La Voce del Longano

Il Santuario della Madonna del Carmine

 

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Cenni Storici sul Santuario della Madonna del Carmine

 

Su una delle colline che sovrastano Barcellona Pozzo di Gotto, sorge il convento dei Padri Carmelitani. La loro presenza in Pozzo di Gotto come scrive P. Carmelo Nicotra,  risale al 25 agosto 1579, dove era ubicata l'antica chiesa dedicata a S. Andrea Apostolo. Il 26 agosto 1583 sorse il convento e la chiesa del Carmelo, come risulta dagli Atti Notarili del Convento di Milazzo raccolti dal cav.Stefano Zerilli nella Biblioteca Comunale, dopo la soppressione del convento stesso. In breve tempo i frati, ben visti dalla popolazione locale ingrandirono i locali al culto, riducendo ad una cappella il piccolo oratorio di S. Andrea, e ricostruendone altre due che furono dedicate al SS. Crocifisso ed alla Madonna della Catena, già contenuti nell'antica chiesa. All'interno della nuova chiesa fu posta all'altare maggiore la tela della Madonna del Carmelo fra i Santi Simone Stock e Cirillo Alessandrino, in seguito sostituita dal simulacro del Carmine collocato in una nicchia. Chiesa e convento hanno subito nei secoli diversi trascorsi che ne hanno alterato la struttura originaria. La chiesa ha subito i danni del terremoto del 1783 e di diversi incendi negli anni precedenti. Poco prima della chiusura del convento, nel 1866, esso fu trasformato in ospedale militare per i feriti nella battaglia del 20 Luglio 1860 a Milazzo. Successivamente fu adibito ad ospedale civile pur rimanendo all'interno i frati. Nel 1864 fu sostituito il vecchio pavimento in terracotta con quello marmoreo. Nel 1905 su donazione della nobildonna Antonia Cutroni, furono costruite delle camere per ospitare dei novizi. Il convento e la chiesa hanno subìto i danni del terremoto del 1908. Si dovettero demolire i due campanili e restaurare le navate. In quell'occasione, fu costruita la cappella di S. Giuseppe. Nel 1927 fu edificata la grotta artificiale che ospita al suo interno la Madonna di Lourdes. L'altare maggiore fu ricostruito nel 1935 grazie alle spese della signora Pantè ed il contributo del comm. Cattafi. Altri restauri sono stati eseguiti nel 1947: fu risistemata Ia navata e la cappella della Madonna della Catena. Il sisma del 16 aprile 1978 procurò altri gravi danni, tanto che il convento e la chiesa dovettero essere chiuse per urgenti lavori di consolidamento. Alcune opere presenti all'interno sono state trafugate nel 1987; si tratta di opere pittoriche dei sacerdoti barcellonesi Antonino e Filippo Viscosi, alcune trafugate integralmente ("S. Andrea Apostolo con i santi Angelo, Alberto, Lucia ed Agata"), altre danneggiate nell'atto sacrilego di rubarle ("S. Spiridione che risuscita una ragazza"). Al suo interno è stato collocato negli anni '70 un organo a due tastiere e venti registri reali della Ditta Ruffatti di Padova.

 

 

 

 

 

 

 

Storia sulla Devozione della Madonna del Carmine

 

