La Voce del Longano

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Cronaca 15-03-2010

 

Non si ferma la frana a San Fratello

A sostenerlo è un gruppo di geologi che questa mattina ha presentato una relazione tecnica in municipio dove ad un mese di distanza dalla frana si sono riuniti circa 1.400 sfollati, su iniziativa del comitato spontaneo nato per sostenere la ricostruzione del centro urbano distrutto."La frana non si è fermata - ha detto il geologo Michele Orifici - I rilevatori installati e il radar che è stato posizionato la scorsa settimana a valle del fronte interessato, evidenziano 14 millimetri di spostamento in contrada San Benedetto e 3 millimetri di cedimento in contrada Stazzone". Il sindaco, Salvatore Sidoti Pinto, ha sostenuto che "dato che la frana è ancora attiva non è possibile pensare a consolidamenti e ricostruzione" e ha auspicato che le famiglie lascino gli alberghi per andare in abitazioni in affitto, abbattendo gli alti costi sostenuti in queste settimane dall'Amministrazione. "Risiedere in case affittate - ha detto - significa sostenere la nostra economia messa in ginocchio da quanto sta avvenendo". Il portavoce del comitato dei cittadini, Antonino Reitano, ha criticato le istituzioni. "La Presidenza del Consiglio dei ministri - ha sostenuto - non ha ancora emesso l'ordinanza necessaria a reperire i fondi per San Fratello che sino ad oggi può fare affidamento solo sui 600mila euro concessi dalla Regione. Prendiamo atto che la frana si muove più in fretta della burocrazia. Per questo chiediamo a tutta la nostra classe politica di mobilitarsi per non far morire il nostro paese".

 

Chiuso tratto della Statale 113

 A causa di una frana verificatasi questo pomeriggio in localita' Noviziato Casazza, a Messina, e' stata chiusa la strada statale 113 "Settentrionale Sicula", tra i km 6 e 6,5. I detriti hanno invaso l'intera carreggiata. Sul tratto, interessato in questi giorni da incessanti piogge, nonostante le condizioni meteo poco favorevoli sono al lavoro le squadre di pronto intervento Anas che presidiano la zona per la gestione della viabilita' e per le attivita' di monitoraggio.

 

Dissesto evacuazione anche a Militello Rosmarino

Undici abitazioni ed un'attività commerciale a Militello Rosmarino sono state evacuate in via precauzionale dai Vigili del Fuoco. Giovedì nuova riunione dei sindaci del comprensorio per fare il punto sull'emergenza frane. Gli sgomberi interessano una ventina di famiglie residenti in pieno centro, nelle vie Libertà, Fontanella e Marconi, sulla strada provinciale 161 che collega i comuni di Militello ed Alcara Li Fusi. Degli edifici dichiarati inagibili soltanto un paio, comunque già vuoti, presentano vistose crepe nei muri ed incrinature nel pavimento, mentre quelle abitate sono state sgomberate in via precauzionale per paura di smottamenti. Intanto il commissario regionale al comune di Naso Antonio Garofalo (nominato la scorsa settimana al posto del sindaco rimosso dalla Regione) ha firmato altre 4 ordinane di sgombero per le abitazioni del rione Spirito Santo, dopo le prime attuate la settimana scorsa. Il comitato per la ricostruzione di San Fratello nato nel centro nebroideo dopo la devastante frana del 14 febbraio, ha promosso per domenica mattina alle 10,30 un incontro tra tutti gli sfollati nella sala consiliare. E giovedi prossimo tornano a riunirsi i sindaci dei Nebrodi per fare il punto sull'emergenza dissesto. I primi cittadini del comprensorio si incontreranno a Capo d'Orlando.

 

Disagi per i passeggeri all'aeroporto di Catania

"Disagi per i passeggeri dell'aeroporto di Catania, costretti  a lunghe file ai check-in e ai varchi di controllo o bloccati nel bus interpista o sull'aereo per ritardo del personale". Lo denuncia il Codacons, che preannuncia l'invio di un esposto all' Enac e al Ministero dei Trasporti. Le segnalazioni del Codacons riguardano il volo Windjet 534 delle 7.15, con oltre un centinaio di persone che hanno protestato per i ritardi al check-in; la "fila enorme" al check-in del volo AirOne 2843 per Roma Fiumicino delle 6.15, del volo Alitalia 1736 delle 7.00 per Roma Fiumicino e del volo Alitalia 1720 delle 6.35 per Milano Malpensa. L'associazione inoltre segnala i "157 passeggeri del volo Alitalia 1732 delle 12.20 per Roma bloccati per 15 minuti nel bus interpista prima di arrivare a bordo" e i passeggeri del volo Alitalia 1765 delle 14.00 da Venezia " bloccati sull'aereo per un ritardo del personale". "Nonostante da mesi il Codacons ed altre organizzazioni vadano reiterando gli appelli e le esortazioni - afferma l'associazione - la situazione dell'aeroporto etneo si va facendo sempre più caotica e disagevole".

 

Cronaca 14-03-2010

 

Lipari. Continua la protesta degli ex lavoratori della Pumex     

Non si ferma l’occupazione della stanza del sindaco di Lipari, Mariano Bruno, da parte degli ex lavoratori della Pomice. E per tre di loro continua anche lo sciopero della fame. Motivo della protesta è il mancato rispetto di quanto concordato nel marzo 2007. Tre anni fa, con l’iscrizione delle Eolie nella World Heritage List, l’UNESCO raccomandò alla Municipalità di Lipari e alla Regione Siciliana l’effettuazione immediata di “un programma comprensivo, ben concepito, per la riassunzione ed il riaddestramento del personale”. Ma, ad oggi , nulla di tutto questo finora è stato fatto.I lavoratori annunciano che la protesta andrà avanti fino a quando UNESCO, Stato, Regione e Comune non si siederanno attorno ad un tavolo per risolvere in maniera definitiva la problematica relativa alla loro stabilità occupazionale. E gli stessi lavoratori auspicano che ciò avvenga quanto prima, viste le precarie condizioni fisiche in cui si trovano alcuni di essi. Infatti, proprio l’altro ieri, uno di essi, Tiziano Profilio, è stato portato con l’ambulanza all’ospedale di Lipari e nel corso della giornata di ieri altri due lavoratori, Maurizio Cesario e Michel Raffaele, si sono sentiti male. Si tratta dei tre lavoratori che avevano intrapreso lo sciopero della fame. Ma se nel caso di Profilio il trasporto in ospedale è avvenuto con il consenso dello stesso, non lo stesso si può dire per Cesario e Raffaele che, invece, nonostante il medico ha consigliato loro di interrompere lo sciopero della fame, si sono categoricamente rifiutati. Pertanto sono stati portati con la forza presso il nosocomio dell’isola. Tutti e tre sono stati sostituiti, nello sciopero della fame, da altri tre lavoratori. Sempre nella giornata di ieri, la problematica dei lavoratori ex Pomice è stata inserita nell’Ordine del Giorno del Consiglio comunale, che si è protratto fino a circa mezzanotte e ha visto la partecipazione dei lavoratori e delle famiglie. Diversi i momenti di tensione, soprattutto quando le mogli hanno inveito in modo pesante contro sindaco e consiglieri. Una di loro ha accusato un malore ed è stata trasportata in ospedale.

 

Dissesto Nebrodi, evacuazioni anche a Militello Rosmarino

Undici abitazioni ed un'attività commerciale a Militello Rosmarino sono state evacuate in via precauzionale dai Vigili del Fuoco. Giovedì nuova riunione dei sindaci del comprensorio per fare il punto sull'emergenza frane. Gli sgomberi interessano una ventina di famiglie residenti in pieno centro, nelle vie Libertà, Fontanella e Marconi, sulla strada provinciale 161 che collega i comuni di Militello ed Alcara Li Fusi. Degli edifici dichiarati inagibili soltanto un paio, comunque già vuoti, presentano vistose crepe nei muri ed incrinature nel pavimento, mentre quelle abitate sono state sgomberate in via precauzionale per paura di smottamenti. Intanto il commissario regionale al comune di Naso Antonio Garofalo (nominato la scorsa settimana al posto del sindaco rimosso dalla Regione) ha firmato altre 4 ordinane di sgombero per le abitazioni del rione Spirito Santo, dopo le prime attuate la settimana scorsa. Il comitato per la ricostruzione di San Fratello nato nel centro nebroideo dopo la devastante frana del 14 febbraio, ha promosso per domenica mattina alle 10,30 un incontro tra tutti gli sfollati nella sala consiliare. E giovedi prossimo tornano a riunirsi i sindaci dei Nebrodi per fare il punto sull'emergenza dissesto. I primi cittadini del comprensorio si incontreranno a Capo d'Orlando.

