Cronaca
10-03-2010
I
lavoratori dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario temono per il
loro futuro.
A
scendere in campo in loro difesa è l’Organizzazione Sindacale
autonoma Polizia Penitenziaria, che ha formalmente richiesto un
incontro ufficiale al governatore siciliano Raffaele Lombardo.
In un documento inviato al capo dell’esecutivo regionale, e
trasmesso per conoscenza anche al sindaco di Barcellona
Candeloro Nania, al Provveditore Regionale dell’Amministrazione
Penitenziaria Orazio Faramo e al Direttore dell'Ospedale
Psichiatrico Giudiziaria Nunziante Rosalia, l’Osapp mette in
luce i problemi che potrebbero sorgere di qui a poco all’interno
della struttura. “Col passaggio della Sanità Penitenziaria al
Servizio Sanitario Regionale –si legge nel documento -
l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di
Gotto, in analogia a quanto avvenuto con altre similari
strutture, dovrebbe vedere l’impiego al suo interno di Medici e
Operatori del S.S.N., lasciando alla Polizia Penitenziaria
l’onere di assicurare la sicurezza all’esterno della “stanze di
degenza” delle persone internate”. Secondo il segretario
generale del sindacato autonomo Domenico Nicotra “ tale
procedura comporterà per la Regione e per il Comune di
Barcellona Pozzo di Gotto, oltre che per tutto il personale, e
le rispettive famiglie, attualmente operante presso la predetta
struttura, una serie di conseguenze probabilmente deleterie”. Al
fine di avere chiarimenti e delucidazioni sul futuro
dell’Ospedale e su quello dei dipendenti, l’Osapp chiede
espressamente a Lombardo di convocare una riunione con “le
Autorità Regionali, Provinciali e Locali direttamente
interessate, per valutare eventuali ed ulteriori soluzioni
afferenti a tutto ciò che orbita attualmente alla struttura
dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di
Gotto.”
Allarme
povertà in Sicilia
In
Sicilia aumentano i poveri. Secondo i dati Istat, nel 2008 si
sono registrate 350mila famiglie in più, rispetto all'anno
precedente, sotto il livello di povertà. Di questi 150mila sono
pensionati con un potere di acquisto limitato. È l'allarme
lanciato dalla Cgil/Spi (Sindacato pensionati italiani). "In
Sicilia - spiega Saverio Piccione, segretario generale dello
Spi/Cgil - è allarme povertà. Nella nostra regione colpisce il
28,8% delle famiglie registrando così un aumento dell'1,2%
rispetto all'anno precedente". A subìre i contraccolpi della
crisi economica sono soprattutto i pensionati dell'Isola. "La
soglia mensile della povertà è rappresentata da una capacità di
spesa - continua - per un singolo componente anziano non
superiore a 531 euro se residente in un'area metropolitana o ai
479 se in un piccolo comune. Prendendo in considerazione solo i
dati Inps si evidenzia come in Sicilia ci sono più di 36mila
pensioni integrate al trattamento minimo". Inoltre si passa da
una spesa media mensile di una famiglia del Veneto di 2975 euro
ad una spesa di 1700 in Sicilia. La povertà delle famiglie
siciliane e i bassi redditi dei pensionati dell'Isola saranno al
centro del decimo congresso regionale dello Spi/Cgil Sicilia che
si svolgerà il 15 e il 16 marzo a Campofelice Roccella. Il tema
dell'incontro è "Protagonisti per l'uguaglianza, diritti,
libertà e dignità".
L’eco-pass per Messina potrebbe diventare un boomerang per
l'economia
Un
risarcimento economico per la nostra città che rischia però di
avere un effetto boomerang sulla nostra economia”. Così Lillo
Oceano, segretario generale della Cgil di Messina e Pino Foti,
segretario della Filt, la categoria dei trasporti, commentano
l’introduzione del ticket di ingresso a Messina. “Il
provvedimento di istituzione di un ticket sull’attraversamento
se da un lato costituisce un risarcimento economico per la città
di Messina, dall’altro rischia di non affrontare il problema del
traffico e non diminuire l’inquinamento - spiegano -. Il ticket
rischia inoltre di avere ripercussioni economiche sui prezzi dei
beni che giungono nella nostra regione su gommato, a partire dai
già altissimi prezzi degli alimentari a Messina, e sui costi di
produzione del made in Sicilia”. La Cgil ricorda infatti che tra
i maggiori problemi delle aziende siciliane ci sia il costo
elevato, soprattutto rispetto ad altre zone del paese, del
trasporto dei prodotti: “Una voce che incide sulla competitività
e che in alcuni casi ha messo fuori mercato le nostre
produzioni”, osservano. Ma, sulla questione, la Cgil evidenzia
anche un ulteriore aspetto non secondario. “Riteniamo nodale
definire l’impiego e l’utilizzo degli introiti derivanti dal
ticket. Le formulazioni eccessivamente generiche a volte si
trasformano nell’utilizzo delle risorse ricavate per coprire
esigenze di bilancio improvvise o impreviste. Forse - osservano
Oceano e Foti - sarebbe il caso di stilare un elenco preciso in
ordine di priorità - degli interventi e delle opere che si
impegna a realizzare”.
Rao
insorge sulla questione del Piano di Protezione Civile
Provinciale
Sono
passati anni da quando era stato assicurato che in tempi brevi
sarebbe stato pronto e realizzato il Piano di Protezione Civile
Provinciale, ma dello stesso ancora oggi non si sa nulla. Sono
state presentate ben due interrogazioni dal consigliere
provinciale Pippo Rao, che interviene proprio sulla questione.
Il territorio della Provincia di Messina frana e gli scenari che
quotidianamente le comunità del messinese sono costretti ad
affrontare sono inquietanti, e la Provincia di Messina che è tra
le realtà più colpite da eventi disastrosi, e che già ha pagato
un prezzo altissimo, oltre ad essere ad altissimo rischio
idrogeologico e sismico, continua a non avere un piano di
protezione civile. "Ma perché - si chiede Rao - bisogna
aspettare nuovi e tragici eventi e lutti per capire che la
Protezione Civile non può e non deve essere materia da
improvvisare in occasione di situazioni contingenti, ma che
richiede una adeguata pianificazione organizzativa e
gestionale". Il 5 novembre 2004, l’allora presidente della
Provincia Salvatore Leonardi, con propria determina, individuava
la Società AST Sistemi S.p.a. per l’affidamento di compiti di
collaborazione e consulenza tecnica scientifica per la redazione
del “Piano Provinciale Generale di Protezione Civile” e la
gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo
complessivo annuo di centomila euro, trovante capienza nel Peg
2004. Determina che trova riscontro in una successiva determina
dirigenziale datata 10 novembre dello stesso anno, attraverso la
quale viene approvato lo “schema del Foglio Patti e Condizioni”
che implica affidamento all’AST Sistemi e al contempo impegna la
somma di centoventimila euro, proveniente da due voci del
Bilancio 2004. La convenzione con l’AST, con scadenza 31
dicembre 2005, con determina presidenziale sempre di Leonardi,
appena un giorno prima della scadenza della convenzione veniva
integrata con un ulteriore incarico sempre alla stessa società,
e nell’ambito del piano provinciale venivano individuate nel
territorio quattro aree idonee ad ospitare “Zone
d’Ammassamento”, e proprio all’Ast Sistemi veniva affidata, per
poter proseguire il lavoro iniziato, la meta-progettazione per
l’organizzazione e l’allestimento delle aree polivalenti
attrezzate, che d’intesa con le amministrazioni locali
interessate, in via ordinaria, possono anche essere utilizzate
per scopi diversi. Successivamente sono state impegnate risorse
per l’attivazione del Piano suddetto, e si è rimasti in attesa
di un regolamento attuativo che parrebbe essere stato trasmesso
alla Presidenza della Provincia nel dicembre 2008. "Che cosa si
è fatto con quei soldi?" si chiede Pippo Rao. "Può un territorio
essere preparato ad eventi calamitosi con le chiacchiere e gli
annunci? Si può sopportare ancora tale stato di cose?" continua
ancora Rao, che intanto ha presentato la terza interrogazione al
presidente della Provincia Ricevuto.