Il Monte Carmelo, in Palestina, fin dal tempo dei Fenici (chiamati Filistei nella S.Bibbia) fu meta di anacoreti; lassù si ritirarono, dopo la morte di Gesù, alcuni cristiani aspiranti alla perfezione dei consigli evangelici e sul Carmelo dedicarono il primo Tempio alla Vergine che perciò si chiamò Madonna del Carmelo o del Carmine. Ma il Carmelo divenne insufficiente a contenere tutti quelli che si raccoglievano intorno ai primi Carmelitani e si ebbero così molti eremiti devoti alla Vergine sparsi in Palestina prima, e poi in Egitto ed in tutto l’Oriente. Verso il 1150 finalmente si organizzarono a vita comune e si ebbero dei monasteri carmelitani che, col ritorno dei Crociati, si moltiplicarono anche in occidente e precisamente in Sicilia ed in Inghilterra. L’approvazione dell’Ordine fu concessa dal Papa Onofrio III nel 1226 ed una conferma più solenne veniva data nel 1273 con Concilio di Lione che aboliva tutte le nuove Congregazioni, facendo però rimanere in vita solo Domenicani, Francescani, Carmelitani e Agostiniani. A questo punto giova ricordare due fatti prodigiosi. Il 16 Luglio 1251 appariva la Vergine Santa a San Simone Stock d’origine inglese, che da qualche anno reggeva le sorti dell’Ordine inglese e, porgendogli lo Scapolare, gli diceva: “ Prendi, o figlio dilettissimo, questo Scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita. Ecco un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza e di pace con voi in sempiterno. Chi morrà vestito di questo abito, non soffrirà il fuoco eterno.” Queste parole della Madonna non ci dispensano dal vivere secondo la legge di Dio; ci promettono soltanto l’intercessione della Vergine per una santa morte. Un secolo dopo l’apparizione a S. Simone Stock, la Vergine SS. del Carmine appariva al Pontefice Giovanni XXII e, dopo avergli raccomandato l’Ordine del Carmelo, gli prometteva di liberare i suoi confratelli dalle fiamme del Purgatorio il sabato successivo alla loro morte. Questa seconda promessa della Vergine porta il nome di Privilegio Sabatino che ha origine dalla Bolla Sabatina dello stesso Pontefice Giovanni XXII e datata in Avignone il 3 marzo 1322. Sua Santità Pio X con decreto della S.Congregazione del S.Ufficio del 16 dicembre 1910 concesse che lo Scapolare si potesse sostituire con una medaglia che portasse da una parte la effige del S.Cuore e dall’altra quella della Madonna (preferibilmente del Carmine). Per usufruire della Grande Promessa (fatta a S.Simone Stock), bisogna ricevere lo Scapolare da un sacerdote autorizzato, portarlo sempre addosso devotamente e iscriversi nei registri della Confraternita. Per usufruire del Privilegio Sabatino bisogna inoltre osservare la castità del proprio stato recitare alcune preghiere che il sacerdote determina nell’atto di consegnare lo Scapolare.

 

 

 

 

 

 

 

