Cronaca
15-03-2010
Non
si ferma la frana a San Fratello
A
sostenerlo è un gruppo di geologi che questa mattina ha
presentato una relazione tecnica in municipio dove ad un mese di
distanza dalla frana si sono riuniti circa 1.400 sfollati, su
iniziativa del comitato spontaneo nato per sostenere la
ricostruzione del centro urbano distrutto."La frana non si è
fermata - ha detto il geologo Michele Orifici - I rilevatori
installati e il radar che è stato posizionato la scorsa
settimana a valle del fronte interessato, evidenziano 14
millimetri di spostamento in contrada San Benedetto e 3
millimetri di cedimento in contrada Stazzone". Il sindaco,
Salvatore Sidoti Pinto, ha sostenuto che "dato che la frana è
ancora attiva non è possibile pensare a consolidamenti e
ricostruzione" e ha auspicato che le famiglie lascino gli
alberghi per andare in abitazioni in affitto, abbattendo gli
alti costi sostenuti in queste settimane dall'Amministrazione.
"Risiedere in case affittate - ha detto - significa sostenere la
nostra economia messa in ginocchio da quanto sta avvenendo". Il
portavoce del comitato dei cittadini, Antonino Reitano, ha
criticato le istituzioni. "La Presidenza del Consiglio dei
ministri - ha sostenuto - non ha ancora emesso l'ordinanza
necessaria a reperire i fondi per San Fratello che sino ad oggi
può fare affidamento solo sui 600mila euro concessi dalla
Regione. Prendiamo atto che la frana si muove più in fretta
della burocrazia. Per questo chiediamo a tutta la nostra classe
politica di mobilitarsi per non far morire il nostro paese".
Chiuso
tratto della Statale 113
A causa
di una frana verificatasi questo pomeriggio in localita'
Noviziato Casazza, a Messina, e' stata chiusa la strada statale
113 "Settentrionale Sicula", tra i km 6 e 6,5. I detriti hanno
invaso l'intera carreggiata. Sul tratto, interessato in questi
giorni da incessanti piogge, nonostante le condizioni meteo poco
favorevoli sono al lavoro le squadre di pronto intervento Anas
che presidiano la zona per la gestione della viabilita' e per le
attivita' di monitoraggio.
Dissesto evacuazione anche a Militello Rosmarino
Undici
abitazioni ed un'attività commerciale a Militello Rosmarino sono
state evacuate in via precauzionale dai Vigili del Fuoco.
Giovedì nuova riunione dei sindaci del comprensorio per fare il
punto sull'emergenza frane. Gli sgomberi interessano una ventina
di famiglie residenti in pieno centro, nelle vie Libertà,
Fontanella e Marconi, sulla strada provinciale 161 che collega i
comuni di Militello ed Alcara Li Fusi. Degli edifici dichiarati
inagibili soltanto un paio, comunque già vuoti, presentano
vistose crepe nei muri ed incrinature nel pavimento, mentre
quelle abitate sono state sgomberate in via precauzionale per
paura di smottamenti. Intanto il commissario regionale al comune
di Naso Antonio Garofalo (nominato la scorsa settimana al posto
del sindaco rimosso dalla Regione) ha firmato altre 4 ordinane
di sgombero per le abitazioni del rione Spirito Santo, dopo le
prime attuate la settimana scorsa. Il comitato per la
ricostruzione di San Fratello nato nel centro nebroideo dopo la
devastante frana del 14 febbraio, ha promosso per domenica
mattina alle 10,30 un incontro tra tutti gli sfollati nella sala
consiliare. E giovedi prossimo tornano a riunirsi i sindaci dei
Nebrodi per fare il punto sull'emergenza dissesto. I primi
cittadini del comprensorio si incontreranno a Capo d'Orlando.
Disagi
per i passeggeri all'aeroporto di Catania
"Disagi
per i passeggeri dell'aeroporto di Catania, costretti a lunghe
file ai check-in e ai varchi di controllo o bloccati nel bus
interpista o sull'aereo per ritardo del personale". Lo denuncia
il Codacons, che preannuncia l'invio di un esposto all' Enac e
al Ministero dei Trasporti. Le segnalazioni del Codacons
riguardano il volo Windjet 534 delle 7.15, con oltre un
centinaio di persone che hanno protestato per i ritardi al
check-in; la "fila enorme" al check-in del volo AirOne 2843 per
Roma Fiumicino delle 6.15, del volo Alitalia 1736 delle 7.00 per
Roma Fiumicino e del volo Alitalia 1720 delle 6.35 per Milano
Malpensa. L'associazione inoltre segnala i "157 passeggeri del
volo Alitalia 1732 delle 12.20 per Roma bloccati per 15 minuti
nel bus interpista prima di arrivare a bordo" e i passeggeri del
volo Alitalia 1765 delle 14.00 da Venezia " bloccati sull'aereo
per un ritardo del personale". "Nonostante da mesi il Codacons
ed altre organizzazioni vadano reiterando gli appelli e le
esortazioni - afferma l'associazione - la situazione
dell'aeroporto etneo si va facendo sempre più caotica e
disagevole".
Cronaca
14-03-2010
Lipari. Continua la protesta degli ex lavoratori della Pumex
Non si
ferma l’occupazione della stanza del sindaco di Lipari, Mariano
Bruno, da parte degli ex lavoratori della Pomice. E per tre di
loro continua anche lo sciopero della fame. Motivo della
protesta è il mancato rispetto di quanto concordato nel marzo
2007. Tre anni fa, con l’iscrizione delle Eolie nella World
Heritage List, l’UNESCO raccomandò alla Municipalità di Lipari e
alla Regione Siciliana l’effettuazione immediata di “un
programma comprensivo, ben concepito, per la riassunzione ed il
riaddestramento del personale”. Ma, ad oggi , nulla di tutto
questo finora è stato fatto.I lavoratori annunciano che la
protesta andrà avanti fino a quando UNESCO, Stato, Regione e
Comune non si siederanno attorno ad un tavolo per risolvere in
maniera definitiva la problematica relativa alla loro stabilità
occupazionale. E gli stessi lavoratori auspicano che ciò avvenga
quanto prima, viste le precarie condizioni fisiche in cui si
trovano alcuni di essi. Infatti, proprio l’altro ieri, uno di
essi, Tiziano Profilio, è stato portato con l’ambulanza
all’ospedale di Lipari e nel corso della giornata di ieri altri
due lavoratori, Maurizio Cesario e Michel Raffaele, si sono
sentiti male. Si tratta dei tre lavoratori che avevano
intrapreso lo sciopero della fame. Ma se nel caso di Profilio il
trasporto in ospedale è avvenuto con il consenso dello stesso,
non lo stesso si può dire per Cesario e Raffaele che, invece,
nonostante il medico ha consigliato loro di interrompere lo
sciopero della fame, si sono categoricamente rifiutati. Pertanto
sono stati portati con la forza presso il nosocomio dell’isola.
Tutti e tre sono stati sostituiti, nello sciopero della fame, da
altri tre lavoratori. Sempre nella giornata di ieri, la
problematica dei lavoratori ex Pomice è stata inserita
nell’Ordine del Giorno del Consiglio comunale, che si è
protratto fino a circa mezzanotte e ha visto la partecipazione
dei lavoratori e delle famiglie. Diversi i momenti di tensione,
soprattutto quando le mogli hanno inveito in modo pesante contro
sindaco e consiglieri. Una di loro ha accusato un malore ed è
stata trasportata in ospedale.
Dissesto Nebrodi, evacuazioni anche a Militello Rosmarino
Undici
abitazioni ed un'attività commerciale a Militello Rosmarino sono
state evacuate in via precauzionale dai Vigili del Fuoco.
Giovedì nuova riunione dei sindaci del comprensorio per fare il
punto sull'emergenza frane. Gli sgomberi interessano una ventina
di famiglie residenti in pieno centro, nelle vie Libertà,
Fontanella e Marconi, sulla strada provinciale 161 che collega i
comuni di Militello ed Alcara Li Fusi. Degli edifici dichiarati
inagibili soltanto un paio, comunque già vuoti, presentano
vistose crepe nei muri ed incrinature nel pavimento, mentre
quelle abitate sono state sgomberate in via precauzionale per
paura di smottamenti. Intanto il commissario regionale al comune
di Naso Antonio Garofalo (nominato la scorsa settimana al posto
del sindaco rimosso dalla Regione) ha firmato altre 4 ordinane
di sgombero per le abitazioni del rione Spirito Santo, dopo le
prime attuate la settimana scorsa. Il comitato per la
ricostruzione di San Fratello nato nel centro nebroideo dopo la
devastante frana del 14 febbraio, ha promosso per domenica
mattina alle 10,30 un incontro tra tutti gli sfollati nella sala
consiliare. E giovedi prossimo tornano a riunirsi i sindaci dei
Nebrodi per fare il punto sull'emergenza dissesto. I primi
cittadini del comprensorio si incontreranno a Capo d'Orlando.
Donna
trovata cadavere in casa, si pensa al suicidio
Il corpo
di una donna di 53 anni è stata trovata riversa nel sangue e
senza vita, nella sua abitazione di via La Farina. Aveva il
corpo coperto da ferite da taglio. La Polizia pensa al suicidio
ma non si escludono altre ipotesi. Gli investigatori escludono
il delitto ma sono a lavoro per fare piena luce sulla morte di
Rosa Falduto, la cinquatraeenne trovata esanime nella sua
abitazione di via San Cosimo, nei pressi della chiesa di San
Pietro e Paolo. Il corpo della donna era riverso in terra, in un
bagno di sangue, coperto di profonde ferite. Accanto al
cadavere, un coltello. A dare l'allarme è stato il marito, che
tornato a casa ha trovato il corpo senza vita della donna
riverso sul divano. Ad occuparsi del caso sono gli agenti della
Squadra mobile e gli esperti della Scientifica, che
analizzeranno il coltello, per scartare o accreditare l'ipotesi
dell'omicidio. Al momento la morte è classificata come suicidio,
anche perché pare che la donna soffrisse di crisi depressive.
