La Voce del Longano

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Daniela Sottile

 

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La giovanissima Daniela Sottile ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina con tesi in Diritto dell’Informatica, dal titolo: “ L’Informazione on-line tra responsabilità e autoresponsabilità”. Ha acquisito diversi corsi post-laurea tra i quali uno in particolare di Alta Formazione in Diritto dell’Informatica organizzato dall’ Osservatorio CSIG (Centro Studi Informatica Giuridica) di Reggio Calabria. Attualmente svolge l’attività di avvocato con studio professionale in Terme Vigliatore. Iscritta  all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti dal primo dicembre 2006 e già da diversi anni collabora per la stesura di articoli di attualità con la testata giornalistica “L’eco del sud Messina Sera” e con il giornale “Mensile di cultura e società Comunità”.

 

 

                                     

 

La storia insegna che gli eventi si ripetono …

ma la storia siamo noi!!!

 

 22 Novembre 2011 Barcellona Pozzo di Gotto si risveglia con il rumore della pioggia battente. È una mattinata grigia e spenta, le strade sono vuote e silenziose, un’aria di malinconia e tristezza aleggia sulla città del Longano, quasi un presagio! La pioggia scende copiosa dal cielo ed il  tutto è pervaso da quell’unico rumore, il ticchettio sui delle case, sull’asfalto, sulle poche macchine che si “incamminano” a lavoro. I ragazzi, la maggiore parte di essi, “salta” la scuola e trascorre il tempo davanti alla Tv mentre fuori sembra un giorno normale. D’improvviso  il cielo si schiarisce e  regala un bellissimo arcobaleno che rasserena e sembra voler diffondere il buon umore, voler dire che il peggio è passato. Purtroppo però così non è. Sono le 13:00 circa quando il torrente Longano che attraversa Barcellona, alimentato dalla fitta ed incessante pioggia, “non riesce a contenersi”, sbatte violentemente contro tutto quello che incontra, si infrange contro gli alberi e li sdratica, le macchine e le trascina via,  i ponti e li fa crollare, quindi esonda e dilaga per le strade, le botteghe, i negozi, le cantine, le case ed ogni cosa spazza via. E’ il caos e la gente assiste impotente. Dopo la pioggia, dopo l’acqua del fiume, quando questa si ritrae, è il fango che invade ogni cosa. Barcellona è piena di rottami di ogni genere, di gente disperata che ha perso l’attività o addirittura ci ha rimesso la casa. Si inizia a spalare subito, anche se è  già buio non importa, bisogna salvare il salvabile. Distrutti e stremati ci si raduna quindi davanti alla tv per seguire i telegiornali nazionali, per vedere e rendersi conto di cosa è realmente accaduto, di cosa ha prodotto una simile catastrofe … ma niente, nessun servizio, nessun accenno. Il meridione piange, il messinese è sotto l’acqua, Barcellona P.G. è nel fango ma tutto tace.  Sembra di ripiombare ai tempi della tragedia del 1908, quella di cui ci parlano i nostri nonni, quella in cui Messina venne colpita prima dal fortissimo terremoto e subito dopo dal maremoto. Oggi Barcellona è un territorio tirato fuori dal fango, una cittadina  che grazie ai propri abitanti cerca di rialzarsi, che deve tanto alla collaborazione ed alla forza di volontà di chi è desideroso di rinascere, di vedere nuovamente la città pulsare di vita. In queste settimane si è fatto tanto per ritornare alla normalità ma la cosa più importante è stata la lezione di vita imparata a proprie spese dai cittadini barcellonesi: la storia insegna che gli eventi si ripetono in tutti i luoghi e in tutti i tempi: inondazioni, diluvi, alluvioni, tsunami … ma la storia siamo noi!!!

           

 

                                     

Tavola rotonda al Teatro Trifiletti di Milazzo

“La violenza in famiglia, I principali profili di rischio”

 

