La Voce del Longano

Dialettologia

 

Home Page

 

Nino Granato

 

Pensando di rendere omaggio al Dialettogolo Nino Granato e per gentile concessione dello stesso autore. In questa pagina web, è pubblicato<<Il Dizionario del Dialetto Francofono >>. Con l’intento di conservare e rivalutare un patrimonio linguistico esistente, ancora oggi, soprattutto, nel paese di San Basilio (frazione di Novara di Sicilia). Un contributo di memoria “storica” di Pensieri, Riflessioni, ed Altro..., di Nino Granato, che offriamo ai nostri concittadini sparsi per il mondo.

 

Comunica con il Dialettologo Nino Granato

 

 

 

copertina del libro

 

DEDICA

 

Mio padre, Michele Gaetano Granato, nasceva il 3 maggio del 1902 a pochi passi dal monastero cistercense; mia madre, Assunta Maria Acquaro nasceva il 15 agosto 1905 (data ufficiale il 18 c.m.) in Novara di Sicilia; mio fratello, Salvatore a cui vanno i miei ricordi, nasceva il 24 maggio del 1932;  mia sorella, Rosina, cui vanno i miei saluti e auguri, nasceva il 7 febbraio 1929.

 

 

RICORDO DI ALCUNE “RAPSODIE”

 

Ricordo con dolce melanconia il refrain della musicalità dell’acqua del torrente Vallebona ed il nostalgico sibilare del vento d’autunno tra le fessure delle finestre.

Ricordo ancora quelle dolcissime note silenziose del manto nevoso che copriva l’intera vallata nelle notti di plenilunio; ricordo il magico echeggiare dei suoni melodici provenienti dal silenzio degli ingrottamenti tenebrosi per l’impenetrabilità dei riflessi lunari.

Tutto era “incuneato” in quel magico incanto della mia fanciullezza e, fors’anche, della mia giovinezza.

 

PREFAZIONE

 

“Dialetto francofono e monasteri cistercensi”

 

Il piccolo dizionario di Nino Granato, che raccoglie termini desueti e quelli ancora in uso a S.Basilio, se da una parte sembra voler conservare un patrimonio linguistico sul punto di inabissarsi nel nulla per una serie di motivazioni e processi similari o quasi in tutta l’area siciliana, dall’altra vuole avanzare una nuova teoria sulla vexata questio del dialetto gallo-italico.

L’autore, infatti, correda ogni termine dialettale di un aggiornato apparato etimologico per esaminare i diversi apporti di varie dominazioni straniere alla formazione della lingua sambasilese e conclude che in nulla tale dialetto si discosta da quello siciliano in genere.

Non sono prevalenti, infatti, termini francesizzati come si può dedurre dall’elencazione globale dei termini, la cui etimologia Granato così suddivide:

Latino: 148;

Latino-Greco: 43;

Francese: 48;

Francese-Latino:10;

Greco:14;

Spagnolo:8;

Spagnolo-Fiammingo:1;

Arabo: 16;

Francese-Arabo:1;

Turco-Arabo:1;

Arabo-Persiano:1;

Francese-Provenzale:1;

Provenzale:3;

Normanno:12;

Tedesco:2;

Longobardo:2;

Gotico:7;

Germanico:7;

Fenicio:1;

Indeuropeo:1.

Dall’analisi di questi dati è chiara la prevalenza dei termini latini su quelli francesi. Quasi assenti i termini spagnoli.

L’autore in un elenco a parte mette in guardia coloro che confondono l’etimologia della parola, supponendo erroneamente che alcuni termini provengano dal francese, mentre, nella maggior parte dei casi, hanno origini latine.

Granato intitola tale elenco “Alcune parole che nascondono sembianze ingannevoli”. Su venticinque termini 17 sono di origine latina, due araba, cinque di origine incerta, uno di origine turca.

Si può supporre che dei 17 termini che sembrano di origine latina una decina siano francesi provenienti da voci chiaramente latine, che hanno le stesse radici. Granato, esclude, invece, categoricamente che nomi con terminazione in on o con il suono doppio eu debbano ritenersi francesi e non suppone una eventuale provenienza dal latino di alcuni termini (secondo lui) sono apparentemente francesizzanti.

Nella sua introduzione, l’autore scrive “l’idioma sambasilese è immischiato con vari dialetti italiani di origine latino maccheronico, cioè costituito da parole di origine latina assoggettate alla morfologia e alla sintassi latina, al volgare della lingua greca, araba, francese (d’Oc e d’Oil) e spagnola. A questo punto è ragionevole dire che a S.Basilio vi è ancor oggi la massiccia presenza della lingua francese e non la fantasiosa parlata delle masse di diseredati dall’Italia settentrionale”.

In realtà dal campione contenuto nel dizionario del Granato la lingua di S.Basilio sembra un crogiolo di lingue diverse, ma non mi pare di notare una schiacciante prevalenza della lingua francese né di quella moderna né di quella antica (del provenzale e del normanno per intenderci).

Resta da spiegare, invece, la causa della fonetica indubbiamente francese della parlata di S.Basilio, con la sua indiscutibile nasalizzazione, con il suono della “e” muta francese quando la “e” è preceduta da consonante, o con il suono francese della “on” finale delle varie parole sambasilesi o con la “L mouille” dei termini che iniziano con la “yi”.

Granato, confutando le diffuse teorie a proposito di un’influenza gallo-italica cioè lombarda o “cisalpina” esercitata dai lombardi venuti in Sicilia a seguito dei normanni in alcuni paesi (Sperlinga, Aidone, Novara, ecc…) e della consequenziale insorgenza di aree linguistiche gallo-italico, dichiara che è stato troppo breve il periodo della permanenza dei lombardi a Novara ( dal 1061 al 1072) che in soli undici anni era impossibile la formazione di una lingua gallo-italica.

E’ propenso invece, a ritenere che “vi è stata in Sicilia la presenza dei Franchi o Galli che dal V sec. d.C. la Gallia o la Francia era ormai di costume e di lingua latina e che non hanno saccheggiato le coste siciliane, ma hanno letteralmente conquistato l’isola”.

Pur essendo massiccia la presenza del latino romanzo nel dialetto sambasilese, tuttavia ritengo che sarebbe molto difficile risalire alla formazione di una fonetica francese all’interno di un dialetto prevalentemente influenzato dal latino romanzo e sarebbe impossibile spiegarne la sopravvivenza per un millennio e mezzo.

Si può pervenire ad altre congetture, invece, seguendo un altro itinerario tracciato da Nino Granato. Dichiara, infatti che lungo la foce del torrente Vallebona sorgeva, forse “sotto le rovine del monastero cistercense, una fortezza militare o un monastero brasiliano, donde il toponimo S.Basilio”. Se prima della fondazione della Badia di Vallebona esisteva un monastero basiliano, è chiaro che la popolazione che si è aggregata intorno al monastero stesso possedeva una sua lingua, un dialetto ricco di latinismi e di grecismi e su cui influì (e viceversa) la cultura creatasi nel periodo della permanenza dei lombardi a Novara.[1] Lo stesso dicasi se in quel luogo esisteva precedentemente un fortino e non un monastero basiliano.

Successivamente tra il 1140-1153 fu fondato un monastero dai cistercensi di origine francese (e non lombarda). Il primo abbate fu il francese S. Ugo.[2] Si può supporre che i cistercensi abbiano scelto questo luogo perché gia ivi era presente un gruppo francofono e avrebbero potuto continuare, quindi, quella tradizione.

Dalla trafila degli abbati possiamo dedurre che furono quasi tutti siciliani o spagnoli[3] e non si può supporre che i monaci cistercensi abbiano influenzato il dialetto sambasilese francesizzandolo, visto che tali monaci non erano francesi, anche se l’ordine cistercense è di origine francese. Tuttavia nelle masserie all’interno del grandissimo feudo i mezzadri sicuramente continuarono ad utilizzare il linguaggio dei loro padri cioè un siciliano francesizzato o un volgare romanzo francesizzato. Successivamente, nel periodo della guerra dei Vespri, sicuramente i transfughi francesi in rotta cercarono rifugio in quelle cinture di paesi un tempo postazioni militari di epoca normanna ed aree francofone o gallo-italico. Sicuramente stazionamenti di francesi sono avvenuti all’interno del feudo di S.Basilio ben visti dai cistercensi, che avevano dato rifugio nel loro monastero-fortezza a quegli esuli[4] appunto perché l’ordine cistercense è di origine francese. A Castroreale, invece, nel suo circondario (vedi Barcellona P.G. dove esisteva il monastero basiliano di S.Maria La Gala) si instaurarono, invece, massicce presenze aragonesi favorite, anche dai monaci basiliani. Ritengo significativo il fatto che nel dialetto sambasilese non sia presente nessun termine catalano e siano presenti solo otto termini spagnoli ed uno spagnolo-fiammingo. Ciò, infatti esclude qualsiasi influsso aragonese. La conservazione dei termini di etimologia latina è spiegabile con il fatto che furono francesizzate parole preesistenti, ma non furono completamente sostituite con il francese perché i fuggiaschi francesi si adattarono alla cultura precedente sposando forse donne locali. Non esistono più “i rilievi cioè i libri del battesimo di Vallebona che ci permetterebbero di esaminare la provenienza dei cognomi e di controllare quanti cognomi siano stati mutati nel tempo dal francese in italiano. Tale ricerca, però, potrebbe essere condotta sui libri di battesimo di Novara di Sicilia per avviare una ricerca parallela. Bisognerebbe inoltre indagare quali altri monasteri religiosi a Novara di Sicilia avrebbero potuto ospitare i fuorusciti francesi dopo la vittoria degli aragonesi in Sicilia senza esporre la popolazione a rappresaglie[5].

Fu la cistercense Santa Maria La Noara favorevole agli angioini?

Fu tale monastero connesso ad altri monasteri cistercensi del territorio in attività favorevoli agli angioini? Fu una base angioina durante le guerre contro gli aragonesi così come probabilmente lo fu il monastero cistercense di Vallebona?.

Se ulteriori scoperte saranno operate in questo campo si continuerà a persistere nella “credenza” di un dialetto esclusivamente gallo- italico novarese e sambasilese?. 

Barcellona P.G. Luglio 2007  

Prof.ssa  Mirella Genovese


 

[1]Scrive a tal proposito Varvaro in “lingua e storia in Sicilia” Palermo 1961, La colonizzazione lombarda non fu, salvo eccezioni, uno stanziamento di nuclei compatti in centri già esistenti e con caratteristiche etniche composite. Ne nacque una dinamica di reciproca acculturazione che in alcuni casi ha determinato l’assimilazione degli indigeni agli emigrati ed in altri l’inverso”.