Sul posto anche il medico legale ed il magistrato di turno
Stromboli esplosioni e frane lungo la sciara del fuoco
Quattro
segnali sismici associabili a eventi franosi di piccola entita'
sono stati localizzati sullo Stromboli, nell'area della Sciara
del fuoco. Questi eventi seguono una serie di esplosioni: gli
esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia
ritengono che possano, quindi, essere legati al rotolamento
lungo la Sciara del materiale emesso proprio dalle esplosioni.
Cronaca
13-03-2010
Emergenza idrica a Messina
Dopo
l'emergenza frane, a Messina e' emergenza idrica. Il maltempo
dei giorni scorsi ha provocato l'interruzione idrica in piu'
punti nelle condotte principali che assicurano il rifornimento
idrico in citta'. Da qualche ora in contrada Bagni di Santa
Margherita si e' verificata la rottura di una tubazione - a
qualche metro da dove 24 ore prima si era verificata la "falla"
sull'acquedotto "Alcantara" - interrompendo cosi' anche il
flusso proveniente dall'acquedotto del "Fiumefreddo", la
principale fonte di approvvigionamento idrico per Messina. Anche
il terzo acquedotto, quello della "Santissima" era fraanato lo
scorso 9 febbraio e si sta lavorando ancora alla realizzazione
di un by-pass. I tecnici di Amam ed Eas sono al lavoro ma non
sono in grado neppure di dare indicazioni sul ripristino
dell'erogazione idrica.
Regione,
l'ultimatum di Venturi: "O si riforma la burocrazia o mi
dimetto"
"Bisogna
riformare al più presto la burocrazia. In molti assessorati si
registrano ritardi strutturali esagerati". A lanciare la
denuncia è l'assessore alle Attività produttive Marco Venturi
che poi dà il suo ultimatum: "Così come sono entrato in giunta
me ne posso anche andare". Le parole di Venturi seguono di pochi
giorni quelle del leader del Pdl Sicilia Gianfranco Miccichè,
che aveva dichirato: "Di burocrazia si può morire, ecco perchè
mi aspetto dal presidente Lombardo la sburocratizzazione della
macchina regionale. Altrimenti ognuno per la sua strada. Non
possiamo più perdere tempo, anzi sono deluso di quanto fatto
finora. O portiamo a casa il risultato della semplificazione
burocratica oppure noi del Pdl Siciia non abbiamo più motivo di
stare in questo Governo". Ieri l'assessore Venturi ha dunque
rincarato la dose: "Occorre avere il coraggio di allontanare
quelle parti malsane della pubblica amministrazione. Si deve
fare in fretta. Ad esempio sono esagerati i ritardi nel campo
dell'energia da fonti rinnovabili. Bisogna avere il coraggio di
dire no a quegli impianti eolici che ricadono in zone vincolate.
Sul rigassificatore di Priolo bisogna decidere, perchè decidendo
si crea occupazione". "Ma è anche vero - ha poi chiarito - che
non è tutto da buttare. Ci sono ottimi burocrati che non fanno
parte di nessuna lobby politica e sono per questo marginalizzati.
Non è possibile che decidano tutto 3 o 4 persone. La Regione si
occupa di troppe cose: dal cinema ai servizi". "Bisogna chiudere
la pletora di società ed enti" ha sottolineato Venturi. "Spero
che il Governo condivida questa posizione. Bisogna semplificare
le procedure, ma senza allargare le maglie nella lotta contro le
infiltrazioni mafiose. La Regione è la prima azienda in Sicilia
con 16 mila dipendenti e 2.387 burocrati. Eppoi, per esempio,
c'è il Cas che ha 580 dipendenti, mentre il Consorzio dell
autostrade dell'Emilia Romagna ne ha solo 90". Dal canto suo, il
governatore Lombardo sembra essere sulla stessa lunghezza d'onda
del suo assessore: "E' vero quel che dice Venturi. Bisogna
mettere mano alla riforma della burocrazia, cambiare metodi,
mentalità e cultura". Nel frattempo ci sono da registrare le
ultime dichiarazioni di Miccichè sull'eventuale entrata del Pd
in un ipotetico Governo Lombardo quarto: "Noi rapporti organici
con la sinistra non ne vogliamo. Le porte sono due: se il Pd
entra il Pdl Sicilia esce". Nuove preoccupazioni, dunque, per
Lombardo che nei giorni scorsi aveva ipotizzato l'entrata in
giunta del Pd.
Montagnareale e Naso: chiuse strade provinciali
E’ stata
chiusa, su disposizione di Benedetto Sidoti Pinto, dirigente del
IV dipartimento viabilità secondo distretto della provincia
regionale di Messina,
la strada provinciale agricola Famularo-Fiumitello, nel comune
di Montagnareale. Il provvedimento è stato necessario a causa di
una frana che ha interessato la zona. Il provvedimento ha
effetto immediato e il geometra responsabile, insieme ai tecnici
dell'impresa, provvederà all'apposizione di idonea
segnaletica, alla
chiusura e al transennamento del tratto stradale. L'ordinanza
sarà resa nota al pubblico mediante l'affissione sul retro della
segnaletica. A Montagnareale è stata chiusa al transito anche la
provinciale 127 per lavori di consolidamento che si devono
realizzare sul piano viabile interdetto alla circolazione
veicolare. Il provvedimento ha effetto immediato e il geometra
responsabile provvederà ad apporre idonea segnaletica sul posto,
alla chiusura e al transennamento del tratto in questione. A
Naso, infine, è stata chiusa al transito la provinciale 151 di
Cagnanò. Comune di Naso. I residenti potranno transitare da
Cagnanò verso la provinciale 155 fino al km 5+200 e dalla
provinciale 155 verso Cagnanò fino alla predetta interruzione.
Il provvedimento è stato necessario per il cedimento di parte
della carreggiata stradale.
La
Cgil scende in piazza
La
scelta dell'Agenzia delle Entrate come luogo dove manifestare
non è casuale. Infatti al centro dello sciopero nazionale
organizzato dalla Cgil c'è il problema del fisco. Si chiedono
interventi immediati a difesa del lavoro e dei redditi da lavoro
dipendente che, per il 45,6% se ne sono andati in tasse e
contributi. Ma non sono solo questi i motivi per cui si sta
scioperando. Si parla dei tagli del governo alla scuola,
all'università e alla ricerca che hanno cancellato 200 mila
posti di lavoro; si chiede al governo di stabilizzare i
lavoratori precari in tutti i comparti pubblici e privati della
conoscenza. Ma ancora di più si chiede una qualificazione della
scuola pubblica contro l'attuazione forzata dei regolamenti per
la scuola secondaria superiore. Si chiede inoltre una moratoria
sulla Bossi-Fini che eviti l'espulsione per quei migranti che
hanno perso il posto di lavoro a causa della crisi, diventando
di conseguenza "irregolari". Sono questi i motivi che spingono
molte persone a scioperare. Il governo, secondo la Cgil,
nonostante la crisi stia colpendo l'occupazione, non è
intervenuto a favore dei lavooratori. Quindi un abbandono da
parte del governo verso un problema diffuso in tutta Italia.Si è
infatti registrato che il tasso di disoccupazione nazionale è
arrivato all'8,6%, il dato peggiore dal 1984. E anche a Messina
la situazione sembra molto preoccupante, proprio come ci
conferma il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo
Oceano. Risposte concrete da parte del Governo per affrontare la
crisi che ha investito il Paese: questa le parole d'ordine,
secondo la Cgil, per fronteggiare al meglio la situazione.
Cronaca
12-03-2010
Cgil:
Oggi sciopero generale
Nove
manifestazioni nei capoluoghi siciliani si terranno domani in
occasione dello sciopero generale di 4 ore proclamato dalla Cgil
per chiedere risposte su fisco, lavoro e immigrazione. A Palermo
ci sarà un concentramento alle 9.30 in piazza Verdi e una
manifestazione dentro il teatro Al Massimo, che si concluderà
con l'intervento del segretario generale nazionale della Fillea
Cgil, Walter Schiavella. A Catania concentramento alle 9 in
piazza Roma, corteo fino a piazza Manganelli e comizio di Nicola
Nicolosi, della Cgil nazionale. A Messina manifestazione in
mattinata davanti l'Agenzia delle entrate (via S.Cecilia).Manifestazioni
e comizi anche a Trapani, presso il teatro Cristal dove
interverrà la segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella
Maggio; Agrigento (manifestazione a piazza Porta di Ponte),
Caltanissetta (sit- in davanti la Prefettura e comizio di
Ferruccio Donato della Cgil Sicilia), Enna (manifestazione al
centro polifunzionale e comizio di Antonio Riolo, della
segreteria regionale Cgil), Ragusa(manifestazione presso l'Asi
alle 10), Siracusa (manifestazione con corteo da piazzale
Marconi a piazza Stazione).