L’Assessorato alle pari opportunità del Comune di Milazzo ed il Club Efedra hanno organizzato lo scorso sette maggio, una tavola rotonda sul tema La violenza in famiglia- I principali profili di rischio. A moderare la serata, presso il teatro Trifiletti, è stato il dott. Orlando, giornalista della Gazzetta del Sud, che ha introdotto gli ospiti che si sono confrontati sulla tematica della violenza familiare. Numerosi gli spunti di riflessioni, tanti gli interrogativi ma su tutto la consapevolezza che il fenomeno, ormai dilagante, deve essere arginato e combattutto a tutti i livelli. Gli interventi dei vari ospiti che si sono confrontati sull’argomento, ciascuno dando il proprio contributo, parlando della propria esperienza professionale, hanno evidenziato la pericolosità di un fenomeno, purtroppo in larga crescita. La Prof.ssa Scolaro, Assessore alle Pari opportunità del Comune di Milazzo, nonché Preside dell’ITIS Copernico di Barcellona P.G., ha annunciato che accanto allo Sportello Antiviolenza, attivato da tempo presso l’amministrazione comunale milazzese, sarà a breve costituito l’Osservatorio permanente con il fine di raccogliere dati e studiare il fenomeno della violenza consumata tra le mura domestiche. Qualche dato relativo a casi concreti lo ha fornito il Dott. De Luca, Procuratore della Repubblica di Barcellona P.G., che ha parlato di sesssanta notizie di reato di maltrattamenti in famiglia e di un centinaio di stolking giunte in Procura nel 2010. Nella maggior parte dei casi si tratta di reati consumati tra coniugi o ex coniugi; tutti questi casi vengono trattati prioritariamente perché considerati campanelli d’allarme di altri e più efferati delitti. E’ necessario monitorare attentamente la violenza in famiglia, ha infatti evidenziato il procuratore, perché esistono fenomeni meno eclatanti dell’omicidio ma altrattanto temibili, pensiamo allo stolking di cui all’art. 612 bis, di recente introduzione; alla violenza sessuale; ai maltrattamenti, caratterizzati da una condotta vessatoria che si manifesta in comporatmenti fisici e psichici che purtroppo non vengono denunciati dai soggetti deboli che li subiscono. Proprio con riferimento alle vittime, su cui si è soffermata la Dott.ssa Bruzzone, Criminologa conosciutissima per i numerosi casi di cui si è occupata come consulente di parte e  balzati alla cronaca per la efferatezza del crimine. La Dott.ssa Bruzzone, Presidente della Accademia Internazionale Scienza Forensi, ha bene evidenziato come spesso vittime di violenza siano donne e bambini, mentre autori di violenza soggetti con facilitato accesso al perimetro familiare e ben conosciuti dalla vittima stessa. Dai suoi interventi sono venute fuori  diverse chiavi di lettura del fenomeno e numerosi momenti di confronto con un atro autorevole ospite della serata, Don Pati, Presidente Case Accoglienza Santa Maria della Strada. Don Pati che segue anche diverse comunità per minori, ha posto l’accento sulle difficoltà che incontra la vittima dopo vere fatto la denuncia per la violenza subita. Ha invitato tutti a chiedersi il perché di una violenza, di un maltrattamento e ad abbandonare il pregiudizio per mettersi all’ascolto di quanti vivono un disagio e non riescono a farlo venire fuori, a superarlo. La serata ha avuto anche un interessante momento musicale con l’intermezzo di Sabrina e Simona Palazzolo all’arpa  celtica.

 

 

 

                               

Donne in cammino per l’affermazione dell’Identità di genere

 

Anche quest’anno, in occasione della festa della Donna, l’I.T. I. S. - L. S. T “N. Copernico”di Barcellona P.G. ha promosso  la giornata della Donna. La manifestazione svoltasi lo scorso undici marzo è stata titolata “Donne in cammino per l’affermazione dell’Identità di genere”. Organizzata dalla Commissione Pari Opportunità del Copernico, promotore dell’iniziativa insieme alla Dirigente scolastica, Prof.ssa Stefania Scolaro, ha fornito tanti spunti di riflessione anche per gli alunni.

A dare il benvenuto ai numerosi ospiti intervenuti alla manifestazione culturale è stata la dirigente scolastica che ha introdotto il tema della serata, soffermandosi sulla celebrazione dei 150°dell’Unità d’Italia cui hanno senz’altro contribuito tante donne di diversa estrazione sociale. Gli interventi dei relatori hanno, quindi, posto l’accento sulla condizione giuridica ed i diritti della donna, ancora lontana dal raggiungimento di quella piena parità per cui tante battaglie sono state intraprese; e sul piano letterario e poetico con la rivalorizzazione della sicilianità della donna, anche grazie al recupero di un linguaggio ormai in disuso. L’avv. Tina Cilona, membro dell’Unione contro la violenza sulle donne, ha fatto un excursus legislativo, ripercorrendo le travagliate tappe che hanno portato dapprima le donne al voto, nel 1946, e poi nel 1975 alla riforma del diritto di famiglia che ha scalzato la visione patriarcale della famiglia ed affermato il concetto della parità genitoriale.

Le riflessioni sul libro “La me terra” dell’autrice Margherita Neri Novi hanno, invece, toccato il tema della sicilianità della donna, anche attraverso il suo linguaggio, quello del dialetto siciliano, ed espresso in versi il valore della solidarietà della donna. Al termine della serata la presentazione del filmato realizzato dagli alunni dell’istituto dal tema “Donne e Risorgimento- Peppa Cannunera – L’eruina di la chiana” a commemorazione di una eroina barcellonese, una delle più care figure dell’insurrezione del 31 maggio 1860 contro gli ultimi sostegni della crollante tirannide borbonica.

 

 

                                      

Dall’agricoltura alla disoccupazione: il censimento “nel censimento”!

 

 Barcellona P.G.: censite nella città del Longano ed in tutto il comprensorio numerose aziende agricole.

