La Voce del Longano

Letteratura

 

Home Page

 

Isidoro Aiello

Isidoro Aiello è nato e Messina il 5 luglio del 1963. Dopo gli studi classici compiuti al liceo Luigi Valli di Barcellona Pozzo di Gotto si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Messina. Oggi lavora nell’azienda agricola di famiglia. Ha pubblicato per le edizioni “Il Girasole” le sillogi “L’essenziale”(2004) e “Colombe vittoriose”(2007), e per le per le edizioni “Il Gabbiano” la silloge “Clessidre” (2009). Ha ricevuto una menzione d’onore al premio di poesia Bartolo Cattafi 2007/2008 per la raccolta ”Colombe vittoriose”.

 

 

GIOVANNI VERGA

 

Autore di racconti e di romanzi,siciliano ,nato  il 31 Agosto 1840 a Catania  e ivi spentosi il 27 Gennaio 1922, Giovanni Verga da giovane ebbe come precettore il poeta Antonino Abate, che lo influenzò nella stesura delle sue prime opere. Su una rivista fiorentina pubblicò nel 63 il romanzo di argomento amoroso “Sulle lagune”. Subito dopo diede alla luce il romanzo passionale “Una peccatrice” e nel 1871 il romanzo “Storia di una capinera” e sempre di argomento passionale”Eva”(1873), “Tigre reale” (1873) e “Eros” (1875).Il tema romantico è predominante in queste opere. Verga visse a lungo nelle città di Firenze e Milano. Avendo preso le distanze dalla città natale si staccò dall’ambiente catanese denotando una maggiore apertura mentale. Frequentò infatti gli ambienti mondani milanesi e la Scapigliatura.  Prendendo le mosse dalle prime esperienze culturali, ben presto approdò al Verismo.  Di fatto alla novella “Nedda” (1874) si fa risalire la nascita del Verismo. Per quanto riguarda”Eva”, prepondera ancora lo scrittore mondano. Invece le novelle “Vita dei campi”segnano l’inizio di una seconda maniera di tipo asciutto , che si allontana nettamente da Zola. Questo verismo era di tipo spirituale e affettivo,mentre il realismo francese era meccanico e aspro. Per quanto riguarda “Mastro Don Gesualdo” e i “Malavoglia” si nota qualcosa di sistematico, nell’accentuazione della sicilianità del rigore stilistico. Con i Malavoglia  Verga si rivolge agli aspetti della vita sociale. Da questo momento in poi il tema della sua arte sarà la rappresentazione delle classi più umili della società. Si evince l’istinto che hanno i deboli di stringersi fra loro per resistere alle tempeste della vita. E risalta la triste storia di uno di essi che per brama si stacca dagli altri e soccombe. Il motivo lirico è il sentimento della famiglia e dell’onestà tradizionale. Attorno ai “Malavoglia” è raccolta tutta la vita del paese. La vicenda del romanzo riguarda le vicissitudini della famiglia Toscano ,soprannominata i Malavoglia. Il capo famiglia è il famoso Padron ‘Ntoni. Le sole ricchezze della famiglia sono la casa del “Nespolo” e la barca detta “Provvidenza”.Anche a causa della chiamata alle armi di ‘Ntoni  la famiglia attraversa un periodo di gravi difficoltà economiche. A causa di una tempesta la “Provvidenza” fa naufragio con un grande carico di lupini,che viene perduto. Anche la casa del “Nespolo”viene sottratta a causa dei debiti. La famiglia dei Malavoglia viene sommersa e distrutta completamente.

Per quanto riguarda Mastro Don Gesualdo, la storia narra di un muratore di umili origini, tale Gesualdo Motta. Questi con molti sacrifici ha sollevato la propria condizione ed è riuscito a diventare proprietario terriero. La sua situazione economica si consolida col matrimonio con una nobile decaduta, Bianca Trao . La convivenza tra i due però risulta fonte di incomprensione . In particolare la situazione di Bianca, gravemente ammalata, ostacola il dialogo e Gesualdo ha sempre più nostalgia per la affezionata e pacata serva, Diodata . Anche i figli di Gesualdo attraversano varie vicissitudini. Il finale è tragico: Gesualdo, malato e depresso, viene meno, solo e abbandonato, lontano dal mondo che lo circonda nel suo palazzo di Palermo, vivendo un disastro economico lento e micidiale.

Ricordando che Verga  fu autore di romanzi, novelle e opere teatrali  vorrei concludere annotando le sue opere.

