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La Voce del Longano
Il
Santuario della Madonna del Carmine
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Cenni
Storici sul Santuario della Madonna del Carmine
Su una delle colline che
sovrastano Barcellona Pozzo di Gotto, sorge il convento
dei Padri Carmelitani. La loro presenza in Pozzo di
Gotto come scrive P. Carmelo Nicotra, risale al 25
agosto 1579, dove era ubicata l'antica chiesa dedicata a
S. Andrea Apostolo. Il 26 agosto 1583 sorse il convento
e la chiesa del Carmelo, come risulta dagli Atti
Notarili del Convento di Milazzo raccolti dal
cav.Stefano Zerilli nella Biblioteca Comunale, dopo la
soppressione del convento stesso. In breve tempo i
frati, ben visti dalla popolazione locale ingrandirono i
locali al culto, riducendo ad una cappella il piccolo
oratorio di S. Andrea, e ricostruendone altre due che
furono dedicate al SS. Crocifisso ed alla Madonna della
Catena, già contenuti nell'antica chiesa. All'interno
della nuova chiesa fu posta all'altare maggiore la tela
della Madonna del Carmelo fra i Santi Simone Stock e
Cirillo Alessandrino, in seguito sostituita dal
simulacro del Carmine collocato in una nicchia. Chiesa e
convento hanno subito nei secoli diversi trascorsi che
ne hanno alterato la struttura originaria. La chiesa ha
subito i danni del terremoto del 1783 e di diversi
incendi negli anni precedenti. Poco prima della chiusura
del convento, nel 1866, esso fu trasformato in ospedale
militare per i feriti nella battaglia del 20 Luglio 1860
a Milazzo. Successivamente fu adibito ad ospedale civile
pur rimanendo all'interno i frati. Nel 1864 fu
sostituito il vecchio pavimento in terracotta con quello
marmoreo. Nel 1905 su donazione della nobildonna Antonia
Cutroni, furono costruite delle camere per ospitare dei
novizi. Il convento e la chiesa hanno subìto i danni del
terremoto del 1908. Si dovettero demolire i due
campanili e restaurare le navate. In quell'occasione, fu
costruita la cappella di S. Giuseppe. Nel 1927 fu
edificata la grotta artificiale che ospita al suo
interno la Madonna di Lourdes. L'altare maggiore fu
ricostruito nel 1935 grazie alle spese della signora
Pantè ed il contributo del comm.
Cattafi.
Altri restauri sono stati eseguiti nel 1947: fu
risistemata Ia navata e la cappella della Madonna della
Catena. Il sisma del 16 aprile 1978 procurò altri gravi
danni, tanto che il convento e la chiesa dovettero
essere chiuse per urgenti lavori di consolidamento.
Alcune opere presenti all'interno sono state trafugate
nel 1987; si tratta di opere pittoriche dei sacerdoti
barcellonesi Antonino e Filippo Viscosi, alcune
trafugate integralmente ("S. Andrea Apostolo con i santi
Angelo, Alberto, Lucia ed Agata"), altre danneggiate
nell'atto sacrilego di rubarle ("S. Spiridione che
risuscita una ragazza"). Al suo interno è stato
collocato negli anni '70 un organo a due tastiere e
venti registri reali della Ditta Ruffatti di Padova.
