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Santi Fugazzotto
Un accorato
appello
ai nostri
Amministratori
Per sviluppare la crescita economica del
Paese, i lavori a rilento ormai da troppo tempo, in Piazza
Convento e in altre zone della nostra cittadina: sono
altamente negativi e recano danno ai cittadini e ai
commercianti che operano con difficoltà nella nostra città.
Le vie di accesso in tali zone contribuiscono in negativo e
in modo incisivo non solo sulla circolazione delle
autovetture, ma soprattutto sulla nostra economia locale.
Tale caos nella circolazione non è più tollerabile! Si
chiede ai nostri amministratori locali a intervenire
prontamente per sanare tale irregolarità. Oggi i cittadini
ed i commercianti si ritrovano a sopportare con
considerevole difficoltà, non solo la crisi dovuta
all’elevata pressione fiscale imposta dai nostri governanti
nazionali, ma si ritrovano a sopportare anche le difficoltà,
causate per esclusiva colpa delle nostre istituzioni locali.
Le nostre istituzioni locali, devono vigilare adeguatamente
sull’andamento di tali lavori che già da troppo tempo
proseguono a rilento con conseguente ulteriore danno posto
soltanto a totale carico dei cittadini e dei commercianti
che svolgono la loro attività in Piazza Convento e nelle
altre zone della nostra città. Tali lavori vanno eseguiti
prontamente e con somma urgenza soprattutto perché ricadono
all’interno del territorio urbano e il loro prolungarsi nel
tempo influisce ed influirà sempre più pesantemente non solo
sull’incolumità dei nostri cittadini ma anche con un
particolare svantaggio sull’economia delle nostre piccole
imprese e aziende che operano nella nostra città.
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Caro Presidente il
posto fisso non è monotonia!...
A che futuro va incontro un
Paese che non riesce ad assicurare un futuro ai suoi
ragazzi? Io vedo ancora un forte allontanamento dalla realtà
da parte di chi dovrebbe occuparsi di fare le riforme che
servono ai giovani.
In Mario Monti si denota una
scarsa comprensione dell’esperienza quotidiana di vita dei
giovani, soprattutto quelli precari. La monotonia non deriva
dal lavorare in modo stabile e continuativo, ma nel non
poter scegliere che lavoro fare. Servono regole moderne, ma
non priviamo i giovani di certezze! Il leggendario humor
inglese di Mario Monti questa volta è risultato piuttosto
fuori luogo! anche perché la battuta segue di poche ore la
pubblicazione dei dati Istat sulla disoccupazione nel nostro
Paese ed a guardare le cifre c’è davvero poco da scherzare.
In pratica, 1 su 3 non ha mai lavorato o se lo ha fatto è
già di nuovo a casa, mentre in 4 milioni hanno smesso sia di
studiare che di cercarsi un’occupazione. Secondo i dati
Istat 8 ragazzi su 10 hanno perso il lavoro nel 2011 e
vivono in famiglia, ma è evidente che la capacità dei
genitori di surrogare a un sistema di welfare che non esiste
non può durare in eterno. L’Istat dice anche che 4 milioni
di giovani, non studiano né lavorano. Quale sarà la
conseguenza?
E’ “monotona” l’idea di
aspirare a un lavoro fisso? Per non continuare, anche a
30-40 anni, a gravare sulla propria famiglia d’origine?
Assolutamente no. E non lo è anche alla luce del fatto, che
molti giovani che non possono contare su questa rete
protettiva di ultima istanza rappresentata in Italia dalla
famiglia, diventano i cosiddetti “nuovi poveri”. Sono
aumentati in modo esponenziale i ragazzi ospiti del
dormitorio pubblico, ci sono finiti da precari senza una
famiglia alle spalle. Si perde il lavoro, non si hanno
indennità di disoccupazione e ci si ritrova senza soldi per
pagare l’affitto. Cosa succederà, quando anche nelle
famiglie che invece i figli li aiutano finiranno i soldi?
Niente mutuo se sei precario, niente finanziamento per
un'auto senza la garanzia dei genitori, nessuna
considerazione finché non trovi un posto a tempo
indeterminato. Per non parlare di quanto sia poco stimolante
accedere a un mutuo per l’acquisto di una casa, senza dover
trascinare i propri genitori in banca a far da garanti con
le loro pensioni. E noia vedersi accreditare lo stipendio
puntualmente ogni fine mese? Ricevere la tredicesima e
magari anche la quattordicesima, poter rimanere a casa ogni
volta che si è ammalati?
I
nostri giovani hanno il diritto e il dovere di chiedere a
nostri politici, di non essere privati ad un futuro
migliore! Io se fossi un giovane disoccupato, gradirei
davvero sentirmi un po’ monotono, con una retribuzione fissa
e dignitosa e con una continuità lavorativa che mi permetta
di programmare serenamente il mio futuro! Caro Presidente,
più che pensare alla monotonia di un posto fisso sempre lo
stesso e sempre uguale, preoccupiamoci invece
dell’insostenibilità di un lavoro instabile,
sempre precario e sempre incerto. Talmente
discontinuo da risultare monotono. A differenza dei politici
che nel tempo non sono riusciti a incrementare il lavoro per
i nostri giovani, come tecnico signor Presidente, si impegni
veramente affinché i nostri giovani possano sperare in un
futuro più dignitoso.