Cronaca
09-03-2010
Scuola, allarme della Cgil: in Sicilia persi 11mila posti in 5
anni
Dispersione scolastica in crescita: nei licei e istituti tecnici
supera il 18%; perdita di 11 mila posti di lavoro in 5 anni
(7.260 nel 2009) con previsione di una ulteriore emorragia di
5.000 posti per l'anno prossimo tra docenti e personale tecnico
amministrativo; problemi logistici e di sicurezza degli
istituti. E' la situazione della scuola siciliana che emerge
dall'analisi di Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc
Cgil siciliana (sindacato dei lavoratori di scuola, università,
ricerca e formazione professionale), che ha aperto oggi a
Campofelice di Roccella (Pa) il congresso regionale del
sindacato al quale partecipano 145 delegati. "Sono gli effetti
della 'cura Gelmini'- ha osservato Scozzaro - e della mancanza
di una politica regionale sul diritto allo studio". La
popolazione studentesca è diminuita di 40 mila unità negli
ultimi 5 anni per effetto del calo demografico, "ma i tagli del
governo sono andati ben oltre". La Flc chiede alla Regione di
"approvare una legge per il diritto allo studio, la cui mancanza
- ha sottolineato Scozzaro - è uno scandalo politico che non
possiamo più tollerare". A scuole, associazioni ed enti locali,
inoltre, il segretario della Flc sollecita "impegni politici che
prevedano interventi sussidiari e risorse per migliorare il
piano regionale dell'offerta formativa, l'edilizia scolastica e
garantire i servizi e le attività di sostegno". Il sindacato
annuncia la ripresa della mobilitazione a partire dai luoghi di
lavoro, invitando i docenti a non acconsentire a situzioni
"fuorilegge", come quella delle classi sovraffollate. Scozzaro
ha sottolineato che " nella formazione la Cgil è disposta a
scelte coraggiose sotto il profilo occupazionale, ma non è più
disposta a tollerare un sistema inquinato che produce sprechi e
nel quale si concentra un coacervo di interessi clientelari per
la lottizzazione delle risorse comunitarie o per il consenso
elettorale". Il sindacato sollecita controlli e ispezioni nelle
scuole private, un migliaio nell'isola; mentre sul concorso a
preside, dichiarato nullo dal cga, "Occorre ripristinare la
legalità- ha detto Scozzaro - rifacendo il concorso e
riconoscendo il servizio a chi ha svolto le funzioni.
Picchiano e rapinano anziani disabili.
Con il
volto coperto da maschere di Carnevale hanno portato via 5mila
euro in contanti, una polizza sulla vita di 26mila euro e un
telefono cellulare. Hanno bussato alla porta di una coppia di
anziani e dopo averli picchiati, hanno svaligiato l'abitazione e
sono fuggiti. Oggi in manette è finito il diciannovenne di
Tortorici, Emanuele Carcione, arrestato dagli agenti del
commissariato del posto fisso di Tortorici in esecuzione di un
ordine di carcerazione emesso dal gip del tribunale di Patti
Onofrio Laudadio su richiesta del sostituto Rosanna Casabona. A
seguito delle indagini, il Gip di Patti ha firmato l’ordinanza
di custodia cautelare in carcere per Carcione, che è stato
portato a Gazzi, mentre gli altri due complici sono ancora
ricercati. Durante la perquisizione domiciliare a casa del
diciannovenne i poliziotti hanno sequestrato 2 coltelli, un
noccoliere, e la maschera e la parrucca utilizzate per la
rapina.
Cronaca
08-03-2010
Le pensioni più povere in
Sicilia. In testa Agrigento
È quanto
denunciato dalla Cisl Fnp, che attacca la mancata applicazione
della legge per l’integrazione socio-sanitaria. Ancora un triste
primato per la Sicilia. Ancora una lampante dimostrazione della
disparità di trattamento tra le retribuzioni del settentrione
d’Italia e quelle del Mezzogiorno. Secondo quanto denunciato
dalla Fnp Cisl regionale, infatti, le pensioni più basse
d’Italia sono quelle dei Siciliani. Secondo il sindacato,
inoltre, questo primato negativo è da attribuire a diversi
fattori, quali la smisurata diffusione del lavoro nero, una
spesa sociale parecchio inferiore a quelle di molte altre
regioni italiane e anche la mancata della legge per
l’integrazione socio-sanitaria. La provincia che può “vantare”
il posizionamento sul gradino più alto del podio di questa
macabra classifica è Agrigento, con un importo mensile medio di
pensione pari a 471,28 euro. Il capoluogo Palermo, invece, si
situa al sesto posto, con una media di 548,15 euro ma con il
maggior numero di pensionati, 302.540. Il triste risultato della
Sicilia si mostra in tutta la sua drammatica evidenza se posto a
confronto con la media nazionale, che, secondo i dati dell’Inps,
si attesta sui 702,11 euro. La media dei pensionati siciliani è
invece di 550,08 euro al mese. Tutto questo diventa ancora più
grave se pensiamo che il numero dei pensionati a carico della
previdenza sociale nell’Isola rappresenta ben il 7,1% del
totale nazionale, che è di 17.750.065 individui, uno dei
maggiori d’Europa. Altro pesante record negativo è quello che
riguarda la povertà relativa, ossia quella che colpisce le
famiglie che vivono con un reddito mensile inferiore a 900 euro.
Infatti in Sicilia addirittura una famiglia su tre vive al di
sotto di questa soglia, caratterizzando la regione come avente
la povertà relativa più alta dell’intero territorio nazionale,
con una percentuale del 27,6% l’11,1% dell’incidenza nazionale e
il 22% di quella meridionale.La povertà assoluta, invece,
investe una famiglia su 10, con una percentuale del 5,8% a
fronte del 4,1% del territorio nazionale e una soglia mensile di
538,92 euro. Altro spunto di riflessione: in Sicilia sono stati
spesi nel 2009 15 milioni per il buono socio-sanitario, mentre
in Veneto ben 700 milioni. Come detto, la Cisl Fnp attribuisce
gran parte della colpa alla legge 328 del 2000, “in relazione
all'integrazione socio-sanitaria – dichiara il segretario
regionale, Carmelo Raffa – che prevede un sistema di servizi
assistenziali mai messi in atto in questa regione”, con la
conseguente mancanza di protezione sociale per la popolazione
anziana dell'Isola, che conta 170 mila non autosufficienti.