Romanzi:

1)    I carbonari della montagna.

2)   Sulle lagune

3)   Una peccatrice

4)   Storia di una capinera

5)   Eva

6)   Eros

7)   Tigre reale

8)   I Malavoglia

9)   Mastro Don Gesualdo

Novelle:

1)    Nedda

2)   Rosso malpelo

3)   La vita dei campi

4)   Novelle rusticane

5)   Per le vie

6)   Libertà

7)   La roba

Teatro:

1)    I nuovi tartufi

2)   Rose caduche

3)   L’onore

4)   Cavalleria rusticana

5)   La lupa

6)   Dal mio al tuo.

 

 

 

LUIGI PIRANDELLO

 

Il poeta, scrittore e drammaturgo Luigi Pirandello nacque ad Agrigento il 28 Giugno 1867. La sua famiglia presentava importanti tradizioni patriottiche nel Risorgimento. Operò presto studi classici. Si iscrisse a Roma all’Università di Lettere. Nel 1888 si spostò a Bonn per perfezionare i suoi studi. In questo periodo diede alla luce le sue prime poesie, importanti per capire la formazione di Pirandello. Rientrò in Italia nel 1890. A Roma frequentò L. Capuana cui mostrò alcune delle sue novelle. Nell’estate successiva compose “L’esclusa”, suo esordio per quanto riguarda i romanzi. Già da adesso i suoi componimenti possono definirsi caratterialmente “siciliani”. Nel 1893 sposò l’agrigentina Maria Antonietta Portulano . La sua opera forse più nota “Il fu Mattia Pascal “fu dato alla luce nel 1904. Anche “I vecchi e i giovani “ è un’opera che denota la sua maturità. Il teatro rappresenta una tappa cruciale nel percorso artistico di Pirandello. Spesso i temi dei suoi drammi sono gli stessi delle sue novelle .Fra gli inizi va annoverato “Pensaci Giacomino”, poi “Liolà” e “Il berretto a sonagli”. Già si denota l’analisi pirandelliana della realtà: essa si presenta come uno specchio frantumato in mille pezzetti. Esistono tante verità quanti sono i frantumi dello specchio, per cui forse non esiste verità. I drammi di Pirandello riguardano l’analisi della classe borghese, come a livello Europeo fecero Proust e G. B. Shaw. Nel 1921 scrisse : “Sei personaggi in cerca d’autore”e “L’Enrico IV”. E’ disputato dalla critica se Pirandello possa presentare un corpus filosofico tale da poter definire l’autore anche un filosofo e non solo uno scrittore. A mio parere dalle opere di Pirandello si evince una sedimentazione tale da poter essere definita filosofica. Un aspetto che riguarda invece la sua formazione giovanile è la fede nella Chiesa cattolica. Per quanto riguarda le sue idee politiche come gli proveniva dall’educazione impartitagli, Egli era vicino al patriottismo risorgimentale. A proposito dei suoi rapporti col fascismo Egli condivise le opinioni dei “fasci siciliani”e del socialismo. Nel 1925 firmò il “Manifesto degli intellettuali fascisti”. Nella sua vita sentimentale di straordinario rilievo fu l’attrice Marta Abba , sua musa ispiratrice. Marta Abba denotò subito un carattere forte e passionale. Fondamentale per la comprensione del Pirandello uomo e artista è la testimonianza di un fitto epistolario fra i due. La collaborazione fra i due, al di là della disputa che riguarda la loro storia d’amore, fu feconda di successi teatrali. Con Marta Abba e l’altro interprete pirandelliano Ruggero Ruggeri , Pirandello fondò nel 1925 la “Compagnia del teatro d’arte”. L’opera di Pirandello si colloca agli albori di una sicilianità  unica e al tempo stesso  complessa. Vorrei citare da il Berretto a sonagli l’aneddoto che riguarda l’esistenza di tre corde sulla nostra fronte : tre corde la seria , la civile, la pazza. Dovendo vivere in società ci serve la civile, per cui sta in mezzo alla fronte. Sulla tempia destra c’è la corda seria per parlare seriamente, a sinistra la corda pazza quella che fa perdere la vista degli occhi…… ed uno non sa più quello che fa. Vorrei concludere con l’annotazione che mai premio Nobel fu  così meritato come quello che ricevette il nostro Pirandello nel 1934.

 

 

Home Page

 

Free counters!

Ultimo Aggiornamento 14/02/2012

Barcellona Pozzo di Gotto

Letteratura