[2] NINO GRANATO – GIUSEPPE RISICA – MARA BISBANO “Da Clairvaux a Vallebona” pp 44-47 tipografia Minerva, Barcellona P.G. ; Febbraio 2005.

[3] NINO GRANATO, “I monaci cistercensi in S.Basilio di Novara di Sicilia” tipografia Merlino, Barcellona P.G. (ME) Novembre 1987.

[4] Fino al 1992-93 esisteva ancora una finestra verosimilmente” osservatorio del   monastero di Vallebona distrutta per installare una ringhiera metallica (cfr. “Da Clairvaux a Vallebona” già citato, foto a p. 33).

[5] Così scrive il Sofia in “La tradizione religiosa a Novara di Sicilia” p.55 Edas, 1992 a proposito della distruzione dei monasteri basiliani”. Furono entrambi distrutti nella lunga guerra fra aragonesi ed angioini. I basiliani patteggiavano per gli aragonesi ed i cistercensi per gli angioini. Questo fu fatale per il monachesimo graco. I monasteri basiliani S.Giacomo e S.Nicola De Lapide del territorio novarese furono distrutti nel 1323.

 

 

Dizionario del Dialetto Francofono

 

LE LETTERE DELL’ALFABETO

Le lettere dell’alfabeto sanbasilese si dividono in:

 

VOCALI                    a e i yi o u

CONSONANTI         b c d e f g  l m n p q r s t v z

 

NOZIONI DI FONETICA

 

Le vocali dei sostantivi, degli aggettivi e dell’infinito dei verbi che terminano in “ie – e – eu – au – iu – en” acquistano un suono nasale (cammiè, carè, burdueu, buttuè, vaccau, véggiu, pen, ecc); la “E”, preceduta da una consonante (Véggiu, perché, ad esempio), acquistano il suono della “é” muta o francese.

A fronte dell’infinito dei verbi siciliani, quelli sambasilesi terminano in “A-E ed I”. Per tradurre in lingua siciliana l’infinito di questi verbi, bisogna aggiungere “ RI” (p.es. cantà – cantari, rubà – rubari); mentre quelli che terminano in “IE, UE”,bisogna sostituire questi suffissi con “NARI” ad esempio (cammiè = camminari, buttuè = buttunari ecc.).

Questa è la differenza fra l’idioma sambasilese e la lingua siciliana per antonomasia.

“ON”, UNA COSTANTE NASALIZZATA

Le parole che terminano in “ON” (p.es. button, carbon, garzon, cardon, buscion = bottone, carbone, garzone, cardo, angolo), assumono il suono della “ON” francese, come ad esempio PAPILLON; basta aggiungere “UNI”, ad esempio buttuni, carbuni ecc. che queste parole acquistano il suono della lingua siciliana. 

“YI”

Per pronunciare correttamente la “yi” ad esempio yimmu = andiamo, gobba, yinno = arcolaio ecc., bisogna rifarsi alla “L mouillè” come ad es. famille.

(“EU”)

Il doppio suono (“EU”) com ad es. ( r (“eu”) sa, r (“eu”) da = rosa, ruota, acquista il suono francese come voleur, couleur, directeur, Pasteur ecc.

La “è” va pronunciata come se fosse muta.

 

ALCUNE PAROLE CHE NASCONDONO

SEMBIANZE FRANCESI INGANNEVOLI 

Bézzon (gemello) dal latino bis e dal greco zooion, zoi o zoe. Francese,

jumeau

Buccon (boccone) dal latino bocca. Francese,

 bouchèe

Cascion (cassetto) dal latino capsa. Francese,

tiroir

Cozzon (calzoni) dal latino calcea(m). Francese,

pantalon, culotte

Gilieccu (panciotto), dal turco

yelek

Bévion (beverone) dal latino bibere. Francese,

barbotage, breuvrage

Buscion (angolo) origine incerta. Francese,

coin

Ciasa (ciliegia) dal latino cerasu(m) già dal greco kérasos. Francese,

cerise

Gagnon (compagno) origine incerta. Francese,

compagnon

Purton (portone) dal latino porta. Francese,

grande porte

Racìa (uva, acino) dal latino racemus. Francese,

raisin

R(“eu”)sa (rosa) dal latino rosa. Francese,

rose

R(“eu”)da (ruota) dal latino rota(m). Francese

roue

Scaglion dente da latte,

inteso come dente a scheggia, dal francese,

dent

 ècaille

Scubon (ramazza) dal latino scopa(m). Francese,

balai

Vallon (vallone) dal latino valle(m). Francese,

grande vallée

(“Eu”)cchiu (occhio) dal latino oculus. Francese,

oeil

(“Eu”)gliu (olio) dal latino oleum. Francese,

huil

(“Eu”)vu (uovo) dal latino ovum. Francese.

oeuf

 


 

PAROLE DESUETE DA OLTRE UN CINQUANTENNIO

 

Brajè (braciere)

Bèviaggiu (mancia, ricompensa)

Bucè (macellaio)

Careu (tegola)

Carcà (carcara)

Cannata (boccale di terracotta)

Cat(“eu”)iyu (seminterrato)

Camurria (malattia venerea o scocciatore)

Carinnui (mesi dell’anno con le relative previsioni del tempo: dal 13-12 fino a Natale in modo crescente (es: 13 Gennaio/14 Febbraio); dal 26-12 fino all’epifania in modo decrescente (es: 7 Gennaio/6 Dicembre)

Chiancheri (macellaio, carnaio)

Ciafurru (autista)

Cisè (ventriglio dei volatili)

Cozzon (pantalone)

Cugullu (baco da seta)

Crapistu (capestro)

Curduè (calzari)

Custureri (sarto)

Cuppu (coppa)

Damaggiu (minarsi, peccato)

Dangirusu (pericoloso, pericolante)

Furtichiu (volano del fuso)

Iyuvu (giogo)

Mengo (mangano, attrezzo per battere la canapa)

Patois (dialetto)

Raìs (capo, presidente)

Tuppenti (visitatori)

Rudon (grossa rete di corda per il trasporto della paglia)

Sciannacca (collana)

Scupìa (otre di pelli di ovini per il trasporto dell’olio)

Trazzea (trazzera)

Trupon (piccolo branco di ovini o caprini, dal normanno “trhop”)

Trisicu (giogo sul modello di bis)

Quattru venti (quattro volte venti, 80): si  usava solo per la conta delle fascine di lino.
 

CENNI DI STORIA CISTERCENSE

 

Nel 1098 Roberto di Molesme fondava l’ordine dei cistercensi presso Digione  (Francia). Il termine cistercense deriva da Citeaux, latinamente Cistercium, in origine Cistels ovverosia canne delle paludi.

I monasteri cistercensi venivano costruiti non sulle alture, ma nei luoghi più depressi, impervi e remoti come ad esempio la Chartreuse e Vallebona, utilizzavano anche i ruderi di conventi dati in dotazione. I monasteri bernardiniani erano tipici e sempre ricorrenti, semplici e senza sontuose decorazioni. Difatti, Bernardo di Chiaravalle, considerava gli affreschi “pitture stravaganti il cui effetto è di attrarre su di sé l’attenzione dei fedeli e di diminuire il loro raccoglimento”1.

 

NOI E I CISTERCENSI

 

Questa sintesi storica del monastero dell’ex feudo S. Basilio è anche un avventuroso romanzo che coinvolge tutti noi. E’ la storia del monachesimo cistercense, è la storia della cristianità, è la storia dell’umanità. Questa località, particolarmente mistica, ci racconta la storia in parte documentata, in parte fantastica, di vicende storiche del nostro passato millenario. Quello che arricchisce la nostra conoscenza storica su questa località arcana è l’archeologia, cioè quella scienza che cerca, fruga, sotto la polvere del passato, per gettare uno squarcio di luce sulla storia dell’inizio della fondazione del monastero e su ciò che è accaduto nel corso dei secoli. Sappiamo con certezza che le prime epistole fra Bernardo di Chiaravalle e Ruggero II risalgono intorno agli anni 1140-1141 dopo la pace stipulata a Salerno nel 1139, fra Papa Innocenzo II e Ruggero II con la presenza e la mediazione di Bernardo di Chiaravalle. La data di inizio della fondazione di un monastero dovrebbe collocarsi prima della morte di San Bernardo e Ruggero II, avvenuta rispettivamente nel 1153 e il 1154.

La scarsità, la mendacità dei documenti superstiti e la lettura spesso parziale e viziata del pregiudizio che essi offrono, molti studi condotti sui primi monasteri cistercensi del regno di Sicilia, non ci consentono di poter affermare con certezza quando questo monastero sia stato fondato. Il documento più antico che ci è pervenuto, relativo al monastero di Vallebona, sulla cui autenticità la critica è unanime, risale al 1195. Con esso l’Imperatrice d’Altavilla, figlia di Ruggero II, concedeva al monastero di Vallebona, il diritto di fare pascolare sul terreno demaniale non più di mille pecore, cento vacche, quaranta buoi, quaranta giumenti e centosessanta maiali. Ritengo che questo documento, sebbene indirettamente, sostenga la mia tesi. Tenuto conto dei tempi che la costruzione di un simile monastero richiedeva in quest’epoca, è lecito sostenere che alla data del documento, il monastero era già stato ultimato ed era in piena attività.

Ancor oggi di quel che resta del monastero di Vallebona, sotto certi aspetti, è un paradigma perfetto dei primi cenobi Bernardiniani perché alieni da eccessi di “pitture stravaganti”. Questo cenobio è stato costruito sopra un fazzoletto di terra, stretto nel cuore di questa grande valle dei Nebrodi, in una pietosa solitudine, oggi popolata da dense foreste di avellano, di castagno e di querceti. Canti di uccelli e un piccolo ruscello, a poca distanza dalla chiesetta, ignorantemente restaurata negli anni ’70 (vedi capriata in legno ed infissi. Vergogna!), si accompagnano col crepuscolo del mattino e della sera: la sera vince l’ombra e nelle notti stellate regna una pace idilliaca velata da una coltre di recondito silenzio del tempo che fu. Nelle notti stellate si può intravedere la creazione sobriamente controllata del ricordo dell’eco dell’unica campana del monastero che suonava a distesa per tutta l’intera vallata. Ora tutto è perduto, tranne l’imbecillità degli uomini.