 

Donna trovata cadavere in casa, si pensa al suicidio

Il corpo di una donna di 53 anni è stata trovata riversa nel sangue e senza vita, nella sua abitazione di via La Farina. Aveva il corpo coperto da ferite da taglio. La Polizia pensa al suicidio ma non si escludono altre ipotesi. Gli investigatori escludono il delitto ma sono a lavoro per fare piena luce sulla morte di Rosa Falduto, la cinquatraeenne trovata esanime nella sua abitazione di via San Cosimo, nei pressi della chiesa di San Pietro e Paolo. Il corpo della donna era riverso in terra, in un bagno di sangue, coperto di profonde ferite. Accanto al cadavere, un coltello. A dare l'allarme è stato il marito, che tornato a casa ha trovato il corpo senza vita della donna riverso sul divano. Ad occuparsi del caso sono gli agenti della Squadra mobile e gli esperti della Scientifica, che analizzeranno il coltello, per scartare o accreditare l'ipotesi dell'omicidio. Al momento la morte è classificata come suicidio, anche perché pare che la donna soffrisse di crisi depressive. Sul posto anche il medico legale ed il magistrato di turno

 

Stromboli esplosioni e frane lungo la sciara del fuoco

Quattro segnali sismici associabili a eventi franosi di piccola entita' sono stati localizzati sullo Stromboli, nell'area della Sciara del fuoco. Questi eventi seguono una serie di esplosioni: gli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ritengono che possano, quindi, essere legati al rotolamento lungo la Sciara del materiale emesso proprio dalle esplosioni.
 

Cronaca 13-03-2010

 

Emergenza idrica a Messina

Dopo l'emergenza frane, a Messina e' emergenza idrica. Il maltempo dei giorni scorsi ha provocato l'interruzione idrica in piu' punti nelle condotte principali che assicurano il rifornimento idrico in citta'. Da qualche ora in contrada Bagni di Santa Margherita si e' verificata la rottura di una tubazione - a qualche metro da dove 24 ore prima si era verificata la "falla" sull'acquedotto "Alcantara" - interrompendo cosi' anche il flusso proveniente dall'acquedotto del "Fiumefreddo", la principale fonte di approvvigionamento idrico per Messina. Anche il terzo acquedotto, quello della "Santissima" era fraanato lo scorso 9 febbraio e si sta lavorando ancora alla realizzazione di un by-pass. I tecnici di Amam ed Eas sono al lavoro ma non sono in grado neppure di dare indicazioni sul ripristino dell'erogazione idrica.

 

Regione, l'ultimatum di Venturi: "O si riforma la burocrazia o mi dimetto"

"Bisogna riformare al più presto la burocrazia. In molti assessorati si registrano ritardi strutturali esagerati". A lanciare la denuncia è l'assessore alle Attività produttive Marco Venturi che poi dà il suo ultimatum: "Così come sono entrato in giunta me ne posso anche andare". Le parole di Venturi seguono di pochi giorni quelle del leader del Pdl Sicilia Gianfranco Miccichè, che aveva dichirato: "Di burocrazia si può morire, ecco perchè mi aspetto dal presidente Lombardo la sburocratizzazione della macchina regionale. Altrimenti ognuno per la sua strada. Non possiamo più perdere tempo, anzi sono deluso di quanto fatto finora. O portiamo a casa il risultato della semplificazione burocratica oppure noi del Pdl Siciia non abbiamo più motivo di stare in questo Governo". Ieri l'assessore Venturi ha dunque rincarato la dose: "Occorre avere il coraggio di allontanare quelle parti malsane della pubblica amministrazione. Si deve fare in fretta. Ad esempio sono esagerati i ritardi nel campo dell'energia da fonti rinnovabili. Bisogna avere il coraggio di dire no a quegli impianti eolici che ricadono in zone vincolate. Sul rigassificatore di Priolo bisogna decidere, perchè decidendo si crea occupazione". "Ma è anche vero - ha poi chiarito - che non è tutto da buttare. Ci sono ottimi burocrati che non fanno parte di nessuna lobby politica e sono per questo marginalizzati. Non è possibile che decidano tutto 3 o 4 persone. La Regione si occupa di troppe cose: dal cinema ai servizi". "Bisogna chiudere la pletora di società ed enti" ha sottolineato Venturi. "Spero che il Governo condivida questa posizione. Bisogna semplificare le procedure, ma senza allargare le maglie nella lotta contro le infiltrazioni mafiose. La Regione è la prima azienda in Sicilia con 16 mila dipendenti e 2.387 burocrati. Eppoi, per esempio, c'è il Cas che ha 580 dipendenti, mentre il Consorzio dell autostrade dell'Emilia Romagna ne ha solo 90". Dal canto suo, il governatore Lombardo sembra essere sulla stessa lunghezza d'onda del suo assessore: "E' vero quel che dice Venturi. Bisogna mettere mano alla riforma della burocrazia, cambiare metodi, mentalità e cultura". Nel frattempo ci sono da registrare le ultime dichiarazioni di Miccichè sull'eventuale entrata del Pd in un ipotetico Governo Lombardo quarto: "Noi rapporti organici con la sinistra non ne vogliamo. Le porte sono due: se il Pd entra il Pdl Sicilia esce". Nuove preoccupazioni, dunque, per Lombardo che nei giorni scorsi aveva ipotizzato l'entrata in giunta del Pd.

 

Montagnareale e Naso: chiuse strade provinciali

E’ stata chiusa, su disposizione di Benedetto Sidoti Pinto, dirigente del IV dipartimento viabilità secondo distretto della provincia regionale di Messina, la strada provinciale agricola Famularo-Fiumitello, nel comune di Montagnareale. Il provvedimento è stato necessario a causa di una frana che ha interessato la zona. Il provvedimento ha effetto immediato e il geometra responsabile, insieme ai tecnici dell'impresa, provvederà all'apposizione di idonea segnaletica, alla chiusura e al transennamento del tratto stradale. L'ordinanza sarà resa nota al pubblico mediante l'affissione sul retro della segnaletica. A Montagnareale è stata chiusa al transito anche la provinciale 127 per lavori di consolidamento che si devono realizzare sul piano viabile interdetto alla circolazione veicolare. Il provvedimento ha effetto immediato e il geometra responsabile provvederà ad apporre idonea segnaletica sul posto, alla chiusura e al transennamento del tratto in questione. A Naso, infine, è stata chiusa al transito la provinciale 151 di Cagnanò. Comune di Naso. I residenti potranno transitare da Cagnanò verso la provinciale 155 fino al km 5+200 e dalla provinciale 155 verso Cagnanò fino alla predetta interruzione. Il provvedimento è stato necessario per il cedimento di parte della carreggiata stradale.

 

La Cgil scende in piazza

La scelta dell'Agenzia delle Entrate come luogo dove manifestare non è casuale. Infatti al centro dello sciopero nazionale organizzato dalla Cgil c'è il problema del fisco. Si chiedono interventi immediati a difesa del lavoro e dei redditi da lavoro dipendente che, per il 45,6% se ne sono andati in tasse e contributi. Ma non sono solo questi i motivi per cui si sta scioperando. Si parla dei tagli del governo alla scuola, all'università e alla ricerca che hanno cancellato 200 mila posti di lavoro; si chiede al governo di stabilizzare i lavoratori precari in tutti i comparti pubblici e privati della conoscenza. Ma ancora di più si chiede una qualificazione della scuola pubblica contro l'attuazione forzata dei regolamenti per la scuola secondaria superiore. Si chiede inoltre una moratoria sulla Bossi-Fini che eviti l'espulsione per quei migranti che hanno perso il posto di lavoro a causa della crisi, diventando di conseguenza "irregolari". Sono questi i motivi che spingono molte persone a scioperare. Il governo, secondo la Cgil, nonostante la crisi stia colpendo l'occupazione, non è intervenuto a favore dei lavooratori. Quindi un abbandono da parte del governo verso un problema diffuso in tutta Italia.Si è infatti registrato che il tasso di disoccupazione nazionale è arrivato all'8,6%, il dato peggiore dal 1984. E anche a Messina la situazione sembra molto preoccupante, proprio come ci conferma il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano. Risposte concrete da parte del Governo per affrontare la crisi che ha investito il Paese: questa le parole d'ordine, secondo la Cgil, per fronteggiare al meglio la situazione.

 

Cronaca 12-03-2010

 

Cgil: Oggi sciopero generale

Nove manifestazioni nei capoluoghi siciliani si terranno domani in occasione dello sciopero generale di 4 ore proclamato dalla Cgil per chiedere risposte su fisco, lavoro e immigrazione. A Palermo ci sarà un concentramento alle 9.30 in piazza Verdi e una manifestazione dentro il teatro Al Massimo, che si concluderà con l'intervento del segretario generale nazionale della Fillea Cgil, Walter Schiavella. A Catania concentramento alle 9 in piazza Roma, corteo fino a piazza Manganelli e comizio di Nicola Nicolosi, della Cgil nazionale. A Messina manifestazione in mattinata davanti l'Agenzia delle entrate (via S.Cecilia).Manifestazioni e comizi anche a Trapani, presso il teatro Cristal dove interverrà la segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio; Agrigento (manifestazione a piazza Porta di Ponte), Caltanissetta (sit- in davanti la Prefettura e comizio di Ferruccio Donato della Cgil Sicilia), Enna (manifestazione al
centro polifunzionale e comizio di Antonio Riolo, della segreteria regionale Cgil), Ragusa(manifestazione presso l'Asi alle 10), Siracusa (manifestazione con corteo da piazzale Marconi a piazza Stazione).