Arresti
domiciliari per un avvocato di Messina
Marcello
Mangraviti, 36 anni, originario di Napoli, accusato di tentata
violenza privata, calunnia aggravata, millantato credito, truffa
aggravata e falsita' materiale in atto pubblico ed uso di atto
falso. Ad arrestarlo la Digos. Il provvedimento cautelare
firmato dal Gip Antonino Genovese su richiesta dei sostituti
procuratori Vincenzo Cefalo (ora in servizio a Termini Imerese)
e Liliana Todaro. Secondo l'accusa avrebbe ottenuto da clienti
parcelle per 150 mila euro per assisterli in procedimenti penali
inesistenti. Tutto sarebbe cominciato -secondo la Digos- con
minacce telefoniche ed intimidazioni ad un docente della
Facolta' d'Ingegneria di Messina (tra il 26 ottobre ed il 16
novembre 2008) per far superare l'esame ad un cliente studente
universitario, originario di Catania. Il laureando fuori corso
era stato piu' volte bocciato e aveva chiesto una "raccomandanzione"
al legale. Mangraviti, dopo aver millantato conoscenze in
ateneo, aveva cercato d'intimidire il docente d'Ingegneria per
continuare a spillare soldi alla famiglia del ragazzo che gia'
assisteva in alcune cause civili. Indagando sulle intimidazioni
al docente universitario la Digos ha cosi' scoperto che a giugno
2008 l'avvocato si era inventato un procedimento penale che
vedeva indagata la sorella dello studente, recapitandole a casa,
in un Comune in provincia di Catania, un falso "avviso di
garanzia" firmato dalla Procura di Messina con l'accusa di
concorso in associazione mafiosa finalizzata al traffico di
sostanze stupefacenti nell'inchiesta da lui battezzata
"Operazione 13+1". Cosi' avrebbe ottenuto dalla famiglia della
ragazza, per l'assistenza legale, il pagamento di una parcella
da 27 mila euro. Ma il legale sarebbe anche l'autore, tra il
2006 ed il 2008, di decine di segnalazioni anonime alla polizia
calunniando e facendo perquisire le abitazioni di altri clienti
per reati in materia di droga ,anche questi inesistenti. Solo
per concorso nella truffa e' indagato anche un collega di studio
di Mangraviti. (AGI) Cli/Pa/Rap/Mzu
Mare
Nostrum: Cassazione conferma condanne
Dopo la
sentenza d’appello del “grosso” del maxi-processo (novembre
scorso), oggi la Cassazione ha messo la parola fine alla coda
della grande operazione antimafia “Mare Nostrum” scattata il 6
giugno 1994 (223 arresti) e proseguita il 6 novembre 1995 (33
arresti) per la faida scoppiata, tra il 1986 ed il 1993, nel
barcellonese e sui Nebrodi con 45 omicidi, ferimenti,
sparizioni. La Suprema Corte ha confermato le condanne per quasi
tutti gli imputati che, al tempo, erano stati giudicati con il
rito abbreviato, tra cui quella per SEBASTIANO CONTI TAGUALI
(foto in alto del gruppo dei tre quello in basso) e a 20 anni
per il pentito di Tortorici ORLANDO GALATI GIORDANO (foto in
basso). Disposto un nuovo processo d’appello per i fratelli di
Tortorici GIUSEPPE e SALVATORE DESTRO PASTIZZARO (foto in alto i
due in primo piano), accusati dell’omicidio dei fratelli
BENINATI avvenuto a Terme Vigliatore nel 1989. Un altro delitto
agli atti era quello di CALOGERO MANCUSO, il guardiano
dell’impresa dei fratelli VERSACI a Rocca di Caprileone,
freddato la mattina del 6 agosto 1990. Tra le conferme di
condanna anche “SEM” DI SALVO di Barcellona, SANTO SCIORTINO di
Acquedolci e GREGORIO LIOTTA, calabrese ma al tempo residente a
Capo d’Orlando…
Vendita Cas: Il conflitto di interesse della Regione Siciliana
CUB
Trasporti e UGL Trasporti AT accusano la Regione Siciliana di
trarre un profitto speculativo dalla vendita del CA. Un’ accusa
forte lanciata contro gli appetiti della Regione Siciliana
giunge da CUB e UGL. Il sospetto è di un conflitto di interesse
che porterà all’ente regionale una cospicua somma di denaro.
L’ipotesi parte dalla constatazione che Regione Sicilia detiene
il 91% del Consorzio Autostrade Siciliane, ente pubblico
economico nazionale. Tale azienda, nata nel 1997, ha da sempre
vissuto in uno stato di profonda crisi gestionale. Il rapporto
concessorio con l'ANAS che doveva scadere il 1/12/2030 è
soggetto a decadenza ad opera del Ministero LL.PP., organo di
vigilanza. Quindi il disimpegno della Regione Siciliana e la
procedura di decadenza che la stessa sta subendo si trasformano
in una opportunità da non perdere. La Regione Sicilia, che non
ha chiarito perché il CAS è ed è stata l'unica Autostrada a non
fare utili, sembra non aspettare che il momento di abbandonare
gli scomodi panni di proprietaria poiché, in società con Anas,
intende assumere il ruolo ed i poteri di concedente. “In altre
parole, -scrivono Concetta Piccolo CUB Trasporti e Giovanni
Celesti UGL Trasporti AT- quando la nuova concessione per la
gestione delle autostrade in Sicilia verrà messa all'asta e sarà
aggiudicata al nuovo gestore, ciò procurerà alla ex proprietaria
negli anni cospicue entrate per canoni concessori”. Una
affermazione che viene confermata da un articolo pubblicato da
”La Sicilia” lo scorso 8 marzo dove in una intervista, il
presidente della regione Sicilia, Lombardo dichiara che su
modello veneto, verrà messa all’asta il sistema autostradale
siciliano che con le sue potenzialità vale 1 miliardo di euro
Terremoto Atm: 23 avvisi di garanzia
I
provvedimenti del sostituto Ammendola consegnati stamani dai
Carabinieri. Sotto accusa i vertici dell’azienda per fatti dal
2003 al 2009: si parla di indebite appropriazioni di
straordinari e “premi corse”. La Corte: «Se qualcuno ha
sbagliato pagherà, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio».
Un vero e proprio terremoto ha scosso stamani le fondamenta
dell’Atm. I carabinieri, infatti, si sono recati negli uffici di
via La Farina per notificare ben 23 avvisi di garanzia, che
hanno colpito soprattutto i vertici aziendali. Ad essere
raggiunti dai provvedimenti, firmati dal sostituto procuratore
Stefano Ammendola, sono stati: Carmelo Agostino Chierchiaro,
Antonio Cardia, Carlo Caruso, Rocco Certamuso, Claudio Conte,
Giuseppe Currò, Armando De Gaetano, Bartolo Enea, Orazio
Famulari, Ferdinando Garufi, Luigi La Caria, Francesco Lisa,
Francesco Lombardo, Santo Manganaro, Salvatore Orlando, Orazio
Parisi, Pietro Pasto, Emilio Prestipino, Federico Sorrenti,
Pietro Tracuzzi, Salvatore Zaccone e Fortunato Zagarella.
L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa
aggravata, per fatti verificatisi dal 2003 al 2009. La Procura
avrebbe puntato i riflettori, in particolare, sugli straordinari
e sui cosiddetti “premi corse”. Questi ultimi sono frutto di un
accordo sindacale, ratificato dal Consiglio d’amministrazione,
secondo cui per un certo numero di corse veniva percepito un
premio. Premio difficilmente giustificabile in quei periodi in
cui erano più le macchine in azienda che quelle in circolazione,
sebbene pare che una clausola interpretativa “tutelasse” i
lavoratori in presenza di difficoltà oggettive riconducibili
all’azienda.
Cronaca
11-03-2010
Si
aggrava il bilancio del nubifragio
Una
frana ha isolato iil Comune di Scaletta Zanclea. A Messina e'
crollato il tetto di un padiglione del reparto di ginecologia
dell'ospedale "Papardo" e le degenti sono state trasferite
all'ospedale "Piemonte", del qaule pochi giorni fa e' stata
decretata la chiusura per carenze strutturali. Allagata anche
una parte degli uffici della Procura della Repubblica di
Messina. L'intero piano seminterrato di Palazzo Piacentini e'
transennato e si sono registrati crolli di calcinacci nei
corridoi e in alcune stanze. Situazione critica anche nel
villaggio di Mili, nella zona Sud della citta', dove la via
Valllone e' stata invasa da una massa di fango. I vigili del
fuoco hanno dovuto soccorrere e trasportare in barella
un'anziana colta da malore. Piove dal tetto del Palazzo
Municipale. All'ingresso, vicino le scale, è stato posizionato
un secchio rosso dove raccogliere le acque piovane. Sparpagliati
per terra numerosi giornali. Buzzanca: "sono caduti oltre 100
millimetri di pioggia". Il Comune fa acqua da tutte le parti. E'
proprio il caso di dirlo visto che continua a piovere acqua e
l'unico rimedio è stato quello di sistemare un secchio per
raccoglierla. Per terra, vicino le scale d'ingresso, numerosi
giornali per tamponare e asciugare il pavimento zuppo. Nel
Palazzo continua a mancare la corrente elettrica.
Ars,
si allungano i tempi per la legge sui rifiuti. Il governo cerca
un'intesa
Rinviata
alle 18 la seduta dell'Assemblea regionale siciliana che avrebbe
dovuto discutere del disegno di legge che riordina la gestione
integrata dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati. La
commissione Territorio e Ambiente è ancora riunita per esaminare
i 324 emendamenti proposti dai vari gruppi parlamentari e il
maxiemendamento di riscrittura del governo regionale al ddl. Si
cerca una difficile intesa tra tutte le parti. Al momento non
c'è accordo nemmeno all'interno della maggioranza. Ieri in aula
il Pdl Sicilia si era messo di traverso appoggiando la richiesta
di ritorno "formale" del ddl in commissione, salvo poi ritirare
le richieste dopo le assicurazioni del governo. Il Pdl e l'Udc,
intanto, promettono battaglia.
Messina, allagamenti a Maregrosso e proteste dei cittadini
A
Messina alcuni residenti di Maregrosso hanno bloccato via la
Farina con i cassonetti della spazzatura per protesta dopo
essersi svegliati con le case immerse da acqua e fango. La
polizia municipale ha chiuso la strada al transito delle
vetture. "La situazione è grave ma il peggio è passato. Per il
momento non ci sono ordinanze di sgombero ma i danni ci sono e
chiederemo la dichiarazione di calamità naturale per diverse
frazioni della città".