E’ da tenere presente che sin dal 1179 ogni parrocchia aveva una scuola perché il Concilio Laterano II gliene faceva obbligo.

 


1 Da Bernardo di Chiaravalle Apologia Guilelinum, Santi Theodorici Abbatem, Benediscioli-Gallia DSM.

 

risalgono intorno agli anni 1140-1141 dopo la pace stipulata a Salerno nel 1139, fra Papa Innocenzo II e Ruggero II con la presenza e la mediazione di Bernardo di Chiaravalle. La data di inizio della fondazione di un monastero dovrebbe collocarsi prima della morte di San Bernardo e Ruggero II, avvenuta rispettivamente nel 1153 e il 1154.

La scarsità, la mendacità dei documenti superstiti e la lettura spesso parziale e viziata del pregiudizio che essi offrono, molti studi condotti sui primi monasteri cistercensi del regno di Sicilia, non ci consentono di poter affermare con certezza quando questo monastero sia stato fondato. Il documento più antico che ci è pervenuto, relativo al monastero di Vallebona, sulla cui autenticità la critica è unanime, risale al 1195. Con esso l’Imperatrice d’Altavilla, figlia di Ruggero II, concedeva al monastero di Vallebona, il diritto di fare pascolare sul terreno demaniale non più di mille pecore, cento vacche, quaranta buoi, quaranta giumenti e centosessanta maiali. Ritengo che questo documento, sebbene indirettamente, sostenga la mia tesi. Tenuto conto dei tempi che la costruzione di un simile monastero richiedeva in quest’epoca, è lecito sostenere che alla data del documento, il monastero era già stato ultimato ed era in piena attività.

Ancor oggi di quel che resta del monastero di Vallebona, sotto certi aspetti, è un paradigma perfetto dei primi cenobi Bernardiniani perché alieni da eccessi di “pitture stravaganti”. Questo cenobio è stato costruito sopra un fazzoletto di terra, stretto nel cuore di questa grande valle dei Nebrodi, in una pietosa solitudine, oggi popolata da dense foreste di avellano, di castagno e di querceti. Canti di uccelli e un piccolo ruscello, a poca distanza dalla chiesetta, ignorantemente restaurata negli anni ’70 (vedi capriata in legno ed infissi. Vergogna!), si accompagnano col crepuscolo del mattino e della sera: la sera vince l’ombra e nelle notti stellate regna una pace idilliaca velata da una coltre di recondito silenzio del tempo che fu. Nelle notti stellate si può intravedere la creazione sobriamente controllata del ricordo dell’eco dell’unica campana del monastero che suonava a distesa per tutta l’intera vallata. Ora tutto è perduto, tranne l’imbecillità degli uomini.

 

 

 

E’ da tenere presente che sin dal 1179 ogni parrocchia aveva una scuola perché il Concilio Laterano II gliene faceva obbligo.


 

L’EGEMONIA CULTURALE FRANCESE

 

Fra l’XI e il XII secolo ha inizio la letteratura francese, chiamata francese antico. In quest’epoca la Francia esercitava una vera e propria egemonia culturale in tutti i campi: sono gli anni in cui nasceva la Chanson de geste che narra l’atto di valore, di coraggio, di bravura e di cortesia degli eroi del medioevo, come ad esempio Orlando e Ranaldo.

Questa canzoni si espandono quasi in tutta Europa e soprattutto in Sicilia (vedi l’opera dei pupi), dove sono le più apprezzate. In questo umilissimo dizionario, infatti, si vogliono elencare parole (molte delle quali ormai desuete) e modi di dire di questo idioma, di questi e di altri momenti storici, che hanno un particolare rilievo storico-culturale.


 

SAN BASILIO, CROGIOLO DI PAROLE VENUTE DA LONTANO

 

Come per il dialetto, o meglio lingua siciliana, anche la parlata di sanbasilio è intrisa di parole che affondano le radici in lingue diverse e lontane. Si riportano qui alcuni esempi significativi:

Aranciu e Sciallu (arancio e scialle), di origine persiana; cappucciu (cappuccio), di origine fenicia; mengu (dal greco mangano, da manganon) e kat(“eu”)iyu (seminterrato da kataferes, di origine greca; bézzon (gemello), di origine greco-latina; fugatticu (focatico, tassa di famiglia); illu (egli, lui); illa (lei), di origine latina; succà (suggere, succhiare); srippi (sterile); lattà (da latte, nutrice), di origine latina; mantiecca (poltiglia, impasto), di origine preromana; cuofu (cesta a paniere), di origine araba, carciuofu (carciofo), di origine araba, gazen (armadietto intramurario), di origine araba, mischiru (meschino), di origine araba; buccè (macellaio), cisè (ventriglio), damaggiu o  ‘ntmaggiu (minarsi o peccato), dangerusu o tangerusu (pericoloso o pericolante), busa (sterco), di origine normanna; béviaggiu (mancia, ricompensa) dal Provenzale beuvrage, gia dal latino bibere, curduè (calzari) da cordonier (calzolaio); criadu (domestico), sierra (sommità della catena montuosa, spartiacque), di origine spagnola.

In questi ultimi decenni tanto si è scritto e detto sull’idioma parlato a San Basilio, che costituirebbe, secondo alcuni, il gallo italico cisalpino, per intenderci. Tuttavia, c’è da dire al riguardo non solo che queste tesi non trovano riscontro certo e oggettivo, ma anche che chi ha trattato l’argomento, almeno per ciò che riguarda San Basilio non ha neanche chiaramente indicato cosa intenda per gallo-italico.

Ad oggi, si può semplicemente dire che l’idioma sanbasilese è costituito da parole di origine latina, greca, araba, francese (d’oc e d’oil), fenicia  e spagnola.

Dunque, almeno fino a prova contraria certa ed oggettiva, è ragionevole sostenere che a San Basilio vi è ancora oggi la presenza e l’assonanza della lingua francese, ma non certo la fantasiosa parlata “cisalpina” delle masse di diseredati giunte al seguito dei normanni dall’Italia settentrionale.

Per l’occasione va ricordato, anche per evidenziare la confusione in cui si rischia di cadere nell’affrontare l’argomento in modo poco organico, che in un articolo apparso sulla Gazzetta del Sud datato 2 giugno ‘97, dal titolo “ La lingua di San Fratello”, si legge “il gallo italico che si parla ancor oggi come lingua madre a San Fratello è l’estrema vivente testimonianza di una vicenda storica risalente al dodicesimo secolo” (…) “una lunga fascia di postazioni militari delle quali facevano parte San Fratello, Nicosia, Aidone, Cerami ed altre località le cui attuali denominazioni sono successive, adottò per secoli l’idioma francese dei conquistatori, ma questo si andò estinguendo con il trascorrere del tempo. Solo San Fratello, tra tutte, conserva ancora quella lingua per effetto della sua tetragona chiusura culturale”. Stando alla frase idiomatica, “A MI DI CARATAR (“uomini di carattere”) citata su di un articolo, non sembra che alla fin fine sia tutto normanno, tranne che carattere per intenderci?

Poiché per gallo-italico dicesi di alcuni dialetti dell’Italia settentrionale e centromeridionale che presentano fenomeni dovuti all’influsso del substrato linguistico, chi sostiene questa tesi non ha considerato bene il significato delle parole.

Quanto alla pubblicazione apparsa su “Oggi” nel settembre del 98 n. 36 pag. 34, dal titolo “ A San Fratello parlano il dialetto franco-gallico”, non si capisce se in questa “isola linguistica” si parla il gallo-italico o il francese dell’epoca. Il gallo si riferisce, forse, alla popolazione che abitava la Francia prima della conquista romana?.

Si vuole riportare, inoltre, un altro articolo apparso su un opuscolo dal titolo “Uno sguardo su Novara”, che recita: “la dominazione (sic nel testo) lombarda contribuì a creare una civiltà unitaria tra il 1061 ed il 1072 da cui si sviluppò l’odierna Novara, soprattutto la nuova lingua: il gallo-italico parlato ancor oggi”.

Il Piazza afferma che il linguaggio dei coloni nel tempo della migrazione era solo il lombardo che, per la frequenza con gli indigeni divenne ben presto ligure e ravvisa che il dialetto novarese è per sua composizione fonetica, ligure per 2/3 e lombardo per 1/3. Alla fine dell’800 il gallo italico si sarebbe conservato soprattutto nei villaggi. Si fa notare che il verbo “creare” è fuori luogo, stando alla legge di Lavoisier che recita: “nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma”.

Quello che appare aberrante è l’affermazione del Piazza perchè tra le righe si evince senza ombra di dubbio che gli indigeni parlavano ligure.

Per completare questo nostro discorso sul gallo-italico, parlato a San Basilio, si vuole riportare qui uno stralcio del libro “Festa dei muzzuni ad Alcara interpretazione orgonomica tratto dalla 29a adunanza del 15/02/1993 della Società medico-chirurgica mamertina”.

In questo opuscolo leggesi: “San Fratello sorge vicino all’antico centro siculo di Apollonia, è famoso per il suo dialetto Franco-Lombardo e per la sua Pasqua dei Giudei etc. (…). Sui Monti che sovrastano Alcara sorgevano le antichissime città di Crasto e Demenna”.

“Secondo il Moretti, dopo la distruzione  di queste città avvenuta per opera degli arabi, gli abitanti scesero a valle e si rifugiarono in Alcara, raggruppandosi, però, ognuno secondo la propria etnia in differenti quartieri: i greci intorno al castello, i latini nel quartiere Nicolò, i lombardi che sopraggiunsero insieme ai normanni, completarono in seguito la cosmopolita realtà”. Se fosse vero che il franco-lombardo abbia fagocitato la lingua dei popoli indigeni, perché solo i Lombardi completarono la cosmopolita realtà e non i normanni che sono venuti con leggi e istituzioni?