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Il danno
lo subisce il Popolo Siciliano!
La protesta non da
onore e merito ai lavoratori siciliani. La Sicilia
piegata dallo sciopero degli autotrasportatori è in
ginocchio, scarseggiano i viveri e vengono al pettine nodi
irrisolti da mezzo secolo. Il malcontento monta sempre di
più, la miccia rischia di esplodere.. La protesta
promossa dal movimento 'Forza d'urto', del quale fanno
parte, tra gli altri, l'Aias e il Movimento dei Forconi,
contro le politiche del governo nazionale in materia di
accise sui carburanti per il trasporto e sulla mancanza di
aiuti all'agricoltura. Certo è che la protesta
degli agricoltori del movimento dei Forconi, pescatori,
camionisti, il movimento politico Forza D'Urto, ha già avuto
un primo effetto: paralizzare tutti i comparti produttivi
della Sicilia, fermare il rifornimento di benzina causando
la chiusura di tutte le pompe, rendere difficile il
rifornimento dei supermercati dove le scorte stanno quasi
per finire. Le prime stime dei danni arrivano
da Confindustria Palermo: dalla manifattura alla chimica,
dal legno all'agroalimentare, dalla meccanica al tessile
fino ai servizi, si registra un calo della produzione del
70% e una flessione sensibile intorno al 30% è segnalata
dalle industrie del settore turistico. Sempre
più imprese stanno comunicando le procedure di cassa
integrazione per il proprio personale. A
questo punto viene spontaneo chiedersi: tale protesta fa
onore e merito ai lavoratori siciliani, quando il danno di
tale protesta lo subisce soltanto la gente comune che
purtroppo vive in questa desolata isola? La
protesta è legittima nelle motivazioni, ma non andava e non
va fatta a danno dei cittadini, ma rivolta (con altri mezzi
di contestazione) unicamente contro chi ci governa nei
palazzi del potere dorato di Roma e di Palermo.
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Al danno si aggiunge la beffa
Nella manovra di Mario Monti manca
l’equità
La situazione economica del Paese e
dell'Europa è davvero drammatica, siamo a un rischio
fallimento! ma proprio per questo, accanto al rigore e
sacrifici necessari, c'è bisogno di una vera equità!
La povera gente da questa manovra sarà
massacrata e soprattutto il cittadino del ceto medio sarà
ancora oggi la vacca da mungere. Questa manovra è una musica
già sentita negli ultimi 40 anni, ci dicono che servono
sacrifici e che i conti saranno sanati. Dal 1986 a oggi,
abbiamo avuto una manovra l’anno e il debito pubblico non è
stato mai sanato, perché le manovre quando non toccano i
sacrifici di tutti non servono a nulla! Mettere in campo una
manovra centrata su un aumento di tasse, in un Paese che già
vanta il triste record della pressione fiscale, è un errore
drammatico, e avrà solo un effetto depressivo e recessivo,
con gravi conseguenze per le famiglie e le imprese. Non è
questo ciò di cui l'Italia ha bisogno perché, questa manovra
ricolma massimamente di tasse e imposte, è priva di misure
per lo sviluppo. E’ troppo facile far quadrare i conti
pubblici tartassando soltanto poveri cittadini. Sulle
pensioni, settore che ha già pagato prezzi salati negli anni
precedenti, non può gravare il peso prevalente. Il
concertato disposto di allungamento dell'età per ottenere
l'assegno della pensione, penalizzazioni per chi non ha
almeno 63 anni di età e la notevole decurtazione delle
indicizzazioni che fa salve soltanto le pensioni minime,
colpisce in modo pesante e indistinto soprattutto le
pensioni medie basse. La decisione di reintrodurre l'Ici
sulla prima casa, soprattutto quando è l'unica, gli aumenti
dell'Irpef, diciamocelo non saranno solo quelli usciti dal
governo perché anche Comuni e Regioni potranno modificarne i
parametri.
E per rendersi conto degli
effetti reali sulle famiglie italiane,
non bisogna dimenticare quanto già deciso e varato dal
governo Berlusconi in termini di
aumento sulla benzina,
reintroduzione di
ticket sanitari,
oltre al peso delle
bollette energetiche
ci portano: a una batosta da 2.458 euro l'anno. All'Italia
servono tagli sulla spesa pubblica, non nuove tasse. Eppure
neanche il Governo Monti ha deciso in questo senso, ritengo
che alcune delle misure possano essere modificate. Penso al
blocco dell'indicizzazione delle pensioni che rischia di
avere conseguenze gravi, ed anche ad una più rigorosa
tracciabilità del denaro. E più in generale bisogna dare
segnali chiari che a pagare sia chi ha di più, non tanto chi
già paga le tasse ma chi fino a oggi non le ha pagate,
intervenendo sui grandi patrimoni. I sacrifici che sono
richiesti debbano essere ripartiti con maggiore equilibrio e
maggiore attenzione alle condizioni reali delle famiglie. Il
rigore non è a senso unico.