Hotel
ex Hilton Portorosa. Denuncia di Fisascat Cisl: "Raggirati i
lavoratori"
Sbigottimento dei lavoratori che operavano all’interno della
struttura ricettiva ex Hilton di Portorosa. Infatti dopo essere
stati posti in cassa integrazione dalla Eurocostruzioni, e con
la struttura alberghiera chiusa all’attività ricettiva, i
lavoratori registrano che un’altra Azienda, la Blue Hotels, stia
operando nuove assunzioni di personale per riaprire la stessa
attività ricettiva. “Riteniamo tale comportamento altamente
lesivo dei diritti dei lavoratori – sostengono i segretari
provinciali della Fisascat Pancrazio Di Leo e Francesco Rubino
della Fisascat – Cisl di Messina – oltre che in violazione delle
norme legali vigenti in termini di trasferimento di Azienda.
Abbiamo convocato sia la Eurocostruzioni che la Blue Hotels,
presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro di Messina, ed abbiamo
anche accettato il rinvio richiesto dalla stessa Blue Hotels per
effettuare l’incontro il giorno 9 marzo, ma abbiamo dovuto
registrare l’assenza, che riteniamo provocatoria, delle due
Ditte". "Chiederemo una ulteriore convocazione presso L’ufficio
Provinciale del lavoro ma va anche aggiunto – continuano i due
Segretari della Fisascat – che i lavoratori avanzano varie
mensilità arretrate dalla Eurocostruzioni che, nella fattispecie
di trasferimento di Azienda ai sensi dell’art. 2112 del codice
civile, vanno corrisposte in solido dalla Blue Hotels. Per tali
motivi i lavoratori hanno proposto istanza di fallimento nei
confronti della Eurocostruzioni e sono in procinto di iniziare
un procedimento di recupero dei crediti nei confronti della Blue
Hotels. Stiamo inoltre valutando il ricorso al Giudice del
Lavoro per la violazione di quanto previsto dall’art. 47 della
L. 428/90".
Cronaca
10-03-2010
I
lavoratori dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario temono per il
loro futuro.
A
scendere in campo in loro difesa è l’Organizzazione Sindacale
autonoma Polizia Penitenziaria, che ha formalmente richiesto un
incontro ufficiale al governatore siciliano Raffaele Lombardo.
In un documento inviato al capo dell’esecutivo regionale, e
trasmesso per conoscenza anche al sindaco di Barcellona
Candeloro Nania, al Provveditore Regionale dell’Amministrazione
Penitenziaria Orazio Faramo e al Direttore dell'Ospedale
Psichiatrico Giudiziaria Nunziante Rosalia, l’Osapp mette in
luce i problemi che potrebbero sorgere di qui a poco all’interno
della struttura. “Col passaggio della Sanità Penitenziaria al
Servizio Sanitario Regionale –si legge nel documento -
l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di
Gotto, in analogia a quanto avvenuto con altre similari
strutture, dovrebbe vedere l’impiego al suo interno di Medici e
Operatori del S.S.N., lasciando alla Polizia Penitenziaria
l’onere di assicurare la sicurezza all’esterno della “stanze di
degenza” delle persone internate”. Secondo il segretario
generale del sindacato autonomo Domenico Nicotra “ tale
procedura comporterà per la Regione e per il Comune di
Barcellona Pozzo di Gotto, oltre che per tutto il personale, e
le rispettive famiglie, attualmente operante presso la predetta
struttura, una serie di conseguenze probabilmente deleterie”. Al
fine di avere chiarimenti e delucidazioni sul futuro
dell’Ospedale e su quello dei dipendenti, l’Osapp chiede
espressamente a Lombardo di convocare una riunione con “le
Autorità Regionali, Provinciali e Locali direttamente
interessate, per valutare eventuali ed ulteriori soluzioni
afferenti a tutto ciò che orbita attualmente alla struttura
dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di
Gotto.”
Allarme
povertà in Sicilia
In
Sicilia aumentano i poveri. Secondo i dati Istat, nel 2008 si
sono registrate 350mila famiglie in più, rispetto all'anno
precedente, sotto il livello di povertà. Di questi 150mila sono
pensionati con un potere di acquisto limitato. È l'allarme
lanciato dalla Cgil/Spi (Sindacato pensionati italiani). "In
Sicilia - spiega Saverio Piccione, segretario generale dello
Spi/Cgil - è allarme povertà. Nella nostra regione colpisce il
28,8% delle famiglie registrando così un aumento dell'1,2%
rispetto all'anno precedente". A subìre i contraccolpi della
crisi economica sono soprattutto i pensionati dell'Isola. "La
soglia mensile della povertà è rappresentata da una capacità di
spesa - continua - per un singolo componente anziano non
superiore a 531 euro se residente in un'area metropolitana o ai
479 se in un piccolo comune. Prendendo in considerazione solo i
dati Inps si evidenzia come in Sicilia ci sono più di 36mila
pensioni integrate al trattamento minimo". Inoltre si passa da
una spesa media mensile di una famiglia del Veneto di 2975 euro
ad una spesa di 1700 in Sicilia. La povertà delle famiglie
siciliane e i bassi redditi dei pensionati dell'Isola saranno al
centro del decimo congresso regionale dello Spi/Cgil Sicilia che
si svolgerà il 15 e il 16 marzo a Campofelice Roccella. Il tema
dell'incontro è "Protagonisti per l'uguaglianza, diritti,
libertà e dignità".
L’eco-pass per Messina potrebbe diventare un boomerang per
l'economia
Un
risarcimento economico per la nostra città che rischia però di
avere un effetto boomerang sulla nostra economia”. Così Lillo
Oceano, segretario generale della Cgil di Messina e Pino Foti,
segretario della Filt, la categoria dei trasporti, commentano
l’introduzione del ticket di ingresso a Messina. “Il
provvedimento di istituzione di un ticket sull’attraversamento
se da un lato costituisce un risarcimento economico per la città
di Messina, dall’altro rischia di non affrontare il problema del
traffico e non diminuire l’inquinamento - spiegano -. Il ticket
rischia inoltre di avere ripercussioni economiche sui prezzi dei
beni che giungono nella nostra regione su gommato, a partire dai
già altissimi prezzi degli alimentari a Messina, e sui costi di
produzione del made in Sicilia”. La Cgil ricorda infatti che tra
i maggiori problemi delle aziende siciliane ci sia il costo
elevato, soprattutto rispetto ad altre zone del paese, del
trasporto dei prodotti: “Una voce che incide sulla competitività
e che in alcuni casi ha messo fuori mercato le nostre
produzioni”, osservano. Ma, sulla questione, la Cgil evidenzia
anche un ulteriore aspetto non secondario. “Riteniamo nodale
definire l’impiego e l’utilizzo degli introiti derivanti dal
ticket. Le formulazioni eccessivamente generiche a volte si
trasformano nell’utilizzo delle risorse ricavate per coprire
esigenze di bilancio improvvise o impreviste. Forse - osservano
Oceano e Foti - sarebbe il caso di stilare un elenco preciso in
ordine di priorità - degli interventi e delle opere che si
impegna a realizzare”.
Rao
insorge sulla questione del Piano di Protezione Civile
Provinciale
Sono
passati anni da quando era stato assicurato che in tempi brevi
sarebbe stato pronto e realizzato il Piano di Protezione Civile
Provinciale, ma dello stesso ancora oggi non si sa nulla. Sono
state presentate ben due interrogazioni dal consigliere
provinciale Pippo Rao, che interviene proprio sulla questione.
Il territorio della Provincia di Messina frana e gli scenari che
quotidianamente le comunità del messinese sono costretti ad
affrontare sono inquietanti, e la Provincia di Messina che è tra
le realtà più colpite da eventi disastrosi, e che già ha pagato
un prezzo altissimo, oltre ad essere ad altissimo rischio
idrogeologico e sismico, continua a non avere un piano di
protezione civile. "Ma perché - si chiede Rao - bisogna
aspettare nuovi e tragici eventi e lutti per capire che la
Protezione Civile non può e non deve essere materia da
improvvisare in occasione di situazioni contingenti, ma che
richiede una adeguata pianificazione organizzativa e
gestionale". Il 5 novembre 2004, l’allora presidente della
Provincia Salvatore Leonardi, con propria determina, individuava
la Società AST Sistemi S.p.a. per l’affidamento di compiti di
collaborazione e consulenza tecnica scientifica per la redazione
del “Piano Provinciale Generale di Protezione Civile” e la
gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo
complessivo annuo di centomila euro, trovante capienza nel Peg
2004. Determina che trova riscontro in una successiva determina
dirigenziale datata 10 novembre dello stesso anno, attraverso la
quale viene approvato lo “schema del Foglio Patti e Condizioni”
che implica affidamento all’AST Sistemi e al contempo impegna la
somma di centoventimila euro, proveniente da due voci del
Bilancio 2004. La convenzione con l’AST, con scadenza 31
dicembre 2005, con determina presidenziale sempre di Leonardi,
appena un giorno prima della scadenza della convenzione veniva
integrata con un ulteriore incarico sempre alla stessa società,
e nell’ambito del piano provinciale venivano individuate nel
territorio quattro aree idonee ad ospitare “Zone
d’Ammassamento”, e proprio all’Ast Sistemi veniva affidata, per
poter proseguire il lavoro iniziato, la meta-progettazione per
l’organizzazione e l’allestimento delle aree polivalenti
attrezzate, che d’intesa con le amministrazioni locali
interessate, in via ordinaria, possono anche essere utilizzate
per scopi diversi. Successivamente sono state impegnate risorse
per l’attivazione del Piano suddetto, e si è rimasti in attesa
di un regolamento attuativo che parrebbe essere stato trasmesso
alla Presidenza della Provincia nel dicembre 2008. "Che cosa si
è fatto con quei soldi?" si chiede Pippo Rao. "Può un territorio
essere preparato ad eventi calamitosi con le chiacchiere e gli
annunci? Si può sopportare ancora tale stato di cose?" continua
ancora Rao, che intanto ha presentato la terza interrogazione al
presidente della Provincia Ricevuto.
