 2006 di La Spezia.
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Alberti Nino
(1940-1991) Fondatore della Polisportiva Fiamma
Tirrenica e dell’Amatori Sport Duilia. In 32 anni di
attività educò allo sport migliaia di giovani
barcellonesi. La sua opera nel campo dell’atletica,
del rugby, del basket fu immensa, mai legò lo sport
con la politica e la sua dedizione ai giovani fu
senza riserva, invidiabile ad un vero padre.
Appassionato trascinatore,
con grande spirito di sacrificio portò ai vertici
nazionali atleti barcellonesi come: Mangano, Buttà, Abbate, Triolo, Iarrero, De Caro, Rappazzo, Torre…
Facendo conoscere, in Italia, gli aspetti positivi
della nostra città.
Fu un uomo onesto e si
impegnò con sacrificio al lavoro e alla famiglia,
dedicò la sua vita allo sport con spiccata
competenza e passione finalizzata esclusivamente al
raggiungimento di alti valori umani e sociali.
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Alessandro Manganaro
è nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 26 giugno 1917
ed è morto il 25 ottobre 1994. Insegnante di greco
al Liceo Classico “Luigi Valli” della sua città, si
è laureato a Palermo con una tesi sull’architetto
siciliano Angelo Italia, pubblicata in volume nel
1940. Ha partecipato attivamente alla vita culturale
non solo cittadina, mettendo a disposizione la sua
vastissima cultura umanistica, fornendo sempre
preziosi consigli e contributi vari, presentando
libri, mostre e relazionando in conferenze su
svariati argomenti. Ha tradotto la commedia plautina
“Per tre soldi” per il Teatro Sperimentale di
Michele Stilo, messa in scena nel 1951, e nel 2004
riproposta dall’Associazione Teatrale “S. Cattafi”.
Si è occupato di poesia neogreca, traducendo poesie
di Sikelianós, Elitis, Seferis, Ritsos e Engonópulos,
e illustrandole nel 1963 sul Gazzettino di Venezia.
Per l’editore Mondadori ha tradotto nel 1965 il
romanzo dello scrittore greco moderno Stratis
Myrivilis “I quaderni di guerra del sergente Costula”.
La Pro Loco di Barcellona, intitolata proprio a
Manganaro, gli ha dedicato un omaggio nel decennale
della scomparsa, pubblicando nel 2004 il volumetto
“Quaderno di Grecia, poeti neogreci”, curato da
Carmelo Geraci ed edito dalla Pungitopo.
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Alberto Torre è
stato definito “figura leggendaria della cultura
barcellonese”. E’ nato nel 1908 ed è scomparso il 17
dicembre del 1998. Pur avendo dedicato la sua vita a
ricercare e a raccogliere materiale sul musicista
Placido Mandanici, Alberto Torre non si occupava
solo di musica. Passava le sue giornate a leggere i
quotidiani, a selezionare gli articoli ritenuti più
significativi, che faceva confluire nella raccolta
dell'archivio stampa della Biblioteca Comunale, da
lui stesso iniziata allorquando ne era stato
Direttore. Grazie anche alla sua pioneristica ed
appassionata opera la nostra Biblioteca possiede
oggi una vasta raccolta di articoli sui più svariati
argomenti, ma soprattutto sulla città. E' stato
collaboratore di vari giornali: l'Ora, il Soldo, il
Punto, Barcellona Sport, il Setaccio, la Molla. I
suoi articoli si distinguevano per il caratteristico
modo di scrivere, quasi dei corsivi densi di punti
esclamativi e puntini di sospensione, poco ortodossi
delle regole del giornalismo. Soprattutto coglieva,
nei suoi pezzi sui personaggi locali, l'aspetto
aneddotico, il fatto curioso che caratterizzava il
soggetto da lui scelto. Folgoranti i necrologi di
personaggi locali: brevi "pezzi" che delineavano e
caratterizzavano esattamente, ma senza retorica, gli
scomparsi.
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Giuseppe Cutroni Zodda
(05/09/1819 - 12/08/1896), operaio bottaio, in
un'epoca in cui l'economia della città si fondava
principalmente sulla produzione vitivinicola, si
dedicò intensamente al proprio lavoro, trasformando
la sua attività da semplice bottega ad efficiente
fabbrica. Divenuto milionario, cattolico e
filantropo, condivise la sua fortuna con i più
disagiati, profondendo il suo impegno in numerose
attività benefiche. Merito maggiore del Cutroni
Zodda rimane quello di aver dato vita ad un
nosocomio per la cura di quei sofferenti che, per
mancanza di mezzi, non avevano la possibilità di
curarsi. Per perseguire questo progetto, oltre a
donare il suo fabbricato, posto in Pozzo di Gotto
tra le chiese di Gesù e Maria e dell'Assunta, lasciò
per testamento la somma di L. 120.000 per l'acquisto
degli arredi. Morto prematuramente nell'agosto del
1896, non riuscì ad assistere all'inaugurazione
della sua fondazione, avvenuta il 5 febbraio del
1899.
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Carlo Bisazza nato
a Barcellona il 1° gennaio del 1940, è morto a
Palermo il 30 giugno 2002. Diplomato alla scuola di
giornalismo, era stato corrispondente dalla sua
città, negli anni sessanta, del Giornale di Sicilia,
dell’ANSA e della Rai. Fu un antesignano, un
pioniere, della stampa periodica locale. Fondò e
diresse Sicilia Stampa, il Risveglio dell’Occidente,
Miles, L’Idea sociale. Trasferitosi a Palermo,
continuò nel capoluogo l’esperienza del Risveglio,
che nel 1989 uscì nuovamente nelle edicole
barcellonesi con cronache cittadine. Coniugò da
sempre giornalismo ed editoria, pubblicando sia i
giornali da lui fondati e diretti, ma anche libri ed
opuscoli. Svolse attività di librario e si dedicò in
gioventù, alla poesia. Esiste infatti un raro
fascicolo di sue liriche, Aneliti di gioventù, del
1955, con prefazione di Nello Cassata. La prima
libreria di Bisazza a Barcellona ebbe sede nella via
Garibaldi, nel tratto compreso tra la via Umberto I
e la via Longo. Successivamente si spostò in via
Roma, proprio dove oggi ha sede la libreria
Gutenberg.

Michele Mazzù era laureato in legge, ma non
aveva mai esercitato come avvocato, dedicandosi con
i suoi fratelli all’attività commerciale, gestendo
un negozio di colori e ferramenta. Appassionato
cultore di cinematografia, si era lanciato con
fervore nell’attività teatrale, facendo parte del
Teatro Sperimentale Universitario di Barcellona,
fondato da Michele Stilo negli anni cinquanta del
novecento, e del Gruppo Teatrale Salesiano.
All’interno di queste associazioni si era occupato
della scenografia, della sceneggiatura, della
revisione dei copioni, e ovviamente della
recitazione. Nella Passione di Gesù, messa in scena
varie volte nel teatro dei Salesiani, interpretava
la parte di Nicodemo, colui che difese Gesù
all’interno del Sinedrio e partecipò alla sua
sepoltura. Ma il teatro dei Salesiani gli veniva un
po’ stretto, tanto che avrebbe voluto mettere in
scena, per esempio, una tragedia greca, memore dei
tempi del Teatro Sperimentale di Stilo. E’ scomparso
l’8 febbraio del 2003
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