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Storia
sulla Devozione della Madonna del Carmine
Il Monte Carmelo, in Palestina, fin dal tempo dei Fenici
(chiamati Filistei nella S.Bibbia) fu meta di anacoreti;
lassù si ritirarono, dopo la morte di Gesù, alcuni
cristiani aspiranti alla perfezione dei consigli
evangelici e sul Carmelo dedicarono il primo Tempio alla
Vergine che perciò si chiamò Madonna del Carmelo o del
Carmine. Ma il Carmelo divenne insufficiente a contenere
tutti quelli che si raccoglievano intorno ai primi
Carmelitani e si ebbero così molti eremiti devoti alla
Vergine sparsi in Palestina prima, e poi in Egitto ed in
tutto l’Oriente. Verso il 1150 finalmente si
organizzarono a vita comune e si ebbero dei monasteri
carmelitani che, col ritorno dei Crociati, si
moltiplicarono anche in occidente e precisamente in
Sicilia ed in Inghilterra. L’approvazione dell’Ordine fu
concessa dal Papa Onofrio III nel 1226 ed una conferma
più solenne veniva data nel 1273 con Concilio di Lione
che aboliva tutte le nuove Congregazioni, facendo però
rimanere in vita solo Domenicani, Francescani,
Carmelitani e Agostiniani. A questo punto giova
ricordare due fatti prodigiosi. Il 16 Luglio 1251
appariva la Vergine Santa a San Simone Stock d’origine
inglese, che da qualche anno reggeva le sorti
dell’Ordine inglese e, porgendogli lo Scapolare, gli
diceva: “ Prendi, o figlio dilettissimo, questo
Scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia
Confraternita. Ecco un segno di salute, di salvezza nei
pericoli, di alleanza e di pace con voi in sempiterno.
Chi morrà vestito di questo abito, non soffrirà il fuoco
eterno.” Queste parole della Madonna non ci dispensano
dal vivere secondo la legge di Dio; ci promettono
soltanto l’intercessione della Vergine per una santa
morte. Un secolo dopo l’apparizione a S. Simone Stock,
la Vergine SS. del Carmine appariva al Pontefice
Giovanni XXII e, dopo avergli raccomandato l’Ordine del
Carmelo, gli prometteva di liberare i suoi confratelli
dalle fiamme del Purgatorio il sabato successivo alla
loro morte. Questa seconda promessa della Vergine porta
il nome di Privilegio Sabatino che ha origine dalla
Bolla Sabatina dello stesso Pontefice Giovanni XXII e
datata in Avignone il 3 marzo 1322. Sua Santità Pio X
con decreto della S.Congregazione del S.Ufficio del 16
dicembre 1910 concesse che lo Scapolare si potesse
sostituire con una medaglia che portasse da una parte la
effige del S.Cuore e dall’altra quella della Madonna
(preferibilmente del Carmine). Per usufruire della
Grande Promessa (fatta a S.Simone Stock), bisogna
ricevere lo Scapolare da un sacerdote autorizzato,
portarlo sempre addosso devotamente e iscriversi nei
registri della Confraternita. Per usufruire del
Privilegio Sabatino bisogna inoltre osservare la castità
del proprio stato recitare alcune preghiere che il
sacerdote determina nell’atto di consegnare lo
Scapolare.
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La Storia dell'Ordine Carmelitano
Il sorgere dell’Ordine carmelitano si
riallaccia ad un gruppo di fedeli laici
cristiani che, provenendo dall’Europa, si
stabilirono al monte Carmelo, nel Wadi ’ain
es-Siah, verso la fine del secolo XII (più o
meno all’epoca della terza crociata,
1189-1192). Con la conquista della Terra
Santa da parte dei crociati si ha una vasta
fioritura della vita eremitica-cenobitica e
religiosa. All’epoca della terza crociata
(nel 1191), il monte Carmelo è stato prima
base militare per il Saladino e, dopo la
conquista di Acri da parte dei crociati,
diviene un luogo assai sicuro per i
cristiani, perchè appartenente al Regno
Latino e protetto ora da una serie di
fortilizi militari. Sembra che in questa
epoca un nuovo gruppo di eremiti latini si
sia stabilito nel monte Carmelo. Il gruppo è
formato da penitenti, eremiti e pellegrini
che assumono il modo di vivere della realtà
spirituale del tempo che si canalizza nella
“peregrinatio hierosolymitana” e nella
conseguente spiritualità del cammino. Gli
eremiti latini al monte Carmelo, pertanto,
sono cristiani che vivono in “santa
penitenza”, con preghiera centralizzata
nella Parola di Dio, a volte con
l’Eucaristia e la mortificazione; che vivono
la spiritualità del pellegrinaggio e nella
ricerca del Regno del Signore, da istaurare
visibilmente anche nella “sua” terra con
“armi spirituali” e con particolare
attenzione ai valori dell’esodo, prestando
il proprio “servizio” a Cristo (“vivere in
obsequio Iesu Christi”). Il gruppo degli
eremiti latini, guidati da uno di loro (il
fratello “B”, ricordato dal testo della
Regola Carmelitana, e più tardi identificato
dalla tradizione con Brocardo), decisero di
avere un’organizzazione più solida; cosi
chiedono ed ottengono, tra il 1206 e il
1214, da S. Alberto, Patriarca di
Gerusalemme, una “Norma di Vita” secondo il
loro “propositum”. Nel 1226 Papa Onorio III
da un'approvazione della Norma di Vita che
comincia ad essere chiamata Regola. Ben
presto altre comunità si aggiunsero
all’originaria, sicuramente in Accon e Tiro.