“Chiediamo con forza l'applicazione della legge 328 – aggiunge
pertanto Raffa – e siamo pronti ad avviare una petizione
popolare”. “Un malato cronico in ospedale – prosegue – costa
alle casse pubbliche 800 euro al giorno; se fosse a casa ne
costerebbe appena 70 . Qui anche chi ha reddito è un povero e la
responsabilità è del governo regionale che non attua le leggi.
Ci vuole una vertenza forte, alla gente non devono essere negati
i diritti”. “Il livello di povertà aumenta con il crescere dei
componenti del nucleo familiare, e in presenza di soggetti
anziani – spiega a sua volta Gigi Bonfanti, segretario nazionale
della Cisl Fnp – la Sicilia paga il prezzo dello sviluppo,
perché non c'è mai stato un vero e proprio benessere. Non è
giusto che siano le famiglie a farsi carico di oneri economici
che spetterebbero alle istituzioni”.
Frana
anche il più piccolo comune siciliano Roccafiorita
1,14 km
quadrati e 228 anime. Per dimensioni è il comune più piccolo
della Provincia di Messina, della Sicilia e dell'intera Italia
insulare. Ma non fa eccezione. A franare è anche un "pezzetto"
di Roccafiorita, valle d'Agrò, provincia di Messina. Piazza
Belvedere "scivola" verso valle. La piazza è stata transennata e
vietata alla fruizione dei cittadini dopo che i funzionari del
Dipartimento regionale di Protezione civile hanno invitato
l’Amministrazione comunale a “porre i necessari presidi per
garantire la pubblica e privata incolumità nelle more degli
interventi”.
La
frana di Caronia è profonda ed ancora non si è arrestata
Fa
impressione e nello stesso tempo fa paura. Fa impressione
confrontare le immagini di Caronia ieri e oggi. Fa paura pensare
a quanta terra è scivolata a valle, quante case sono sparite,
inghiottite dalla frana, trascinate parecchi metri più giù. Fa
impressione e fa paura all’occhio di un osservatore esterno, lo
fa sicuramente di più ai proprietari di quelle case,
terrorizzati all’idea di quel che sarebbe potuto accadere se in
quelle case avessero vissuto ancora un giorno in più. Per
fortuna sono andati via. Purtroppo sono andati via. Per fortuna
si sono salvati, purtroppo devono assistere inermi a quel che
sta accadendo. Aspettando che la frana si fermi e sperando che
accada presto. Ci sperano loro e ci spera la protezione civile
che per il momento non può far altro che attendere. “Questa
frana è molto diversa da quella di San Fratello – ha spiegato il
responsabile regionale Pietro Lo Monaco – anche questa è
assolutamente imprevedibile, ma è molto più profonda e dunque
l’unica cosa che possiamo fare oggi è attendere”. Intanto però
in arrivo c’è un’ondata di maltempo che non sarò certo d’aiuto.
A San Fratello per evitare che l’acqua entrasse nel sottosuolo
sono stati coperte tutte le crepe che si sono formate sulle
strade, a Caronia questo è impossibile. “Li abbiamo deciso di
lavorare sulle infiltrazioni perché il territorio e le
caratteristiche del paese lo consentivano, qui non possiamo
farlo. Dobbiamo solo monitorare la situazione e fare il
possibile per aiutare gli abitanti di questa contrada”. Insomma,
prima di guardare avanti, a Caronia bisognerà attendere che la
situazione si stabilizzi e a giudicare dalla differenza delle
immagini di ieri e di oggi la sensazione è che ci vorrà ancora
parecchio tempo.
Messina, tentano una rapina in un'officina
I
carabinieri hanno arrestato sei persone di nazionalità romena
con l'accusa di tentativo di furto aggravato. Si tratta di
Veniamin Rujan, 52 anni e i suoi due figli Gheorhe Daniel e
Miahita, di 20 e 22 anni, Gheorghe Jgau di 20 anni, Ioan Filip
di 26 anni e Irina Mindrila di 35 anni. La notte scorsa i sei si
trovavano ai caselli autostradali dell'A20 a Patti, nel
messinese, ad attendere un pullman che li avrebbe condotti in
Romania. Prima di partire, però, hanno pensato di svuotare
un'officina meccanica nei pressi dei caselli autostradali. Una
segnalazione al 112 ha però permesso ai carabinieri di bloccarli
poco dopo aver rotto i lucchetti delle saracinesche.
Cronaca
06-03-2010
Clamoroso: Montecitorio cancella gli Ato rifiuti e idrici
Anche la
Sicilia dovrà di nuovo cambiare tutto. La Camera dei deputati ha
approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e
degli Ato idrici.Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta
Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua
e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento
legislativo, un autentico terremoto istituzionale, dall’entità e
dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentato,
sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinqiues
all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato
“interventi urgenti per enti locali e regioni”. Battuti le lobby
delle grandi società d’acqua e rifiuti che, quotidianamente,
presidiano Montecitorio e dei deputati italiani “designati”- a
cominciare da quelli siciliani – la Lega di Bossi, con fredda
efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte
consistente del sistema politico-economico di potere, e di
“governo allegro”, del centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia, ed
in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato
di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, “more
solito”, ignoravano che cosa stessero votando. L’atto della Lega
Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione
del “sistema acque” in Sicilia. Essendo stato soppresso anche
l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano,
adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui
delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto
giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto
sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro
attribuzione. Speriamo di poterci finalmente liberare dei
gestori privati che su scala regionale avevano surrogato la
vecchia EAS, che non si sono certo distinti né per efficienza e
modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo
di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad
investire soldi di origine pubblica, italiana o dell’Unione
europea.