Cronaca
09-03-2010
Scuola, allarme della Cgil: in Sicilia persi 11mila posti in 5
anni
Dispersione scolastica in crescita: nei licei e istituti tecnici
supera il 18%; perdita di 11 mila posti di lavoro in 5 anni
(7.260 nel 2009) con previsione di una ulteriore emorragia di
5.000 posti per l'anno prossimo tra docenti e personale tecnico
amministrativo; problemi logistici e di sicurezza degli
istituti. E' la situazione della scuola siciliana che emerge
dall'analisi di Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc
Cgil siciliana (sindacato dei lavoratori di scuola, università,
ricerca e formazione professionale), che ha aperto oggi a
Campofelice di Roccella (Pa) il congresso regionale del
sindacato al quale partecipano 145 delegati. "Sono gli effetti
della 'cura Gelmini'- ha osservato Scozzaro - e della mancanza
di una politica regionale sul diritto allo studio". La
popolazione studentesca è diminuita di 40 mila unità negli
ultimi 5 anni per effetto del calo demografico, "ma i tagli del
governo sono andati ben oltre". La Flc chiede alla Regione di
"approvare una legge per il diritto allo studio, la cui mancanza
- ha sottolineato Scozzaro - è uno scandalo politico che non
possiamo più tollerare". A scuole, associazioni ed enti locali,
inoltre, il segretario della Flc sollecita "impegni politici che
prevedano interventi sussidiari e risorse per migliorare il
piano regionale dell'offerta formativa, l'edilizia scolastica e
garantire i servizi e le attività di sostegno". Il sindacato
annuncia la ripresa della mobilitazione a partire dai luoghi di
lavoro, invitando i docenti a non acconsentire a situzioni
"fuorilegge", come quella delle classi sovraffollate. Scozzaro
ha sottolineato che " nella formazione la Cgil è disposta a
scelte coraggiose sotto il profilo occupazionale, ma non è più
disposta a tollerare un sistema inquinato che produce sprechi e
nel quale si concentra un coacervo di interessi clientelari per
la lottizzazione delle risorse comunitarie o per il consenso
elettorale". Il sindacato sollecita controlli e ispezioni nelle
scuole private, un migliaio nell'isola; mentre sul concorso a
preside, dichiarato nullo dal cga, "Occorre ripristinare la
legalità- ha detto Scozzaro - rifacendo il concorso e
riconoscendo il servizio a chi ha svolto le funzioni.
Picchiano e rapinano anziani disabili.
Con il
volto coperto da maschere di Carnevale hanno portato via 5mila
euro in contanti, una polizza sulla vita di 26mila euro e un
telefono cellulare. Hanno bussato alla porta di una coppia di
anziani e dopo averli picchiati, hanno svaligiato l'abitazione e
sono fuggiti. Oggi in manette è finito il diciannovenne di
Tortorici, Emanuele Carcione, arrestato dagli agenti del
commissariato del posto fisso di Tortorici in esecuzione di un
ordine di carcerazione emesso dal gip del tribunale di Patti
Onofrio Laudadio su richiesta del sostituto Rosanna Casabona. A
seguito delle indagini, il Gip di Patti ha firmato l’ordinanza
di custodia cautelare in carcere per Carcione, che è stato
portato a Gazzi, mentre gli altri due complici sono ancora
ricercati. Durante la perquisizione domiciliare a casa del
diciannovenne i poliziotti hanno sequestrato 2 coltelli, un
noccoliere, e la maschera e la parrucca utilizzate per la
rapina.
Cronaca
08-03-2010
Le pensioni più povere in
Sicilia. In testa Agrigento
È quanto
denunciato dalla Cisl Fnp, che attacca la mancata applicazione
della legge per l’integrazione socio-sanitaria. Ancora un triste
primato per la Sicilia. Ancora una lampante dimostrazione della
disparità di trattamento tra le retribuzioni del settentrione
d’Italia e quelle del Mezzogiorno. Secondo quanto denunciato
dalla Fnp Cisl regionale, infatti, le pensioni più basse
d’Italia sono quelle dei Siciliani. Secondo il sindacato,
inoltre, questo primato negativo è da attribuire a diversi
fattori, quali la smisurata diffusione del lavoro nero, una
spesa sociale parecchio inferiore a quelle di molte altre
regioni italiane e anche la mancata della legge per
l’integrazione socio-sanitaria. La provincia che può “vantare”
il posizionamento sul gradino più alto del podio di questa
macabra classifica è Agrigento, con un importo mensile medio di
pensione pari a 471,28 euro. Il capoluogo Palermo, invece, si
situa al sesto posto, con una media di 548,15 euro ma con il
maggior numero di pensionati, 302.540. Il triste risultato della
Sicilia si mostra in tutta la sua drammatica evidenza se posto a
confronto con la media nazionale, che, secondo i dati dell’Inps,
si attesta sui 702,11 euro. La media dei pensionati siciliani è
invece di 550,08 euro al mese. Tutto questo diventa ancora più
grave se pensiamo che il numero dei pensionati a carico della
previdenza sociale nell’Isola rappresenta ben il 7,1% del
totale nazionale, che è di 17.750.065 individui, uno dei
maggiori d’Europa. Altro pesante record negativo è quello che
riguarda la povertà relativa, ossia quella che colpisce le
famiglie che vivono con un reddito mensile inferiore a 900 euro.
Infatti in Sicilia addirittura una famiglia su tre vive al di
sotto di questa soglia, caratterizzando la regione come avente
la povertà relativa più alta dell’intero territorio nazionale,
con una percentuale del 27,6% l’11,1% dell’incidenza nazionale e
il 22% di quella meridionale.La povertà assoluta, invece,
investe una famiglia su 10, con una percentuale del 5,8% a
fronte del 4,1% del territorio nazionale e una soglia mensile di
538,92 euro. Altro spunto di riflessione: in Sicilia sono stati
spesi nel 2009 15 milioni per il buono socio-sanitario, mentre
in Veneto ben 700 milioni. Come detto, la Cisl Fnp attribuisce
gran parte della colpa alla legge 328 del 2000, “in relazione
all'integrazione socio-sanitaria – dichiara il segretario
regionale, Carmelo Raffa – che prevede un sistema di servizi
assistenziali mai messi in atto in questa regione”, con la
conseguente mancanza di protezione sociale per la popolazione
anziana dell'Isola, che conta 170 mila non autosufficienti.
“Chiediamo con forza l'applicazione della legge 328 – aggiunge
pertanto Raffa – e siamo pronti ad avviare una petizione
popolare”. “Un malato cronico in ospedale – prosegue – costa
alle casse pubbliche 800 euro al giorno; se fosse a casa ne
costerebbe appena 70 . Qui anche chi ha reddito è un povero e la
responsabilità è del governo regionale che non attua le leggi.
Ci vuole una vertenza forte, alla gente non devono essere negati
i diritti”. “Il livello di povertà aumenta con il crescere dei
componenti del nucleo familiare, e in presenza di soggetti
anziani – spiega a sua volta Gigi Bonfanti, segretario nazionale
della Cisl Fnp – la Sicilia paga il prezzo dello sviluppo,
perché non c'è mai stato un vero e proprio benessere. Non è
giusto che siano le famiglie a farsi carico di oneri economici
che spetterebbero alle istituzioni”.
Frana
anche il più piccolo comune siciliano Roccafiorita
1,14 km
quadrati e 228 anime. Per dimensioni è il comune più piccolo
della Provincia di Messina, della Sicilia e dell'intera Italia
insulare. Ma non fa eccezione. A franare è anche un "pezzetto"
di Roccafiorita, valle d'Agrò, provincia di Messina. Piazza
Belvedere "scivola" verso valle. La piazza è stata transennata e
vietata alla fruizione dei cittadini dopo che i funzionari del
Dipartimento regionale di Protezione civile hanno invitato
l’Amministrazione comunale a “porre i necessari presidi per
garantire la pubblica e privata incolumità nelle more degli
interventi”.
La
frana di Caronia è profonda ed ancora non si è arrestata
Fa
impressione e nello stesso tempo fa paura. Fa impressione
confrontare le immagini di Caronia ieri e oggi. Fa paura pensare
a quanta terra è scivolata a valle, quante case sono sparite,
inghiottite dalla frana, trascinate parecchi metri più giù. Fa
impressione e fa paura all’occhio di un osservatore esterno, lo
fa sicuramente di più ai proprietari di quelle case,
terrorizzati all’idea di quel che sarebbe potuto accadere se in
quelle case avessero vissuto ancora un giorno in più. Per
fortuna sono andati via. Purtroppo sono andati via. Per fortuna
si sono salvati, purtroppo devono assistere inermi a quel che
sta accadendo. Aspettando che la frana si fermi e sperando che
accada presto. Ci sperano loro e ci spera la protezione civile
che per il momento non può far altro che attendere. “Questa
frana è molto diversa da quella di San Fratello – ha spiegato il
responsabile regionale Pietro Lo Monaco – anche questa è
assolutamente imprevedibile, ma è molto più profonda e dunque
l’unica cosa che possiamo fare oggi è attendere”. Intanto però
in arrivo c’è un’ondata di maltempo che non sarò certo d’aiuto.