Nel 1247, 1 ottobre: Papa Innocenzo IV
dichiara, conferma e adatta la “Norma di
Vita” come vera e definitiva Regola. In
seguito all’instabilità politica della Terra
Santa e alle difficoltà provenienti dal
predominio esercitato in modo sempre più
forte dai saraceni, durante il periodo di
tregua dal 1228 al 1239 inizia l’emigrazione
degli eremiti dal Carmelo verso l’Europa.
Nel partire, oltre gli oggetti di uso
personale, pare che i frati si procurassero
copie dell’immagine della Madonna davanti
alla quale si erano offerti al Signore.
L’emigrazione portava cosi a stabilire nuovi
insediamenti. Furono fondate inizialmente
comunità in Cipro, Messina (1230-35), Hulne
e Aylesford (Inghiltera 1242), Aygalades
(Francia 1244), Pisa (1249), Colonia
(Germania 1260) e in altre località.
L’ingresso dei carmelitani nelle città non
si trova agli inizi dell’espansione europea.
Sarà presente in modo ampio e crescente solo
dalla seconda metà del secolo XIV in poi. Le
motivazioni che portano ad insediarsi nelle
città generalmente sono di ordine economico,
pastorale e culturale. Dalla città poi i
Carmelitani traggono: - molte delle loro
vocazioni, - i mezzi per vivere, - la spinta
e lo stimolo per lo studio, - e dal contatto
con la gente il motivo per agire come forza
pacificatrice e di coagulo tra le continue
frazioni cittadine. Da allora fino ad oggi
sono presenti nella storia dell’Ordine forme
ed esperienze di vita religiosa che danno
nuovo impulso non solo al Carmelo, ma alla
Chiesa intera. La riforma protestante
inferse un duro colpo agli Ordini religiosi,
eccetto che in Italia e Spagna. Nei
territori ove si diffuse il protestantesimo
molti conventi furono chiusi con violenza o
eliminati gradualmente, e intere provincie
soppresse. D’altra parte la vita religiosa
nel suo stato di snervatezza, soprattutto
nel Nord Europa, era incapace di affrontare
la nuova situazione. L’Ordine si riprende
gradualmente con l’apertura di nuovi
conventi e delle nuove provincie cosi che
alla vigilia della rivoluzione francese
l’Ordine contava 42 provincie e 3 vicariati
in Italia, Francia, Spagna, Europa centrale,
Brasile, Germania, Fiandra e in Belgio,
Portogallo e in Irlanda. In tutto i conventi
erano 780 e i religiosi 13.000.
Tante le peripezie per la “sopravvivenza
dell’Ordine”: dall’illuminismo fino alle
soppressioni del sec. XIX. La ripresa del
Carmelo ebbe sul finire del secolo passato e
nella prima parte del nostro secolo, grazie
alla fede e all’audacia di molti
confratelli.