La lingua degli arabi, per esempio, di cui esistono ancora tracce in tutto il dialetto siciliano, che fine ha fatto a San Fratello, a San Basilio e nei paesi limitrofi?. Si coglie l’occasione per ricordare, inoltre, che prima della “dominazione lombarda”, vi è stata in Sicilia la presenza dei Franchi o Galli che dal V secolo d.C. la Gallia o Francia era ormai di costume e di lingua latina, e che non hanno saccheggiato le coste siciliane ma hanno letteralmente conquistato l’isola. E’ vero che l’idioma sambasilese, in alcuni casi, presenta l’assonanza francese, ma si riconduce in maniera evidente alla lingua siciliana (latina, greca, neo-latina, araba e alla lingua normanna e provenzale). Si vuole ricordare, inoltre, che il termine colono sin dal periodo ellenico sta a significare chi lavora la terra in enfiteusi o contratto d’uso, mentre colonia dicesi di un popolo mandato ad abitare un paese straniero con leggi del paese d’origine. Ammesso e non concesso che i liguri, i lombardi, i piemontesi e gli emiliani giunti nel Regno di Sicilia, a seguito di Ruggero il normanno non siano venuti come mercenari o coloni bensì come colonizzatori, potremmo dire che queste genti avrebbero assimilato, in quanto minoranza etnica, il linguaggio degli autoctoni. Il lessico francese parlato dalle caste normanne e dai gruppi politico-amministrativi del regno, è cosa ben diversa dai dialetti dei paesi dell’Italia Settentrionale.

 

Nino Granato

Barcellona P.G. Settembre  2007

 

PICCOLO DIZIONARIO SANBASILESE

A

Abìntu

ITALIANO tranquiliità, pace (voce autoctona)

Abitu

ITALIANO abito, dal latino abitu(m)

Accièrnu

ITALIANO cerino, dal latino accendere

Acqua

ITALIANO acqua, dal latino aqua(m), già indeuropeo

Acqua(“eu”)  

ITALIANO acquaio, dal latino aquariu(m)

Affari             

ITALIANO affare, dal provenzale affaire

Affettu

ITALIANO affetto, dal latino affectu(m)

Agliu

ITALIANO aglio, dal latino alliu(m)

Aguglia

ITALIANO ago, dal latino acu(m)

Albiergu

ITALIANO albergo, dal gotico haribairgo

Alcantara

ITALIANO alcantara, arabo alkantar (ponte, confine)

Allegria

ITALIANO allegria, dal francese allègresse, latino, gaudiu(m)

Altari

ITALIANO altare, dal latino altare(m)

Amicizia

ITALIANO amicizia, dal latino amititia

Amminua

ITALIANO mandorla, dal latino ammandula(m), dal greco amygdale

Amuri

ITALIANO amore, dal latino amore

Animè

ITALIANO animale, dal latino animale(m)

Annunca

ITALIANO diversamente, ordunque, dal latino nunc

Antigu

ITALIANO antico, dal latino antiquu(m)

Api

ITALIANO ape, dal latino apem

Arba

ITALIANO alba, dal latino albam

Arbaggiu

ITALIANO orbace, arabo al-bazz

Arbéru

ITALIANO albero, dal latino arbore(m)

Arca

ITALIANO arca, dal latino archa(m), dal greco arche

Arcu

ITALIANO arco, dal latino arcu(m)

Arenciu

ITALIANO arancia, voce araba-persiana

Argu

ITALIANO acre, dal latino acre(m)

Arma

ITALIANO arma, dal latino arma

Arrassu

ITALIANO lontano, dal tedesco raus

Arria

ITALIANO sabbia (ia nasalizzate) dallo

spagnolo arena.

Autu

ITALIANO alto, dal latino altu(m)


 

B

Baccarau

ITALIANO baccalà, dallo spagnolo baccalao, dal fiammingo baccalianw

Bagascia

ITALIANO bagascia, dal provenzale bagassa

Bagliu

ITALIANO recinto in muratura contiguo alla casa

Bannera

ITALIANO bandiera, dal gotico bande

Barba

ITALIANO barba, dal latino barba(m)

Barberi

ITALIANO barbiere, dal francese barbier

Barca

ITALIANO barca, dal latino barca(m)

Barcuri (ri  nasalizzate)

ITALIANO balcone, dal longobardo balko

Bardon

ITALIANO bardo, dal latino bardu(m)

Barrencu

ITALIANO barranco, voce indeuropea

Baruni

ITALIANO barone, dal francese baron

Basciùa

ITALIANO al calar del sole, dal francese a-bat-jour, dal latino bassu(m) hora(m)

Basginicò

ITALIANO basilico, dal latino basilicu(m) e dal greco basilikon

Basta

ITALIANO bastare, dal latino bastare e dal greco bastazein

 

Bastardu

ITALIANO bastardo, dal francese bastard

Baston

ITALIANO bastone, dal latino bastone(m)

Batia

ITALIANO abbazia, dal latino abazia(m)

Battaglia

ITALIANO battaglia, dal latino battualia(m)

Battisimu

ITALIANO battesimo, dal latino batisu(m), dal greco baptismos

Beccafigu

ITALIANO beccafico, origine incerta

Bédiemma

ITALIANO anche, ancora, dal latino bis e idem

Begnu

ITALIANO bagno, dal latino balneu(m)

Bella

ITALIANO bella, origine incerta

Béllicu

ITALIANO ombellico, dal latino umbelicu(m) e dal greco ampolas

Bésicchia

ITALIANO melma, fango, dal normanno bouillasse

B(“eu”)i

ITALIANO bove, dal latino bove(m)

B(“eu”)ria

ITALIANO borea, venticello, dal latino borea(m), dal greco boreas

Bestia

ITALIANO bestia, dal latino bestia(m)

Bévè

ITALIANO abbeveratoio, dal latino bibere

 

Béviaggiu

ITALIANO mancia, ricompensa, dal francese beuvrage, dal latino bibere, inteso come il compenso di un bicchiere di vino o altro

Bévià

ITALIANO abbeverare, dal latino bibere

Bezzon

ITALIANO gemello, dal latino bis, dal greco zoion

Biertui

ITALIANO bisacce, dal latino bis-sacus

Bisazza

ITALIANO bisaccia, dal latino bis-sacus

Biiiya

ITALIANO belare, dal latino belare

Bizeffé

ITALIANO abbondanza, dall’arabo bizzaf

Br(“eu”)du

ITALIANO brodo, voce germanica

Bragaetta

ITALIANO braga, sistema di apertura dei pantaloni, dal francese braguette

Bragè

ITALIANO braciere, voce germanica

Brividu

ITALIANO brivido, dal latino brixiu(m)

Bruoccia

ITALIANO forchetta, dal francese broche

Bruscu

ITALIANO brusco, dal latino bruscu(m)

Bruttu

ITALIANO brutto, dal latino bruttu(m)

Buatta

ITALIANO latta, dal francone boite

 

Bucca

ITALIANO bocca, dal latino bucca(m)

Buccè

ITALIANO macellaio, dal normanno boucher

Buccon

ITALIANO boccone, morso, dal latino buca(m)

Buchè

ITALIANO bouquet, dal francese bouquet

Buffetta

ITALIANO credenza, dal francese buffet

Buordu

ITALIANO bordo, dal francese bord

Buoscu

ITALIANO bosco, dal latino boscu(m)

Burdiellu

ITALIANO postribolo, casa di malaffare, dal provenzale, bordel

Burdueu

ITALIANO mulattiere, dal latino burdone(m)

Burgadia

ITALIANO orticaria, voce autoctona?

Burgisi

ITALIANO borghese, dal francese bourgeois

Busa

ITALIANO sterco, dal francese bouse

Busca

ITALIANO fuscello, dal gotico busk

Buscà

ITALIANO buscare, dallo spagnolo buscare

Buscion

ITALIANO angolo di casa, (esempio: metti la scopa nell’angolo di casa), voce autoctona

Bùsciua

ITALIANO attrezzo del telaio, voce incerta

Bustu

ITALIANO busto, dal latino bustus

Butti

ITALIANO botte, dal latino botte(m)

Buttiga

ITALIANO bottega, dal latino apoteca(m), dal greco apotheke

Buttiglia

ITALIANO bottiglia, dal francese bouteille

Buzzuettu

ITALIANO mestolo dei pastori.


 

C

Caccià

ITALIANO cacciare, dal latino capere

Cagn(“eu”)

ITALIANO piccolo cane, dal latino cane(m)

Caiordu

ITALIANO sporcaccione, lurido,origine incerta

Caisra

ITALIANO canestra, dal latino canestru(m) e dal greco canestrom

Camija

ITALIANO camicia, dal latino camisa(m)

Campagna

ITALIANO campagna, dal latino campus

Camurria (1)

ITALIANO disturbatore, dal latino disturbare

Camurria (2)

ITALIANO malattie veneree

Cancellu

ITALIANO cancello, dal latino cancellus

Cannavazzu

ITALIANO canovaccio, origine incerta

Cannia

ITALIANO candela, dal latino candela(m)

Cantà

ITALIANO cantare, dal latino cantare

Cantareu

ITALIANO cantaro, dal latino cantaru(m) e dal greco cantaros

Cantau

ITALIANO quintale, arabo quintar

Capillu

ITALIANO capello, dal latino capillu(m)

Cappucciu

ITALIANO cappuccio, dal fenicio

Carbon

ITALIANO carbone, dal latino carbone(m) già dal greco cartes

Carciuofu

ITALIANO carciofo, dall’arabo inansuf

Carè

ITALIANO tegole, dal latino canale(m)

Carinnui

ITALIANO calende, dal latino calendae

Carità

ITALIANO carità, dal latino caritate(m)

Carpitta

ITALIANO coperta di lino, dal francese coltre

Carriettu

ITALIANO carrettu, dal latino carru(m)

Carruba

ITALIANO carruba, dall’arabo kaharruba

Carruggiu

ITALIANO carruggio, (in Sicilia sorgente di acqua, a Genova via stretta)

Carruozza

ITALIANO carrozza, dal latino carru(m)

Casa

ITALIANO casa, dal latino casa(m) (casa rustica)

Cascà

ITALIANO cascare, dal latino cascare

Caschemi

ITALIANO cascame, dal latino cadere

Cascia

ITALIANO cassa, dal latino capsa(m)

Cascion

ITALIANO cassetto

Cascugli

ITALIANO frutta secca caduta, latino cascare

Caspita

ITALIANO caspita, (da cazzo)

Castegna

ITALIANO castagna, latino castanea(m)

Castellu

ITALIANO castello, latino castru(m)

Cat(“eu”)iu

ITALIANO seminterrato, greco kataferès

Catasta

ITALIANO catasta, greco katastasis

Cattivu (1)

ITALIANO vedovo, nel senso di sfortunato, disgraziato, latino captivus

Cattivu (2)

ITALIANO cattivo, perfido, latino captivus

Causu

ITALIANO ragazzo (prob. Loc. reg.le)

Cavà

ITALIANO cavare, latino cavare

Cavallu

ITALIANO cavallo, latino caballu(m)