A San Fratello per evitare che l’acqua entrasse nel sottosuolo
sono stati coperte tutte le crepe che si sono formate sulle
strade, a Caronia questo è impossibile. “Li abbiamo deciso di
lavorare sulle infiltrazioni perché il territorio e le
caratteristiche del paese lo consentivano, qui non possiamo
farlo. Dobbiamo solo monitorare la situazione e fare il
possibile per aiutare gli abitanti di questa contrada”. Insomma,
prima di guardare avanti, a Caronia bisognerà attendere che la
situazione si stabilizzi e a giudicare dalla differenza delle
immagini di ieri e di oggi la sensazione è che ci vorrà ancora
parecchio tempo.
Messina, tentano una rapina in un'officina
I
carabinieri hanno arrestato sei persone di nazionalità romena
con l'accusa di tentativo di furto aggravato. Si tratta di
Veniamin Rujan, 52 anni e i suoi due figli Gheorhe Daniel e
Miahita, di 20 e 22 anni, Gheorghe Jgau di 20 anni, Ioan Filip
di 26 anni e Irina Mindrila di 35 anni. La notte scorsa i sei si
trovavano ai caselli autostradali dell'A20 a Patti, nel
messinese, ad attendere un pullman che li avrebbe condotti in
Romania. Prima di partire, però, hanno pensato di svuotare
un'officina meccanica nei pressi dei caselli autostradali. Una
segnalazione al 112 ha però permesso ai carabinieri di bloccarli
poco dopo aver rotto i lucchetti delle saracinesche.
Cronaca
06-03-2010
Clamoroso: Montecitorio cancella gli Ato rifiuti e idrici
Anche la
Sicilia dovrà di nuovo cambiare tutto. La Camera dei deputati ha
approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e
degli Ato idrici.Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta
Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua
e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento
legislativo, un autentico terremoto istituzionale, dall’entità e
dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentato,
sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinqiues
all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato
“interventi urgenti per enti locali e regioni”. Battuti le lobby
delle grandi società d’acqua e rifiuti che, quotidianamente,
presidiano Montecitorio e dei deputati italiani “designati”- a
cominciare da quelli siciliani – la Lega di Bossi, con fredda
efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte
consistente del sistema politico-economico di potere, e di
“governo allegro”, del centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia, ed
in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato
di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, “more
solito”, ignoravano che cosa stessero votando. L’atto della Lega
Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione
del “sistema acque” in Sicilia. Essendo stato soppresso anche
l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano,
adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui
delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto
giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto
sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro
attribuzione. Speriamo di poterci finalmente liberare dei
gestori privati che su scala regionale avevano surrogato la
vecchia EAS, che non si sono certo distinti né per efficienza e
modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo
di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad
investire soldi di origine pubblica, italiana o dell’Unione
europea.
La
provincia di Messina frana, il municipio di Naso dovrà essere
evacuato
Il
palazzo municipale di Naso, nel messinese, dovrà essere evacuato
a causa del dissesto provocato dalle frane che coinvolgono
alcuni paesi sui Nebrodi. Lo ha stabilito il commissario Antonio
Garofalo, che sostituisce sindaco e giunta. Gli uffici verranno
spostati in altri immobili comunali del centro storico, tra la
Piazza Lo Sardo, Piazza Roma e via Amendola. Il provvedimento,
attuato dopo un sopralluogo dei tecnici comunali, della
protezione civile e del genio civile, è stato condiviso dai
gruppi consiliari che hanno incontrato il commissario. Lo stesso
funzionario regionale ha firmato le ordinanze di sgombero per
quattro abitazioni nel rione Spirito Santo, a causa del
movimento franoso che coinvolge anche un tratto della Statale
116
A
Messina pericolo smobilitazione per l'indotto ferroviario
“Messina
è sempre più periferia del trasporto ferroviario italiano” e
l’abbandono di Ferrovie dello Stato dall’area dello Stretto non
può non avere un importante ricaduta anche sui livelli
occupazionali dell’indotto. A denunciare questa preoccupante
situazione è stata la Fit Cisl attraverso gli interventi del
segretario generale Enzo Testa e del responsabile del settore
ferrovie Michele Barresi. A dimostrazione dello stato di crisi
profonda in cui versa il settore ferroviario in Sicilia, basta
ripercorrere le vicende della società Wagon Lits, che gestisce
il servizio di accompagnamento notte su treni passeggeri di
Trenitalia. La società, nel settembre scorso, aveva aperto le
procedure di mobilità per 35 suoi lavoratori. Un pericoloso
campanello di allarme che ha trovato conferma ieri allorquando,
dopo l’incontro avvenuto presso il Ministero del Lavoro tra i
vertici societari e le organizzazioni sindacali, la Wagon Lits
ha proposto il ricorso “agli ammortizzatori sociali come unico
rimedio per la tutela dell’occupazione”. Una situazione ancor
più grave perché, come hanno spiegato Enzo Testa e Michele
Barresi, la Wagon Lits propone il ricorso a un contratto di
solidarietà. Un provvedimento che finirà col gravare in maniera
accentuata sul centinaio di lavoratori dell’impianto di Messina,
e non ha prospettato nessun reale piano di sviluppo per il
rilancio del settore nell’Isola proprio mentre, al contrario,
salvaguarda diverse realtà del Nord Italia. Secondo i due
esponenti della Fit Cis,l si assiste così al tentativo di “far
pagare ai lavoratori siciliani l’incertezza dei futuri scenari”,
ovvero una plausibile “contrazione” del trasporto ferroviario
passeggeri a lunga percorrenza nell’Isola, e ad una politica di
“aggiudicazione al maggior ribasso” delle gare per i servizi in
appalto di Trenitalia che va a scapito della “qualità del
servizio offerto alla clientela meridionale”.
Maxi
truffa all'Ue, arresti tra Palermo e Agrigento
Una
vasta operazione nei confronti di un'associazione a delinquere
che avrebbe organizzato truffe ai danni dello Stato e
dell'Unione Europea, per un valore complessivo di circa 30
milioni di euro, attraverso l'utilizzo di circa 90 milioni di
false fatturazioni, è stata condotta dalla Guardia di Finanza di
Palermo ed Agrigento. Gli investigatori hanno notificato
ordinanze di custodia cautelare ai responsabili
dell'organizzazione. Nell'ambito dell'operazione, coordinata
dalla Procura di Palermo e denominata in codice "Hidra", sono
stati inoltre sequestrati, tra la Sicilia e la Lombardia,
stabilimenti industriali, macchinari, immobili terreni e quote
societarie per un valore complessivo di oltre 18 milioni di
euro.
Cronaca
05-03-2010
Giampilieri, Scaletta, San Fratello, Caronia. A chi toccherà
domani?
La
provincia di Messina cade a pezzi e sta mostrando tutta la
fragilità di un territorio che adesso chiede il conto della poca
attenzione dell'uomo nei confronti della natura. Prima
Giampilieri e Scaletta con devastazioni e morte, poi a San
Fratello, adesso Caronia. Sui Nebrodi per fortuna la natura è
stata “clemente”, non si è registrata nessuna vittima, solo
danni. La località fin qui citate sono quelle che hanno subìto
maggiori danni, in cui il fronte delle frane è vasto ed ha avuto
un eco mediatico notevole. Ma basterebbe andare in giro per la
provincia per rendersi conto di come tutto territorio sia ad
alto rischio idrogeologico e le frane, in molte zone, siano
quasi all'ordine del giorno. Ma cosa sta succedendo nel
messinese? Lo dice la Coldiretti senza mezzi termini: ''L'84 per
cento dei Comuni della provincia di Messina e' considerato a
rischio per frane e alluvioni anche per effetto della
progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto
terreni fertili all'agricoltura''. Per l'associazione degli
agricoltori sarebbero ben 91 comuni su 108 ad essere a rischio
idrogeologico nel messinese. Questo dato rapresenta una sorta di
record del quale ne faremmo volentieri a meno. Infatti, la
drammatica percentuale della nostra provincia è la più alta
rispetto alla media nazionale. Per la Coldiretti Il progressivo
abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione
spesso incontrollata, non e' stato accompagnato da un
adeguamento della rete di scolo delle acque ed e' necessario
intervenire per invertire una tendenza che mette a rischio la
sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai
cambiamenti climatici in atto che si manifestano con una
maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi,
sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con
temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e
una modificazione della distribuzione delle piogge.
Dopo il parto... riposa in barella. Accade questo a Messina
Basta un
parto rocambolesco, ma fortunatamente senza gravi conseguenze, a
dimostrare in che stato versa la Sanità messinese. Questa la
storia-shock raccontata da Giovanni Cocivera, dirigente di
Ostetricia al Piemonte e consigliere al Comune di Messina
che, di guardia ieri notte all'ospedale di viale Europa, è stato
protagonista di una dissavventura medica.
Tre
medici del Policlinico rinviati a giudizio per la morte di
un'anziana
Il gup
Giovanni De Marco ha rinviato a giudizio tre medici del
Policlinico per la morte di Maria De Bono, 83 anni di Patti. La
donna morì nel settembre del 2008 all’ospedale “Barone Romeo” di
Patti dopo essere stati curati al Policlinico dal chirurgo
Giuseppe Navarra, da Giuseppe Serra e Giuseppe La Malfa. Ora
dovranno rispondere di omicidio colposo davanti al giudice
monocratico perché, secondo l’accusa, non avrebbero
diagnosticato un secondo tumore all'anziana, già operata per la
rimozione di un "calcinoma al sigma". Maria De Bono era stata
operata al Policlinico nell'agosto 2008 e dimessa al termine del
normale decorso post operatorio. Una volta rientrata nella sua
abitazione di Patti le sue condizioni di salute sono
improvvisamente peggiorate e, dopo il ricovero all’ospedale di
Patti, l’anziana è morta. Furono il marito e la figlia a
presentare una denuncia in Procura per chiedere che venisse
fatta piena luce sulla morte della donna. La magistratura di
Patti aveva già archiviato l’inchiesta e la posizione dei tre
medici indagati ed aveva inviato gli atti dell’inchiesta
Messina. Secondo quanto stabilito dai consulenti, infatti, la
morte della 83enne sarebbe stata provocata dalla mancata
diagnosi del tumore.