La
provincia di Messina frana, il municipio di Naso dovrà essere
evacuato
Il
palazzo municipale di Naso, nel messinese, dovrà essere evacuato
a causa del dissesto provocato dalle frane che coinvolgono
alcuni paesi sui Nebrodi. Lo ha stabilito il commissario Antonio
Garofalo, che sostituisce sindaco e giunta. Gli uffici verranno
spostati in altri immobili comunali del centro storico, tra la
Piazza Lo Sardo, Piazza Roma e via Amendola. Il provvedimento,
attuato dopo un sopralluogo dei tecnici comunali, della
protezione civile e del genio civile, è stato condiviso dai
gruppi consiliari che hanno incontrato il commissario. Lo stesso
funzionario regionale ha firmato le ordinanze di sgombero per
quattro abitazioni nel rione Spirito Santo, a causa del
movimento franoso che coinvolge anche un tratto della Statale
116
A
Messina pericolo smobilitazione per l'indotto ferroviario
“Messina
è sempre più periferia del trasporto ferroviario italiano” e
l’abbandono di Ferrovie dello Stato dall’area dello Stretto non
può non avere un importante ricaduta anche sui livelli
occupazionali dell’indotto. A denunciare questa preoccupante
situazione è stata la Fit Cisl attraverso gli interventi del
segretario generale Enzo Testa e del responsabile del settore
ferrovie Michele Barresi. A dimostrazione dello stato di crisi
profonda in cui versa il settore ferroviario in Sicilia, basta
ripercorrere le vicende della società Wagon Lits, che gestisce
il servizio di accompagnamento notte su treni passeggeri di
Trenitalia. La società, nel settembre scorso, aveva aperto le
procedure di mobilità per 35 suoi lavoratori. Un pericoloso
campanello di allarme che ha trovato conferma ieri allorquando,
dopo l’incontro avvenuto presso il Ministero del Lavoro tra i
vertici societari e le organizzazioni sindacali, la Wagon Lits
ha proposto il ricorso “agli ammortizzatori sociali come unico
rimedio per la tutela dell’occupazione”. Una situazione ancor
più grave perché, come hanno spiegato Enzo Testa e Michele
Barresi, la Wagon Lits propone il ricorso a un contratto di
solidarietà. Un provvedimento che finirà col gravare in maniera
accentuata sul centinaio di lavoratori dell’impianto di Messina,
e non ha prospettato nessun reale piano di sviluppo per il
rilancio del settore nell’Isola proprio mentre, al contrario,
salvaguarda diverse realtà del Nord Italia. Secondo i due
esponenti della Fit Cis,l si assiste così al tentativo di “far
pagare ai lavoratori siciliani l’incertezza dei futuri scenari”,
ovvero una plausibile “contrazione” del trasporto ferroviario
passeggeri a lunga percorrenza nell’Isola, e ad una politica di
“aggiudicazione al maggior ribasso” delle gare per i servizi in
appalto di Trenitalia che va a scapito della “qualità del
servizio offerto alla clientela meridionale”.
Maxi
truffa all'Ue, arresti tra Palermo e Agrigento
Una
vasta operazione nei confronti di un'associazione a delinquere
che avrebbe organizzato truffe ai danni dello Stato e
dell'Unione Europea, per un valore complessivo di circa 30
milioni di euro, attraverso l'utilizzo di circa 90 milioni di
false fatturazioni, è stata condotta dalla Guardia di Finanza di
Palermo ed Agrigento. Gli investigatori hanno notificato
ordinanze di custodia cautelare ai responsabili
dell'organizzazione. Nell'ambito dell'operazione, coordinata
dalla Procura di Palermo e denominata in codice "Hidra", sono
stati inoltre sequestrati, tra la Sicilia e la Lombardia,
stabilimenti industriali, macchinari, immobili terreni e quote
societarie per un valore complessivo di oltre 18 milioni di
euro.
Cronaca
05-03-2010
Giampilieri, Scaletta, San Fratello, Caronia. A chi toccherà
domani?
La
provincia di Messina cade a pezzi e sta mostrando tutta la
fragilità di un territorio che adesso chiede il conto della poca
attenzione dell'uomo nei confronti della natura. Prima
Giampilieri e Scaletta con devastazioni e morte, poi a San
Fratello, adesso Caronia. Sui Nebrodi per fortuna la natura è
stata “clemente”, non si è registrata nessuna vittima, solo
danni. La località fin qui citate sono quelle che hanno subìto
maggiori danni, in cui il fronte delle frane è vasto ed ha avuto
un eco mediatico notevole. Ma basterebbe andare in giro per la
provincia per rendersi conto di come tutto territorio sia ad
alto rischio idrogeologico e le frane, in molte zone, siano
quasi all'ordine del giorno. Ma cosa sta succedendo nel
messinese? Lo dice la Coldiretti senza mezzi termini: ''L'84 per
cento dei Comuni della provincia di Messina e' considerato a
rischio per frane e alluvioni anche per effetto della
progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto
terreni fertili all'agricoltura''. Per l'associazione degli
agricoltori sarebbero ben 91 comuni su 108 ad essere a rischio
idrogeologico nel messinese. Questo dato rapresenta una sorta di
record del quale ne faremmo volentieri a meno. Infatti, la
drammatica percentuale della nostra provincia è la più alta
rispetto alla media nazionale. Per la Coldiretti Il progressivo
abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione
spesso incontrollata, non e' stato accompagnato da un
adeguamento della rete di scolo delle acque ed e' necessario
intervenire per invertire una tendenza che mette a rischio la
sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai
cambiamenti climatici in atto che si manifestano con una
maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi,
sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con
temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e
una modificazione della distribuzione delle piogge.
Dopo il parto... riposa in barella. Accade questo a Messina
Basta un
parto rocambolesco, ma fortunatamente senza gravi conseguenze, a
dimostrare in che stato versa la Sanità messinese. Questa la
storia-shock raccontata da Giovanni Cocivera, dirigente di
Ostetricia al Piemonte e consigliere al Comune di Messina
che, di guardia ieri notte all'ospedale di viale Europa, è stato
protagonista di una dissavventura medica.
Tre
medici del Policlinico rinviati a giudizio per la morte di
un'anziana
Il gup
Giovanni De Marco ha rinviato a giudizio tre medici del
Policlinico per la morte di Maria De Bono, 83 anni di Patti. La
donna morì nel settembre del 2008 all’ospedale “Barone Romeo” di
Patti dopo essere stati curati al Policlinico dal chirurgo
Giuseppe Navarra, da Giuseppe Serra e Giuseppe La Malfa. Ora
dovranno rispondere di omicidio colposo davanti al giudice
monocratico perché, secondo l’accusa, non avrebbero
diagnosticato un secondo tumore all'anziana, già operata per la
rimozione di un "calcinoma al sigma". Maria De Bono era stata
operata al Policlinico nell'agosto 2008 e dimessa al termine del
normale decorso post operatorio. Una volta rientrata nella sua
abitazione di Patti le sue condizioni di salute sono
improvvisamente peggiorate e, dopo il ricovero all’ospedale di
Patti, l’anziana è morta. Furono il marito e la figlia a
presentare una denuncia in Procura per chiedere che venisse
fatta piena luce sulla morte della donna. La magistratura di
Patti aveva già archiviato l’inchiesta e la posizione dei tre
medici indagati ed aveva inviato gli atti dell’inchiesta
Messina. Secondo quanto stabilito dai consulenti, infatti, la
morte della 83enne sarebbe stata provocata dalla mancata
diagnosi del tumore.