La Storia dell'Ordine Carmelitano


Il sorgere dell’Ordine carmelitano si riallaccia ad un gruppo di fedeli laici cristiani che, provenendo dall’Europa, si stabilirono al monte Carmelo, nel Wadi ’ain es-Siah, verso la fine del secolo XII (più o meno all’epoca della terza crociata, 1189-1192). Con la conquista della Terra Santa da parte dei crociati si ha una vasta fioritura della vita eremitica-cenobitica e religiosa. All’epoca della terza crociata (nel 1191), il monte Carmelo è stato prima base militare per il Saladino e, dopo la conquista di Acri da parte dei crociati, diviene un luogo assai sicuro per i cristiani, perchè appartenente al Regno Latino e protetto ora da una serie di fortilizi militari. Sembra che in questa epoca un nuovo gruppo di eremiti latini si sia stabilito nel monte Carmelo. Il gruppo è formato da penitenti, eremiti e pellegrini che assumono il modo di vivere della realtà spirituale del tempo che si canalizza nella “peregrinatio hierosolymitana” e nella conseguente spiritualità del cammino.  Gli eremiti latini al monte Carmelo, pertanto, sono cristiani che vivono in “santa penitenza”, con preghiera centralizzata nella Parola di Dio, a volte con l’Eucaristia e la mortificazione; che vivono la spiritualità del pellegrinaggio e nella ricerca del Regno del Signore, da istaurare visibilmente anche nella “sua” terra con “armi spirituali” e con particolare attenzione ai valori dell’esodo, prestando il proprio “servizio” a Cristo (“vivere in obsequio Iesu Christi”). Il gruppo degli eremiti latini, guidati da uno di loro (il fratello “B”, ricordato dal testo della Regola Carmelitana, e più tardi identificato dalla tradizione con Brocardo), decisero di avere un’organizzazione più solida; cosi chiedono ed ottengono, tra il 1206 e il 1214, da S. Alberto, Patriarca di Gerusalemme, una “Norma di Vita” secondo il loro “propositum”. Nel 1226 Papa Onorio III da un'approvazione della Norma di Vita che comincia ad essere chiamata Regola. Ben presto altre comunità si aggiunsero all’originaria, sicuramente in Accon e Tiro. Nel 1247, 1 ottobre: Papa Innocenzo IV dichiara, conferma e adatta la “Norma di Vita” come vera e definitiva Regola. In seguito all’instabilità politica della Terra Santa e alle difficoltà provenienti dal predominio esercitato in modo sempre più forte dai saraceni, durante il periodo di tregua dal 1228 al 1239 inizia l’emigrazione degli eremiti dal Carmelo verso l’Europa. Nel partire, oltre gli oggetti di uso personale, pare che i frati si procurassero copie dell’immagine della Madonna davanti alla quale si erano offerti al Signore. L’emigrazione portava cosi a stabilire nuovi insediamenti. Furono fondate inizialmente comunità in Cipro, Messina (1230-35), Hulne e Aylesford (Inghiltera 1242), Aygalades (Francia 1244), Pisa (1249), Colonia (Germania 1260) e in altre località. L’ingresso dei carmelitani nelle città non si trova agli inizi dell’espansione europea. Sarà presente in modo ampio e crescente solo dalla seconda metà del secolo XIV in poi. Le motivazioni che portano ad insediarsi nelle città generalmente sono di ordine economico, pastorale e culturale. Dalla città poi i Carmelitani traggono: - molte delle loro vocazioni, - i mezzi per vivere, - la spinta e lo stimolo per lo studio, - e dal contatto con la gente il motivo per agire come forza pacificatrice e di coagulo tra le continue frazioni cittadine. Da allora fino ad oggi sono presenti nella storia dell’Ordine forme ed esperienze di vita religiosa che danno nuovo impulso non solo al Carmelo, ma alla Chiesa intera. La riforma protestante inferse un duro colpo agli Ordini religiosi, eccetto che in Italia e Spagna. Nei territori ove si diffuse il protestantesimo molti conventi furono chiusi con violenza o eliminati gradualmente, e intere provincie soppresse. D’altra parte la vita religiosa nel suo stato di snervatezza, soprattutto nel Nord Europa, era incapace di affrontare la nuova situazione. L’Ordine si riprende gradualmente con l’apertura di nuovi conventi e delle nuove provincie cosi che alla vigilia della rivoluzione francese l’Ordine contava 42 provincie e 3 vicariati in Italia, Francia, Spagna, Europa centrale, Brasile, Germania, Fiandra e in Belgio, Portogallo e in Irlanda. In tutto i conventi erano 780 e i religiosi 13.000. Tante le peripezie per la “sopravvivenza dell’Ordine”: dall’illuminismo fino alle soppressioni del sec. XIX. La ripresa del Carmelo ebbe sul finire del secolo passato e nella prima parte del nostro secolo, grazie alla fede e all’audacia di molti confratelli.

 

 

 

 

 

 

Santi Carmelitani

S.Teresa di Gesù (Teresa d'Avila) – 15 ottobre

S. Giovanni della Croce – 14 dicembre

S. Teresa di Gesù Bambino - 1 ottobre

Beata Elisabetta della Trinità – 9 novembre

S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) – 9 agosto

Altri Santi e Beati Carmelitani

3 gennaio - Beato Ciriaco Elia Chavara
8 gennaio - San Pier Tommaso
9 gennaio - Sant'Andrea Corsini
27 gennaio - Sant'Enrico de Ossò
29 gennaio - Beata Arcangela Girlani
1 aprile - Beato Nonio Alvarez Pereira
17 aprile - Beato Battista Spagnoli
18 aprile - Beata Maria dell'Incarnazione
23 aprile - Beata Teresa Maria della Croce (Manetti)
6 maggio - Sant'Angelo di Sicilia
8 maggio - Beato Luigi Rabatà
16 maggio - San Simone Stock
22 maggio - Santa Gioacchina de Vedruna
25 maggio - Santa Maria Maddalena de' Pazzi
7 giugno - Beata Anna di san Bartolomeo
9 giugno - Beata Giovanna Scopelli
28 giugno - Beato Giovanni Soreth
13 luglio - Santa Teresa de los Andes
17 luglio - Le sedici beate Carmelitane di Compiègne
20 luglio - Il profeta Elia
24 luglio - Beate martiri Pilar, Teresa, Maria Angeles
27 luglio - Beato Tito Brandsma
7 agosto - Sant'Alberto degli Abati (da Trapani)
18 agosto - Beati Gian Battista, Michele Luigi e Giacomo di Rochefort
25 agosto - Beata Maria di Gesù Crocifisso
1 settembre - Santa Teresa Margherita Redi
12 settembre - Beata Maria di Gesù
17 settembre - Sant'Alberto di Gerusalemme
5 novembre - Beata Francesca d'Amboise
6 novembre - Beata Josefa Naval
7 novembre - Beato Francesco Palau
9 novembre - San Raffaele Kalinowski
19 novembre - Beati martiri Dionigi e Redento
5 dicembre - Beato Bartolomeo Fanti
16 dicembre - Beata Maria degli Angeli
Beate Maria del Sagrario e Maria Maravillas
Beato Alfonso Maria Mazurek
Venerabile padre Aureliano