Dal mese di ottobre dello scorso anno è in corso, su tutto il territorio nazionale, il 6° Censimento Generale del’Agricoltura. I dati raccolti serviranno per elaborare un’analisi approfondita della realtà agricola italiana e serviranno al nostro Paese e all’Unione Europea per elaborare politiche di  sostegno alla produzione agricola. Un’analisi approfondita della realtà agricola italiana è, infatti,  importante e  rilevante per lo sviluppo di politiche nazionali e comunitarie, attente al sostegno della produzione agricola. I dati raccolti, che dovranno essere consegnati ufficialmente dai rilevatori entro il 31 marzo,  offriranno un quadro informativo sulla struttura del sistema agricolo e zootecnico, a livello nazionale, regionale e locale. Facendo un salto indietro emerge, dal raffronto dei dati dei precedenti censimenti, che sono sempre meno le aziende agricole in Italia, mentre aumenta, di anno in anno, la dimensione media aziendale. Dal 1961, anno della prima rilevazione censuaria generale, in cui il conteggio fu di quasi 4,3 milioni, il numero delle aziende agricole è diminuito nel tempo: 3,6 milioni nel 1970, circa 3,2 milioni nel 1982 e 3 milioni nel 1990, fino ai 2,6 milioni dell'ultimo censimento, che si è svolto nel 2000. La diminuzione è stata molto più marcata nelle regioni del Nord. La superficie agricola totale ha subito una contrazione, in cinquant'anni, di quasi 7 milioni di ettari: dai 26,5 milioni del 1961 ai 19,6 milioni del 2000. Dalle informazioni più recenti a nostra disposizione emerge un settore agricolo fortemente differenziato dal punto di vista sia territoriale sia socio-demografico. Innanzitutto la struttura dell'agricoltura italiana mostra un carattere tipicamente familiare. Nel nostro comprensorio, ed in particolare nel barcellonese, emerge, dai dati parziali ad oggi rilevati, un calo generale del settore, tanto per l’aspetto della produzione che della superficie coltivata. Ma, il dato che più di ogni altro desta preoccupazione è quello occupazionale che già scoraggiante nell’ultimo decennio, si è fatto, oggi, particolarmente allarmante. Proprio con riferimento  a quest’ultimo dato, abbiamo chiesto alla Cia (Confederazione Italiana Agricoltura) una anteprima sul rilevamento nelle aziende di Barcellona P.G. I dati emersi non sono di certo rasserenanti, se si pensa che su poco meno di 200 produttori intervistati, oltre il 50% dichiara di non riuscire più ad ottenere dalla propria azienda, il reddito necessario a sostenere la famiglia. Altro dato significativo riguarda la produzione, spesso non commercializzata dai conduttori delle aziende per mancanza di canali commerciali organizzati, quali la vendita a km zero, in azienda, diretta dal produttore al consumatore (di grande rilievo in altre regioni italiane) e così, la produzione invenduta serve solo all’autoconsumo e non genera più ricchezza come in passato. Scoraggiante anche il dato relativo all’abbandono di molti appezzamenti di terreno, un tempo vigneti, agrumeti, uliveti ed allo stato di inattività delle aziende che preferiscono non produrre piuttosto che caricarsi di spese ed andare così in perdita. Se poi si affronta la questione occupazionale, nota dolente di tutto il paese e soprattutto del sud Italia, ci si rende effettivamente conto della profonda crisi in cui versa il settore agricolo del nostro paese. Finiti i tempi in cui, con il ricavato della vendita dei prodotti dei campi, si manteneva dignitosamente una famiglia media e si pensava a costruire la casa di proprietà o a fare le vacanze estive, oggi non si riesce neppure a mandare avanti la produzione perché troppo ampia è la forbice tra spese di gestione e ricavi dalla vendita. Così molti giovani scoraggiati, tra i venti ed i quaranta anni, finiscono, quando va bene, per coltivare l’orticello per mangiare, vivendo a carico dei genitori anziani che tirano avanti con la sola  pensione. Tanti giovani intervistati, i cui genitori sono stati un tempo conduttori di azienda, hanno abbandonato l’attività agricola in quanto non solo non remunerativa ma, spesso, portatrice di eccessive spese di produzione che poi non sono compensate dalle entrate e che nel tempo fanno chiudere in negativo il bilancio aziendale e familiare. I dati complessivi del 6° censimento verranno pubblicati, a seguito di elaborazione del Centro Istat, nei prossimi mesi ma, già da rilevamenti effettuati, emerge un quadro poco rassicurante per l’agricoltura del nostro paese, speriamo che i nostri amministratori, locali e nazionali, sappiano mettere in campo, è proprio il caso di dirlo, soluzioni adeguate ai bisogni degli agricoltori italiani.

 

 

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Ultimo Aggiornamento 25/01/2012

Barcellona Pozzo di Gotto

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