Non
si ferma la protesta degli operatori del 114
Sono
barricati dal 23 febbraio scorso, con tanto di sacchi a pelo,
sul campanile e sulla terrazza della chiesa di San Saverio a
Palermo e non hanno intenzione di scendere prima di ottenere
risultati concreti. È la protesta dei 33 ex dipendenti del
Telefono Azzurro a cui non è stato rinnovato il contratto,
scaduto lo scorso 31 dicembre. Si tratta di 31 donne e due
uomini, tutti trentenni. Un team di psicologi, psicoterapeuti,
pedagogisti e giuristi del servizio “114 Emergenza Infanzia” che
sono stati sostituiti, dall'inizio dell'anno, da volontari del
servizio civile, nonostante il ministero per le Pari opportunità
abbia concesso una proroga della convenzione stipulata con
Telefono Azzurro fino al 30 aprile. I professionisti del 114
puntano il dito contro la scarsa formazione dei volontari che
hanno preso il loro posto, chiamati a svolgere un lavoro
delicato e che richiede anni di esperienza. “Quando ci si trova
in linea con un minore che segnala un abuso, – spiega al
telefono Tiziana Salvo, una delle psicologhe sostituite –
bisogna sapere come fronteggiare l'emergenza e questo lo si
apprende con anni di esperienza, non con poche settimane di
formazione, tra l'altro, molti dei volontari hanno solo un
diploma”.
Cronaca
04-03-2010
Caronia, la frana non si ferma
Non si
ferma il movimento franoso che da 36 ore interessa un'area
collinare a Caronia, in provincia di Messina, dove la notte di
lunedì sono state evacuate 28 famiglie. Stamattina la frana ha
interessato il capannone di una fabbrica di materiale edile, che
rischia di crollare. Finora 105 persone hanno ricevuto
l'ordinanza di sgombero e altre 15 che abitano nell'area hanno
deciso di allontanarsi volontariamente. Nel frattempo è già
iniziato nella cittadina del Messinese un nuovo sopralluogo dei
geologi della Protezione Civile, di funzionari dei vigili del
fuoco e dei carabinieri sul fronte della frana che da lunedì
sera interessa un'area collinare di circa cinquanta ettari. I
tecnici sospettano che il cedimento si sia esteso e per questo
le verifiche si estenderanno a valle sino al torrente Marannano,
un affluente del Caronia. L'amministrazione comunale ha avvisato
il consorzio autostradale per tenere sotto controllo il tratto
dell A/20 che passa, tra viadotti a gallerie, a circa 500 metri
di distanza dallo smottamento. Nei pressi del palazzo comunale
di Caronia, alcuni degli sfollati contestano le mancate risposte
alle loro lettere inoltrate nei mesi scorsi al sindaco e alla
Procura, circa alcuni smottamenti che avrebbero permesso di
prevedere, secondo gli autori delle segnalazioni, lo smottamento
che si è verificato lunedì scorso. Intanto, il Centro operativo
comunale di Protezione civile (Coc) stamattina si è di nuovo
riunito in municipio. I movimenti del terreno sembrano più
rallentati rispetto a ieri e, per il momento, la situazione
viene definita sotto controllo anche se ancora piuttosto seria.
In
Sicilia le pensioni più basse d'Italia. Il lavoro nero è la
causa principale
Le
pensioni dei siciliani sono più basse di quelle del resto
d'Italia. Il motivo? I lunghi periodi di lavoro nero cui i
lavoratori dell'Isola sono costretti. E così, all'età di 65
anni, un dipendente in media ha alle spalle appena vent'anni di
contributi e, in alcuni casi, molti più anni di sommerso. Lo
afferma uno studio della Cisl Fnp Sicilia, che sarà presentato a
Palermo venerdì prossimo nel corso del direttivo che si svolgerà
all'Astora Palace. La situazione peggiore è quella di Agrigento,
dove un pensionati guadagna in media 471 euro al mese. Ma nel
resto della Sicilia le cose non vanno meglio, con un reddito dei
pensionati del 21 per cento inferiore ai loro coetanei del resto
d'Italia. E poi zoom sulla spesa sociale in Sicilia dove nel
2009 sono stati spesi 15 milioni per il buono socio-sanitario, a
fronte dei 700 milioni del Veneto.
Il
sisma in Cile ha accorciato la durata del giorno
Il
terremoto del Cile ha modificato l'asse di rotazione della Terra
ed ha accorciato i giorni. A renderlo noto è Antonio Piersanti,
direttore sismologia e tettonofisica dell'Ingv, che conferma
così i dati rilevati dalla Nasa. "E' noto da diversi decenni -
spiega - che i grandissimi terremoti hanno un impatto, anche se
molto piccolo, sull'asse di rotazione terrestre. Tra l'altro
l'Italia è all'avanguardia in questi studi, perché ci sono pochi
gruppi di ricerca nel mondo che se ne occupano e uno è
italiano". "Un terremoto come quello del Cile - dice - sposta
l'asse di qualche centimetro. Come ha rilevato la Nasa si tratta
di 7-8 centimetri. Questo sisma ha agito anche sul periodo di
rotazione della terra intorno al suo asse diminuendolo di una
quantità pari a 1 e 2 microsecondi. Si tratta - evidenzia - di
valori che non hanno nessun impatto pratico macroscopico, ma
valori su cui è importante soffermarsi perché lo studio di
questi fenomeni ci permette di capire meglio la dinamica
profonda del pianeta Terra e quindi di studiare la sua futura
evoluzione". La differenza è stata calcolata dallo scienziato
della Nasa Richard Gross tramite un modello matematico
complesso. Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto
quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha
spostato masse verso l'interno della Terra determinando una
maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della
durata del giorno: per la precisione 1,26 microsecondi, ossia
1,26 milionesimi di secondo. Il terremoto ha avuto conseguenze
anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato
di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri.
Per
infiltrazione mafiose al Comune di Furnari sollevati due
dirigenti.
Il
Ministro degli Interni, Roberto Maroni, su proposta del prefetto
di Messina, Francesco Alecci, ha disposto un provvedimento
disciplinare nei confronti di due dipendenti del Comune di Furnari,
il centro tirrenico del Messinese sciolto per infiltrazioni
mafiose alla fine del novembre scorso. Secondo quanto disposto
dal decreto due dipendenti, il geometra Antonino Germanò,
responsabile dell'area tecnica e la dottoressa Francesca Bonomo,
in servizio presso l'area demografica, verranno destinati ad
altri incarichi, che saranno individuati dalla commissione
straordinaria, insediatasi lo scorso 18 dicembre a Furnari, per
la provvisoria gestione del comune. Per cinque anni i due
dipendenti comunali non potranno ricoprire nuovamente l'incarico
dal quale sono stati sollevati.
Cronaca
03-03-2010
E’morto il bimbo a cui era stato negato il sussidio
Tra 15
giorni ci sarebbe stata a Catania udienza per ricorso. E' morto il bimbo di 3 anni e mezzo, disabile, a cui era stato negato
il sussidio, proprio 15 giorni prima dell'udienza contro il no
dell'Inps. Il Tribunale di Catania avrebbe dovuto trattare il
ricorso presentato dai genitori del piccolo contro la decisione
dell'Inps che aveva negato il sussidio di accompagnamento per
fare fronte alle spese per le cure. Il bambino era affetto da
una grave forma di paresi celebrale, la commissione medica dell'Asl
aveva concesso soltanto l'indennita' di frequenza.