 

 

 

 

 

 

Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

16 luglio - Memoria Facoltativa

 

Memoria mariana di origine devozionale. Il titolo del Carmelo ricorda l'eredità spirituale di Elia profeta, come contemplativo e strenuo difensore dell'unico Dio di Israele. Sul monte Carmelo, nel secolo XII, si raccolsero alcuni eremiti nell'intento di dedicarsi giorno e notte alla lode di Dio sotto il patrocinio della beata Vergine Maria. (Mess. Rom.). Etimologia: Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico. L'Ordine dei carmelitani, uno dei più antichi nella storia della Chiesa, anche se considera il profeta Elia come suo patriarca e modello, non ha un vero fondatore, ma ha un grande amore: il culto a Maria, onorata come Beata Vergine del Carmelo. "Il Carmelo - ha detto il carmelitano card. Piazza - esiste per Maria e Maria è tutto per il Carmelo, nella sua origine e nella sua storia, nella sua vita di lotte e di trionfi, nella sua vita interiore e spirituale". Elia e Maria vengono uniti in una narrazione che ha il sapore della leggenda. Riferisce il Libro delle istituzioni dei primi monaci: "In ricordo della visione che mostrò al profeta la venuta di questa Vergine sotto la figura di una piccola nube che saliva dalla terra verso il Carmelo (cfr. 1Re 18,20-45), i suddetti monaci, nell'anno novantatrè dell'Incarnazione del Figlio di Dio, distrussero la loro antica casa e costruirono in onore di questa prima Vergine votata a Dio una cappella sul monte Carmelo, vicino alla fontana di Elia". Cacciati dai Saraceni nel XIII secolo, i monaci, che avevano frattanto ricevuto dal patriarca di Gerusalemme S. Alberto, già vescovo di Vercelli, una regola approvata nel 1226 da papa Onorio III, ripararono in Occidente e vi fondarono vari monasteri, superando varie difficoltà, nelle quali però poterono sperimentare la particolare protezione della Vergine. Un episodio in particolare colpì i devoti: "I fratelli la supplicavano umilmente di liberarli da queste insidie infernali, lei che li aveva condotti in questi luoghi. A uno di loro, Simone Stock, mentre pregava così, la Madre di Dio apparve accompagnata da una moltitudine di angeli e tenendo nelle mani lo scapolare dell'ordine gli disse: Ecco il privilegio che dono a te e a tutti i figli del Carmelo: chiunque sarà rivestito di quest'abito sarà salvo". I critici considerano spuria, cioè non autentica, la bolla di Giovanni XXII in cui si parla di questo privilegio "sabatino" di essere preservati dall'inferno e di essere liberati dal purgatorio il primo sabato dopo la morte, tuttavia molti papi ne hanno parlato in senso positivo. In una bolla dell'11 febbraio 1950 Pio XII invitava a "mettere in prima fila, tra le devozioni mariane, lo scapolare che è alla portata di tutti": inteso come "veste mariana", esso è infatti un ottimo simbolo della protezione della Madre celeste, mentre come "sacramentale" trae il suo valore dalle orazioni della Chiesa e dalla fiducia e dall'amore di coloro che lo indossano.