Cavarcadua

ITALIANO animale da soma, latino caballicare

Cavegna

ITALIANO recipiente per mettere la ricotta, latino cavus

Cavierna

ITALIANO caverna, latino caverna(m)

Cavui

ITALIANO cavoli, latino cavulu(m)

Ceussu

ITALIANO gelso, persiano yassamum

 

Chi(“eu”) vi

ITALIANO piovere, latino pleure

Chi(“eu”) vu

ITALIANO chiodo, latino clavu(m)

Chiappa (1)

ITALIANO prendere, latino copulare

Chiappa (2)

ITALIANO pala di ficodindia

Chiazza

ITALIANO piazza, latino platea(m), greco platea

Chienca

ITALIANO macelleria, dal francese charnier (carnaio) e dal latino carne(m)

Chiesa

ITALIANO chiesa, latino ecclesia

Chiurma

ITALIANO ciurma, intesa coime braccianti agricoli

Cia (1)

ITALIANO cera, latino cera(m)

Cia (2)

ITALIANO c’era, latino erat

Ciafurru

ITALIANO autista, dal francese chofeur

Ciaramella

ITALIANO ciaramella, cornamusa, latino calemelle

Ciasa

ITALIANO ciliegia, latino cerasu(m)

Ciavaellu

ITALIANO capretto, francese chevreau

Cicchera

ITALIANO chicchera, spagnolo picara e dal messicano gicali

Cifu

ITALIANO scifo, pastoio per animali, greco skyphos

 

Cimarra

ITALIANO fibra tessile di agave usata per ordire la parte anteriore della sedia

Cimusa

ITALIANO cimosa, latino cimusa(m)

Cippu

ITALIANO ceppo, latino cipu(m)

Cipulla

ITALIANO cipolla, latino cipolla(m)

Cirri

ITALIANO cirri (meteorologia) latino cirru(m)

Cisè

ITALIANO ventriglio, normanno gesier

Ciurria (ia nasalizzate)

ITALIANO miele filato, dal siciliano sciauru=odore

Craba

ITALIANO capra, latino capra(m)

Crac

ITALIANO rumore di legna che si spezza, anglo-normanna

Crapistu

ITALIANO capestro, latino capistru(m)

Criada

ITALIANO cameriera, spagnolo creada

Criscim(“eu”)gna

ITALIANO pubertà, latino crescere

Crispella

ITALIANO crespella, latino crispus

Crizi(“eu”)a

ITALIANO chiesetta, latino ecclesia

Crugea

ITALIANO colonna lombo-sacrale, latino crux

Crugitta

ITALIANO crocetta, latino crux

Cucchia

ITALIANO coppia di pani ecc.

Cugnu

ITALIANO cuneo, latino cuneu(m)

Cuguzza

ITALIANO zucca, latino cucutia(m)

Cumparaggiu

ITALIANO companatico, latino cu(m) panis

Cuosru

ITALIANO colostro, latino colostru(m)

Curduè (la e  va nasalizzata)

ITALIANO calzari con legacci alla greca, dal francese provenzale cordonier, già dal latino corda

Currivu

ITALIANO corrivo, origine incerta

Custureri

ITALIANO sarto, dal francese coutourier

Cutra

ITALIANO coperta, dal francese coltre

Cutron o Cutruni

ITALIANO coltrone, francese coltre

 

 

 


 

D

 

ITALIANO dare, latino donare

Damaggiu

ITALIANO peccato, minarsi, dal francese domage

Damusu

ITALIANO volta, struttura muraria, latino domus

Dangirusu

ITALIANO pericoloso, normanno dangereux

Dannadu

ITALIANO dannato, latino dannatu(m)

Dapriessu

ITALIANO dappresso, seguire qualcuno, dal francese après

Darrettu

ITALIANO dietro, francese derrier gia dal latino deretro

Daventi

ITALIANO davanti,  dal latino de ante

Déluviu

ITALIANO diluvio, dal latino dilluviu(m)

Desiderà

ITALIANO desiderare, dal latino desiderare

Desra

ITALIANO destra, dal latino dextra(m)

D(“eu”)pu

ITALIANO dopo, dal latino de post

D(“eu”)pututtu

ITALIANO dopotutto

Di sia

ITALIANO di sera, dal latino sera(m)

Diavu

ITALIANO diavolo, dal latino diabulu(m), dal greco diavos

 

Dilenguinti

ITALIANO delinquente, dal latino delinquere

Dispiraziuri

ITALIANO disperazione, dal latino disperationem

Disprezzu

ITALIANO disprezzo, dal latino disprectiu(m)

Don

ITALIANO donno, dal latino dominu(m)

Duellu

ITALIANO duello, dal latino duellu(m)

Dyiuornu

ITALIANO di giorno, dal latino diurnu(m)

 

 

 


 

E

 

Èlia

ITALIANO edera, dal latino heder

Ènima

ITALIANO anima, dal latino anima(m)

Ebreu

ITALIANO ebreo, dal latino hebraeu(m)

Èbuca

ITALIANO epoca, dal greco epoche

Ecciuomu

ITALIANO ecco l’uomo, dal latino ecce-homo

Eccu

ITALIANO ecco, dal latino eccu(m)

Elefante

ITALIANO elefante, dal latino elephante(m) già dal greco elephas-antos

Eu

ITALIANO io, dal latino ego


 

F

Fabbrica o muru

ITALIANO muro, dal latino muru(m)

Faggiu

ITALIANO faggio, dal latino fagus

F(“eu”)dau

ITALIANO grembiule, dal gotico falda

Faj(“eu”)a

ITALIANO fagiuola, dal latino phaseola(m)

Famiglia

ITALIANO famiglia, dal latino famiglia(m)

Fanfaluca

ITALIANO fanfaluca, dal latino fanfaluca(m)

Faragudu

ITALIANO flauto, dal latino flaut

Fattu

ITALIANO fatto, dal latino factu(m)

Fauci

ITALIANO falce, dal latino falce(m)

Fauzu

ITALIANO falso, dal latino falsu(m)

Favori

ITALIANO favore, dal latino favore(m)

Fédà

ITALIANO fidare, dal latino fidere

Fègu

ITALIANO feudo, dal normanno fief

Fèmmi

ITALIANO fame, dal latino fame(m)

Fèngu

ITALIANO fango, dal gotico fami

Férrà

ITALIANO afferrare, dal latino ferru(m)

Fiacca

ITALIANO fiacca, dal latino flaccu(m)

Fièrra

ITALIANO ferula, dal latino ferula(m)

Fièrru

ITALIANO ferro, dal latino ferru(m)

Figa

ITALIANO vulva, fico, origine incerta.

Fégà

ITALIANO fico, dal latino ficu(m)

Fimmia

ITALIANO femmina, dal latino femmina(m)

Fiocchiu

ITALIANO finocchio, dal latino fenoleu(m)

Fissa

ITALIANO fesso, balordo, dal latino fessu(m)

Fuorgia

ITALIANO fucina, dal normanno forge

Fracassadu

ITALIANO fracassato, dal latino frangere

Fracassu

ITALIANO rumore, dal latino frangere o squassare.

Frasca

ITALIANO frasca, fronda, dal latino frasca(m).

Frèvi

ITALIANO febbre, dal latino febbre(m)

Friddu

ITALIANO freddo, dal latino frigidu(m)

Frèga

ITALIANO fregare, rubare, dal latino frisare.

Friu

ITALIANO fieno, dal latino fenu(m)

Frotta

ITALIANO frotta, moltitudine, dal francese flote.

Frumagiu

ITALIANO formaggio, dal latino formatici(m) o dal francese fromage?

Frumintu

ITALIANO frumento, dal latino frumentu(m)

Fruntà

ITALIANO vergognarsi, arrossire, origine incerta.

Fugatigu

ITALIANO imposta di famiglia, dal latino fogaticus da focus.

Fuguau

ITALIANO focolare, dal latino foculare.

Fumada

ITALIANO fumata, dal latino fumu(m)

Fumu

ITALIANO fumo, dal latino fumu(m)

Funtè

ITALIANO fontana, dal latino fons-fontis.

Furca

ITALIANO forca, dal latino furca(m).

Furchetta

ITALIANO forchetta, dal francese forchette.

Furesta

ITALIANO foresta, dal latino furesta(m)

Furistèu

ITALIANO forestiero, dal latino foresta(m)

Furrizzu

ITALIANO sedia di ferula, origine incerta.

Furticchiu

ITALIANO fusaiolo, vulva, dal latino fusu(m).

Fustu

ITALIANO fusto, recipiente, dal latino fustu(m)

Fusu

ITALIANO fuso, dal latino fusus.

Fuyi

ITALIANO fuggire, dal latino fugere.

Fuyiu

ITALIANO fuggo, dal latino fugere-fugis.


 

G

Gagliu

ITALIANO  biondo, celtico, dal latino gallicu(m)

Gallèria

ITALIANO galleria, dal francese galerie.

Gallìa (i nasalizzata)

ITALIANO gallina, dal latino gallina(m)

Gallu

ITALIANO gallo, dal latino gallu(m)

Garron

ITALIANO da garrese. Francese provenzale talon, latino talus?

Garunfu

ITALIANO garofano, dal latino gariphilu(m) e dal greco kariphillon

Garzon

ITALIANO garzone, dal francese garçon

Gattu

ITALIANO gatto, dal latino gattu(m)

Gauocciua

ITALIANO cranio, guscio, dal greco kystion

Gazzè (e nasalizzata)

ITALIANO piccolo ripostiglio intramurario, dall’arabo galema

Ghemma

ITALIANO gamba, dal latino gamba(m) e dal greco kambè

Ghenciu

ITALIANO gancio, dal turco kanci

Gi(“eu”)gliu

ITALIANO l’oglio (graminacea), dal latino oliu(m)

Giardiu ( iu  nasalizzate)

ITALIANO giardino, dal francese jardin.