Dopo
San Fratello frana Caronia
Un
movimento franoso, che attualmente procede a 7 centimetri l'ora,
sta interessando le contrade Lineri e Ricchio del comune di
Caronia, nel Messinese, dove dalla mezzanotte sono state fatte
evacuare 120 persone in un'area collinare di circa 50 ettari. Il
vasto movimento franoso che sta investendo alcune contrade di
Caronia, nel messinese, ha travolto una villetta disabitata e
sta minacciando altre abitazioni. Sul posto si trova il sindaco
di Caronia, Giuseppe Collura, che sta coordinando i primi
interventi. "Stiamo predisponendo un centro di coordinamento al
comune - spiega il sindaco - e abbiamo attivato tutte le
procedure previste in questi casi. La frana, per le sue
modalità, presenta numerose analogie con quella di San Fratello,
anche se fortunatamente non minaccia il centro del paese. Il
fronte si sta muovendo velocemente ed è molto ampio". La frana
ha interessato anche la scuola media di Lineri, dove stamattina
era stato sbarrato l'ingresso sia agli alunni che agli
insegnanti. La zona dove si è verificato il movimento franoso
dista in linea d'aria una decina di chilometri da San Fratello.
Nell'area dei Nebrodi, che comprende anche Caronia, da gennaio
si sono registrate circa 250 frane. Sul posto, nella notte, sono
intervenuti carabinieri e forze dell'ordine, e stamattina sono
arrivati gli uomini della Protezione civile. Il 14 febbraio
scorso un'altra frana ha interessato il Comune di San Fratello,
sempre nel Messinese, dove è stato evacuato un terzo dei circa
4500 abitanti.
Italia, disoccupazione record
La crisi
economica torna in primo piano. Dalle analisi dell'Istat vien
fuori che il tasso di disoccupazione continua a salire e a
gennaio si posiziona all'8,6%, dall'8,5% di dicembre 2009. Si
tratta del dato peggiore da gennaio 2004, inizio delle serie
storiche. Il tasso di disoccupazione giovanile, fa inoltre
sapere l'Istat, è pari al 26,8%, con una crescita di 0,3punti
percentuali rispetto al mese precedente e di 2,6 punti
percentuali rispetto a gennaio 2009. La disoccupazione maschile
raggiunge a gennaio un livello pari a 1 milione 147 mila unità,
in aumento del 2,1% (+23.000 unità) rispetto al mese precedente
e del 27,2% (+245.000 unità) rispetto allo stesso mese dell'anno
precedente. Il numero di donne disoccupate è invece pari a
997.000 unità con una riduzione dell'1,9% rispetto a dicembre
(-19.000 unità), a fronte di un aumento del 9,8% rispetto a
gennaio 2009 (+89.000 unità). Nel 2009 il prodotto interno lordo
italiano è diminuito del 5%. Nella precedente rilevazione,
effettuata con diversi metodi statistici, la prima stima del Pil
segnava una contrazione del 4,9%. È il dato peggiore
praticamente da sempre, ovvero almeno dal 1971, quando è
cominciata la rilevazione statistica. La pressione fiscale
complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in
conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) nel
2009 è risultata pari al 43,2%, superiore di 3 decimi di punto
rispetto al valore del 2008 (42,9%). È uno dei dati contenuti
nel 'Conti economici nazionali' diffusi dall'Istat.
Operazione Tyson 41 richieste di rinvio a giudizio
Sono
quarantuno le richieste di rinvio a giudizio alla fine delle
indagini scaturite dal blitz Tyson, scattato il 27 maggio scorso
con l'arresto di 11 persone accusate di spacciare, cocaina,
eroina ed hashisc tra Valle degli Angeli, Barcellona e Taormina.
Il sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera, titolare
del fascicolo, ha chiesto al Gip di esaminare la posizione di
tutti gli indagati, e disporne il rinvio a giudizio. L'indagine
ha preso il via alla fine del 2006 con l'arresto di Antonio
Biasi, esponente della Sacra corona unita e da anni residente a
Messina, che ha deciso di collaborare con la giustizia. L'uomo,
killer per l'organizzazione criminale pugliese, era in carcere a
Messina. Andato ai domiciliari nel marzo 2006, si è stabilito a
Valle degli Angeli dove si è legato al gruppo guidato da
Fortunato Pietropaolo, a capo di una rete di spacciatori che
facevano girare la cocaina in città. E' proprio con Pietropaolo
che l'uomo viene fermato, nel novembre 2006, dopo un'irruzione
della Polizia nella sua abitazione, dove gli agenti trovano 25
grammi di cocaina. Dopo l'arresto, il pugliese decide di
collaborare e racconta dei rifornimenti della droga effettuati
da Pietropaolo, poi spacciati insieme allo stesso Biasi ed al
cugino Donato tra Barcellona, dove si rifornivano e Taormina,
dove spacciavano nei locali. Una cimice ben piazzata nell'auto
di quest'ultimo ha permesso agli investigatori di trovare i
riscontri alle dichiarazioni del puglise. In manette finirono il
trentunenne Fortunato Pietropaolo, Carmelo Donato, di 24,
Carmelo Fazio, di 30, Mario Longo, di 24, Salvatore Spadaro, di
44, Pasquale Pietropaolo, di 42, Cosimo Idotta, 25 anni, Alfredo
Tinaglia, 28 anni Giuseppe Carrozza, 36 anni, Umberto Alessi, 31
anni e Tindaro Santo Scordino 25 anni. Gli altri indagati:
Domenico Romano, 26 anni; Emanuela Popolo (33), Giovanni
Cutroneo (46), Paolo Carbone (43) Vincenzo Burrascano (22),
Antonino Morana (23), Giovanni Maiorana (37), Carmelo Zambara
(36), Giovanni Licandro (31), Francesco Costa (43), Andrea
Castagnola (26), Antonino Pietropaolo (45), Antonino Tortorella
(24), Federico Bonaffini (30), Giuseppe Cantale (35), Salvatore
Barbuscia (40), Romualdo Insana (46), Massimo Di Bella (36),
Umberto Bottari (47), Andrea Ronsisvalle (41), Giuseppe Martines,
36 anni. Indagati anche i barcellonesi Vincenzo Antonucci (53),
Antonino Cambria (34), Antonino Enrico Mazzeo (25), Domenico
Sebastiano Bucolo (32), Antonino Italiano (31), Salvatore
Costantino (29), Francesco Puliafito (21), Andrea Alesci (22);
infine Adele Puglisi, 48 anni, di Rometta.
Cronaca
02-03-2010
La
Sicilia è incapace ad utilizzare i fondi sociali europei
Nell'utilizzo dei fondi sociali europei destinati all'Italia, in
particolare dei 14 miliardi di euro relativi al periodo
2007-2013, "emerge, ancora una volta, un notevole divario tra il
Sud e il Centro-Nord". "La capacità di utilizzazione delle
somme, infatti, è di gran lunga superiore al Nord rispetto al
Sud. Il Mezzogiorno utilizza poco i fondi sociali europei. Basta
vedere i dati percentuali dai quali si evidenzia che la Sicilia,
con il dato registrato del 2,26 per cento è ultima, seguita da
Campania (2,37 per cento) e da Puglia (5,96 per cento). Se si
guarda invece al Centro-Nord, il confronto si rileva impietoso.