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Santi Carmelitani |
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S.Teresa di Gesù (Teresa
d'Avila) – 15 ottobre
S. Giovanni della Croce – 14
dicembre
S. Teresa di Gesù Bambino - 1
ottobre
Beata Elisabetta della Trinità –
9 novembre
S. Teresa Benedetta della Croce
(Edith Stein) – 9 agosto |
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Altri Santi e Beati Carmelitani |
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3
gennaio - Beato Ciriaco Elia
Chavara
8 gennaio - San Pier Tommaso
9 gennaio - Sant'Andrea Corsini
27 gennaio - Sant'Enrico de Ossò
29 gennaio - Beata Arcangela
Girlani
1 aprile - Beato Nonio Alvarez
Pereira
17 aprile - Beato Battista
Spagnoli
18 aprile - Beata Maria
dell'Incarnazione
23 aprile - Beata Teresa Maria
della Croce (Manetti)
6 maggio - Sant'Angelo di
Sicilia
8 maggio - Beato Luigi Rabatà
16 maggio - San Simone Stock
22 maggio - Santa Gioacchina de
Vedruna
25 maggio - Santa Maria
Maddalena de' Pazzi
7 giugno - Beata Anna di san
Bartolomeo
9 giugno - Beata Giovanna
Scopelli
28 giugno - Beato Giovanni
Soreth
13 luglio - Santa Teresa de los
Andes
17 luglio - Le sedici beate
Carmelitane di Compiègne
20 luglio - Il profeta Elia
24 luglio - Beate martiri Pilar,
Teresa, Maria Angeles
27 luglio - Beato Tito Brandsma
7 agosto - Sant'Alberto degli
Abati (da Trapani)
18 agosto - Beati Gian Battista,
Michele Luigi e Giacomo di
Rochefort
25 agosto - Beata Maria di Gesù
Crocifisso
1 settembre - Santa Teresa
Margherita Redi
12 settembre - Beata Maria di
Gesù
17 settembre - Sant'Alberto di
Gerusalemme
5 novembre - Beata Francesca d'Amboise
6 novembre - Beata Josefa Naval
7 novembre - Beato Francesco
Palau
9 novembre - San Raffaele
Kalinowski
19 novembre - Beati martiri
Dionigi e Redento
5 dicembre - Beato Bartolomeo
Fanti
16 dicembre - Beata Maria degli
Angeli
Beate Maria del Sagrario e Maria
Maravillas
Beato Alfonso Maria Mazurek
Venerabile padre Aureliano |
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Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
16 luglio -
Memoria Facoltativa
Memoria mariana di origine devozionale. Il titolo del
Carmelo ricorda l'eredità spirituale di Elia profeta,
come contemplativo e strenuo difensore dell'unico Dio di
Israele. Sul monte Carmelo, nel secolo XII, si
raccolsero alcuni eremiti nell'intento di dedicarsi
giorno e notte alla lode di Dio sotto il patrocinio
della beata Vergine Maria. (Mess. Rom.). Etimologia:
Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora,
dall'ebraico. L'Ordine dei carmelitani, uno dei più
antichi nella storia della Chiesa, anche se considera il
profeta Elia come suo patriarca e modello, non ha un
vero fondatore, ma ha un grande amore: il culto a Maria,
onorata come Beata Vergine del Carmelo. "Il Carmelo - ha
detto il carmelitano card. Piazza - esiste per Maria e
Maria è tutto per il Carmelo, nella sua origine e nella
sua storia, nella sua vita di lotte e di trionfi, nella
sua vita interiore e spirituale". Elia e Maria vengono
uniti in una narrazione che ha il sapore della leggenda.