 

Arresti domiciliari per un avvocato di Messina

Marcello Mangraviti, 36 anni, originario di Napoli, accusato di tentata violenza privata, calunnia aggravata, millantato credito, truffa aggravata e falsita' materiale in atto pubblico ed uso di atto falso. Ad arrestarlo la Digos. Il provvedimento cautelare firmato dal Gip Antonino Genovese su richiesta dei sostituti procuratori Vincenzo Cefalo (ora in servizio a Termini Imerese) e Liliana Todaro. Secondo l'accusa avrebbe ottenuto da clienti parcelle per 150 mila euro per assisterli in procedimenti penali inesistenti. Tutto sarebbe cominciato -secondo la Digos- con minacce telefoniche ed intimidazioni ad un docente della Facolta' d'Ingegneria di Messina (tra il 26 ottobre ed il 16 novembre 2008) per far superare l'esame ad un cliente studente universitario, originario di Catania. Il laureando fuori corso era stato piu' volte bocciato e aveva chiesto una "raccomandanzione" al legale. Mangraviti, dopo aver millantato conoscenze in ateneo, aveva cercato d'intimidire il docente d'Ingegneria per continuare a spillare soldi alla famiglia del ragazzo che gia' assisteva in alcune cause civili. Indagando sulle intimidazioni al docente universitario la Digos ha cosi' scoperto che a giugno 2008 l'avvocato si era inventato un procedimento penale che vedeva indagata la sorella dello studente, recapitandole a casa, in un Comune in provincia di Catania, un falso "avviso di garanzia" firmato dalla Procura di Messina con l'accusa di concorso in associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nell'inchiesta da lui battezzata "Operazione 13+1". Cosi' avrebbe ottenuto dalla famiglia della ragazza, per l'assistenza legale, il pagamento di una parcella da 27 mila euro. Ma il legale sarebbe anche l'autore, tra il 2006 ed il 2008, di decine di segnalazioni anonime alla polizia calunniando e facendo perquisire le abitazioni di altri clienti per reati in materia di droga ,anche questi inesistenti. Solo per concorso nella truffa e' indagato anche un collega di studio di Mangraviti. (AGI) Cli/Pa/Rap/Mzu

 

Mare Nostrum: Cassazione conferma condanne

Dopo la sentenza d’appello del “grosso” del maxi-processo (novembre scorso), oggi la Cassazione ha messo la parola fine alla coda della grande operazione antimafia “Mare Nostrum” scattata il 6 giugno 1994 (223 arresti) e proseguita il 6 novembre 1995 (33 arresti) per la faida scoppiata, tra il 1986 ed il 1993, nel barcellonese e sui Nebrodi con 45 omicidi, ferimenti, sparizioni. La Suprema Corte ha confermato le condanne per quasi tutti gli imputati che, al tempo, erano stati giudicati con il rito abbreviato, tra cui quella per SEBASTIANO CONTI TAGUALI (foto in alto del gruppo dei tre quello in basso) e a 20 anni per il pentito di Tortorici ORLANDO GALATI GIORDANO (foto in basso). Disposto un nuovo processo d’appello per i fratelli di Tortorici GIUSEPPE e SALVATORE DESTRO PASTIZZARO (foto in alto i due in primo piano), accusati dell’omicidio dei fratelli BENINATI avvenuto a Terme Vigliatore nel 1989. Un altro delitto agli atti era quello di CALOGERO MANCUSO, il guardiano dell’impresa dei fratelli VERSACI a Rocca di Caprileone, freddato la mattina del 6 agosto 1990. Tra le conferme di condanna anche “SEM” DI SALVO di Barcellona, SANTO SCIORTINO di Acquedolci e GREGORIO LIOTTA, calabrese ma al tempo residente a Capo d’Orlando…

 

Vendita Cas: Il conflitto di interesse della Regione Siciliana     

CUB Trasporti e UGL Trasporti AT accusano la Regione Siciliana di trarre un profitto speculativo dalla vendita del CA. Un’ accusa forte lanciata contro gli appetiti della Regione Siciliana giunge da CUB e UGL. Il sospetto è di un conflitto di interesse che porterà all’ente regionale una cospicua somma di denaro. L’ipotesi parte dalla constatazione che Regione Sicilia detiene il 91% del Consorzio Autostrade Siciliane, ente pubblico economico nazionale. Tale azienda, nata nel 1997, ha da sempre vissuto in uno stato di profonda crisi gestionale. Il rapporto concessorio con l'ANAS che doveva scadere il 1/12/2030 è soggetto a decadenza ad opera del Ministero LL.PP., organo di vigilanza. Quindi il disimpegno della Regione Siciliana e la procedura di decadenza che la stessa sta subendo si trasformano in una opportunità da non perdere. La Regione Sicilia, che non ha chiarito perché il CAS è ed è stata l'unica Autostrada a non fare utili, sembra non aspettare che il momento di abbandonare gli scomodi panni di proprietaria poiché, in società con Anas, intende assumere il ruolo ed i poteri di concedente. “In altre parole, -scrivono Concetta Piccolo CUB Trasporti e Giovanni Celesti UGL Trasporti AT- quando la nuova concessione per la gestione delle autostrade in Sicilia verrà messa all'asta e sarà aggiudicata al nuovo gestore, ciò procurerà alla ex proprietaria negli anni cospicue entrate per canoni concessori”. Una affermazione che viene confermata da un articolo pubblicato da ”La Sicilia” lo scorso  8 marzo dove in una intervista, il presidente della regione Sicilia, Lombardo dichiara che su modello veneto, verrà messa all’asta il sistema autostradale siciliano che con le sue potenzialità vale 1 miliardo di euro

 

Terremoto Atm: 23 avvisi di garanzia

I provvedimenti del sostituto Ammendola consegnati stamani dai Carabinieri. Sotto accusa i vertici dell’azienda per fatti dal 2003 al 2009: si parla di indebite appropriazioni di straordinari e “premi corse”. La Corte: «Se qualcuno ha sbagliato pagherà, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio». Un vero e proprio terremoto ha scosso stamani le fondamenta dell’Atm. I carabinieri, infatti, si sono recati negli uffici di via La Farina per notificare ben 23 avvisi di garanzia, che hanno colpito soprattutto i vertici aziendali. Ad essere raggiunti dai provvedimenti, firmati dal sostituto procuratore Stefano Ammendola, sono stati: Carmelo Agostino Chierchiaro, Antonio Cardia, Carlo Caruso, Rocco Certamuso, Claudio Conte, Giuseppe Currò, Armando De Gaetano, Bartolo Enea, Orazio Famulari, Ferdinando Garufi, Luigi La Caria, Francesco Lisa, Francesco Lombardo, Santo Manganaro, Salvatore Orlando, Orazio Parisi, Pietro Pasto, Emilio Prestipino, Federico Sorrenti, Pietro Tracuzzi, Salvatore Zaccone e Fortunato Zagarella. L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, per fatti verificatisi dal 2003 al 2009. La Procura avrebbe puntato i riflettori, in particolare, sugli straordinari e sui cosiddetti “premi corse”. Questi ultimi sono frutto di un accordo sindacale, ratificato dal Consiglio d’amministrazione, secondo cui per un certo numero di corse veniva percepito un premio. Premio difficilmente giustificabile in quei periodi in cui erano più le macchine in azienda che quelle in circolazione, sebbene pare che una clausola interpretativa “tutelasse” i lavoratori in presenza di difficoltà oggettive riconducibili all’azienda.
 

Cronaca 11-03-2010

 

Si aggrava il bilancio del nubifragio

Una frana ha isolato iil Comune di Scaletta Zanclea. A Messina e' crollato il tetto di un padiglione del reparto di ginecologia dell'ospedale "Papardo" e le degenti sono state trasferite all'ospedale "Piemonte", del qaule pochi giorni fa e' stata decretata la chiusura per carenze strutturali. Allagata anche una parte degli uffici della Procura della Repubblica di Messina. L'intero piano seminterrato di Palazzo Piacentini e' transennato e si sono registrati crolli di calcinacci nei corridoi e in alcune stanze. Situazione critica anche nel villaggio di Mili, nella zona Sud della citta', dove la via Valllone e' stata invasa da una massa di fango. I vigili del fuoco hanno dovuto soccorrere e trasportare in barella un'anziana colta da malore. Piove dal tetto del Palazzo Municipale. All'ingresso, vicino le scale, è stato posizionato un secchio rosso dove raccogliere le acque piovane. Sparpagliati per terra numerosi giornali. Buzzanca: "sono caduti oltre 100 millimetri di pioggia". Il Comune fa acqua da tutte le parti. E' proprio il caso di dirlo visto che continua a piovere acqua e l'unico rimedio è stato quello di sistemare un secchio per raccoglierla. Per terra, vicino le scale d'ingresso, numerosi giornali per tamponare e asciugare il pavimento zuppo. Nel Palazzo continua a mancare la corrente elettrica.
 

Ars, si allungano i tempi per la legge sui rifiuti. Il governo cerca un'intesa

Rinviata alle 18 la seduta dell'Assemblea regionale siciliana che avrebbe dovuto discutere del disegno di legge che riordina la gestione integrata dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati. La commissione Territorio e Ambiente è ancora riunita per esaminare i 324 emendamenti proposti dai vari gruppi parlamentari e il maxiemendamento di riscrittura del governo regionale al ddl. Si cerca una difficile intesa tra tutte le parti. Al momento non c'è accordo nemmeno all'interno della maggioranza. Ieri in aula il Pdl Sicilia si era messo di traverso appoggiando la richiesta di ritorno "formale" del ddl in commissione, salvo poi ritirare le richieste dopo le assicurazioni del governo. Il Pdl e l'Udc, intanto, promettono battaglia.