Ben poco si vede sul fronte della
lotta all'evasione fiscale, e ben poco sarebbe previsto per
tassare non il lavoro ma i patrimoni e le rendite
finanziarie. Così come non si può ritenere credibile che
lo stimolo alla crescita
risieda nella diminuzione dell'Irap, nella liberalizzazione
degli orari di apertura dei negozi, nel credito d'imposta
sulla ricerca o sul 55% per l'efficienza energetica. Si
tratta di briciole davanti alle stime dell'Ocse sull'Italia
che prevedono una recessione già nel 2012.
La gente attende dei correttivi e che nella manovra, ci sia
un indispensabile equilibrio degli interventi. Monti deve
seguire due cardini importanti: equità e sviluppo, quindi
tutela della fasce più deboli e rilancio del settore delle
piccole e medie imprese, altrimenti il rischio è di non
riagganciare l'Italia al treno del superamento della crisi e
a quello della crescita, con il conseguente drammatico urto
contro il muro della recessione. La manovra per essere
veramente equa deve contenere grandi elementi di
discontinuità rispetto al recente passato. Proporre misure
urgenti, per tagliare gli enormi sprechi dell'apparato
statale e per dare una nettissima sforbiciata ai costi
della politica. La priorità della manovra deve puntare anche
e soprattutto a una serrata lotta all'evasione, elemento
essenziale di giustizia sociale e riequilibrio economico.
Nella manovra non c'è nessuna misura a favore delle imprese,
soprattutto quando hanno bisogno di un sostegno per
attraversare un periodo limitato di crisi. Invece la manovra
di Mario Monti è incompleta e sbilanciata ed è ingannevole.
Rigore, equità e crescita sono i tre principi che Mario
Monti aveva indicato quali pilastri su cui basare le scelte
di politica economica. Nella manovra varata dal suo governo
c’è molto rigore, forse troppo. Manca l’equità. E
soprattutto pochissima crescita. Il pareggio di bilancio
verrà raggiunto solo se la manovra non avrà effetti
recessivi, sulla qual cosa è legittimo nutrire non pochi
dubbi. Viene da domandarsi se era utile immolarsi sul
pareggio di bilancio nel 2013, che l’Europa non ci ha mai
chiesto, e non valesse invece la pena di puntare su tagli
alla spesa che avrebbero avuto effetti più diluiti nel
tempo, ma più consistenti di quelli previsti e mirati ad
accrescere il potenziale di crescita della nostra economia,
in linea con quanto i mercati ci chiedono da tempo. Rimborsi
elettorali ai partiti, il taglio che Monti ha dimenticato!
Il compenso che i partiti ricevono per il voto di ogni
potenziale elettore - circa 5 euro a testa - sono il vero
taglio che il nuovo governo dovrebbe decidere per dare il
buon esempio. Vitalizi
e
numero dei parlamentari, infatti, sono poca
cosa rispetto a quanto ricevono i partiti (anche quelli che
non entrano in parlamento), ad ogni tornata elettorale.
Nel 2006 sono stati versati ai partiti 200milioni 819mila
044 euro:
200.819.044 euro, per dirla in cifre.
Cresciuti nel 2007 di altri tre milioni di euro.
Partiti che in molti casi alle ultime elezioni non sono
neanche entrati in Parlamento o che - addirittura hanno solo
cambiato nome. Tra tanti tagli, dunque, ne manca uno che
avrebbe permesso di risparmiare fin da subito diverse
centinaia di milioni di euro. Il dubbio però è che il
Parlamento non l'avrebbe mai votato.
La mannaia ancora una volta colpisce
chi ha sempre pagato e non chi non ha mai pagato.
Non si può chiedere di più a chi ha
sempre fatto la sua parte e dato il proprio contributo.
Ecco che per tutti i motivi sopra elencati nella manovra,
non si vedono quei profili di equità sociale tanto
sbandierati dal Mario Monti e che era ed è indispensabile
per chiedere a tutti i necessari sacrifici. La manovra
proposta nel presente è la prova innegabile che sia un altro
inganno, che viene consumato dalla nostra classe politica,
a danno dell’Italia e degli italiani.
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E’ possibile la rinascita a Barcellona, in Sicilia e in
Italia?
La
rinascita può esserci a Barcellona, in Sicilia e in Italia;
ma occorre prima eliminare le illegalità, le ingiustizie, la
corruzione, partendo da livelli più bassi arrivando a punire
e colpire i livelli più alti. Contrariamente a quanto
sostiene il nostro Presidente della Repubblica Italiana; a
difesa del bene comune e per risanare il debito pubblico
urge invece eliminare i privilegi e gli sprechi esistenti
nella nostra classe politica e dirigenziale. Noi cittadini,
siamo in attesa di osservare ed elogiare soltanto quei
politici che si muoveranno su tale linea di pensiero.