 

 

 

 

 

 

 

Lo Scapolare della Madonna del Carmine

 

Lo Scapolare è una parte dell’abito monastico. Fin dall’antichità fu usato dai religiosi di molti ordini (la regola di S. Benedetto parlava già di uno Scapolare usato durante il lavoro). Quello usato dai religiosi consiste in due lunghe strisce di staffo di un determinato colore indossate sopra la tonaca e pendenti sulle scapole. Lo Scapolare portato dai fedeli come segno della loro affiliazione ad un Ordine religioso è formato da due rettangolini di stoffa uniti da due fettucce, esso si porta pendente sul collo, sotto i vestiti ordinari. La Vergine stessa ha privilegiato coloro che lo indossano con speciali promesse. L’Ordine Carmelitano ha origini antichissime e, si può ben dire, che sia l’Ordine monastico più antico, dato che riconosce il suo principio e origine dal Santo Profeta Elia: ben 940 anni prima di Cristo. Elia, profeta di Dio, fu il primo monaco: da lui ebbe origine questa istituzione. Egli infatti per raggiungere la Divina contemplazione e spinto dal desiderio di maggiore perfezione stabilì di proposito di condurre una vita religiosa e profetale eremitica; guidato da Dio stesso ne incominciò e istituì la maniera. Iddio infatti lo mosse a fuggire dalla società e a nascondersi in un deserto per seguire il modo di vita indicatogli. Leggiamo così infatti, nel libro dei Re: “La parola di Dio fu rivelata ad Elia dicendo: parti da qui e va contro l’Oriente e nasconditi presso il torrente Carith che è dirimpetto al Giordano, qui bevi del torrente ed ho comandato ai corvi che ti procurino il vitto” (III Re 17,2-4). Elia dunque è il primo monaco e fin dalla sua assunzione in Cielo su di un carro di fuoco si sviluppò sul Monte Carmelo (da cui l’Ordine prende il nome, e presso il quale abitò il profeta) una fervente comunità monastica. Nove secoli più tardi, dopo la Crocifissione di Gesù Cristo ad opera dei Giudei, la Santissima Vergine Maria prima della sua Assunzione al Cielo amava conversare intimamente coi Religiosi Carmelitani del Sacro Monte. Dopo la sua Gloriosa salita al Cielo, i Religiosi del Monte Carmelo furono i primi a dedicarle templi e a venerare la sacra immagine: prima fra tutte un’effige dipinta dall’evangelista San Luca. Si fregiarono pure dell’illustre titolo di Ordine dei frati della Madre di Dio Maria Vergine del Monte Carmelo, confermata dalla Sacra Congregazione dei Riti nell’ufficio della solennità della Vergine del Carmelo. Nacque così il primo ordine Mariano. Documenti risalenti al Medioevo testimoniano l’esistenza di vita monastica antichissima nei luoghi santificati dal Profeta: San Bertoldo fondò (XII sec.) il suo monastero sul Monte Carmelo sopra le vestigia di antichissimi templi (P. Benedictus Zimmerman, Monumenta Carmelitana 1907 pp.269). La diffusione in Europa dell’Ordine Carmelitano è dovuta essenzialmente all’invasione mussulmana (XIII sec.), ma qui i monaci incontrarono notevoli difficoltà per conservare il genere di vita e l’organizzazione che avevano in Oriente. Il Superiore generale di quel tempo era San Simone Stock, eletto nel 1245, il quale di prodigò per un adattamento della Regola all’esigenze del nuovo ambiente. Si stabilì che i religiosi potevano costruire i loro conventi sia negli eremi che in altri luoghi dove fosse possibile vivere nel raccoglimento, e si permise loro di applicarsi agli studi e alle opere di apostolato. Nel 1247 Papa Innocenzo III diede l’approvazione alle mutazioni introdotte alla Regola e San Simone si prodigò nella fondazione di nuovi conventi in tutt’Europa, ma la fioritura dell’Ordine sotto la guida del Santo si arrestò assai presto a causa di persecuzioni e incomprensioni. Si diceva che l’Ordine era in contrasto con il Concilio Lateranense IV che nel 1215 aveva proibito la fondazione di nuovi istituti religiosi, sebbene l’Ordine Carmelitano fosse, come abbiamo visto, antichissimo, da alcune parti si cercava di impedire l’esercizio dell’apostolato con la scusa che si distaccava dallo spirito primitivo dell’Ordine. Di fronte a queste difficoltà che si rinnovavano ogni momento, San Simone fece ricorso alla protezione della Santa Vergine, patrona dell’Ordine, e