 

Messina, allagamenti a Maregrosso e proteste dei cittadini

A Messina alcuni residenti di Maregrosso hanno bloccato via la Farina con i cassonetti della spazzatura per protesta dopo essersi svegliati con le case immerse da acqua e fango. La polizia municipale ha chiuso la strada al transito delle vetture. "La situazione è grave ma il peggio è passato. Per il momento non ci sono ordinanze di sgombero ma i danni ci sono e chiederemo la dichiarazione di calamità naturale per diverse frazioni della città".

 

Hotel ex Hilton Portorosa. Denuncia di Fisascat Cisl: "Raggirati i lavoratori"

Sbigottimento dei lavoratori che operavano all’interno della struttura ricettiva ex Hilton di Portorosa. Infatti dopo essere stati posti in cassa integrazione dalla Eurocostruzioni, e con la struttura alberghiera chiusa all’attività ricettiva, i lavoratori registrano che un’altra Azienda, la Blue Hotels, stia operando nuove assunzioni di personale per riaprire la stessa attività ricettiva. “Riteniamo tale comportamento altamente lesivo dei diritti dei lavoratori – sostengono i segretari provinciali della Fisascat Pancrazio Di Leo e Francesco Rubino della Fisascat – Cisl di Messina – oltre che in violazione delle norme legali vigenti in termini di trasferimento di Azienda. Abbiamo convocato sia la Eurocostruzioni che la Blue Hotels, presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro di Messina, ed abbiamo anche accettato il rinvio richiesto dalla stessa Blue Hotels per effettuare l’incontro il giorno 9 marzo, ma abbiamo dovuto registrare l’assenza, che riteniamo provocatoria, delle due Ditte". "Chiederemo una ulteriore convocazione presso L’ufficio Provinciale del lavoro ma va anche aggiunto – continuano i due Segretari della Fisascat – che i lavoratori avanzano varie mensilità arretrate dalla Eurocostruzioni che, nella fattispecie di trasferimento di Azienda ai sensi dell’art. 2112 del codice civile, vanno corrisposte in solido dalla Blue Hotels. Per tali motivi i lavoratori hanno proposto istanza di fallimento nei confronti della Eurocostruzioni e sono in procinto di iniziare un procedimento di recupero dei crediti nei confronti della Blue Hotels. Stiamo inoltre valutando il ricorso al Giudice del Lavoro per la violazione di quanto previsto dall’art. 47 della L. 428/90".

 

Cronaca 10-03-2010

 

I lavoratori dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario temono per il loro futuro.
A scendere in campo in loro difesa è l’Organizzazione Sindacale autonoma Polizia Penitenziaria, che ha formalmente richiesto un incontro ufficiale al governatore siciliano Raffaele Lombardo. In un documento inviato al capo dell’esecutivo regionale, e trasmesso per conoscenza anche al sindaco di Barcellona Candeloro Nania, al Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Orazio Faramo e al Direttore dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziaria Nunziante Rosalia, l’Osapp mette in luce i problemi che potrebbero sorgere di qui a poco all’interno della struttura. “Col passaggio della Sanità Penitenziaria al Servizio Sanitario Regionale –si legge nel documento - l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, in analogia a quanto avvenuto con altre similari strutture, dovrebbe vedere l’impiego al suo interno di Medici e Operatori del S.S.N., lasciando alla Polizia Penitenziaria l’onere di assicurare la sicurezza all’esterno della “stanze di degenza” delle persone internate”. Secondo il segretario generale del sindacato autonomo Domenico Nicotra “ tale procedura comporterà per la Regione e per il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, oltre che per tutto il personale, e le rispettive famiglie, attualmente operante presso la predetta struttura, una serie di conseguenze probabilmente deleterie”. Al fine di avere chiarimenti e delucidazioni sul futuro dell’Ospedale e su quello dei dipendenti, l’Osapp chiede espressamente a Lombardo di convocare una riunione con “le Autorità Regionali, Provinciali e Locali direttamente interessate, per valutare eventuali ed ulteriori soluzioni afferenti a tutto ciò che orbita attualmente alla struttura dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto.”

 

Allarme povertà in Sicilia

In Sicilia aumentano i poveri. Secondo i dati Istat, nel 2008 si sono registrate 350mila famiglie in più, rispetto all'anno precedente, sotto il livello di povertà. Di questi 150mila sono pensionati con un potere di acquisto limitato. È l'allarme lanciato dalla Cgil/Spi (Sindacato pensionati italiani). "In Sicilia - spiega Saverio Piccione, segretario generale  dello Spi/Cgil - è allarme povertà. Nella nostra regione colpisce il 28,8% delle famiglie registrando così un aumento dell'1,2% rispetto all'anno precedente". A subìre i contraccolpi della crisi economica sono soprattutto i pensionati dell'Isola. "La soglia mensile della povertà è rappresentata da una capacità di spesa - continua - per un singolo componente anziano non superiore a 531 euro se residente in un'area metropolitana o ai 479 se in un piccolo comune. Prendendo in considerazione solo i dati Inps si evidenzia come in Sicilia ci sono più di 36mila pensioni integrate al trattamento minimo". Inoltre si passa da una spesa media mensile di una famiglia del Veneto di 2975 euro ad una spesa di 1700 in Sicilia. La povertà delle famiglie siciliane e i bassi redditi dei pensionati dell'Isola saranno al centro del decimo congresso regionale dello Spi/Cgil Sicilia che si svolgerà il 15 e il 16 marzo a Campofelice Roccella. Il tema dell'incontro è "Protagonisti per l'uguaglianza, diritti, libertà e dignità".

 

L’eco-pass per Messina potrebbe diventare un boomerang per l'economia

 Un risarcimento economico per la nostra città che rischia però di avere un effetto boomerang sulla nostra economia”. Così Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina e Pino Foti, segretario della Filt, la categoria dei trasporti, commentano l’introduzione del ticket di ingresso a Messina. “Il provvedimento di istituzione di un ticket sull’attraversamento se da un lato costituisce un risarcimento economico per la città di Messina, dall’altro rischia di non affrontare il problema del traffico e non diminuire l’inquinamento - spiegano -. Il ticket rischia inoltre di avere ripercussioni economiche sui prezzi dei beni che giungono nella nostra regione su gommato, a partire dai già altissimi prezzi degli alimentari a Messina, e sui costi di produzione del made in Sicilia”. La Cgil ricorda infatti che tra i maggiori problemi delle aziende siciliane ci sia il costo elevato, soprattutto rispetto ad altre zone del paese, del trasporto dei prodotti: “Una voce che incide sulla competitività e che in alcuni casi ha messo fuori mercato le nostre produzioni”, osservano.  Ma, sulla questione, la Cgil evidenzia anche un ulteriore aspetto non secondario. “Riteniamo nodale definire l’impiego e l’utilizzo degli introiti derivanti dal ticket. Le formulazioni eccessivamente generiche a volte si trasformano nell’utilizzo delle risorse ricavate per coprire esigenze di bilancio improvvise o impreviste. Forse - osservano Oceano e Foti - sarebbe il caso di stilare un elenco preciso in ordine di priorità - degli interventi e delle opere che si impegna a realizzare”.

 

Rao insorge sulla questione del Piano di Protezione Civile Provinciale

Sono passati anni da quando era stato assicurato che in tempi brevi sarebbe stato pronto e realizzato il Piano di Protezione Civile Provinciale, ma dello stesso ancora oggi non si sa nulla. Sono state presentate ben due interrogazioni dal consigliere provinciale Pippo Rao, che interviene proprio sulla questione. Il territorio della Provincia di Messina frana e gli scenari che quotidianamente le comunità del messinese sono costretti ad affrontare sono inquietanti, e la Provincia di Messina che è tra le realtà più colpite da eventi disastrosi, e che già ha pagato un prezzo altissimo, oltre ad essere ad altissimo rischio idrogeologico e sismico, continua a non avere un piano di protezione civile. "Ma perché - si chiede Rao - bisogna aspettare nuovi e tragici eventi e lutti per capire che la Protezione Civile non può e non deve essere materia da improvvisare in occasione di situazioni contingenti, ma che richiede una adeguata pianificazione organizzativa e gestionale". Il 5 novembre 2004, l’allora presidente della Provincia Salvatore Leonardi, con propria determina, individuava la Società AST Sistemi S.p.a. per l’affidamento di compiti di collaborazione e consulenza tecnica scientifica per la redazione del “Piano Provinciale Generale di Protezione Civile” e la gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo complessivo annuo di centomila euro, trovante capienza nel Peg 2004. Determina che trova riscontro in una successiva determina dirigenziale datata 10 novembre dello stesso anno, attraverso la quale viene approvato lo “schema del Foglio Patti e Condizioni” che implica affidamento all’AST Sistemi e al contempo impegna la somma di centoventimila euro, proveniente da due voci del Bilancio 2004. La convenzione con l’AST, con scadenza 31 dicembre 2005, con determina presidenziale sempre di Leonardi, appena un giorno prima della scadenza della convenzione veniva integrata con un ulteriore incarico sempre alla stessa società, e nell’ambito del piano provinciale venivano individuate nel territorio quattro aree idonee ad ospitare “Zone d’Ammassamento”, e proprio all’Ast Sistemi veniva affidata, per poter proseguire il lavoro iniziato, la meta-progettazione per l’organizzazione e l’allestimento delle aree polivalenti attrezzate, che d’intesa con le amministrazioni locali interessate, in via ordinaria, possono anche essere utilizzate per scopi diversi.  Successivamente sono state impegnate risorse per l’attivazione del Piano suddetto, e si è rimasti in attesa di un regolamento attuativo che parrebbe essere stato trasmesso alla Presidenza della Provincia nel dicembre 2008. "Che cosa si è fatto con quei soldi?" si chiede Pippo Rao. "Può un territorio essere preparato ad eventi calamitosi con le chiacchiere e gli annunci? Si può sopportare ancora tale stato di cose?" continua ancora Rao, che intanto ha presentato la terza interrogazione al presidente della Provincia Ricevuto.