Poiché, ammettiamolo, sino a oggi, i politici hanno tutelato
soprattutto ed esclusivamente i propri interessi, mentre le
lacrime e sangue da versare, sono state sempre poste a
esclusivo carico del Popolo Italiano. Il Presidente della
Repubblica, nei giorni scorsi, invece, con le sue
esortazioni alla coesione nazionale, rivolgendosi alle
opposizioni ad approvare in tempi brevi la manovra
finanziaria si è reso compartecipe insieme alle opposizioni
di un danno esistenziale ed economico che a onor del vero
ricadrà soltanto a carico dei cittadini. Forse oggi è giusto
ammettere e riconoscere che in questa nostra società
dell’apparire e del possedere, abbia contaminato anche il
nostro Presidente della Repubblica e il PD che accetta
e
gradiscono di non voler perdere i propri privilegi e nei
loro discorsi televisivi puntano a sfuggire al problema,
come se tutti i mali provengano soltanto ed esclusivamente
dall’evasione fiscale. Ma cosi non é.
Quel che è certo è che il governo deve rilanciare i consumi
per sostenere la crescita. Aumentare l’Iva di un punto
avrebbe soltanto un effetto negativo sui consumi e
comporterebbe per i consumatori costi maggiori di spesa. In
una situazione come quella attuale, con gli italiani
impoveriti e i consumi in calo, questa misura non
contribuirebbe certo a far crescere il Pil, Per risanare le
casse dello Stato urge una classe politica diversa, che nei
pensieri si svincoli da ogni forma di egoismo per pensare e
agire nella politica soltanto a tutela e difesa del bene
comune eliminando le “Caste”! In questa nostra epoca
contrariamente al passato recente e lontano nel tempo
soprattutto chi manifesta a parole di porsi come difensore
dei lavoratori, invece nei fatti reali questi politici
eletti dalla classe più povera, si sono imborghesiti. Allora
diciamocelo in tutta sincerità: l’unica via da perseguire
per la vera rinascita economica e sociale è soltanto quella
di cominciare a eliminare le illegalità, i privilegi, gli
sprechi, delle nostre istituzioni locali, regionali e
nazionali, creando e favorendo le condizioni di sviluppo di
crescita economica e occupazionale per tutti, nessuno
escluso!
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Puntare sul lavoro
stabile!
Molte persone che
si definiscono cristiane nella realtà spesse volte
non lo sono! Somma ipocrisia di un certo
cattolicesimo osservante che non è soltanto nella
“doppiezza” di vita, bensì soprattutto nell’assenza
di vera compassione verso gli altri.
Dal Vangelo di Matteo Gesù in
alcuni versetti profetizzò in pieno la nostra epoca
quando disse: “Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il loro cuore è molto lontano da me e definì
ipocriti chi faceva doni di misericordia con
ostentazione, che pregavano e digiunavano per essere
visti dagli uomini e criticavano il proprio fratello
ma non facevano nulla per eliminare i loro difetti
grossi come travi”. Oggi i professionisti
dell’ipocrisia: nell’operare nel sociale, si
muovono in tanta confusione e in tanta ipocrisia e
da parte di alcuni, si confonde il sociale con il
patrimoniale. L’ipocrisia di chi punta il dito, ma
in fin dei conti, commette la stessa violenza
quotidiana, o quantomeno ne gode dei frutti. Oggi i
nostri professionisti che operano nella nostra
società, i tanti sono interessati unicamente ai
propri interessi, al proprio successo, al proprio
benessere nel pieno disinteresse degli altri, anzi
arrivano, a volte, addirittura a danneggiare gli
altri!
Le azioni dei nostri politici
non sono in armonia con le loro parole! Ancora una
volta nel nostro scenario politico, il potere
diviene fine e sesso e potere sono i mali che
soprattutto, avvelenano la vita politica della
nazione. Dilaga la povertà e l’Italia tra i Paesi
industrializzati, è addirittura ultima per
investimenti nei sistemi di protezione sociale. Oggi
nella cultura di pensiero dei tanti, conta solo
quello che è utile, tutto il resto non merita la
loro reale attenzione. Ovviamente s’intende il
concetto di utilità nella sua accezione di “ciò" da
cui è possibile trarre un profitto. E la mia è
un’anima sofferente, di uno spirito sconvolto nella
realtà in cui vive per cose molto vicine a noi,
aspetti del quotidiano che possiamo toccare con
mano: l’ipocrisia, l’indifferenza, il disinteresse,
la rassegnazione, la materialità, la ricerca del
potere e del successo, la chiusura mentale,
l’ignoranza, la disinformazione, la presunzione, la
superbia, la prepotenza, e tutte le altre
caratteristiche tipiche delle persone con le quali
viviamo.