Riferisce il Libro delle istituzioni dei primi monaci:
"In ricordo della visione che mostrò al profeta la
venuta di questa Vergine sotto la figura di una piccola
nube che saliva dalla terra verso il Carmelo (cfr. 1Re
18,20-45), i suddetti monaci, nell'anno novantatrè
dell'Incarnazione del Figlio di Dio, distrussero la loro
antica casa e costruirono in onore di questa prima
Vergine votata a Dio una cappella sul monte Carmelo,
vicino alla fontana di Elia". Cacciati dai Saraceni nel
XIII secolo, i monaci, che avevano frattanto ricevuto
dal patriarca di Gerusalemme S. Alberto, già vescovo di
Vercelli, una regola approvata nel 1226 da papa Onorio
III, ripararono in Occidente e vi fondarono vari
monasteri, superando varie difficoltà, nelle quali però
poterono sperimentare la particolare protezione della
Vergine. Un episodio in particolare colpì i devoti: "I
fratelli la supplicavano umilmente di liberarli da
queste insidie infernali, lei che li aveva condotti in
questi luoghi. A uno di loro, Simone Stock, mentre
pregava così, la Madre di Dio apparve accompagnata da
una moltitudine di angeli e tenendo nelle mani lo
scapolare dell'ordine gli disse: Ecco il privilegio che
dono a te e a tutti i figli del Carmelo: chiunque sarà
rivestito di quest'abito sarà salvo". I critici
considerano spuria, cioè non autentica, la bolla di
Giovanni XXII in cui si parla di questo privilegio "sabatino"
di essere preservati dall'inferno e di essere liberati
dal purgatorio il primo sabato dopo la morte, tuttavia
molti papi ne hanno parlato in senso positivo. In una
bolla dell'11 febbraio 1950 Pio XII invitava a "mettere
in prima fila, tra le devozioni mariane, lo scapolare
che è alla portata di tutti": inteso come "veste
mariana", esso è infatti un ottimo simbolo della
protezione della Madre celeste, mentre come
"sacramentale" trae il suo valore dalle orazioni della
Chiesa e dalla fiducia e dall'amore di coloro che lo
indossano.
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Lo Scapolare della Madonna del Carmine
Lo Scapolare è una parte dell’abito
monastico. Fin dall’antichità fu usato dai
religiosi di molti ordini (la regola di S.
Benedetto parlava già di uno Scapolare usato
durante il lavoro). Quello usato dai
religiosi consiste in due lunghe strisce di
staffo di un determinato colore indossate
sopra la tonaca e pendenti sulle scapole. Lo
Scapolare portato dai fedeli come segno
della loro affiliazione ad un Ordine
religioso è formato da due rettangolini di
stoffa uniti da due fettucce, esso si porta
pendente sul collo, sotto i vestiti
ordinari. La Vergine stessa ha privilegiato
coloro che lo indossano con speciali
promesse. L’Ordine Carmelitano ha origini
antichissime e, si può ben dire, che sia
l’Ordine monastico più antico, dato che
riconosce il suo principio e origine dal
Santo Profeta Elia: ben 940 anni prima di
Cristo. Elia, profeta di Dio, fu il primo
monaco: da lui ebbe origine questa
istituzione. Egli infatti per raggiungere la
Divina contemplazione e spinto dal desiderio
di maggiore perfezione stabilì di proposito
di condurre una vita religiosa e profetale
eremitica; guidato da Dio stesso ne
incominciò e istituì la maniera. Iddio
infatti lo mosse a fuggire dalla società e a
nascondersi in un deserto per seguire il
modo di vita indicatogli. Leggiamo così
infatti, nel libro dei Re: “La parola di Dio
fu rivelata ad Elia dicendo: parti da qui e
va contro l’Oriente e nasconditi presso il
torrente Carith che è dirimpetto al
Giordano, qui bevi del torrente ed ho
comandato ai corvi che ti procurino il