 

Cronaca 09-03-2010

 

Scuola, allarme della Cgil: in Sicilia persi 11mila posti in 5 anni

Dispersione scolastica in crescita: nei licei e istituti tecnici supera il 18%; perdita di 11 mila posti di lavoro in 5 anni (7.260 nel 2009) con previsione di una ulteriore emorragia di 5.000 posti per l'anno prossimo tra docenti e personale tecnico amministrativo; problemi logistici e di sicurezza degli istituti. E' la situazione della scuola siciliana che emerge dall'analisi di Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil siciliana (sindacato dei lavoratori di scuola, università, ricerca e formazione professionale), che ha aperto oggi a Campofelice di Roccella (Pa) il congresso regionale del sindacato al quale partecipano 145 delegati. "Sono gli effetti della 'cura Gelmini'- ha osservato Scozzaro - e della mancanza di una politica regionale sul diritto allo studio". La popolazione studentesca è diminuita di 40 mila unità negli ultimi 5 anni per effetto del calo demografico, "ma i tagli del governo sono andati ben oltre". La Flc chiede alla Regione di "approvare una legge per il diritto allo studio, la cui mancanza - ha sottolineato Scozzaro - è uno scandalo politico che non possiamo più tollerare".  A scuole, associazioni ed enti locali, inoltre, il segretario della Flc sollecita "impegni politici che prevedano interventi sussidiari e risorse per migliorare il piano regionale dell'offerta formativa, l'edilizia scolastica e garantire i servizi e le attività di sostegno". Il sindacato annuncia la ripresa della mobilitazione a partire dai luoghi di lavoro, invitando i docenti a non acconsentire a situzioni "fuorilegge", come quella delle classi sovraffollate. Scozzaro ha sottolineato che " nella formazione la Cgil è disposta a scelte coraggiose sotto il profilo occupazionale, ma non è più disposta a tollerare un sistema inquinato che produce sprechi e nel quale si concentra un coacervo di interessi clientelari per la lottizzazione delle risorse comunitarie o per il consenso elettorale". Il sindacato sollecita controlli e ispezioni nelle scuole private, un migliaio nell'isola; mentre sul concorso a preside, dichiarato nullo dal cga, "Occorre ripristinare la legalità- ha detto Scozzaro - rifacendo il concorso e riconoscendo il servizio a chi ha svolto le funzioni.

 

Picchiano e rapinano anziani disabili.

Con il volto coperto da maschere di Carnevale hanno portato via 5mila euro in contanti, una polizza sulla vita di 26mila euro e un telefono cellulare. Hanno bussato alla porta di una coppia di anziani e dopo averli picchiati, hanno svaligiato l'abitazione e sono fuggiti. Oggi in manette è finito il diciannovenne di Tortorici, Emanuele Carcione, arrestato dagli agenti del commissariato del posto fisso di Tortorici in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal gip del tribunale di Patti Onofrio Laudadio su richiesta del sostituto Rosanna Casabona. A seguito delle indagini, il Gip di Patti ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Carcione, che è stato portato a Gazzi, mentre gli altri due complici sono ancora ricercati. Durante la perquisizione domiciliare a casa del diciannovenne i poliziotti hanno sequestrato 2 coltelli, un noccoliere, e la maschera e la parrucca utilizzate per la rapina.

 

Cronaca 08-03-2010

 

Le pensioni più povere in Sicilia. In testa Agrigento        

È quanto denunciato dalla Cisl Fnp, che attacca la mancata applicazione della legge per l’integrazione socio-sanitaria. Ancora un triste primato per la Sicilia. Ancora una lampante dimostrazione della disparità di trattamento tra le retribuzioni del settentrione d’Italia e quelle del Mezzogiorno. Secondo quanto denunciato dalla Fnp Cisl regionale, infatti, le pensioni più basse d’Italia sono quelle dei Siciliani.  Secondo il sindacato, inoltre, questo primato negativo è da attribuire a diversi fattori, quali la smisurata diffusione del lavoro nero, una spesa sociale parecchio inferiore a quelle di molte altre regioni italiane e anche la mancata della legge per l’integrazione socio-sanitaria. La provincia che può “vantare” il posizionamento sul gradino più alto del podio di questa macabra classifica è Agrigento, con un importo mensile medio di pensione pari a 471,28 euro. Il capoluogo Palermo, invece, si situa al sesto posto, con una media di 548,15 euro ma con il maggior numero di pensionati, 302.540. Il triste risultato della Sicilia si mostra in tutta la sua drammatica evidenza se posto a confronto con la media nazionale, che, secondo i dati dell’Inps, si attesta sui 702,11 euro. La media dei pensionati siciliani è invece di 550,08 euro al mese. Tutto questo diventa ancora più grave se pensiamo che il numero dei pensionati a carico della previdenza sociale nell’Isola  rappresenta ben il 7,1% del totale nazionale, che è di 17.750.065 individui, uno dei maggiori d’Europa. Altro pesante record negativo è quello che riguarda la povertà relativa, ossia quella che colpisce le famiglie che vivono con un reddito mensile inferiore a 900 euro. Infatti in Sicilia addirittura una famiglia su tre vive al di sotto di questa soglia, caratterizzando la regione come avente la povertà relativa più alta dell’intero territorio nazionale, con una percentuale del 27,6% l’11,1% dell’incidenza nazionale e il 22% di quella meridionale.La povertà assoluta, invece, investe una famiglia su 10, con una percentuale del 5,8% a fronte del 4,1% del territorio nazionale e una soglia mensile di 538,92 euro. Altro spunto di riflessione: in Sicilia sono stati spesi nel 2009 15 milioni per il buono socio-sanitario, mentre in Veneto ben 700 milioni. Come detto, la Cisl Fnp attribuisce gran parte della colpa alla legge 328 del 2000, “in relazione all'integrazione socio-sanitaria – dichiara il segretario regionale, Carmelo Raffa – che prevede un sistema di servizi assistenziali mai messi in atto in questa regione”, con la conseguente mancanza di protezione sociale per la popolazione anziana dell'Isola, che conta 170 mila non autosufficienti. “Chiediamo con forza l'applicazione della legge 328 – aggiunge pertanto Raffa – e siamo pronti ad avviare una petizione popolare”. “Un malato cronico in ospedale – prosegue – costa alle casse pubbliche 800 euro al giorno; se fosse a casa ne costerebbe appena 70 . Qui anche chi ha reddito è un povero e la responsabilità è del governo regionale che non attua le leggi. Ci vuole una vertenza forte, alla gente non devono essere negati i diritti”. “Il livello di povertà aumenta con il crescere dei componenti del nucleo familiare, e in presenza di soggetti anziani – spiega a sua volta Gigi Bonfanti, segretario nazionale della Cisl Fnp – la Sicilia paga il prezzo dello sviluppo, perché non c'è mai stato un vero e proprio benessere. Non è giusto che siano le famiglie a farsi carico di oneri economici che spetterebbero alle istituzioni”.

 

Frana anche il più piccolo comune siciliano Roccafiorita

1,14 km quadrati e 228 anime. Per dimensioni è il comune più piccolo della Provincia di Messina, della Sicilia e dell'intera Italia insulare. Ma non fa eccezione. A franare è anche un "pezzetto" di Roccafiorita, valle d'Agrò, provincia di Messina. Piazza Belvedere "scivola" verso valle. La piazza è stata transennata e vietata alla fruizione dei cittadini dopo che i funzionari del Dipartimento regionale di Protezione civile hanno invitato l’Amministrazione comunale a “porre i necessari presidi per garantire la pubblica e privata incolumità nelle more degli interventi”.