Un paese, diviso tra le
astrazioni della politica e la concretezza delle
vite quotidiane, le vite di giovani, di disoccupati,
di precari, di cassi integrati, di terremotati, di
“consumatori” obbligati ad arie infette da
discariche a cielo aperto e testimoni di un dissesto
ambientale sempre più dilagante. Siamo entrati in
una situazione di estrema fragilità sociale, perché
è da quindici anni che vediamo la nostra economia in
discesa e tutti gli indicatori sociali ci collocano
quasi gli ultimi tra i paesi europei. Bisognerebbe
mettersi in coda al banco dei pegni che proliferano
nei nostri territori per assistere alla tragedia di
chi impegna l’anello per tirare avanti. Una
generazione dopo la fine dello sviluppo, cresciuta
dentro l’orizzonte del declino, vittima sacrificale
del mondo che gli è stato confezionato. Composta di
giovani che conoscono un presente che è peggiore del
passato e destinati a vivere peggio dei padri:
giovani, che sperimentano sulla loro pelle la
falsità della dominante narrazione del benessere,
con il sorriso di Berlusconi.
M’indigno anch’io, comunque,
nei confronti di una classe dirigente sorda davanti
alla protesta. Mi indigno quando vedo dei ministri
che inveiscono, pieni di rabbia contro uno studente
che per una volta ha la possibilità di esprimere le
proprie ragioni. Nella furia di alcuni nostri
politici c’è violenza autentica: violenza di chi
difende un proprio privilegio, di potere, di auto
blu. La verità quella vera è una verità fatta di
profondi e laceranti ingiustizie sociali. Produrre
nella legalità non è facile in questa nostra terra!
Eppure per risanare il territorio sotto l’aspetto
etico e sociale, bisogna avviare al più presto un
piano di risanamento economico, culturale e sociale
il quale dovrebbe concorrere a fatti concreti per
risanare il tutto. Ho voglia di coerenza; ho
desiderio di un futuro migliore! Basta con la
politica dell’utilitarismo condito di edonismo!
Basta con l’ipocrita e il trasformismo delle idee!
Basta con il mercimonio
dell’intelletto! Bisogna desiderare una
politica migliore! Che non sperperi soldi a pioggia
a enti o associazioni che fanno e servono ben poco
per far crescere il paese nello sviluppo economico e
occupazionale come avviene nelle Regioni più evoluti
d’Italia, la nostra Amministrazione Comunale (con
interventi - che facciano capo all’Assessorato alle
Attività produttive, Politiche del Lavoro e
dell’Occupazione) e la Camera di Commercio,
dovrebbero veramente sostenere l’occupazione
puntando sul lavoro, sulle piccole e medie imprese,
sulla formazione, sull’accesso al credito e
incentivi alle imprese e agli imprenditori, sostegno
degli artigiani con fondi stanziati dal Comune e
dalla Camera di Commercio. Con l’obiettivo, di
sostenere concretamente il lavoro, l’occupazione e
le piccole imprese, concentrando l’attenzione sulle
difficoltà che oggi pesantemente investono gli
imprenditori, favorendo la costituzione di Fondi di
garanzia e servizi accessori al microcredito. Perché
un momento economico difficile come quello che
stiamo attraversando il capitale umano presente nel
nostro territorio, soprattutto quello più giovane,
paga il conto dell’instabilità economica.
Oggi le classi privilegiate
nel nostro scenario nazionale sono: i politici, la
chiesa, i sindacati, i patronati e le associazioni e
i tanti professionisti che operano nel settore
pubblico, come banche e strutture ospedaliere. Per
il comune cittadino e per il futuro dei nostri
giovani si crea soltanto lavoro precario oppure gli
si concede qualche miserevole “borsa di lavoro” e
niente di più! In queste circostanze diventa
decisivo cambiare percorso e puntare nello sviluppo
del lavoro stabile, nella consapevolezza che sarà
proprio il capitale umano, la leva da cui far
ripartire la competitività delle nostre imprese.
L’Amministrazione Comunale e la Camera di Commercio
hanno l’obbligo di stare vicino a chi crea lavoro, a
chi produce, a chi assume, a chi lavora, a chi fa
impresa, a chi fa innovazione e ricerca, a chi si
apre ai nuovi mercati. Basta con i miserevoli
sostegni di solo lavoro provvisorio! Oppure la
nostra sarà, per i nostri giovani, una generazione a
futuro zero, questo è il vero dramma che predomina
oggi nel nostro panorama sociale e occupazionale.
Per uscire da questa situazione penosa e risalire da
questo disagio sociale occorre…
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In
difesa del bene comune:
vadano
via il Tiranno e i suoi complici!
Sempre di più sembriamo ridotti in un Paese del
Terzo mondo e non solo perché aumenta la povertà, ma
soprattutto perché gli atteggiamenti dei nostri
politici rispecchiano modi di essere che non
rispondono alla realtà e ai bisogni dei cittadini.