Spiccano infatti gli esempi del Veneto ed Emilia Romagna, che
hanno già raggiunto una percentuale di fondi impegnati superiore
al 40 per cento e della Provincia autonoma di Trento che
registra il record del 52 per cento di fondi già impegnati".
La cassa
integrazione ordinaria in Sicilia è quasi triplicata
E' anche aumentato il ricorso alla cassa integrazione (cigs)
straordinaria. Per la prima si e' passati da 4.643.587 ore
(2008) a 11.176.339 (2009). La cigs e' invece passata da
3.959.353 del 2008 a 4.533.499 del 2009. A fare il punto
sull'andamento della cassa integrazione e' la Cgil siciliana in
un dossier. Lo studio rileva come il 2009 tra gli ultimi otto
sia stato l'anno peggiore. Dal prospetto delle province si
ricava che tra il 2008 e il 2009 l'incremento maggiore della
cigo si e' avuta a Caltanissetta (+759,96%), segue Ragusa con +
713,89%, Catania con + 476,87%, pari a 1.624.127 ore in piu'. I
settori dove si sono registrati i maggiori incrementi di cassa
integrazione sono energia e gas con + 1.347%, l'industria
metallurgica e metalmeccanica con + 106%. Ma e' l'edilizia il
comparto che ha mostrato maggiore "sofferenza" i termini
numerici, con 15.780.838 ore autorizzate tra cigo e cigs nel
2009 con un incremento dell'83% sulla quota gia' alta del 2008
(8.602.94). In termini percentuali la crisi ha lasciato il suo
segno soprattutto sul settore meccanico che e' passato da 38,49
ore per addetto del 2008 a 104,31 ore del 2009, e su quello
chimico passato a 32 a 75 ore. In entrambi i casi la perdita di
reddito e' stata di circa mille euro a lavoratore. Tutto cio'
rende necessaria l'abolizione dei tetti degli ammortizzatori.
Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria il
dossier della Cgil rivela che su 145 richieste di intervento ben
52 sono per crisi aziendali, senza che sia prevista la ripresa
dell'attivita' produttiva e 72 sono contratti di solidarieta',
mentre le richieste per ristrutturazioni aziendali sono solo 10.
Questo quadro, secondo il rapporto, fa temere che la Sicilia
uscira' dalla crisi "con un sistema produttivo in coma profondo
e pertanto necessiterebbe di una riflessione profonda da parte
del governo e di un cambio di marcia rispetto gli interventi da
mettere in campo per uscire dalla crisi", sottolinea Pippo Di
Natale, responsabile del mercato del lavoro nella segreteria
regionale della Cgil, che aggiunge: "Anche il 2010 non si
presenta bene e in piu' si ha la sensazione che il governo
regionale non ne abbia piena consapevolezza, limitandosi ad
inseguire le emergenze senza mettere in campo politiche anti
crisi adeguate.
Messina:
operazione antidroga “Malu tempu”,
C’è
anche un consigliere comunale di Saponara, fra i nove arrestati
nell’ambito dell’operazione antidroga “Malu tempu”, condotta
dalla squadra mobile di Messina. Si tratta di Giuseppe Pollino.
Insieme a lui sono state arrestate altre otto persone con
l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio
di droga: Gianluca Siavash, 21 anni, già in carcere, Antonio
Sanò, 53 anni; Gianluca De Marco, 25 anni; Lucviano Lotta, 42
anni; Fabrizio Bombaci, 28 anni; Giuseppe Coppolino; 28 anni tu
tti di Messina. In manette è finito anche Antonio Papale, 28
anni e il già nominato Pollino, 34 anni, entrambi di Saponara.
Ad eccezione di Siavash e Lotta, che sono stati accompagnati in
carcere, tutti sono agli arresti domiciliari. Le ordinanze sono
state emesse dal gip di Messina, su richiesta della Dda della
città dello stretto. Le indagini erano state avviate a seguito
del ferimento, il 21 agosto del 2008, di un venticinquenne. Gli
agenti hanno scoperto che l’agguato di viale Giostra era
collegato alla gestione dello spaccio nella città e sono
riusciti ad individuare due clan che si dividevano il mercato.
La polizia ha sequestrato anche 532 grammi di eroina, 103 grammi
di cocaina, 99 grammi di hashish e 104 grammi di marijuana.
Questa mattina la perquisizione all’interno della casa di
Carmelo Caruso ha permesso di ritrovare ulteriori 40 grammi di
marijuana.
Cronaca
28-02-2010
Al
Papardo anche la "Casta" della Sanità si mette in mostra.
Una
lista quasi infinita di nomi che schiera i medici più noti della
Sanità messinese, i professionisti più affidabili, i sanitari
che si sono fatti le ossa tra un lungo percorso di studi, la
gavetta e l'impegno costante. Ma, a quanto pare, tra i dirigenti
della P.A. quelli della Sanità sono anche i più pagati. Il più
sfortunato non prende annualmente meno di 60mila euro lordi
(5mila euro al mese, giusto per far loro un po' di conti in
tasca). Il più fortunato, anzi la più fortunata (Grazia Calarco
in questo caso ma tanti a lei si avvicinano) si accaparra uno
stipendio da 229.880,19 euro (a conti fatti quasi 20mila euro al
mese). Cifre che lette tutte in una volta, tolgono il fiato e
comportano una spesa elevatissima per il nosocomio cittadino. Il
documento presente sul sito si riferisce ai compensi annuali
erogati al personale dirigente dipendente dell'azienda
ospedaliera Papardo di Messina relativo all'anno 2008.