 

La frana di Caronia è profonda ed ancora non si è arrestata      

Fa impressione e nello stesso tempo fa paura. Fa impressione confrontare le immagini di Caronia ieri e oggi. Fa paura pensare a quanta terra è scivolata a valle, quante case sono sparite, inghiottite dalla frana, trascinate parecchi metri più giù.  Fa impressione e fa paura all’occhio di un osservatore esterno, lo fa sicuramente di più ai proprietari di quelle case, terrorizzati all’idea di quel che sarebbe potuto accadere se in quelle case avessero vissuto ancora un giorno in più. Per fortuna sono andati via. Purtroppo sono andati via. Per fortuna si sono salvati, purtroppo devono assistere inermi a quel che sta accadendo. Aspettando che la frana si fermi e sperando che accada presto. Ci sperano loro e ci spera la protezione civile che per il momento non può far altro che attendere. “Questa frana è molto diversa da quella di San Fratello – ha spiegato il responsabile regionale Pietro Lo Monaco – anche questa è assolutamente imprevedibile, ma è molto più profonda e dunque l’unica cosa che possiamo fare oggi è attendere”. Intanto però in arrivo c’è un’ondata di maltempo che non sarò certo d’aiuto. A San Fratello per evitare che l’acqua entrasse nel sottosuolo sono stati coperte tutte le crepe che si sono formate sulle strade, a Caronia questo è impossibile. “Li abbiamo deciso di lavorare sulle infiltrazioni perché il territorio e le caratteristiche del paese lo consentivano, qui non possiamo farlo. Dobbiamo solo monitorare la situazione e fare il possibile per aiutare gli abitanti di questa contrada”. Insomma, prima di guardare avanti, a Caronia bisognerà attendere che la situazione si stabilizzi e a giudicare dalla differenza delle immagini di ieri e di oggi la sensazione è che ci vorrà ancora parecchio tempo.

 

Messina, tentano una rapina in un'officina

I carabinieri hanno arrestato sei persone di nazionalità romena con l'accusa di tentativo di furto aggravato. Si tratta di Veniamin Rujan, 52 anni e i suoi due figli Gheorhe Daniel e Miahita, di 20 e 22 anni, Gheorghe Jgau di 20 anni, Ioan Filip di 26 anni e Irina Mindrila di 35 anni. La notte scorsa i sei si trovavano ai caselli autostradali dell'A20 a Patti, nel messinese, ad attendere un pullman che li avrebbe condotti in Romania. Prima di partire, però, hanno pensato di svuotare un'officina meccanica nei pressi dei caselli autostradali. Una segnalazione al 112 ha però permesso ai carabinieri di bloccarli poco dopo aver rotto i lucchetti delle saracinesche.

 

Cronaca 06-03-2010

 

Clamoroso: Montecitorio cancella gli Ato rifiuti e idrici
Anche la Sicilia dovrà di nuovo cambiare tutto. La Camera dei deputati ha approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici.Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento legislativo, un autentico terremoto istituzionale, dall’entità e dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentato, sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinqiues all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”. Battuti le lobby delle grandi società d’acqua e rifiuti che, quotidianamente, presidiano Montecitorio e dei deputati italiani “designati”- a cominciare da quelli siciliani – la Lega di Bossi, con fredda efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte consistente del sistema politico-economico di potere, e di “governo allegro”, del centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia, ed in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, “more solito”, ignoravano che cosa stessero votando. L’atto della Lega Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione del “sistema acque” in Sicilia. Essendo stato soppresso anche l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro attribuzione. Speriamo di poterci finalmente liberare dei gestori privati che su scala regionale avevano surrogato la vecchia EAS, che non si sono certo distinti né per efficienza e modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad investire soldi di origine pubblica, italiana o dell’Unione europea.

 

La provincia di Messina frana, il municipio di Naso dovrà essere evacuato

Il palazzo municipale di Naso, nel messinese, dovrà essere evacuato a causa del dissesto provocato dalle frane che coinvolgono alcuni paesi sui Nebrodi. Lo ha stabilito il commissario Antonio Garofalo, che sostituisce sindaco e giunta. Gli uffici verranno spostati in altri immobili comunali del centro storico, tra la Piazza Lo Sardo, Piazza Roma e via Amendola. Il provvedimento, attuato dopo un sopralluogo dei tecnici comunali, della protezione civile e del genio civile, è stato condiviso dai gruppi consiliari che hanno incontrato il commissario. Lo stesso funzionario regionale ha firmato le ordinanze di sgombero per quattro abitazioni nel rione Spirito Santo, a causa del movimento franoso che coinvolge anche un tratto della Statale 116

 

A Messina pericolo smobilitazione per l'indotto ferroviario

“Messina è sempre più periferia del trasporto ferroviario italiano” e l’abbandono di Ferrovie dello Stato dall’area dello Stretto non può non avere un importante ricaduta anche sui livelli occupazionali dell’indotto. A denunciare questa preoccupante situazione è stata la Fit Cisl attraverso gli interventi del segretario generale Enzo Testa e del responsabile del settore ferrovie Michele Barresi. A dimostrazione dello stato di crisi profonda in cui versa il settore ferroviario in Sicilia, basta ripercorrere le vicende della società Wagon Lits, che gestisce il servizio di accompagnamento notte su treni passeggeri di Trenitalia. La società, nel settembre scorso, aveva aperto le procedure di mobilità per 35 suoi lavoratori. Un pericoloso campanello di allarme che ha trovato conferma ieri allorquando, dopo l’incontro avvenuto presso il Ministero del Lavoro  tra i vertici societari e le organizzazioni sindacali, la Wagon Lits ha proposto il ricorso “agli ammortizzatori sociali come unico rimedio per la tutela dell’occupazione”. Una situazione ancor più grave perché, come hanno spiegato Enzo Testa e Michele Barresi, la Wagon Lits propone il ricorso a un contratto di solidarietà. Un provvedimento che finirà col gravare in maniera accentuata sul centinaio di lavoratori dell’impianto di Messina, e non ha prospettato nessun reale piano di sviluppo per il rilancio del settore nell’Isola proprio mentre, al contrario, salvaguarda diverse realtà del Nord Italia. Secondo i due esponenti della Fit Cis,l si assiste così al tentativo di “far pagare ai lavoratori siciliani l’incertezza dei futuri scenari”, ovvero una plausibile “contrazione” del trasporto ferroviario passeggeri a lunga percorrenza nell’Isola, e ad una politica di “aggiudicazione al maggior ribasso”  delle gare per i servizi in appalto di Trenitalia che va a scapito della “qualità del servizio offerto alla clientela meridionale”.

 

Maxi truffa all'Ue, arresti tra Palermo e Agrigento

Una vasta operazione nei confronti di un'associazione a delinquere che avrebbe organizzato truffe ai danni dello Stato e dell'Unione Europea, per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro, attraverso l'utilizzo di circa 90 milioni di false fatturazioni, è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Palermo ed Agrigento. Gli investigatori hanno notificato ordinanze di custodia cautelare ai responsabili dell'organizzazione. Nell'ambito dell'operazione, coordinata dalla Procura di Palermo e denominata in codice "Hidra", sono stati inoltre sequestrati, tra la Sicilia e la Lombardia, stabilimenti industriali, macchinari, immobili terreni e quote societarie per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro.

 

Cronaca 05-03-2010

 

Giampilieri, Scaletta, San Fratello, Caronia. A chi toccherà domani?         

La provincia di Messina cade a pezzi e sta mostrando tutta la fragilità di un territorio che adesso chiede il conto della poca attenzione dell'uomo nei confronti della natura. Prima Giampilieri e Scaletta con devastazioni e morte, poi a San Fratello, adesso Caronia. Sui Nebrodi per fortuna la natura è stata “clemente”, non si è registrata nessuna vittima, solo danni. La località fin qui citate sono quelle che hanno subìto maggiori danni, in cui il fronte delle frane è vasto ed ha avuto un eco mediatico notevole. Ma basterebbe andare in giro per la provincia per rendersi conto di come tutto territorio sia ad alto rischio idrogeologico e le frane, in molte zone, siano quasi all'ordine del giorno. Ma cosa sta succedendo nel messinese? Lo dice la Coldiretti senza mezzi termini: ''L'84 per cento dei Comuni della provincia di Messina e' considerato a rischio per frane e alluvioni anche per effetto della progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all'agricoltura''. Per l'associazione degli agricoltori sarebbero ben 91 comuni su 108 ad essere a rischio idrogeologico nel messinese. Questo dato rapresenta una sorta di record del quale ne faremmo volentieri a meno. Infatti, la drammatica percentuale della nostra provincia è la più alta rispetto alla media nazionale. Per la Coldiretti Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione spesso incontrollata, non e' stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque ed e' necessario intervenire per invertire una tendenza che mette a rischio la sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici in atto che si manifestano con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e una modificazione della distribuzione delle piogge.

 

Dopo il parto... riposa in barella. Accade questo a Messina

Basta un parto rocambolesco, ma fortunatamente senza gravi conseguenze, a dimostrare in che stato versa la Sanità messinese. Questa la storia-shock raccontata da Giovanni Cocivera, dirigente di Ostetricia al Piemonte e consigliere al Comune di Messina che, di guardia ieri notte all'ospedale di viale Europa, è stato protagonista di una dissavventura medica.

 

Tre medici del Policlinico rinviati a giudizio per la morte di un'anziana

Il gup Giovanni De Marco ha rinviato a giudizio tre medici del Policlinico per la morte di Maria De Bono, 83 anni di Patti. La donna morì nel settembre del 2008 all’ospedale “Barone Romeo” di Patti dopo essere stati curati al Policlinico dal chirurgo Giuseppe Navarra, da Giuseppe Serra e Giuseppe La Malfa. Ora dovranno rispondere di omicidio colposo davanti al giudice monocratico perché, secondo l’accusa, non avrebbero diagnosticato un secondo tumore all'anziana, già operata per la rimozione di un "calcinoma al sigma". Maria De Bono era stata operata al Policlinico nell'agosto 2008 e dimessa al termine del normale decorso post operatorio. Una volta rientrata nella sua abitazione di Patti le sue condizioni di salute sono improvvisamente peggiorate e, dopo il ricovero all’ospedale di Patti, l’anziana è morta. Furono il marito e la figlia a presentare una denuncia in Procura per chiedere che venisse fatta piena luce sulla morte della donna. La magistratura di Patti aveva già archiviato l’inchiesta e la posizione dei tre medici indagati ed aveva inviato gli atti dell’inchiesta Messina. Secondo quanto stabilito dai consulenti, infatti, la morte della 83enne sarebbe stata provocata dalla mancata diagnosi del tumore.