Il malcostume della politica, ha da tempo varcato le
soglie della buona decenza: la corruzione, il
nepotismo, il clientelismo, il parassitismo
statalista si è consolidato saldamente nei palazzi
del potere. Il potere oggi, più di prima, nella
nostra classe politica non logora ma aiuta molto
quelli che comandano, ad arricchirsi alla faccia del
rispetto del mandato degli elettori! Proprio in
questi giorni, sono state lanciate attraverso le
televisioni e i giornali, le dichiarazioni di guerra
di Silvio Berlusconi contro la Procura e i
poliziotti. Berlusconi vuole al più presto varare
una riforma della giustizia e infliggere delle
punizioni esemplari contro i sobillatori del Palazzo
di Giustizia di Milano. Il Premier ha lanciato il
suo guanto di sfida alle toghe malandrine che
vorrebbero detronizzarlo. Un’autentica dichiarazione
di guerra. Berlusconi attacca a suo dire, i Pm
politicizzati e proclama che sarà fatta al più
presto una riforma della giustizia per fermare
quelli che vogliono eliminare chi è stato
democraticamente eletto. Certamente il Popolo, non
ha dato la maggioranza e il potere al Premier per
fare “il mandrillo” con le minorenni o con donne di
facile costume! Nei fatti degli ultimi giorni,
spudoratamente si sente proprio il venir meno a
qualsiasi principio di etica politica e sociale.
Confessiamocelo viviamo in una brutta stagione! In
atto, vi è una crisi dei partiti e una mancanza di
uomini capaci di trasportare il nostro paese fuori
dalla decadenza economica, sociale e occupazionale
nel quale siamo piombati in malo modo. Vi è nel
presente una crisi della classe media, una crisi
dell’etica anche sulle responsabilità pesanti che
ricadono su tutta la nostra classe politica
imperante. La maggior parte dei nostri politici con
le loro irritanti facce d’impuniti e corrotti, di
potenti e arroganti mentitori spesso sono devoti
soltanto al culto della menzogna e della poltrona.
Nei fatti concreti e reali il nostro Premier è
indagato dalla Procura di Milano per le ipotesi di
reati pesanti come quelli di “concussione” e
induzione alla “prostituzione minorile”. Un fatto
gravissimo perché frequentare prostitute, rende il
premier ricattabile e di conseguenza mette il nostro
Paese anche a rischio sicurezza. La circostanza
reale e concreta è quella che il nostro presidente
del Consiglio non sia più solo imputato in vari
processi con l’accusa di corruzione e concussione,
ma addirittura oggi è indagato con l’ipotesi di
reati di prostituzione minorile, tutto ciò rende
difficile pensare a qualcosa di moralmente più
degradante per l’intero Paese. Un Paese che
all’incirca un mese fa ha visto il nostro governo
rimanere in piedi solo perché in Parlamento, alcuni
onorevoli si sono
venduti probabilmente al miglior offerente. Il
nostro esecutivo politico e istituzionale si è
impegnato solo a risolvere i problemi del Premier e
non ha e non trova il tempo necessario per occuparsi
della crisi economica, così pure degli altri reali
problemi che sempre di più ricadono pesantemente sui
cittadini. Un Paese che, con ogni probabilità, dovrà
rimanere immobile ancora per mesi di fronte ad una
politica imballata soltanto sulla difesa del capo
del governo, che dovrebbe solo avere il buon senso
soltanto di tirarsi indietro per il bene di tutti.
Per tutto questo, sarebbe opportuno che questi
politici per il bene del Paese, si allontanino dallo
scenario pubblico perché ogni giorno che passa, si
offre al mondo intero, una cattiva immagine. La
rinascita di questa nazione, si può attuare solo
attraverso l’operare dei giovani onesti e ritengo
mediocri chi manda la polizia a sprangare i giovani,
angosciati per il loro futuro, e le donne e i
bambini che sono disperati per il loro presente. In
difesa del bene comune in un paese veramente
democratico su fatti concreti, va criticato chi
difende le intromissioni del potere politico, sulle
forze dell’ordine, sui magistrati. Ormai è giunto il
momento per il bene del paese dire basta ai collusi,
ai corrotti, ai prepotenti, agli incapaci, ai
privilegiati. Sta sorgendo anche in questo popolo di
servi, la rabbia e lo sdegno contro questa categoria
di politici che si sono divorati l’intera Italia,
nella loro spaventosa ingordigia. Si sono scagliati
sul corpo di questa povera nazione come sciacalli
mai sazi, loro più dei loro amici costruttori, loro
più dei loro complici, hanno colmato il sottosuolo
dell’Italia di rifiuti tossici: veleno che scorre
come l’acqua che bevi, come l’aria che respiri e che
ti uccide lentamente. C’è però un valore supremo al
quale la politica, deve inchinarsi ed è il rispetto
della “legge”. Nell’inchiesta sul caso “Ruby” non si
tratta di condannare o approvare il comportamento
“morale” di Silvio Berlusconi, ma di stabilire se è
rispondente o meno alla “legge”. Ciò non lo
autorizza a non presentarsi dinanzi ai giudici e a
difendersi come fanno tutti i cittadini di questo
paese e soprattutto ciò non lo autorizza a
comportarsi come un perseguitato. Non è rispondente
all’etica della responsabilità di un capo di stato.