Non
si ferma la protesta degli operatori del 114
Sono
barricati dal 23 febbraio scorso, con tanto di sacchi a pelo,
sul campanile e sulla terrazza della chiesa di San Saverio a
Palermo e non hanno intenzione di scendere prima di ottenere
risultati concreti. È la protesta dei 33 ex dipendenti del
Telefono Azzurro a cui non è stato rinnovato il contratto,
scaduto lo scorso 31 dicembre. Si tratta di 31 donne e due
uomini, tutti trentenni. Un team di psicologi, psicoterapeuti,
pedagogisti e giuristi del servizio “114 Emergenza Infanzia” che
sono stati sostituiti, dall'inizio dell'anno, da volontari del
servizio civile, nonostante il ministero per le Pari opportunità
abbia concesso una proroga della convenzione stipulata con
Telefono Azzurro fino al 30 aprile. I professionisti del 114
puntano il dito contro la scarsa formazione dei volontari che
hanno preso il loro posto, chiamati a svolgere un lavoro
delicato e che richiede anni di esperienza. “Quando ci si trova
in linea con un minore che segnala un abuso, – spiega al
telefono Tiziana Salvo, una delle psicologhe sostituite –
bisogna sapere come fronteggiare l'emergenza e questo lo si
apprende con anni di esperienza, non con poche settimane di
formazione, tra l'altro, molti dei volontari hanno solo un
diploma”.
Cronaca
04-03-2010
Caronia, la frana non si ferma
Non si
ferma il movimento franoso che da 36 ore interessa un'area
collinare a Caronia, in provincia di Messina, dove la notte di
lunedì sono state evacuate 28 famiglie. Stamattina la frana ha
interessato il capannone di una fabbrica di materiale edile, che
rischia di crollare. Finora 105 persone hanno ricevuto
l'ordinanza di sgombero e altre 15 che abitano nell'area hanno
deciso di allontanarsi volontariamente. Nel frattempo è già
iniziato nella cittadina del Messinese un nuovo sopralluogo dei
geologi della Protezione Civile, di funzionari dei vigili del
fuoco e dei carabinieri sul fronte della frana che da lunedì
sera interessa un'area collinare di circa cinquanta ettari. I
tecnici sospettano che il cedimento si sia esteso e per questo
le verifiche si estenderanno a valle sino al torrente Marannano,
un affluente del Caronia. L'amministrazione comunale ha avvisato
il consorzio autostradale per tenere sotto controllo il tratto
dell A/20 che passa, tra viadotti a gallerie, a circa 500 metri
di distanza dallo smottamento. Nei pressi del palazzo comunale
di Caronia, alcuni degli sfollati contestano le mancate risposte
alle loro lettere inoltrate nei mesi scorsi al sindaco e alla
Procura, circa alcuni smottamenti che avrebbero permesso di
prevedere, secondo gli autori delle segnalazioni, lo smottamento
che si è verificato lunedì scorso. Intanto, il Centro operativo
comunale di Protezione civile (Coc) stamattina si è di nuovo
riunito in municipio. I movimenti del terreno sembrano più
rallentati rispetto a ieri e, per il momento, la situazione
viene definita sotto controllo anche se ancora piuttosto seria.
In
Sicilia le pensioni più basse d'Italia. Il lavoro nero è la
causa principale
Le
pensioni dei siciliani sono più basse di quelle del resto
d'Italia. Il motivo? I lunghi periodi di lavoro nero cui i
lavoratori dell'Isola sono costretti. E così, all'età di 65
anni, un dipendente in media ha alle spalle appena vent'anni di
contributi e, in alcuni casi, molti più anni di sommerso. Lo
afferma uno studio della Cisl Fnp Sicilia, che sarà presentato a
Palermo venerdì prossimo nel corso del direttivo che si svolgerà
all'Astora Palace. La situazione peggiore è quella di Agrigento,
dove un pensionati guadagna in media 471 euro al mese. Ma nel
resto della Sicilia le cose non vanno meglio, con un reddito dei
pensionati del 21 per cento inferiore ai loro coetanei del resto
d'Italia. E poi zoom sulla spesa sociale in Sicilia dove nel
2009 sono stati spesi 15 milioni per il buono socio-sanitario, a
fronte dei 700 milioni del Veneto.
Il
sisma in Cile ha accorciato la durata del giorno
Il
terremoto del Cile ha modificato l'asse di rotazione della Terra
ed ha accorciato i giorni. A renderlo noto è Antonio Piersanti,
direttore sismologia e tettonofisica dell'Ingv, che conferma
così i dati rilevati dalla Nasa. "E' noto da diversi decenni -
spiega - che i grandissimi terremoti hanno un impatto, anche se
molto piccolo, sull'asse di rotazione terrestre. Tra l'altro
l'Italia è all'avanguardia in questi studi, perché ci sono pochi
gruppi di ricerca nel mondo che se ne occupano e uno è
italiano". "Un terremoto come quello del Cile - dice - sposta
l'asse di qualche centimetro. Come ha rilevato la Nasa si tratta
di 7-8 centimetri. Questo sisma ha agito anche sul periodo di
rotazione della terra intorno al suo asse diminuendolo di una
quantità pari a 1 e 2 microsecondi. Si tratta - evidenzia - di
valori che non hanno nessun impatto pratico macroscopico, ma
valori su cui è importante soffermarsi perché lo studio di
questi fenomeni ci permette di capire meglio la dinamica
profonda del pianeta Terra e quindi di studiare la sua futura
evoluzione". La differenza è stata calcolata dallo scienziato
della Nasa Richard Gross tramite un modello matematico
complesso. Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto
quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha
spostato masse verso l'interno della Terra determinando una
maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della
durata del giorno: per la precisione 1,26 microsecondi, ossia
1,26 milionesimi di secondo. Il terremoto ha avuto conseguenze
anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato
di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri.
Per
infiltrazione mafiose al Comune di Furnari sollevati due
dirigenti.
Il
Ministro degli Interni, Roberto Maroni, su proposta del prefetto
di Messina, Francesco Alecci, ha disposto un provvedimento
disciplinare nei confronti di due dipendenti del Comune di Furnari,
il centro tirrenico del Messinese sciolto per infiltrazioni
mafiose alla fine del novembre scorso. Secondo quanto disposto
dal decreto due dipendenti, il geometra Antonino Germanò,
responsabile dell'area tecnica e la dottoressa Francesca Bonomo,
in servizio presso l'area demografica, verranno destinati ad
altri incarichi, che saranno individuati dalla commissione
straordinaria, insediatasi lo scorso 18 dicembre a Furnari, per
la provvisoria gestione del comune. Per cinque anni i due
dipendenti comunali non potranno ricoprire nuovamente l'incarico
dal quale sono stati sollevati.
Cronaca
03-03-2010
E’morto il bimbo a cui era stato negato il sussidio
Tra 15
giorni ci sarebbe stata a Catania udienza per ricorso. E' morto il bimbo di 3 anni e mezzo, disabile, a cui era stato negato
il sussidio, proprio 15 giorni prima dell'udienza contro il no
dell'Inps. Il Tribunale di Catania avrebbe dovuto trattare il
ricorso presentato dai genitori del piccolo contro la decisione
dell'Inps che aveva negato il sussidio di accompagnamento per
fare fronte alle spese per le cure. Il bambino era affetto da
una grave forma di paresi celebrale, la commissione medica dell'Asl
aveva concesso soltanto l'indennita' di frequenza.
Dopo
San Fratello frana Caronia
Un
movimento franoso, che attualmente procede a 7 centimetri l'ora,
sta interessando le contrade Lineri e Ricchio del comune di
Caronia, nel Messinese, dove dalla mezzanotte sono state fatte
evacuare 120 persone in un'area collinare di circa 50 ettari. Il
vasto movimento franoso che sta investendo alcune contrade di
Caronia, nel messinese, ha travolto una villetta disabitata e
sta minacciando altre abitazioni. Sul posto si trova il sindaco
di Caronia, Giuseppe Collura, che sta coordinando i primi
interventi. "Stiamo predisponendo un centro di coordinamento al
comune - spiega il sindaco - e abbiamo attivato tutte le
procedure previste in questi casi. La frana, per le sue
modalità, presenta numerose analogie con quella di San Fratello,
anche se fortunatamente non minaccia il centro del paese. Il
fronte si sta muovendo velocemente ed è molto ampio". La frana
ha interessato anche la scuola media di Lineri, dove stamattina
era stato sbarrato l'ingresso sia agli alunni che agli
insegnanti. La zona dove si è verificato il movimento franoso
dista in linea d'aria una decina di chilometri da San Fratello.
Nell'area dei Nebrodi, che comprende anche Caronia, da gennaio
si sono registrate circa 250 frane. Sul posto, nella notte, sono
intervenuti carabinieri e forze dell'ordine, e stamattina sono
arrivati gli uomini della Protezione civile. Il 14 febbraio
scorso un'altra frana ha interessato il Comune di San Fratello,
sempre nel Messinese, dove è stato evacuato un terzo dei circa
4500 abitanti.