 

Non si ferma la protesta degli operatori del 114

Sono barricati dal 23 febbraio scorso, con tanto di sacchi a pelo, sul campanile e sulla terrazza della chiesa di San Saverio a Palermo e non hanno intenzione di scendere prima di ottenere risultati concreti. È la protesta dei 33 ex dipendenti del Telefono Azzurro a cui non è stato rinnovato il contratto, scaduto lo scorso 31 dicembre. Si tratta di 31 donne e due uomini, tutti trentenni. Un team di psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti e giuristi del servizio “114 Emergenza Infanzia” che sono stati sostituiti, dall'inizio dell'anno, da volontari del servizio civile, nonostante il ministero per le Pari opportunità abbia concesso una proroga della convenzione stipulata con Telefono Azzurro fino al 30 aprile. I professionisti del 114 puntano il dito contro la scarsa formazione dei volontari che hanno preso il loro posto, chiamati a svolgere un lavoro delicato e che richiede anni di esperienza. “Quando ci si trova in linea con un minore che segnala un abuso, – spiega al telefono Tiziana Salvo, una delle psicologhe sostituite – bisogna sapere come fronteggiare l'emergenza e questo lo si apprende con anni di esperienza, non con poche settimane di formazione, tra l'altro, molti dei volontari hanno solo un diploma”.

 

Cronaca 04-03-2010

 

Caronia, la frana non si ferma

Non si ferma il movimento franoso che da 36 ore interessa un'area collinare a Caronia, in provincia di Messina, dove la notte di lunedì sono state evacuate 28 famiglie. Stamattina la frana ha interessato il capannone di una fabbrica di materiale edile, che rischia di crollare. Finora 105 persone hanno ricevuto l'ordinanza di sgombero e altre 15 che abitano nell'area hanno deciso di allontanarsi volontariamente. Nel frattempo è già iniziato nella cittadina del Messinese un nuovo sopralluogo dei geologi della Protezione Civile, di funzionari dei vigili del fuoco e dei carabinieri sul fronte della frana che da lunedì sera interessa un'area collinare di circa cinquanta ettari. I tecnici sospettano che il cedimento si sia esteso e per questo le verifiche si estenderanno a valle sino al torrente Marannano, un affluente del Caronia. L'amministrazione comunale ha avvisato il consorzio autostradale per tenere sotto controllo il tratto dell A/20 che passa, tra viadotti a gallerie, a circa 500 metri di distanza dallo smottamento. Nei pressi del palazzo comunale di Caronia, alcuni degli sfollati contestano le mancate risposte alle loro lettere inoltrate nei mesi scorsi al sindaco e alla Procura, circa alcuni smottamenti che avrebbero permesso di prevedere, secondo gli autori delle segnalazioni, lo smottamento che si è verificato lunedì scorso. Intanto, il Centro operativo comunale di Protezione civile (Coc) stamattina si è di nuovo riunito in municipio. I movimenti del terreno sembrano più rallentati rispetto a ieri e, per il momento, la situazione viene definita sotto controllo anche se ancora piuttosto seria.

 

In Sicilia le pensioni più basse d'Italia. Il lavoro nero è la causa principale

Le pensioni dei siciliani sono più basse di quelle del resto d'Italia. Il motivo? I lunghi periodi di lavoro nero cui i lavoratori dell'Isola sono costretti. E così, all'età di 65 anni, un dipendente in media ha alle spalle appena vent'anni di contributi e, in alcuni casi, molti più anni di sommerso. Lo afferma uno studio della Cisl Fnp Sicilia, che sarà presentato a Palermo venerdì prossimo nel corso del direttivo che si svolgerà all'Astora Palace. La situazione peggiore è quella di Agrigento, dove un pensionati guadagna in media 471 euro al mese. Ma nel resto della Sicilia le cose non vanno meglio, con un reddito dei pensionati del 21 per cento inferiore ai loro coetanei del resto d'Italia. E poi zoom sulla spesa sociale in Sicilia dove nel 2009 sono stati spesi 15 milioni per il buono socio-sanitario, a fronte dei 700 milioni del Veneto.

 

Il sisma in Cile ha accorciato la durata del giorno

Il terremoto del Cile ha modificato l'asse di rotazione della Terra ed ha accorciato i giorni. A renderlo noto  è Antonio Piersanti, direttore sismologia e tettonofisica dell'Ingv, che conferma così i dati rilevati dalla Nasa. "E' noto da diversi decenni - spiega - che i grandissimi terremoti hanno un impatto, anche se molto piccolo, sull'asse di rotazione terrestre. Tra l'altro l'Italia è all'avanguardia in questi studi, perché ci sono pochi gruppi di ricerca nel mondo che se ne occupano e uno è italiano". "Un terremoto come quello del Cile - dice - sposta l'asse di qualche centimetro. Come ha rilevato la Nasa si tratta di 7-8 centimetri. Questo sisma ha agito anche sul periodo di rotazione della terra intorno al suo asse diminuendolo di una quantità pari a 1 e 2 microsecondi. Si tratta - evidenzia - di valori che non hanno nessun impatto pratico macroscopico, ma valori su cui è importante soffermarsi perché lo studio di questi fenomeni ci permette di capire meglio la dinamica profonda del pianeta Terra e quindi di studiare la sua futura evoluzione". La differenza è stata calcolata dallo scienziato della Nasa Richard Gross tramite un modello matematico complesso. Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l'interno della Terra determinando una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno: per la precisione 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri.

 

Per infiltrazione mafiose al Comune di Furnari sollevati due dirigenti.

Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, su proposta del prefetto di Messina, Francesco Alecci, ha disposto un provvedimento disciplinare nei confronti di due dipendenti del Comune di Furnari, il centro tirrenico del Messinese sciolto per infiltrazioni mafiose alla fine del novembre scorso.  Secondo quanto disposto dal decreto due dipendenti, il geometra Antonino Germanò, responsabile dell'area tecnica e la dottoressa Francesca Bonomo, in servizio presso l'area demografica, verranno destinati ad altri incarichi, che saranno individuati dalla commissione straordinaria, insediatasi lo scorso 18 dicembre a Furnari, per la provvisoria gestione del comune. Per cinque anni i due dipendenti comunali non potranno ricoprire nuovamente l'incarico dal quale sono stati sollevati.

 

Cronaca 03-03-2010

 

E’morto il bimbo a cui era stato negato il sussidio

Tra 15 giorni ci sarebbe stata a Catania udienza per ricorso. E' morto il bimbo di 3 anni e mezzo, disabile, a cui era stato negato il sussidio, proprio 15 giorni prima dell'udienza contro il no dell'Inps. Il Tribunale di Catania avrebbe dovuto trattare il ricorso presentato dai genitori del piccolo contro la decisione dell'Inps che aveva negato il sussidio di accompagnamento per fare fronte alle spese per le cure. Il bambino era affetto da una grave forma di paresi celebrale, la commissione medica dell'Asl aveva concesso soltanto l'indennita' di frequenza.

 

Dopo San Fratello frana Caronia

Un movimento franoso, che attualmente procede a 7 centimetri l'ora, sta interessando le contrade Lineri e Ricchio del comune di Caronia, nel Messinese, dove dalla mezzanotte sono state fatte evacuare 120 persone in un'area collinare di circa 50 ettari. Il vasto movimento franoso che sta investendo alcune contrade di Caronia, nel messinese, ha travolto una villetta disabitata e sta minacciando altre abitazioni. Sul posto si trova il sindaco di Caronia, Giuseppe Collura, che sta coordinando i primi interventi. "Stiamo predisponendo un centro di coordinamento al comune - spiega il sindaco - e abbiamo attivato tutte le procedure previste in questi casi. La frana, per le sue modalità, presenta numerose analogie con quella di San Fratello, anche se fortunatamente non minaccia il centro del paese. Il fronte si sta muovendo velocemente ed è molto ampio". La frana ha interessato anche la scuola media di Lineri, dove stamattina era stato sbarrato l'ingresso sia agli alunni che agli insegnanti. La zona dove si è verificato il movimento franoso dista in linea d'aria una decina di chilometri da San Fratello. Nell'area dei Nebrodi, che comprende anche Caronia, da gennaio si sono registrate circa 250 frane. Sul posto, nella notte, sono intervenuti carabinieri e forze dell'ordine, e stamattina sono arrivati gli uomini della Protezione civile. Il 14 febbraio scorso un'altra frana ha interessato il Comune di San Fratello, sempre nel Messinese, dove è stato evacuato un terzo dei circa 4500 abitanti.