vitto” (III Re 17,2-4). Elia dunque è il
primo monaco e fin dalla sua assunzione in
Cielo su di un carro di fuoco si sviluppò
sul Monte Carmelo (da cui l’Ordine prende il
nome, e presso il quale abitò il profeta)
una fervente comunità monastica. Nove secoli
più tardi, dopo la Crocifissione di Gesù
Cristo ad opera dei Giudei, la Santissima
Vergine Maria prima della sua Assunzione al
Cielo amava conversare intimamente coi
Religiosi Carmelitani del Sacro Monte. Dopo
la sua Gloriosa salita al Cielo, i Religiosi
del Monte Carmelo furono i primi a dedicarle
templi e a venerare la sacra immagine: prima
fra tutte un’effige dipinta dall’evangelista
San Luca. Si fregiarono pure dell’illustre
titolo di Ordine dei frati della Madre di
Dio Maria Vergine del Monte Carmelo,
confermata dalla Sacra Congregazione dei
Riti nell’ufficio della solennità della
Vergine del Carmelo. Nacque così il primo
ordine Mariano. Documenti risalenti al
Medioevo testimoniano l’esistenza di vita
monastica antichissima nei luoghi
santificati dal Profeta: San Bertoldo fondò
(XII sec.) il suo monastero sul Monte
Carmelo sopra le vestigia di antichissimi
templi (P. Benedictus Zimmerman, Monumenta
Carmelitana 1907 pp.269). La diffusione in
Europa dell’Ordine Carmelitano è dovuta
essenzialmente all’invasione mussulmana (XIII
sec.), ma qui i monaci incontrarono notevoli
difficoltà per conservare il genere di vita
e l’organizzazione che avevano in Oriente.
Il Superiore generale di quel tempo era San
Simone Stock, eletto nel 1245, il quale di
prodigò per un adattamento della Regola
all’esigenze del nuovo ambiente. Si stabilì
che i religiosi potevano costruire i loro
conventi sia negli eremi che in altri luoghi
dove fosse possibile vivere nel
raccoglimento, e si permise loro di
applicarsi agli studi e alle opere di
apostolato. Nel 1247 Papa Innocenzo III
diede l’approvazione alle mutazioni
introdotte alla Regola e San Simone si
prodigò nella fondazione di nuovi conventi
in tutt’Europa, ma la fioritura dell’Ordine
sotto la guida del Santo si arrestò assai
presto a causa di persecuzioni e
incomprensioni. Si diceva che l’Ordine era
in contrasto con il Concilio Lateranense IV
che nel 1215 aveva proibito la fondazione di
nuovi istituti religiosi, sebbene l’Ordine
Carmelitano fosse, come abbiamo visto,
antichissimo, da alcune parti si cercava di
impedire l’esercizio dell’apostolato con la
scusa che si distaccava dallo spirito
primitivo dell’Ordine. Di fronte a queste
difficoltà che si rinnovavano ogni momento,
San Simone fece ricorso alla protezione
della Santa Vergine, patrona dell’Ordine, e
la Madonna rispose con prontezza materna. La
narrazione più antica della storica visione
è la seguente: “S. Simone d’Inghilterra,
sesto generale dell’Ordine, pregava con
insistenza la gloriosissima Madre di Dio,
affinché dotasse di qualche privilegio
l’Ordine dei Carmelitani, che si onora del
titolo della stessa Vergine, e ripeteva con
grande devozione: La Beata Vergine, con una
moltitudine di angeli gli apparve tenendo
nelle sue mani benedette lo scapolare
dell’Ordine dicendo. “questo sarà per te e
per tutti i Carmelitani il grande
privilegio, che chiunque morirà con questo
(lo scapolare che la Vergine mostrava) non
patirà il fuoco eterno ma sarà salvo”.Questa
rivelazione si trova in un santorale
carmelitano del XIV sec. Del quale si
conservano diverse relazioni, divergenti tra
loro per piccoli particolari, ma identiche
nella sostanza, anzi la preghiera rivolta
alla Madonna, il “Flos Carmeli” viene
riferita quasi ovunque con le stesse parole.