 

Giarnu

ITALIANOgiallo, dal normanno jalme

Giarra

ITALIANO giara, brocca, dall’arabo garra

Gibbia

ITALIANO abbeveratoio, dall’arabo gibia

Gighenti

ITALIANO gigante, dal latino gigante(m) e dal greco ghigas-antos

Gigliu

ITALIANO giglio, dal latino liliu(m)

Gilieccu

ITALIANO panciotto, dal turco yelek

Gioia

ITALIANO gioia, dal francese joie

Giugnettu

ITALIANO luglio, dal francese julliet

Giugnu

ITALIANO giugno, dal latino giunone-iunumu(m)

Giuyiellu

ITALIANO gioiello, dal normanno joell

Giuvà

ITALIANO giovare, dal latino iovare

Giuvèru ( e muta)

ITALIANO giovane, dal latino iuventute(m)

Glienna

ITALIANO ghianda, dal latino glande(m)

Gliuommu

ITALIANO gomitolo, dal latino glomus

Graatu

ITALIANO melograno, dal latino granatu(m)

Grasta

ITALIANO vaso da fiore, dal greco grasta

 

Gravusu

ITALIANO grave, gravoso e dal latino grave(m)

Guardà o vardà

ITALIANO guardare, origine incerta

Guastella

ITALIANO qualità di pane quasi azimo, origine incerta

Gubitu

ITALIANO ingordo, avaro, dal latino gurdu(m)

Guodi

ITALIANO godere, dal latino gaudere


 

YI

Yiastima

ITALIANO bestemmia o iettatura, dal latino blasphemia(m), dal greco blasphemia

Yifura

ITALIANO sberla, origine incerta

Yiazzu

ITALIANO giaciglio, dal latino iacigliu(m)

Yi (sono andato), dal latino ire

Yiesra

ITALIANO ginestra, dal latino genestra(m)

Yimmu (1)

ITALIANO gobba, dal latino gibus

Yimmu (2)

ITALIANO andiamo, dal latino ire

Yippon

ITALIANO giacca di maglia, dal normanno juppom

Yiuminta

ITALIANO giumenta, dal latino jumenta

Yinucu

ITALIANO giunco, dal latino iuncu(m)


 

I

Illa

ITALIANO lei, dal latino illa

Illu

ITALIANO lui, dal latino ille

Intentu

ITALIANO intanto, in questo medesimo tempo, dal latino tantu(m)


 

L

Labri

ITALIANO labbra, dal latino labru(m)

Lagrima

ITALIANO lacrima, dal latino lacrima(m)

Lanciella

Italiano brocca, dal latino langoena(m)

Lancillau

ITALIANO nicchia per il deposito delle brocche d’acqua potabile, dal latino lancea(m)

Lardu

ITALIANO lardo, dal latino lardu(m)

Larghezza

ITALIANO larghezza, dal latino largu(m)

Latta

ITALIANO latta, dal latino lacta(m)

Latti

ITALIANO latte, dal latino lacte(m) e dal greco galaktos

Lattuga

ITALIANO lattuga, dal latino lactuga

Lavuà

ITALIANO arare la terra, dal latino laborare

Léccà (e muta)

ITALIANO leccare, dal latino volgare licare

Legumi (e muta)

ITALIANO legumi, dal latino legumen

Lempu

ITALIANO lampo, dal latino lampare e dal greco lampem

Lemuri (e muta,  r  rotolata)

ITALIANO limone, dall’arabo limon

Lepru

ITALIANO lepre, dal latino lepre(m)

 

Lettu

ITALIANO letto, dal latino lectum

Levetu (la seconda “e” è muta)

ITALIANO lievito, dal latino levatu(m)

Libru

ITALIANO libro, dal latino libru(m)

Liesu

ITALIANO leso, dal latino laedere

Linz (“eu”)

ITALIANO lenzuola, dal latino linteolu(m)

Linza

ITALIANO lenza, dal latino linea(m)

Liscìa

ITALIANO bucato o lessiva, dal francese lèssive

Liu ( iu nasalizzate)

ITALIANO lino, dal latino linu(m)

Liusa (iu nasalizzate)

ITALIANO linosa, dal latino linosa

Lizzu

ITALIANO liccio, dal latino liciu(m)

Lua (ua  nasalizzate)

ITALIANO luna, dal latino luna(m)

Lucci

ITALIANO luce, dal latino lux

Lugi

ITALIANO fuoco, dal latino focus, lux

Lugièrno

 ITALIANO lucernaio, dal latino lucerna(m)

Lumè

ITALIANO accendere, dal francese allumer

Lumi

ITALIANO lume, dal latino lumen

Lunghezza

ITALIANO lunghezza, dal latino longu(m)

Luoccu

ITALIANO folle, dallo spagnolo loco

Luttà

ITALIANO lottare, dal latino loctare


 

M

M(“eu”)a (1)

ITALIANO morula, dal latino moru(m)

M(“eu”)a (2)  

ITALIANO mola,dal francese meule

M(“eu”)ri

ITALIANO morire, dal latino morior

Ma

ITALIANO madre, dal latino mater. Voc.indeuropea

Macagnadu

ITALIANO macagnado, dal provenzale maganhar e dal francese antico mahinier

Maccaia

ITALIANO magari, dal greco makariè

Macchia

ITALIANO macchia, dal latino macula(m)

Mafia

ITALIANO mafia: in origine chi si metteva in evidenza sul modello degli amministratori di giustizia: i cosiddetti spadaccini, oggi organizzazione criminale.

Magìa

ITALIANO magia, dal latino magia(m) e dal greco maghiea

Magicu

ITALIANO magico, dal latino magicu(m) e dal greco maghikos

Magjè

ITALIANO macinare, dal latino macchinare

Maiau

ITALIANO maiale, dal latino maiale(m)

Maidu

ITALIANO marito, dal latino maritu(m)

Maisa

ITALIANO maggese, dal latino maggio(m)

Mamucca

ITALIANO mammona, dal latino mammonas e dal greco mammonas

Mangià

ITALIANO mangiare, dal francese manger e dal latino manducare

Mangiadua

ITALIANO mangiatoia, dal latino manducare

Mannariu  (iu  nasalizzate,  r  rotolata)

ITALIANO mandarino persiano, dal persiano mandarin

Mannè

ITALIANO mandare, dal latino mandare

Marabua

ITALIANO qualità di prugne, dal francese mirabella

Marcià

ITALIANO marciare, dal francese marcher

Mari  (r  rotolata)

ITALIANO mare, dal latino mare

Marmitta

ITALIANO marmitta, dal francese marmite

Marmu

ITALIANO marmo, dal latino marmor e dal greco marmaros

Martellu

ITALIANO martello, dal latino martellu(m)

Massagru

ITALIANO massacro, dal francese massacre

Matassa

ITALIANO matassa, dal greco mataxa

Mattiu (iu  nasalizzate)

ITALIANO mattino, dal latino matinu(m)

Mayilla

ITALIANO madia, dal latino magida(m) e dal greco maghis-dos

 

Mazzu

ITALIANO fascina. Origine incerta

Meccad(“eu”)  (e muta)

ITALIANO fazzoletto, dal francese mouchoir

Medi

ITALIANO mietere, dal latino metere

Mendra

ITALIANO mandria, dal latino mandria(m) e dal greco mandra

Menna

ITALIANO manna, dall’ebraico manna

Merda

ITALIANO sterco, dal latino merda(m)

Meri

ITALIANO miele, dal latino mel

Misericordia (e muta)

ITALIANO misericordia, dal latino misericordia

Mesteru (e mute)

ITALIANO mistero, dal latino misteriu(m)

Meuza

ITALIANO milza, dal longobardo mitzi

Micciu

ITALIANO stoppino, dal latino stopa(m)

Midolla

ITALIANO midollo, inteso come cervello, dal latino cerebellu(m)

Minchia

Voce siciliana pene , dal latino minchiolea(m)

Minchiada

Voce siciliana corbelleria, dal latino minchiolea(m)

Minna

ITALIANO seno, mammella, dal latino mammella(m)

Miscadu

ITALIANO immischiato. Origine incerta

Mu

ITALIANO mulo, dal latino mulu(m)

Muazzu

ITALIANO murazzo

Mudà

ITALIANO sostituire, mutare, dal latino mutare

Muffa

ITALIANO muffa. Voce germanica

Mummia

ITALIANO mummia, dal latino mumia(m) e dall’arabo mumiyy

Munasteru

ITALIANO monastero, dal greco monasterion

Mungibellu

ITALIANO mongibello,dal latino mons e dall’arabo jibel

Muntuvà

ITALIANO mentovare, dal francese mentvoire

Muoricu (u nasalizzata)

ITALIANO monaco, dal greco monos (unico, solitario)

Murga

ITALIANO feccia dell’olio, dal greco morghe

Murritti

ITALIANO capricci, dall’arabo mudir

Musa(“eu”)

ITALIANO museruola, dal latino musus

Musca

ITALIANO mosca, dal latino musca(m)

Muscua

ITALIANO muscolo, dal latino musculu(m)

Mussì

ITALIANO museruola, dal latino musus

Mussu

ITALIANO muso, dal latino musu(m)

 

Mustazzi

ITALIANO mustacchio, dal greco bizantino mistachion – mistax- acos

Mustu

ITALIANO mosto, dal latino mustu(m)

 


 

N

‘Nchiavà

ITALIANO chiudere a chiave o coitare, dal latino coitu(m)

‘Nficà

ITALIANO infilare o coitare, dal latino coitu(m)

‘Ngradada

ITALIANO ripostiglio con grate, origine incerta

‘Nta

ITALIANO in, dal latino in

‘Ntisa

ITALIANO udito, dal latino audire

‘Ntralazzu

ITALIANO intrallazzare, dal francese entrelance

‘Nventau

ITALIANO avventare, dal latino lanciere

‘Nzicà

ITALIANO introdurre, dal gotico zeppa.