la Madonna rispose con prontezza materna. La narrazione più antica della storica visione è la seguente: “S. Simone d’Inghilterra, sesto generale dell’Ordine, pregava con insistenza la gloriosissima Madre di Dio, affinché dotasse di qualche privilegio l’Ordine dei Carmelitani, che si onora del titolo della stessa Vergine, e ripeteva con grande devozione: La Beata Vergine, con una moltitudine di angeli gli apparve tenendo nelle sue mani benedette lo scapolare dell’Ordine dicendo. “questo sarà per te e per tutti i Carmelitani il grande privilegio, che chiunque morirà con questo (lo scapolare che la Vergine mostrava) non patirà il fuoco eterno ma sarà salvo”.Questa rivelazione si trova in un santorale carmelitano del XIV sec. Del quale si conservano diverse relazioni, divergenti tra loro per piccoli particolari, ma identiche nella sostanza, anzi la preghiera rivolta alla Madonna, il “Flos Carmeli” viene riferita quasi ovunque con le stesse parole. Questa convergenza fa pensare a una fonte unica, più antica, alla quale tutti attingono. Fin dalla metà del trecento infatti, la preghiera di S. Simone, “Flos Carmeli”, era entrata nella liturgia carmelitana. Prova storica indiscutibile sulla notezza delle promesse fatte sullo scapolare ci è fornita da redazioni più ampie del santorale risalenti alla seconda metà del trecento, dove si afferma che a quel tempo in Inghilterra anche molti nobili laici portavano lo scapolare in ossequio alle promesse fatte dalla Vergine a S. Simone (Santorale del codice di Bamberga, XV sec.). La devozione allo Scapolare si diffuse enormemente nel XV sec. La visione di S. Simone è nota e ammessa da tutti, anche fuori dell’Ordine, e viene inserita nelle lezioni dell’Officio della Madonna del Carmine approvate nel 1609. Benedetto XIV nel suo libro scritto, quando era Cardinale Arcivescovo di Bologna, sulle feste del Signore e della Madonna, afferma: “Si dice che la Beata Vergine, dando lo Scapolare al Beato Simone, abbia detto: Questo sarà un privilegio per te e per tutti i carmelitani; chi morirà con questo non patirà il fuoco eterno… Crediamo tutti che la visione sia vera e come vera si debba ritenere da tutti”. Tale devozione fu confermata e lodata da tutti i Papi fino ad oggi: il Santo Padre Pio XII, che in occasione del VII centenario dello Scapolare, lodò tale devozione in un prezioso autografo inviato al superiore dell’Ordine (11.02.1950)affermò: “..è larghissimamente diffusa tra i fedeli, con ubertosi frutti spirituali”. Allo Scapolare della Madonna del Carmine è inoltre legato un altro privilegio detto “privilegio sabatino” che non venne concesso dalla Vergine a S. Simone, ma ha un’origine posteriore; tale privilegio consiste nell’assistenza che la Madonna da alle anime che in vita portano devotamente lo Scapolare, promettendo loro di liberarle al più presto dal purgatorio, specialmente il primo sabato dopo la loro morte. Apparsa al Cardinale francese Giacomo Duesè, suo grande devoto, la Madonna annunciò la sua elezione a Papa e chiese di promulgare il nuovo privilegio concesso. Eletto Papa con il nome di Giovanni XXII, Giacomo Duesè nel 1322 pubblicò una bolla “Sacratissimo uti culmine” nella quale il pontefice narra la sua visione della Madonna del Carmelo raccontando:  “La Vergine del Carmelo, un giorno, mentre io genuflesso la supplicavo, mi apparve tutta splendente e mi disse queste parole: “O Giovanni! O Giovanni! Vicario del mio diletto Figlio, io ti scamperò dal tuo nemico per mezzo delle Mie preghiere, esaudite dal mio dolcissimo Figlio, così tu, per riconoscenza ai miei benefici, concedi al mio santo e devoto Ordine del Carmelo, incominciato da Elia ed Eliseo su quel monte, un’ampia e generosa conferma … con la quale approvazione, da vero Vicario del mio Figlio, tu sancirai sulla terra quello che fu decretato in cielo, che cioè chiunque persevererà nel voto di Obbedienza, castità, povertà, o sarà entrato nell’Ordine, si salverà. E se altri per devozione entreranno in quella santa religione, portando il segno dell’abito santo, con nomi di confratelli o consorelle del predetto Ordine, saranno liberi e assolti da una terza parte dei loro peccati … e se