Questa convergenza fa pensare a una fonte
unica, più antica, alla quale tutti
attingono. Fin dalla metà del trecento
infatti, la preghiera di S. Simone, “Flos
Carmeli”, era entrata nella liturgia
carmelitana. Prova storica indiscutibile
sulla notezza delle promesse fatte sullo
scapolare ci è fornita da redazioni più
ampie del santorale risalenti alla seconda
metà del trecento, dove si afferma che a
quel tempo in Inghilterra anche molti nobili
laici portavano lo scapolare in ossequio
alle promesse fatte dalla Vergine a S.
Simone (Santorale del codice di Bamberga, XV
sec.). La devozione allo Scapolare si
diffuse enormemente nel XV sec. La visione
di S. Simone è nota e ammessa da tutti,
anche fuori dell’Ordine, e viene inserita
nelle lezioni dell’Officio della Madonna del
Carmine approvate nel 1609. Benedetto XIV
nel suo libro scritto, quando era Cardinale
Arcivescovo di Bologna, sulle feste del
Signore e della Madonna, afferma: “Si dice
che la Beata Vergine, dando lo Scapolare al
Beato Simone, abbia detto: Questo sarà un
privilegio per te e per tutti i carmelitani;
chi morirà con questo non patirà il fuoco
eterno… Crediamo tutti che la visione sia
vera e come vera si debba ritenere da
tutti”. Tale devozione fu confermata e
lodata da tutti i Papi fino ad oggi: il
Santo Padre Pio XII, che in occasione del
VII centenario dello Scapolare, lodò tale
devozione in un prezioso autografo inviato
al superiore dell’Ordine
(11.02.1950)affermò: “..è larghissimamente
diffusa tra i fedeli, con ubertosi frutti
spirituali”. Allo Scapolare della Madonna
del Carmine è inoltre legato un altro
privilegio detto “privilegio sabatino” che
non venne concesso dalla Vergine a S.
Simone, ma ha un’origine posteriore; tale
privilegio consiste nell’assistenza che la
Madonna da alle anime che in vita portano
devotamente lo Scapolare, promettendo loro
di liberarle al più presto dal purgatorio,
specialmente il primo sabato dopo la loro
morte. Apparsa al Cardinale francese Giacomo
Duesè, suo grande devoto, la Madonna
annunciò la sua elezione a Papa e chiese di
promulgare il nuovo privilegio concesso.
Eletto Papa con il nome di Giovanni XXII, Giacomo
Duesè nel 1322 pubblicò una bolla
“Sacratissimo uti culmine” nella quale il
pontefice narra la sua visione della Madonna
del Carmelo raccontando: “La Vergine del
Carmelo, un giorno, mentre io genuflesso la
supplicavo, mi apparve tutta splendente e mi
disse queste parole: “O Giovanni! O
Giovanni! Vicario del mio diletto Figlio, io
ti scamperò dal tuo nemico per mezzo delle
Mie preghiere, esaudite dal mio dolcissimo
Figlio, così tu, per riconoscenza ai miei
benefici, concedi al mio santo e devoto
Ordine del Carmelo, incominciato da Elia ed
Eliseo su quel monte, un’ampia e generosa
conferma … con la quale approvazione, da
vero Vicario del mio Figlio, tu sancirai
sulla terra quello che fu decretato in
cielo, che cioè chiunque persevererà nel
voto di Obbedienza, castità, povertà, o sarà
entrato nell’Ordine, si salverà. E se altri
per devozione entreranno in quella santa
religione, portando il segno dell’abito
santo, con nomi di confratelli o consorelle
del predetto Ordine, saranno liberi e
assolti da una terza parte dei loro peccati
… e se nel giorno in cui essi morranno
saranno confinati nel Purgatorio, Io Madre
di Grazia scenderò nel sabato dopo la loro
morte e quelli che troverò in Purgatorio li
libererò, per condurli al Monte Santo della
vita eterna. Devono però i confratelli e le
consorelle, recitare le ore canoniche come
sarà necessario secondo la Regola data da
Alberto; quelli che non sanno recitarla
dovranno osservare i digiuni nei giorni