N(“eu”)a

ITALIANO nuora, dal latino nuru(m)

N(“eu”)va

ITALIANO nuova, dal latino nova(m)

N(“eu”)vi

ITALIANO nove, dal latino nove(m)

Nacti

ITALIANO sbrigati, cammina, dal latino natica(m)

Nascita

ITALIANO nascita, dal latino nasci

Naspa

ITALIANO naspa, naspo, dal gotico haspo

Naspà

ITALIANO annaspare, dal gotico haspo

Nattà

ITALIANO Natale, dal latino navitatem

Natura

ITALIANO natura, dal latino natura

Navetta

ITALIANO navetta (attrezzo per il telaio), dal francese navette

Navi

ITALIANO nave, dal latino nave(m) e dal greco naus

Nenna

ITALIANO nonna, dal latino nonna(m)

Nennu

ITALIANO nonno, dal latino nonnu(m)

Nespua

ITALIANO nespola, dal latino nespilum e dal greco nespolos

Nevua

ITALIANO nube, dal latino nube(m)

Nivi

ITALIANO neve, dal latino nive(m), nivus

Nomu

ITALIANO nome, dal latino nomen

Nucilli

ITALIANO nocciuole, dal latino nocciolea(m)

Nuè

ITALIANO Novara di Sicilia, origine sconosciuta

Nugaisi

ITALIANO novarese, da Nugarìa

Nugià

ITALIANO noce, dal latino nuce(m)

Nuttada

ITALIANO notttata, dal latino nocte(m)

Nuttaicchiu

ITALIANO guardone, dal latino nox e oculus


 

O

(“eu”)bligu

ITALIANO obbligo, dal latino obbligare

(“eu”)gliu

ITALIANO olio, dal latino oleu(m) e dal greco elaion

(“eu”)ru

ITALIANO oro, dal latino auru(m)

(“eu”)vu

ITALIANO uovo, dal latino ovu(m), francese oeuf

Occupà

ITALIANO occupare dal latino occupare

Odiu

ITALIANO odio, dal latino odiu(m)

Offisu

ITALIANO offeso o mutilato, dal latino offesu(m)

Oggettu

ITALIANO oggetto, dal latino obiectu(m)

Oiva

ITALIANO oliva, dal latino oliva(m)

Operaiu

ITALIANO operaio, dal latino operaiu(m)


 

P

Padella

ITALIANO padella, dal latino patella(m)

Padri

ITALIANO padre, dal latino patre(m)

Padriarca

ITALIANO patriarca, dal latino patriarches

Paglia

ITALIANO paglia, dal latino palea(m)

Pagliau

ITALIANO pagliaio, dal latino palleariu(m)

Pagliazzi

SICILIANO e ITALIANO fiocchi di neve

Parapiglia

ITALIANO parapiglia, tumulto, dal latino tumultus

Parcu

ITALIANO platea, parco, dal latino parcum

Parmintu

ITALIANO palmento. Etimo incerto

Parmu

ITALIANO palmo, dal latino palmum

Parpaglion

ITALIANO farfalla, dal francese papillon

Pasqua

ITALIANO Pasqua, dal latino pascha(m), dal greco pasha e dall’ebraico pesph

Passu

ITALIANO passo, dal latino passu(m)

Pasta

ITALIANO pasta, dal latino pasta(m)

Pasranu

ITALIANO pastrano, cappotto, dallo spagnolo pastrina

 

Pastua

ITALIANO pastoia dal latino pastoia(m)

Pataccu

ITALIANO patata, dallo spagnolo patata

Pataelli

SICILIANO fiocchi di neve

Patuà

ITALIANO dialetto, dal normanno patois

Patuallu

SICILIANO arancia. Etimo di origine portoghese

Pau

ITALIANO palo, dal latino palu(m)

Pauma

ITALIANO colomba, dal latino palumbu(m), sapagnolo paloma

Péd(“eu”)cchiu

ITALIANO pidocchio, dal latino peduculus

Pen(en nasalizzate)

ITALIANO pane, latino panis, francese pain

Pennacchiu (e  muta)

ITALIANO pennacchio, dal latino pinaculu(m)

Purtusu

ITALIANO pertugio, dal latino pertusu(m)

Petra

ITALIANO pietra, dal latino pietra(m) e dal greco petra

Pezza

ITALIANO pezza, dal francese pièces

Piattu

ITALIANO piatto, dal latino platum e dal greco platys

Piau

ITALIANO pero, dal latino piru(m), francese poirier

Picchettu

ITALIANO picchetto, dal francese piquet

 

Piglià

ITALIANO pigliare, dal latino volgare piliare

Pignatta

ITALIANO pentola di terracotta, dal latino pignata(m)

Pigua

ITALIANO barbagianni. Etimo incerto

Pipa

ITALIANO pipa, dal francese pipe

Pipi

ITALIANO pepe, latino pipet, greco peperi

Pipitua

ITALIANO pipita, dal latino pipitua(m)

Pisellu

ITALIANO pisello, latino pisellu(m), greco pison

Prescia

ITALIANO prescia, fretta, dal latino pressia(m)

Prestu

ITALIANO presto, dal latino presto

Prisa

ITALIANO presa, dal latino prehandere

Pudà

ITALIANO potare, dal latino putare

Pummid’amuri

ITALIANO pomodori, dal francese pome d’amour

Pummi da facci

ITALIANO zigomi, dal francese pommette

Pummu

ITALIANO mela, dal francese pomme

Punti

ITALIANO ponte, dal latino ponte(m)

Puorcu

ITALIANO maiale, dal latino porcu(m)

Puorta

ITALIANO porta, dal latino porta(m)

Purton

ITALIANO portone, dal latino porta

Pupa

ITALIANO pupa, dal latino pupa(m)

Puzzu

ITALIANO pozzo, dal latino poteum


 

Q

Quadru

ITALIANO quadro, dal latino quadu(m)

Quaglia

ITALIANO quaglia, dal normanno quaille

Quagliada

ITALIANO coagulata, dal latino coagulu(m)

Quagliu

ITALIANO caglio, dal latino caliu(m)

Quarisema (e muta)

ITALIANO quaresima, dal latino tardo quadragesima(m)

Quartara

ITALIANO anfora di terracotta per il trasporto dell’acqua potabile. Presso i latini si usava come unità di misura, dal latino quartariu(m)

Quasi

ITALIANO quasi, dal latino quasi

Quattro-venti (e  muta, i  nasalizzata)

ITALIANO quattro volte venti, dal francese quattre-vint

Quetu

ITALIANO quieto, dal latino quietu(m) da quies-quietis


 

R

R(“eu”)da

ITALIANO ruota, dal latino rota(m)

R(“eu”)sa

ITALIANO rosa, dal latino rosa

Racìa (i nasalizzata)

ITALIANO uva, dal latino racemus (raspo), francese raisin

Raggia (1) (malattia virale)

ITALIANO rabbia, dal latino rabia.

Raggia (2)

ITALIANO arrabbiare, dal latino rabia

Raggia (3)

ITALIANO fuoriuscita di zuccheri dalla superficie della mostarda di ficodindia, dal greco (r) achiè

Ras(“eu”) ITALIANO rasoio, voce germanica

Rinnia

ITALIANO rondine, dal latino hirundine(m)

Risca

ITALIANO lisca, dal francese arete

Risipua

ITALIANO risipela, dal greco erisipelas

Rissa

ITALIANO ressa, dal tino rixa(m)

Rizità

ITALIANO rassettare, dal latino ordine(m)

Rubà

ITALIANO rubare, germanico raubon

Rubirettu

ITALIANO rubinetto, dal francese robinet

Rucca

ITALIANO rocca, (attrezzo per filare), dal germanico rukka

 

 

Ruda

ITALIANO ruta (pianta erbacea), dal latino ruta(m) e dal greco rhyte

Rudon

ITALIANO corde intrecciate a mò di gabbia per il trasporto della paglia a dorso di animali da soma. Voce autoctona?

Ruga

ITALIANO strada, dal francese rue o route

Ruggiu

ITALIANO roggio, dal latino rivus

Rullà

ITALIANO rullare, dal francese rouler

Rumittu

ITALIANO eremita, dal greco eremos

Rumuri

ITALIANO rumore, dal latino rumore(m)

Runca

ITALIANO roncola, dal latino roncare

Runcà

ITALIANO togliere le erbacce, dal latino roncare

Runcaglia

ITALIANO roncature, dal latino roncare

Runcigliu

ITALIANO ronciglio, (falce con punta adunca), dal latino roncula(m)

Rocca

ITALIANO roccia, dal latino rucca(m), francese roche

Russà

ITALIANO russare, dal longobardo bruzzan

Russu

ITALIANO rosso, dal latino russu(m)

Rusti

ITALIANO arrostire, dal germanico raustjan

 

Ruttu

ITALIANO rotto, dal latino ruttu(m)

Ruzzuà

ITALIANO rotolare, dal latino rotolare – rotulus

Ruzzuon

ITALIANO ruzzolone, dal latino rotolare

S

S(“eu”)du

ITALIANO fermo, tranquillo, dal latino solidu(m)

S(“eu”)sizza

ITALIANO salsiccia, dal latino tardo salsiccia

Saburi (“r” rotolata)

ITALIANO sapone, dal latino sapone(m)

Saccapeu (eu nasalizzate)

ITALIANO zaino, dal francese sac à pain

Sarvietta

ITALIANO salvietta, dal normanno serviette

Sarma (1)

ITALIANO salma, (unità di misura per liquidi),  dal greco sagma

Sarma (2)

ITALIANO salma, (misura di capacità per aradi), dal greco sagma

Samugu

ITALIANO sambuco, dal latino sanbucu(m)

Santinni

ITALIANO relazione amorosa, dal latino intendere

Sbuglià

ITALIANO andare a  lavorare in campagna, voce autoctona

Sca

ITALIANO scala, dal greco scales

Sca(“eu”)a

ITALIANO scarola, dal latino escaius

Scaò

ITALIANO scalone, dal latino scala(m)

Scarpa

ITALIANO scarpa, dal germanico skarpa

Scherzà (e muta)

ITALIANO scherzare, dal tedesco scherzen e dal longobardo scherzon

Schiettu

ITALIANO celibe, dal greco scheti

Schifìu

ITALIANO schifo, dal francese eschif

Schizzà

ITALIANO schizzare, voce indeuropea

Sciadà

ITALIANO il soffiar del vento gelido, da soffio di vita

Sciadu (da pronunciarsi come quando il gatto trovasi in una posizione di attacco o difesa), dal latino anima(m)

Sciallu

ITALIANO scialle, dal francese scialle. Voce persiana

Sciame

ITALIANO sciame, dal latino esame

Sciamè

ITALIANO gridare con rabbia, voce autoctona

Sciancà

ITALIANO sciancare, dal normanno anka

Sciannacca

ITALIANO collana, dall’arabo cappio

Scirbà

ITALIANO scerbare, togliere l’erbaccia dal grano, dal latino exerbare

Sciupà

ITALIANO recinto di siepe, dal latino saepe

Sciupà

ITALIANO prendere botte

Scrusciu

ITALIANO scroscio, dal toscano scricchiolare

Scubon

ITALIANO ramazza, dal latino scopa(m)

Scudella

ITALIANO scodella, dal latino scudella(m)

Scuma

ITALIANO schiuma, dal latino spuma

Seriu

ITALIANO serio, dal latino siriu(m)

Sia

ITALIANO sera, dal latino sera(m)

Siapa

ITALIANO senape, dal latino senape(m)

Siccadu

ITALIANO essiccato, dallo spagnolo essicado

Sida

ITALIANO seta, dal latino saeta(m)