nel giorno in cui essi morranno saranno confinati nel Purgatorio, Io Madre di Grazia scenderò nel sabato dopo la loro morte e quelli che troverò in Purgatorio li libererò, per condurli al Monte Santo della vita eterna. Devono però i confratelli e le consorelle, recitare le ore canoniche come sarà necessario secondo la Regola data da Alberto; quelli che non sanno recitarla dovranno osservare i digiuni nei giorni prescritti dalla Chiesa e, se non saranno dispensati da qualche giusto impedimento, astenersi dalle carni il mercoledì e il sabato, eccetto il giorno della Natività del mio Figlio”.E detto questo svanì. Io dunque accetto, approvo e confermo in terra questa santa indulgenza come, per i meriti della Vergine Madre, graziosamente concesse Gesù Cristo in Cielo”. Altri pontefici successivamente confermarono e rinnovarono tutti i privilegi concessi ai portatori dello Scapolare dell’Ordine, fino a Pio XII, nell’autografo dell’11 febbraio 1950. E’ possibile constatare quindi che all’infuori del Santo Rosario, nessuna altra devozione è stata approvata tante volte dai sommi Pontefici, come quella allo Scapolare del Carmine. Guardiamo ora le condizioni richieste per usufruire delle promesse fatte dalla Madre di Dio: Ricevere lo Scapolare da un sacerdote autorizzato e possibilmente iscrivere il proprio nome nel registro della confraternita; la iscrizione dei nomi può essere omessa quando vi sia un vero incomodo. I soldati che non hanno la possibilità di avvicinare un sacerdote possono imporsi da se lo Scapolare benedetto in precedenza recitando qualche preghiera alla madonna, i benefici rimarranno anche dopo il servizio militare. Chi dopo l’imposizione, smarrisce o depone lo Scapolare, anche per lungo tempo, basta che lo torni ad indossare rinnovando l’intenzione di consacrarsi alla Madonna e proponendo di servirla con fedeltà. Portare giorno e notte lo Scapolare. Se al momento della morte il fedele stava facendo il bagno o durante la malattia gli infermieri glielo avessero tolto senza che se accorga, si ritiene che non perda il beneficio purchè lo Scapolare non sia dimesso volontariamente o per negligenza. Osservare la castità secondo il proprio stato. Condizione da osservarsi con tutte le proprie forze per l’acquisto del privilegio sabatino. Recitare l’officio della Madonna, oppure, per chi non sa leggere, astenersi dalle carni il mercoledì, venerdì e sabato. Quest’obbligo viene abitualmente commutato all’atto dell’imposizione con la recita di preghiere vocali giornaliere o altre pratiche a giudizio del sacerdote e tenuto conto delle condizioni del nuovo confratello. Se la commutazione non venisse fatta al momento della vestizione, può venire richiesta in seguito a un sacerdote che ne abbia la facoltà. Lo Scapolare deve essere marrone o simile, cioè scuro per l’acquisto delle indulgenze, e va portato al collo con una parte che ricada sul petto e l’altra sul dorso; quando si sciupa può essere sostituito dalla persona stessa che lo indossa; il primo viene benedetto al momento dell’imposizione, per gli altri non è richiesta nessuna benedizione. I doveri assunti con l’iscrizione alla confraternita non obbligano sotto pena di peccato, neppure veniale, ma impegnano la nostra fedeltà e generosità verso la Madre Celeste. E’ opportuno notare che chi per motivi particolari di lavoro o altri avesse difficoltà a portare lo Scapolare in panno, purché abbia fatto validamente l’imposizione, può sostituirlo con una medaglie che abbia da un lato l’immagine della Madonna e dall’altra quella del Sacro Cuore di Gesù e sia benedetta da un sacerdote che ha facoltà di imporre l’abitino. Con l’uso della medaglia si possono acquistare tutti i privilegi, compreso il Sabatino, e tutte le indulgenze dello Scapolare (decreto Santo Officio 16 dicembre 1910). San Pio X che fece questa concessione, espresse però, vivamente, il desiderio che i fedeli continuassero a portare il sacro abitino tradizionale e solo in caso di vera necessità e convenienza usassero la medaglia.

 

 

 

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Ultimo Aggiornamento 20/01/2012

Barcellona Pozzo di Gotto

Il Santuario della Madonna del Carmine