prescritti dalla Chiesa e, se non saranno
dispensati da qualche giusto impedimento,
astenersi dalle carni il mercoledì e il
sabato, eccetto il giorno della Natività del
mio Figlio”.E detto questo svanì. Io dunque
accetto, approvo e confermo in terra questa
santa indulgenza come, per i meriti della
Vergine Madre, graziosamente concesse Gesù
Cristo in Cielo”. Altri pontefici
successivamente confermarono e rinnovarono
tutti i privilegi concessi ai portatori
dello Scapolare dell’Ordine, fino a Pio XII,
nell’autografo dell’11 febbraio 1950. E’
possibile constatare quindi che all’infuori
del Santo Rosario, nessuna altra devozione è
stata approvata tante volte dai sommi
Pontefici, come quella allo Scapolare del
Carmine. Guardiamo ora le condizioni
richieste per usufruire delle promesse fatte
dalla Madre di Dio: Ricevere lo Scapolare da
un sacerdote autorizzato e possibilmente
iscrivere il proprio nome nel registro della
confraternita; la iscrizione dei nomi può
essere omessa quando vi sia un vero
incomodo. I soldati che non hanno la
possibilità di avvicinare un sacerdote
possono imporsi da se lo Scapolare benedetto
in precedenza recitando qualche preghiera
alla madonna, i benefici rimarranno anche
dopo il servizio militare. Chi dopo
l’imposizione, smarrisce o depone lo
Scapolare, anche per lungo tempo, basta che
lo torni ad indossare rinnovando
l’intenzione di consacrarsi alla Madonna e
proponendo di servirla con fedeltà. Portare
giorno e notte lo Scapolare. Se al momento
della morte il fedele stava facendo il bagno
o durante la malattia gli infermieri glielo
avessero tolto senza che se accorga, si
ritiene che non perda il beneficio purchè lo
Scapolare non sia dimesso volontariamente o
per negligenza. Osservare la castità secondo
il proprio stato. Condizione da osservarsi
con tutte le proprie forze per l’acquisto
del privilegio sabatino. Recitare l’officio
della Madonna, oppure, per chi non sa
leggere, astenersi dalle carni il mercoledì,
venerdì e sabato. Quest’obbligo viene
abitualmente commutato all’atto
dell’imposizione con la recita di preghiere
vocali giornaliere o altre pratiche a
giudizio del sacerdote e tenuto conto delle
condizioni del nuovo confratello. Se la
commutazione non venisse fatta al momento
della vestizione, può venire richiesta in
seguito a un sacerdote che ne abbia la
facoltà. Lo Scapolare deve essere marrone o
simile, cioè scuro per l’acquisto delle
indulgenze, e va portato al collo con una
parte che ricada sul petto e l’altra sul
dorso; quando si sciupa può essere
sostituito dalla persona stessa che lo
indossa; il primo viene benedetto al momento
dell’imposizione, per gli altri non è
richiesta nessuna benedizione. I doveri
assunti con l’iscrizione alla confraternita
non obbligano sotto pena di peccato, neppure
veniale, ma impegnano la nostra fedeltà e
generosità verso la Madre Celeste. E’
opportuno notare che chi per motivi
particolari di lavoro o altri avesse
difficoltà a portare lo Scapolare in panno,
purché abbia fatto validamente
l’imposizione, può sostituirlo con una
medaglie che abbia da un lato l’immagine
della Madonna e dall’altra quella del Sacro
Cuore di Gesù e sia benedetta da un
sacerdote che ha facoltà di imporre
l’abitino. Con l’uso della medaglia si
possono acquistare tutti i privilegi,
compreso il Sabatino, e tutte le indulgenze
dello Scapolare (decreto Santo Officio 16
dicembre 1910). San Pio X che fece questa
concessione, espresse però, vivamente, il
desiderio che i fedeli continuassero a
portare il sacro abitino tradizionale e solo
in caso di vera necessità e convenienza
usassero la medaglia.
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