GIOVANNI VERGA
Autore di racconti e di romanzi,siciliano
,nato il 31 Agosto 1840 a Catania e ivi
spentosi il 27 Gennaio 1922, Giovanni Verga da
giovane ebbe come precettore il poeta Antonino
Abate, che lo influenzò nella stesura delle sue
prime opere. Su una rivista fiorentina pubblicò
nel 63 il romanzo di argomento amoroso “Sulle
lagune”. Subito dopo diede alla luce il romanzo
passionale “Una peccatrice” e nel 1871 il
romanzo “Storia di una capinera” e sempre di
argomento passionale”Eva”(1873), “Tigre reale”
(1873) e “Eros” (1875).Il tema romantico è
predominante in queste opere. Verga visse a
lungo nelle città di Firenze e Milano. Avendo
preso le distanze dalla città natale si staccò
dall’ambiente catanese denotando una maggiore
apertura mentale. Frequentò infatti gli ambienti
mondani milanesi e la Scapigliatura. Prendendo
le mosse dalle prime esperienze culturali, ben
presto approdò al Verismo. Di fatto alla
novella “Nedda” (1874) si fa risalire la nascita
del Verismo. Per quanto riguarda”Eva”,
prepondera ancora lo scrittore mondano. Invece
le novelle “Vita dei campi”segnano l’inizio di
una seconda maniera di tipo asciutto , che si
allontana nettamente da Zola. Questo verismo era
di tipo spirituale e affettivo,mentre il
realismo francese era meccanico e aspro. Per
quanto riguarda “Mastro Don Gesualdo” e i
“Malavoglia” si nota qualcosa di sistematico,
nell’accentuazione della sicilianità del rigore
stilistico. Con i Malavoglia Verga si rivolge
agli aspetti della vita sociale. Da questo
momento in poi il tema della sua arte sarà la
rappresentazione delle classi più umili della
società. Si evince l’istinto che hanno i deboli
di stringersi fra loro per resistere alle
tempeste della vita. E risalta la triste storia
di uno di essi che per brama si stacca dagli
altri e soccombe. Il motivo lirico è il
sentimento della famiglia e dell’onestà
tradizionale. Attorno ai “Malavoglia” è raccolta
tutta la vita del paese. La vicenda del romanzo
riguarda le vicissitudini della famiglia Toscano
,soprannominata i Malavoglia. Il capo famiglia è
il famoso Padron ‘Ntoni. Le sole ricchezze della
famiglia sono la casa del “Nespolo” e la barca
detta “Provvidenza”.Anche a causa della chiamata
alle armi di ‘Ntoni la famiglia attraversa un
periodo di gravi difficoltà economiche. A causa
di una tempesta la “Provvidenza” fa naufragio
con un grande carico di lupini,che viene
perduto. Anche la casa del “Nespolo”viene
sottratta a causa dei debiti. La famiglia dei
Malavoglia viene sommersa e distrutta
completamente.
Per quanto riguarda Mastro Don Gesualdo,
la storia narra di un muratore di umili origini,
tale Gesualdo Motta. Questi con molti sacrifici
ha sollevato la propria condizione ed è riuscito
a diventare proprietario terriero. La sua
situazione economica si consolida col matrimonio
con una nobile decaduta, Bianca Trao . La
convivenza tra i due però risulta fonte di
incomprensione . In particolare la situazione di
Bianca, gravemente ammalata, ostacola il dialogo
e Gesualdo ha sempre più nostalgia per la
affezionata e pacata serva, Diodata . Anche i
figli di Gesualdo attraversano varie
vicissitudini. Il finale è tragico: Gesualdo,
malato e depresso, viene meno, solo e
abbandonato, lontano dal mondo che lo circonda
nel suo palazzo di Palermo, vivendo un disastro
economico lento e micidiale.
Ricordando che Verga fu autore di
romanzi, novelle e opere teatrali vorrei
concludere annotando le sue opere.
Romanzi:
1)
I carbonari della montagna.
2)
Sulle lagune
3)
Una peccatrice
4)
Storia di una capinera
5)
Eva
6)
Eros
7)
Tigre reale
8)
I Malavoglia
9)
Mastro Don Gesualdo
Novelle:
1)
Nedda
2)
Rosso malpelo
3)
La vita dei campi
4)
Novelle rusticane
5)
Per le vie
6)
Libertà
7)
La roba
Teatro:
1)
I nuovi tartufi
2)
Rose caduche
3)
L’onore
4)
Cavalleria rusticana
5)
La lupa
6)
Dal mio al tuo.