Italia, disoccupazione record
La crisi
economica torna in primo piano. Dalle analisi dell'Istat vien
fuori che il tasso di disoccupazione continua a salire e a
gennaio si posiziona all'8,6%, dall'8,5% di dicembre 2009. Si
tratta del dato peggiore da gennaio 2004, inizio delle serie
storiche. Il tasso di disoccupazione giovanile, fa inoltre
sapere l'Istat, è pari al 26,8%, con una crescita di 0,3punti
percentuali rispetto al mese precedente e di 2,6 punti
percentuali rispetto a gennaio 2009. La disoccupazione maschile
raggiunge a gennaio un livello pari a 1 milione 147 mila unità,
in aumento del 2,1% (+23.000 unità) rispetto al mese precedente
e del 27,2% (+245.000 unità) rispetto allo stesso mese dell'anno
precedente. Il numero di donne disoccupate è invece pari a
997.000 unità con una riduzione dell'1,9% rispetto a dicembre
(-19.000 unità), a fronte di un aumento del 9,8% rispetto a
gennaio 2009 (+89.000 unità). Nel 2009 il prodotto interno lordo
italiano è diminuito del 5%. Nella precedente rilevazione,
effettuata con diversi metodi statistici, la prima stima del Pil
segnava una contrazione del 4,9%. È il dato peggiore
praticamente da sempre, ovvero almeno dal 1971, quando è
cominciata la rilevazione statistica. La pressione fiscale
complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in
conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) nel
2009 è risultata pari al 43,2%, superiore di 3 decimi di punto
rispetto al valore del 2008 (42,9%). È uno dei dati contenuti
nel 'Conti economici nazionali' diffusi dall'Istat.
Operazione Tyson 41 richieste di rinvio a giudizio
Sono
quarantuno le richieste di rinvio a giudizio alla fine delle
indagini scaturite dal blitz Tyson, scattato il 27 maggio scorso
con l'arresto di 11 persone accusate di spacciare, cocaina,
eroina ed hashisc tra Valle degli Angeli, Barcellona e Taormina.
Il sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera, titolare
del fascicolo, ha chiesto al Gip di esaminare la posizione di
tutti gli indagati, e disporne il rinvio a giudizio. L'indagine
ha preso il via alla fine del 2006 con l'arresto di Antonio
Biasi, esponente della Sacra corona unita e da anni residente a
Messina, che ha deciso di collaborare con la giustizia. L'uomo,
killer per l'organizzazione criminale pugliese, era in carcere a
Messina. Andato ai domiciliari nel marzo 2006, si è stabilito a
Valle degli Angeli dove si è legato al gruppo guidato da
Fortunato Pietropaolo, a capo di una rete di spacciatori che
facevano girare la cocaina in città. E' proprio con Pietropaolo
che l'uomo viene fermato, nel novembre 2006, dopo un'irruzione
della Polizia nella sua abitazione, dove gli agenti trovano 25
grammi di cocaina. Dopo l'arresto, il pugliese decide di
collaborare e racconta dei rifornimenti della droga effettuati
da Pietropaolo, poi spacciati insieme allo stesso Biasi ed al
cugino Donato tra Barcellona, dove si rifornivano e Taormina,
dove spacciavano nei locali. Una cimice ben piazzata nell'auto
di quest'ultimo ha permesso agli investigatori di trovare i
riscontri alle dichiarazioni del puglise. In manette finirono il
trentunenne Fortunato Pietropaolo, Carmelo Donato, di 24,
Carmelo Fazio, di 30, Mario Longo, di 24, Salvatore Spadaro, di
44, Pasquale Pietropaolo, di 42, Cosimo Idotta, 25 anni, Alfredo
Tinaglia, 28 anni Giuseppe Carrozza, 36 anni, Umberto Alessi, 31
anni e Tindaro Santo Scordino 25 anni. Gli altri indagati:
Domenico Romano, 26 anni; Emanuela Popolo (33), Giovanni
Cutroneo (46), Paolo Carbone (43) Vincenzo Burrascano (22),
Antonino Morana (23), Giovanni Maiorana (37), Carmelo Zambara
(36), Giovanni Licandro (31), Francesco Costa (43), Andrea
Castagnola (26), Antonino Pietropaolo (45), Antonino Tortorella
(24), Federico Bonaffini (30), Giuseppe Cantale (35), Salvatore
Barbuscia (40), Romualdo Insana (46), Massimo Di Bella (36),
Umberto Bottari (47), Andrea Ronsisvalle (41), Giuseppe Martines,
36 anni. Indagati anche i barcellonesi Vincenzo Antonucci (53),
Antonino Cambria (34), Antonino Enrico Mazzeo (25), Domenico
Sebastiano Bucolo (32), Antonino Italiano (31), Salvatore
Costantino (29), Francesco Puliafito (21), Andrea Alesci (22);
infine Adele Puglisi, 48 anni, di Rometta.
Cronaca
02-03-2010
La
Sicilia è incapace ad utilizzare i fondi sociali europei
Nell'utilizzo dei fondi sociali europei destinati all'Italia, in
particolare dei 14 miliardi di euro relativi al periodo
2007-2013, "emerge, ancora una volta, un notevole divario tra il
Sud e il Centro-Nord". "La capacità di utilizzazione delle
somme, infatti, è di gran lunga superiore al Nord rispetto al
Sud. Il Mezzogiorno utilizza poco i fondi sociali europei. Basta
vedere i dati percentuali dai quali si evidenzia che la Sicilia,
con il dato registrato del 2,26 per cento è ultima, seguita da
Campania (2,37 per cento) e da Puglia (5,96 per cento). Se si
guarda invece al Centro-Nord, il confronto si rileva impietoso.
Spiccano infatti gli esempi del Veneto ed Emilia Romagna, che
hanno già raggiunto una percentuale di fondi impegnati superiore
al 40 per cento e della Provincia autonoma di Trento che
registra il record del 52 per cento di fondi già impegnati".
La cassa
integrazione ordinaria in Sicilia è quasi triplicata
E' anche aumentato il ricorso alla cassa integrazione (cigs)
straordinaria. Per la prima si e' passati da 4.643.587 ore
(2008) a 11.176.339 (2009). La cigs e' invece passata da
3.959.353 del 2008 a 4.533.499 del 2009. A fare il punto
sull'andamento della cassa integrazione e' la Cgil siciliana in
un dossier. Lo studio rileva come il 2009 tra gli ultimi otto
sia stato l'anno peggiore. Dal prospetto delle province si
ricava che tra il 2008 e il 2009 l'incremento maggiore della
cigo si e' avuta a Caltanissetta (+759,96%), segue Ragusa con +
713,89%, Catania con + 476,87%, pari a 1.624.127 ore in piu'. I
settori dove si sono registrati i maggiori incrementi di cassa
integrazione sono energia e gas con + 1.347%, l'industria
metallurgica e metalmeccanica con + 106%. Ma e' l'edilizia il
comparto che ha mostrato maggiore "sofferenza" i termini
numerici, con 15.780.838 ore autorizzate tra cigo e cigs nel
2009 con un incremento dell'83% sulla quota gia' alta del 2008
(8.602.94). In termini percentuali la crisi ha lasciato il suo
segno soprattutto sul settore meccanico che e' passato da 38,49
ore per addetto del 2008 a 104,31 ore del 2009, e su quello
chimico passato a 32 a 75 ore. In entrambi i casi la perdita di
reddito e' stata di circa mille euro a lavoratore. Tutto cio'
rende necessaria l'abolizione dei tetti degli ammortizzatori.
Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria il
dossier della Cgil rivela che su 145 richieste di intervento ben
52 sono per crisi aziendali, senza che sia prevista la ripresa
dell'attivita' produttiva e 72 sono contratti di solidarieta',
mentre le richieste per ristrutturazioni aziendali sono solo 10.
Questo quadro, secondo il rapporto, fa temere che la Sicilia
uscira' dalla crisi "con un sistema produttivo in coma profondo
e pertanto necessiterebbe di una riflessione profonda da parte
del governo e di un cambio di marcia rispetto gli interventi da
mettere in campo per uscire dalla crisi", sottolinea Pippo Di
Natale, responsabile del mercato del lavoro nella segreteria
regionale della Cgil, che aggiunge: "Anche il 2010 non si
presenta bene e in piu' si ha la sensazione che il governo
regionale non ne abbia piena consapevolezza, limitandosi ad
inseguire le emergenze senza mettere in campo politiche anti
crisi adeguate.
Messina:
operazione antidroga “Malu tempu”,
C’è
anche un consigliere comunale di Saponara, fra i nove arrestati
nell’ambito dell’operazione antidroga “Malu tempu”, condotta
dalla squadra mobile di Messina. Si tratta di Giuseppe Pollino.
Insieme a lui sono state arrestate altre otto persone con
l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio
di droga: Gianluca Siavash, 21 anni, già in carcere, Antonio
Sanò, 53 anni; Gianluca De Marco, 25 anni; Lucviano Lotta, 42
anni; Fabrizio Bombaci, 28 anni; Giuseppe Coppolino; 28 anni tu
tti di Messina. In manette è finito anche Antonio Papale, 28
anni e il già nominato Pollino, 34 anni, entrambi di Saponara.
Ad eccezione di Siavash e Lotta, che sono stati accompagnati in
carcere, tutti sono agli arresti domiciliari. Le ordinanze sono
state emesse dal gip di Messina, su richiesta della Dda della
città dello stretto. Le indagini erano state avviate a seguito
del ferimento, il 21 agosto del 2008, di un venticinquenne. Gli
agenti hanno scoperto che l’agguato di viale Giostra era
collegato alla gestione dello spaccio nella città e sono
riusciti ad individuare due clan che si dividevano il mercato.
La polizia ha sequestrato anche 532 grammi di eroina, 103 grammi
di cocaina, 99 grammi di hashish e 104 grammi di marijuana.
Questa mattina la perquisizione all’interno della casa di
Carmelo Caruso ha permesso di ritrovare ulteriori 40 grammi di
marijuana.