Sidi

ITALIANO sete, dal latino siti(m)

Sirìu (iu  nasalizzate)

ITALIANO sereno, senza nubi, dal latino serenu(m)

Spaagiu (iu  nasalizzate)

ITALIANO asparago, dal latino asparagu(m), dal greco sparagos

Specchiu

ITALIANO specchio, dal latino speculu(m)

Spenna

ITALIANO spanna (unità di misura), dal francese spanna

Spiga

ITALIANO spiga, dal latino spica

Spudà

ITALIANO sputare, dal latino sputare

Srada

ITALIANO strada, dal latino strada(m)

Sraqquadu

ITALIANO girovago, sperduto, voce autoctona

Sria (i nasalizzata)

ITALIANO strenna, dal latino strenna(m)

St(“eu”)migu

ITALIANO stomaco, dal latino stomachu(m), dal greco stomacos

T

Tamarru

ITALIANO tamarro, cafone, venditore di datteri, dall’arabo tammar

Tanticchia

ITALIANO un poco, dal latino tantum pocum

Tappitu

ITALIANO tappeto, dal latino tappetu(m). Voce iraniana

Tardu

ITALIANO tardo, dal latino tardu(m)

Tarì

ITALIANO tarì, dall’arabao tary

Tayia

ITALIANO lontano, nel nostro caso guardare, dal greco tele

Tazza

ITALIANO tazza, dall’arabo tasa

Testu

ITALIANO testo, inteso come teglia di terracotta per le caldarroste, dal latino textu(m)

Tia

ITALIANO tela, dal latino tela(m)

Tiatru

ITALIANO teatro, dal latino theatru(m), dal greco theasthaj

Tiau

ITALIANO telaio, dal latino volgare telariu(m)

Tyieu (eu nasalizzate)

ITALIANO tegame, dal greco teganon

Tizzon

ITALIANO tizzone, dal latino titione(m)

Tratetti

ITALIANO nascostamente, lungo il percorso

Trazzea

ITALIANO trazzera, dal normanno drèssier

Tridinti

ITALIANO tredenti, dal latino tresdentes

Tripà

ITALIANO giocare, dal latino tripudiu(m)

Tripad(“eu”)

ITALIANO luogo per giocare, dal latino tripudiu(m)

Trisicu

ITALIANO giogo che appoggia sul collo di tre bovini, sul modello del latino bis

Trufada

ITALIANO albero a cespuglio, voce autoctona

Trupon

ITALIANO piccolo branco, dal normanno trhop

Truscia

ITALIANO fardello, dal normanno trouse

Tummu

ITALIANO tumolo, dal latino tumulu(m)

Turminta

ITALIANO tormenta, dal latino tormenta, francese tormente

Turri

ITALIANO torre, dal latino turru(m)

Tùrrua

ITALIANO girante, dal latino tornare, francese tourne

U

Ua

ITALIANO ora, dal latino hora, dal greco ho

Uccellu

ITALIANO uccello, augellu

Unni

ITALIANO dove, dal latino deube, francese ou

Urdid(“eu”)

ITALIANO ordito, primitivo arcolaio, dal latino arculus, francese urdi

Utru

ITALIANO otre, dal latino utre

V

Vacca

ITALIANO vacca, dal latino vacca(m)

Vadì

ITALIANO passo obbligato per mungere gli ovini (vincastro), dal latino vincastru(m)

Vagabunnu

ITALIANO vagabondo, dal latino vagabundu

Valli

ITALIANO valle, dal latino vallem

Vallon

ITALIANO vallone, dal latino vallem

Viazza (i nasalizzata)

ITALIANO vinaccia, dal latino vinu(m)

Velludu (e muta)

ITALIANO velluto, dal latino t. vililutu(m)

Verdura (e muta)

ITALIANO verdura, dal latino viride(m)

Veria (e muta, ia nasalizzate)

ITALIANO mammella dei caprini, ovini

Viu (iu nasalizzate)

ITALIANO vino, dal latino vinu(m)

Vi (“eu”)ra

ITALIANO viola, dal latino viola(m)

Via (ia nasalizzate)

ITALIANO vena d’acqua, latino idem.

Vigìu (iu nasalizzate)

ITALIANO vicino, dal latino vicinu(m)

Veyi(“eu”) (e muta)

ITALIANO viottolo, dal latino via(m)

Villaru (u nasalizzata)

ITALIANO proprietario di villa, dal latino villicus

Vinca

ITALIANO legame di ginestra, dal latino vinculu(m)

Virga

ITALIANO verga, pene, dal latino verga(m)

Vita

ITALIANO vita, dal latino vita(m)

Viziu

ITALIANO vizio, dal latino vitiu(m)

 Z

Zappiu (iu nasalizzate)

ITALIANO pino, dal francese sapin

Zappon

ITALIANO zappa, dal latino sappa(m)

Zicca

ITALIANO zecca, parassita, dal longobardo zecan

Zi

ITALIANO zia, (appellativo che si da ad una donna anziana degna di rispetto), dal greco thèia

Zingheru (e muta)

ITALIANO zingaro, dal greco bizantino atsingandi

Zippula

ITALIANO chiodino, dal longobardo zeppa

Zoccoli

ITALIANO zoccoli, dal latino zoculu(m)

Zuccheru (e muta)

ITALIANO zucchero, dall’arabo zukkar

Zumì

ITALIANO ordito di materiale vari a mò di bisaccia per il trasporto del letame

Zùncheti (e muta)

ITALIANO insistenza Autoctona

Zurgu

ITALIANO recipente di canna e vimini a mò di anfora per la conservazione del pane

Zacco

ITALIANO recinto estivo per bovini, dal greco zoe

Zzia

ITALIANO zia, dal greco thèia

Zzimmo

ITALIANO caprone, dal latino capru(m)

 

Zzimmò

ITALIANO  porcile

Zzo

ITALIANO cioè, quello, dal latino hoc est

 

ANALOGIE?

 

 

Carbon (carbone)                    francese           charbon

Cardon (cardo)                             “                chardon

Codaon (calderone)          “                grosse chaudron

Carton (cartone)                            “                carton

Racia (ia nasalizzate)                   “                raisin

Pen (pane)                                    “                pain

Vèu (eu nasalizzate)                    “                vin

 

E’ da tener presente che le lingue neolatine presentano fra loro molte analogie.


 

 

PAGINE IDIOMATICHE SAMBASILESI

 

 

L’antighi dijo cussì. Cazzu de (e muta) chen, (e en nasalizzate): alla rinfusa. Vinti d’afria (alla ricerca di guai). Nugi du cuollu (atlante, la prima vertebra cervicale).

Nuavi abintu, non ha pace, tranquillità.

‘Nto vida e svida (in un attimo, in breve tempo). Mi cadiu da testa (mi sono dimenticato).

Chiaccu di galera (galeotto).

A craba biyia e a iumenta sciyia (la capra bela e la giumenta nitrisce).

Chistu ievi marutimpu (questo è cattivo tempo, dal latino hoc malatempora est).

Nuè ievi oeichiu (occhio) di terra (Novara è terra maledetta).

 

O SIGNURI SINNIGU DU CUMUNI DI NUE’

 

Sinnigu,

vui sabidi che Sammasì viersu u 1950 ia quasi muribunnu: i cuntadiri lassavo chistu quartè e si ni yio viersu u nuord italia, all’esteru o viersu a chiana.

Fia chillu tempu simbra che ca, a Sammasì, u timpu si fermeu.

I tenti tuppenti (visitatori) passo suru p(“eu”)chi uri pé manchenza di cumudità (infrastrutture), privennusi cussì di chillu magicu inchentu che offri u l(“eu”)gu o tramuntu e quennu surgi u suri.

Eu nun puozzu permetti che Sammasì m(“eu”) senza chè si fa cunusci ‘nto mumintu chè i passiadi dé firi séttimè son in contiruu aumintu e diretti viersu lambiinti naturali; guidarli nun suraminti supra l’ari da fantasia, ma enchi a luci da vèrità st(“eu”)rica, chistu l(“eu”)gu garantisci yiua di giuoi chiù rari chè si pon pruvà.

‘Nta spérènza ché chistu meu avvisu nun riesta litra muta, cuommu spissu succedi ‘nto nuostru prufunnu sud, e/o chè nun ven (en nasalizzate) ricivuda cuommu na idea rabbiusa e vachènti.

 

Vi sarudu.

 

Nino Granato

 

Al Sindaco
di Novara di Sicilia
                                      e.p.c. a tutti i cittadini

Sindaco,

 

Ancora una volta colgo l’occasione per ribadire, tramite questa pubblica missiva, quelle che sono le mie preoccupazioni verso il futuro del Comune di Novara di Sicilia.

Novara di Sicilia è “irredimibile”, come con lucida precisione osserva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, parlando della Sicilia: solo nel paesaggio e nella natura lo è, e nella maniera assoluta nella sua classe dirigente.
Per rendersi conto di ciò non occorre, lo dico ai pigri, scomodarsi a leggere il “Gattopardo”: basta scorrere con un minimo d’attenzione le Amministrazioni comunali di qualsiasi paese della Sicilia che si sono succedute nel tempo dall’unità d’Italia ad oggi: quale sia il loro colore politico, “immutabile”: per quanto volenterose ed oneste, irredimibili. E’ chiaro, quindi, che quando parlo di mutabilità, uso un eufemismo, per non usare parole dure, crude di fronte a tanta mediocrità e a tanta pochezza trasfusa sin dal dopoguerra nel codice genetico di tutte le Amministrazioni comunali, si rimane allibiti.

Non me la sento di chiedere a questa Amministrazione comunale uno scatto d’orgoglio per il bene della nostra comunità, perché ritengo che manchi di efficienza politico-amministrativa.

L’amarezza che mi viene trasmessa dalla nostra realtà socio-economica, culturale e politica è acuita dal fatto che viviamo in un momento storico drammatico, drammatico perché si è persa la speranza del domani, drammatico perché non ci sono mai state quelle condizioni e quei valori intellettualmente evoluti ovverosia della profonda provincia del terzo mondo.

Il limite di queste Amministrazioni passate è proprio questo: il non aver saputo manifestare l’intenzione di contribuire al cambiamento della nostra forma mentis, dell’economia e del vero senso civico, visto che siamo “l’ombelic du monde e le foyer du gallo italique”.

 

 

 

  Free counters!

Classifica di siti - Iscrivete il vostro!

Ultimo Aggiornamento 21/08/2010

Barcellona Pozzo di Gotto

Dialettologia