 

Italia, disoccupazione record

La crisi economica torna in primo piano. Dalle analisi dell'Istat vien fuori che il tasso di disoccupazione continua a salire e a gennaio si posiziona all'8,6%, dall'8,5% di dicembre 2009. Si tratta del dato peggiore da gennaio 2004, inizio delle serie storiche. Il tasso di disoccupazione giovanile, fa inoltre sapere l'Istat, è pari al 26,8%, con una crescita di 0,3punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,6 punti percentuali rispetto a gennaio 2009. La disoccupazione maschile raggiunge a gennaio un livello pari a 1 milione 147 mila unità, in aumento del 2,1% (+23.000 unità) rispetto al mese precedente e del 27,2% (+245.000 unità) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il numero di donne disoccupate è invece pari a 997.000 unità con una riduzione dell'1,9% rispetto a dicembre (-19.000 unità), a fronte di un aumento del 9,8% rispetto a gennaio 2009 (+89.000 unità). Nel 2009 il prodotto interno lordo italiano è diminuito del 5%. Nella precedente rilevazione, effettuata con diversi metodi statistici, la prima stima del Pil segnava una contrazione del 4,9%. È il dato peggiore praticamente da sempre, ovvero almeno dal 1971, quando è cominciata la rilevazione statistica. La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) nel 2009 è risultata pari al 43,2%, superiore di 3 decimi di punto rispetto al valore del 2008 (42,9%). È uno dei dati contenuti nel 'Conti economici nazionali' diffusi dall'Istat.

 

Operazione Tyson 41 richieste di rinvio a giudizio

Sono quarantuno le richieste di rinvio a giudizio alla fine delle indagini scaturite dal blitz Tyson, scattato il 27 maggio scorso con l'arresto di 11 persone accusate di spacciare, cocaina, eroina ed hashisc tra Valle degli Angeli, Barcellona e Taormina. Il sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera, titolare del fascicolo, ha chiesto al Gip di esaminare la posizione di tutti gli indagati, e disporne il rinvio a giudizio. L'indagine ha preso il via alla fine del 2006 con l'arresto di Antonio Biasi, esponente della Sacra corona unita e da anni residente a Messina, che ha deciso di collaborare con la giustizia. L'uomo, killer per l'organizzazione criminale pugliese, era in carcere a Messina. Andato ai domiciliari nel marzo 2006, si è stabilito a Valle degli Angeli dove si è legato al gruppo guidato da Fortunato Pietropaolo, a capo di una rete di spacciatori che facevano girare la cocaina in città. E' proprio con Pietropaolo che l'uomo viene fermato, nel novembre 2006, dopo un'irruzione della Polizia nella sua abitazione, dove gli agenti trovano 25 grammi di cocaina. Dopo l'arresto, il pugliese decide di collaborare e racconta dei rifornimenti della droga effettuati da Pietropaolo, poi spacciati insieme allo stesso Biasi ed al cugino Donato tra Barcellona, dove si rifornivano e Taormina, dove spacciavano nei locali. Una cimice ben piazzata nell'auto di quest'ultimo ha permesso agli investigatori di trovare i riscontri alle dichiarazioni del puglise. In manette finirono il trentunenne Fortunato Pietropaolo, Carmelo Donato, di 24, Carmelo Fazio, di 30, Mario Longo, di 24, Salvatore Spadaro, di 44, Pasquale Pietropaolo, di 42, Cosimo Idotta, 25 anni, Alfredo Tinaglia, 28 anni Giuseppe Carrozza, 36 anni, Umberto Alessi, 31 anni e Tindaro Santo Scordino 25 anni. Gli altri indagati: Domenico Romano, 26 anni; Emanuela Popolo (33), Giovanni Cutroneo (46), Paolo Carbone (43) Vincenzo Burrascano (22), Antonino Morana (23), Giovanni Maiorana (37), Carmelo Zambara (36), Giovanni Licandro (31), Francesco Costa (43), Andrea Castagnola (26), Antonino Pietropaolo (45), Antonino Tortorella (24), Federico Bonaffini (30), Giuseppe Cantale (35), Salvatore Barbuscia (40), Romualdo Insana (46), Massimo Di Bella (36), Umberto Bottari (47), Andrea Ronsisvalle (41), Giuseppe Martines, 36 anni. Indagati anche i barcellonesi Vincenzo Antonucci (53), Antonino Cambria (34), Antonino Enrico Mazzeo (25), Domenico Sebastiano Bucolo (32), Antonino Italiano (31), Salvatore Costantino (29), Francesco Puliafito (21), Andrea Alesci (22); infine Adele Puglisi, 48 anni, di Rometta.

 

Cronaca 02-03-2010

 

La Sicilia è incapace ad utilizzare i fondi sociali europei

Nell'utilizzo dei fondi sociali europei destinati all'Italia, in particolare dei 14 miliardi di euro relativi al periodo 2007-2013, "emerge, ancora una volta, un notevole divario tra il Sud e il Centro-Nord". "La capacità di utilizzazione delle somme, infatti, è di gran lunga superiore al Nord rispetto al Sud. Il Mezzogiorno utilizza poco i fondi sociali europei. Basta vedere i dati percentuali dai quali si evidenzia che la Sicilia, con il dato registrato del 2,26 per cento è ultima, seguita da Campania (2,37 per cento) e da Puglia (5,96 per cento). Se si guarda invece al Centro-Nord, il confronto si rileva impietoso. Spiccano infatti gli esempi del Veneto ed Emilia Romagna, che hanno già raggiunto una percentuale di fondi impegnati superiore al 40 per cento e della Provincia autonoma di Trento che registra il record del 52 per cento di fondi già impegnati".

 

La cassa integrazione ordinaria in Sicilia è quasi triplicata
E' anche aumentato il ricorso alla cassa integrazione (cigs) straordinaria. Per la prima si e' passati da 4.643.587 ore (2008) a 11.176.339 (2009). La cigs e' invece passata da 3.959.353 del 2008 a 4.533.499 del 2009. A fare il punto sull'andamento della cassa integrazione e' la Cgil siciliana in un dossier. Lo studio rileva come il 2009 tra gli ultimi otto sia stato l'anno peggiore. Dal prospetto delle province si ricava che tra il 2008 e il 2009 l'incremento maggiore della cigo si e' avuta a Caltanissetta (+759,96%), segue Ragusa con + 713,89%, Catania con + 476,87%, pari a 1.624.127 ore in piu'. I settori dove si sono registrati i maggiori incrementi di cassa integrazione sono energia e gas con + 1.347%, l'industria metallurgica e metalmeccanica con + 106%. Ma e' l'edilizia il comparto che ha mostrato maggiore "sofferenza" i termini numerici, con 15.780.838 ore autorizzate tra cigo e cigs nel 2009 con un incremento dell'83% sulla quota gia' alta del 2008 (8.602.94). In termini percentuali la crisi ha lasciato il suo segno soprattutto sul settore meccanico che e' passato da 38,49 ore per addetto del 2008 a 104,31 ore del 2009, e su quello chimico passato a 32 a 75 ore. In entrambi i casi la perdita di reddito e' stata di circa mille euro a lavoratore. Tutto cio' rende necessaria l'abolizione dei tetti degli ammortizzatori. Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria il dossier della Cgil rivela che su 145 richieste di intervento ben 52 sono per crisi aziendali, senza che sia prevista la ripresa dell'attivita' produttiva e 72 sono contratti di solidarieta', mentre le richieste per ristrutturazioni aziendali sono solo 10. Questo quadro, secondo il rapporto, fa temere che la Sicilia uscira' dalla crisi "con un sistema produttivo in coma profondo e pertanto necessiterebbe di una riflessione profonda da parte del governo e di un cambio di marcia rispetto gli interventi da mettere in campo per uscire dalla crisi", sottolinea Pippo Di Natale, responsabile del mercato del lavoro nella segreteria regionale della Cgil, che aggiunge: "Anche il 2010 non si presenta bene e in piu' si ha la sensazione che il governo regionale non ne abbia piena consapevolezza, limitandosi ad inseguire le emergenze senza mettere in campo politiche anti crisi adeguate.

 

Messina: operazione antidroga “Malu tempu”,

C’è anche un consigliere comunale di Saponara, fra i nove arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga “Malu tempu”, condotta dalla squadra mobile di Messina. Si tratta di Giuseppe Pollino. Insieme a lui sono state arrestate altre otto persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga: Gianluca Siavash, 21 anni, già in carcere, Antonio Sanò, 53 anni; Gianluca De Marco, 25 anni; Lucviano Lotta, 42 anni; Fabrizio Bombaci, 28 anni; Giuseppe Coppolino; 28 anni tu tti di Messina. In manette è finito anche Antonio Papale, 28 anni e il già nominato Pollino, 34 anni, entrambi di Saponara. Ad eccezione di Siavash e Lotta, che sono stati accompagnati in carcere, tutti sono agli arresti domiciliari. Le ordinanze sono state emesse dal gip di Messina, su richiesta della Dda della città dello stretto. Le indagini erano state avviate a seguito del ferimento, il 21 agosto del 2008, di un venticinquenne. Gli agenti hanno scoperto che l’agguato di viale Giostra era collegato alla gestione dello spaccio nella città e sono riusciti ad individuare due clan che si dividevano il mercato. La polizia ha sequestrato anche 532 grammi di eroina, 103 grammi di cocaina, 99 grammi di hashish e 104 grammi di marijuana. Questa mattina la perquisizione all’interno della casa di Carmelo Caruso ha permesso di ritrovare ulteriori 40 grammi di marijuana.

 

 

 

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Ultimo Aggiornamento 15/03/2010

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