Un capo di stato deve avere l’equilibrio di
rispettare tutti i poteri dello Stato. I giudici
solo perché, fanno il loro dovere sono
politicizzati. La polizia solo perché indaga che la
“libertà” di ogni cittadino (compresa quella del
presidente del Consiglio) si svolga nel rispetto di
quella altrui, secondo Berlusconi viola la vita
privata. Bisogna che ci sia un clima di rilancio
culturale e morale della politica. Naturalmente la
politica è anche pratica quotidiana ed è soluzione
dei problemi concreti. Ma nella politica ci devono
essere spessore culturale e moralità". Meno egoismo
per raggiungere obiettivi comuni e risolvere comuni
problemi è possibile anche tra chi viene da culture
diverse o che ha abbracciato idee contrapposte.
Quando si coopera tra persone diverse, con storie
diverse, l’essenziale è capire quali sono i problemi
e gli interessi comuni. Basta spogliarsi dello
spirito di partigianeria e talvolta anche di qualche
egoismo e meschinità. Oggi tra disagio e
inquietudine dinanzi alle vicende che si vivono in
questo momento nel nostro paese, i problemi pesano
soltanto a carico del cittadino. Oggi per risalire
dalle tenebre serve moralità e legalità sopratutto
per chi ha responsabilità pubbliche. Una
responsabilità che i nostri politici hanno di fronte
alle famiglie e alle nuove generazioni. Ammettiamolo
il contratto stipulato dal nostro Premier e dai suoi
servi in campagna elettorale nei fatti: non è stato
mantenuto. Berlusconi soprattutto si è avvalso della
fiducia degli italiani per conquistare quel potere
che gli è servito sopratutto per soddisfare i suoi
vizietti ma non per risolvere i problemi della
gente.
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E’ possibile
progettare una città migliore?
Una città si
sviluppa ed evolve non solo attraverso la crescita della sua
dimensione fisica, ma quando distribuisce in modo
equilibrato le sue funzioni e accresce la quantità e la
qualità dei suoi servizi e migliora la qualità dell’ambiente
urbano.
Quando ci sarà, una maggiore attenzione e considerazione per
il nostro territorio da parte delle nostre istituzioni
Locali e Regionali? Le colline si polverizzano giorno dopo
giorno, il cimitero è in fase di disfacimento, la città
invasa dai rifiuti, le colline che delimitano la pianura di
Barcellona sono soggette a rischio idrogeologico con
continue frane e cedimenti. Infatti, molte sono state le
colline del territorio di Barcellona che in questi ultimi
anni hanno subito gli effetti negativi dall’erosione, ma
pochi sono stati gli interventi intrapresi. Il cimitero che
fiancheggia la via provinciale per San Paolo e Cannistrà nel
tempo va perdendo anche le lapidi. La nostra città spesso, è
invasa da cumuli di rifiuti urbani, sia per il continuo ma
legittimo sciopero degli operatori ecologici ai quali non è
corrisposto il proprio compenso e sia perché gli
autocompattatori in servizio, sono insufficienti per
liberare le strade e i marciapiedi invasi da cumuli di
rifiuti ammassati, occorrono mezzi meccanici adatti, dei
quali spesso non c’è adeguata disponibilità. Tutto ciò mette
a rischio l'incolumità fisica di chi abita nelle nostre
zone, perché nelle strade si depositano rifiuti urbani di
vario genere, che sono dannosi alla salute di tutti e tutto
quello che si fa, è fatto in modo marginale e non idoneo
all’igiene, non tralasciando il disagio veicolare che si
viene a creare. Nella nostra città spesso si vive in un
degrado ambientale intollerabile che ci costringe,
a respirare, vivere e muoversi, tra cumuli d’immondizia che
sono pregiudizievoli per l’ambiente e per la nostra salute.
Il traffico veicolare cittadino spesso va in tilt, anche
perché nelle strade cittadine a coordinare la circolazione
non si vede nessun vigile, qualcuno si nota soltanto lungo
la via Roma in compagnia di qualche suo collega. Anche il
depuratore continua a non funzionare come dovrebbe, creando,
danno all’ambiente e alla nostra salute. La zona di Cantoni
continua a rimanere degradata nell’aspetto e a danno dei
cittadini che possiedono in questi luoghi le loro
abitazioni. Poca e insufficiente è l’illuminazione sia al
centro sia in periferia a Barcellona! La gente dopo le 21
preferisce spopolare la piazza e le strade cittadine, per
paura di incontrarsi con i bulli notturni, che in città
spesso agiscono e spadroneggiano con atti vandalici contro
le persone e cose. Lo stato di pulizia del territorio è
scadente: nelle strade, nello spazio tra il marciapiede e la
strada, nei cestini di raccolta dei rifiuti; nelle aree dei
mercati; nei parchi, nei giardini e aree giochi bimbi; nei
servizi igienici pubblici. Le uniche due piazze edificate da
recente quella della zona antistante alla Chiesa di San
Giovanni e di Piazza Calderà ha creato e creano giornalmente
difficoltà alla circolazione e all’attività commerciale che
per loro sfortuna operano in dette piazze. Questo per
sostenere e affermare che, quel poco che si è realizzato
sino a oggi ha creato soltanto problemi! Nel pensiero della
gente ormai c’è soltanto: assuefazione e rassegnazione, in
una città, che doveva essere quella dei servizi, tanta
sbandierata in campagna elettorale con un apposito
opuscoletto.
Il
Piano Qualità e dei Servizi del Comune, dovrebbero invece
essere finalizzati al raggiungimento costante del sistema di
erogazione dei servizi in un'ottica di miglioramento
continuo. I capisaldi del Piano Qualità e dei Servizi del
Comune, dovrebbero considerare il cittadino al primo posto e
sostenere politiche urbanistiche “a misura di famiglia”
cercando di favorire il recupero del patrimonio esistente
per renderlo disponibile. L’arredo urbano, non va visto solo come una forma
di decoro dell’ambiente
cittadino, bensì un patrimonio al servizio dei cittadini.
Non si può disconoscere il valore che assume un marciapiede
ben tenuto e libero da ostacoli e barriere architettoniche,
fermate di bus più sicuri e funzionali. Attuare convenzioni
con gli agricoltori, primi tutori dell’ambiente,
per lo sfalcio dell’erba
lungo le strade e per la tenuta in efficienza dei fossi,
scoli e canali, attività quest’ultima
da curare con particolare attenzione al fine di garantire un
efficiente sistema di smaltimento acque, da coniugare con il
monitoraggio continuo del sistema fognario favorendo
interventi risolutivi. A tal proposito si propone un
apposito regolamento comunale per la difesa dell’assetto idraulico del territorio. I servizi alla
famiglia, agli anziani, all’infanzia,
ai malati, ai disabili, quelli per l’accoglienza
devono diventare sempre più centrali nel progetto di vita
comune. La nostra azione di gestione, dovrà innanzitutto,
essere orientata a promuovere un vero e proprio sistema,
integrato dai servizi sociali come motore per lo sviluppo
della città e come indice di “civiltà sociale” partecipata.
Si deve favorire quindi una “partecipazione collettiva”,
cioè chiamare ai tavoli della programmazione le forze
sociali e sindacali, le associazioni, il volontariato con l’obiettivo
comune di leggere insieme le necessità, indicare le priorità
e scegliere le modalità organizzative più idonee per
assicurare il servizio. Come obiettivo primario è da
attribuire alla famiglia; perché attorno alla famiglia ruota
la vita dall’infanzia
alla terza età con esigenze di risposte in termini di
servizi, di soddisfacimento dei bisogni per una qualità
della vita, che assicuri anche ai più deboli, le risposte
adeguate. Sostenere la famiglia significa, da subito,
mettere in atto gli strumenti per essere di aiuto alla
maternità in modo concreto, sostenendo i nuovi nati con
servizi e con risorse da attribuire proporzionalmente per
dare di più a chi ha minore disponibilità. Aiutare le
giovani coppie nell’acquisto della prima casa, con interventi mirati
ad esempio, la possibilità di finanziamenti agevolati
concessi grazie a convenzioni apposite stipulate con l’Amministrazione
comunale. Sviluppo significa crescere, sviluppo significa
creare le condizioni idonee affinché l’economia
esca dalla stagnazione, sviluppo significa gettare le basi
per creare prospettive per i giovani. Promuovere una
politica fiscale e tariffaria attenta alle diverse
condizioni sia economiche sia sociali delle famiglie, con
particolare riguardo verso le famiglie numerose, con anziani
e diversamente abili. Il futuro va pensato, progettato e
governato. Allora bisogna affrontarlo con coraggio e
generosità, avere fiducia nelle capacità intellettuali e
professionali dei giovani, offrire loro una grande
opportunità di tornare a essere protagonisti del destino
della nostra città. Promuovendo attività economiche
qualificate di ricerca, innovazione e sviluppo. Favorendo le
iniziative d’imprenditoria giovanile nella consapevolezza
che è sulla qualità che si gioca il nostro futuro. Tutto
questo è conseguibile anche attraverso il miglioramento
della qualità urbana degli insediamenti industriali e
artigianali e la semplificazione delle procedure
amministrative non disgiunta da una politica di promozione
del territorio per attivare nuovi insediamenti. E’
necessario dare sostegno alle varie forme di filiera
agroalimentare partendo dalla promozione delle tradizioni e
delle culture alimentari del luogo, con il coinvolgimento
dei ristoranti locali in collaborazione con la scuola.
Valorizzare e promuovere i prodotti locali per tornare a una
cultura alimentare del buono e sano consumo dei nostri
prodotti di stagione. L’obiettivo è di educare alla consapevolezza del
grande patrimonio. di cui dispongono le nostre campagne in
termini di valore tipico delle produzioni, tradizioni,
storia, ambiente e valori umani. Coinvolgimento della scuola
per costruire laboratori formativi che guardino a questo
settore produttivo. Ogni cittadino deve esigere da chi si
candida alla guida della propria città una proposta chiara e
precisa per attuare un “progetto per la città”. Proporre
progetti per i giovani di oggi e di domani, con persone in
grado di ripensare al passato di questa città e di metterlo
a disposizione delle generazioni future, di persone che
s’impegnino a mettersi al servizio della comunità facendo
propri i valori di partecipazione e trasparenza che sono
alla base di ogni “buona amministrazione comunale”!
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