Corruzione, peculato e impunità "affossano" la Sicilia
Nel 2009
la sezione giurisdizionale per la Regione siciliana della Corte
dei Conti ha pronunciato e pubblicato 41 sentenze di condanna e
22 di assoluzione. L'importo complessivo dei danni erariali da
risarcire derivanti dalle sentenze di condanna ammonta a
4.381.309 euro. Sono i dati illustrati dal presidente della
Sezione Luciano Pagliaro che ha svolto la relazione sull'operato
della Corte nel 2009. "Le piu' ricorrenti tipologie di danno
oggetto dei giudizi - ha spiegato - riguardano quelle connesse a
fattispecie penalmente rilevanti, peculato, corruzione,
concussione, danni relativi all'esecuzione di opere pubbliche,
incarichi i consulenza conferiti illegittimamente o privi di
utilita', percezione indebita o uso distorto di contributi
comunitari, episodi di malasanita'". Pagliaro ha anche
sottolineato il rischio che negli Enti locali si possa
ingenerare negli amministratori "la falsa convinzione di uno
status di irresponsabilita' o di impunita'", auspicando la
riattribuzione al ministero dell'Interno della competenza in
materia di nomina e gestione dei segretari provinciali e
comunali. Pagliaro ha segnalato che per gran parte del 2009 la
Corte ha dovuto funzionare con solo 5 magistrati rispetto ai 13
previsti in organico e che a causa della carenza di personale i
tempi per la celebrazione del dibattimento si sono allungati a
circa un anno dal deposito dell'atto di citazione. "In mancanza
di un'esplicita denuncia o di una scoperta in flagranza - ha
avvertito il magistrato - i reati di concussione e di corruzione
sono difficilmente accertabili e, a tal fine, non possono
condividersi l'esclusione o la limitazione delle intercettazioni
telefoniche e ambientali". Gli appalti in Sicilia costano di
più. Il meccanismo perverso che comporta per le opere pubbliche
una spesa superiore al normale è stato spiegato nella relazione
inaugurale del presidente della sezione siciliana della Corte
dei conti, Luciano Pagliaro. Alla base di tutto c'è il
meccanismo di calcolo previsto da una legge regionale (numero 2
del 2007). "In Sicilia - ha osservato Pagliaro - quasi tutti gli
appalti di importo inferiore a 5 milioni e 150 mila euro vengono
aggiudicati per sorteggio, dal momento che tutte le imprese
partecipanti alla gara per evitare di essere escluse presentano
un'offerta al ribasso pari a 7,3152 per cento. Poiché nel resto
d'Italia la percentuale si attesta al 12-15 per cento è evidente
che le pubbliche amministrazioni siciliane presentano un maggior
costo pari al 5-8 per cento dell'importo a base d'asta". E, come
se non bastasse, non c'è "alcuna garanzia sulla capacità e
serietà della ditta aggiudicataria estratta a sorte".
L'esperienza di questi anni ha indotto il presidente della Corte
dei conti ad auspicare che il meccanismo del sorteggio, dal
quale derivano maggiori costi e minori garanzie, venga superato
da una nuova legge regionale.
Messina, l'ospedale Piemonte a rischio sismico.
"Da
lunedì il reparto di Psichiatria dell'ospedale Piemonte di
Messina sarà chiuso e i pazienti verranno trasferiti in parte al
Policlinico e in parte al Papardo". A dirlo è il direttore
generale dell'ospedale Piemonte-Papardo, Armando Caruso in
merito alle disposizioni della commissione parlamentare sulla
Sanità guidata dal senatore Ignazio Marino, che giovedì scorso a
Messina, dopo un sopralluogo all'interno del nosocomio, ha
disposto l'immediata chiusura del reparto di Pschiatria e la
successiva chiusura delle altre Unità operative, tranne la
'Piastra Chirurgica' e il pronto soccorso, entro il 30 giugno
perché a rischio sismico.
Truffa
ad anziani, scovata la banda del "lascito ereditario"
Convincevano persone anziane a consegnare soldi in contanti,
promettendo lauti guadagni. L'ultimo raggiro è avvenuto lo
scorso 9 ottobre 2009 a Rovigo ai danni di un'anziana, indotta,
con un'abile messinscena, a prelevare in banca 6 mila euro.
Proprio dalle immagini del sistema di sicurezza dell'Istituto di
credito "Hypo Alpe Adria", la Squadra Mobile di Rovigo è
riuscita ad identificare uno dei truffatori e da qui a scovare
tutti i componenti di una banda criminale, che aveva messo a
segno truffe in molte città del Nord Italia. Quattro gli
arrestati, tutti di Messina, con precedenti specifici: il 58enne
Antonino Licciardello, il 68enne Mariano Pinizzotto, il 49enne
Carmelo Squillaci ed il 41enne Nicola Mondello.
Cronaca
27-02-2010
La
Sicilia maglia nera nell'utilizzo dei fondi europei
Nell'utilizzo dei fondi sociali europei destinati all'Italia, in
particolare dei 14 miliardi di euro relativi al periodo
2007-2013, "emerge, ancora una volta, un notevole divario tra il
Sud e il Centro-Nord". Lo ha sottolineato il presidente del
Senato Renato Schifani, nel suo intervento al convegno
'Riformare il Paese' organizzato a Roma dall'Upi. "La capacita'
di utilizzazione delle somme, infatti, e' di gran lunga
superiore al Nord rispetto al Sud. Il Mezzogiorno utilizza poco
i fondi sociali europei. Basta vedere i dati percentuali dai
quali si evidenzia che la Sicilia, con il dato registrato del
2,26 per cento e' ultima, seguita da Campania (2,37 per cento) e
da Puglia (5,96 per cento). Se si guarda invece al Centro-Nord,
il confronto si rileva impietoso. Spiccano infatti gli esempi
del Veneto ed Emilia Romagna, che hanno gia' raggiunto una
percentuale di fondi impegnati superiore al 40 per cento e della
Provincia autonoma di Trento che registra il record del 52 per
cento di fondi gia' impegnati".
I
Costi della politica
Sapete
quante sono le auto blu in Italia? 626.760. Per farvi un’idea,
tenete conto che gli Stati Uniti d’America hanno appena 72.000
auto blu. E dietro gli Stati Uniti ci sono la Francia, il Regno
Unito e così via. Il record italiano è irraggiungibile. La parte
del leone la fa lo Stato con 172.204 auto blu. Seguono gli Enti
pubblici (137.942), le regioni con 54.219, comuni (72.000),
province (51.000) e così via. Per quanto riguarda la nostra
Regione tutti gli assessori ed i direttori generali hanno l’auto
blu. L’Assemblea regionale ha un parco macchine assai ampio. A
tutti i membri del consiglio di presidenza viene assegnata una
vettura con autista “ad personam”, i presidenti delle
commissioni legislative ne hanno a disposizione una tutte le
volte che la chiedono, i presidenti dei gruppi parlamentari ne
hanno una e se la pagano con i contributi dell’Assembla. Ogni
vettura ha un autista. Il Presidente ha due auto blu con
autista, una delle quali viene utilizzata tutte le volte che è
richiesto, anche dal capo di gabinetto. Anche il Segretario
generale ed il vice segretario generale vicario hanno l’auto
blu. Le auto dell’Assemblea sono delle Audi in leasing. Quanto
costa una Audi con autista giorno dopo giorno? Siccome gli
autisti la stragrande maggioranza delle volte escono in
missioni, i costi sono sicuramente alti. Anzi, altissimi. A
Palazzo Madama, invece, le autovetture non sono concesse ad
personam. I membri del consiglio di presidenza non le hanno, e
nemmeno capi di gabinetto.
Ospedale Piemonte: ennesimo emblema di una città che va
spegnendosi
L’ospedale Piemonte ennesimo emblema del fallimento dell’intera
classe politica che gestisce senza governare la città da vent’anni
a questa parte. Questa l’opinione del segretario generale della
Cgil di Messina Lillo Oceano che osserva: «Oggi è l’ospedale
Piemonte, ieri la vicenda Smeb o quella delle Ferrovie, o ancora
l’apparentemente inarrestabile collasso della nostra provincia.
Frana
a Mili, strada interrotta
Un
preoccupante smottamento, che non ha messo a rischio
l'incolumità di passanti e residenti della zona, si è verificato
lungo la strada provinciale che da Mili S. Marco conduce a Mili
S. Pietro. Bloccata, per il momento, l'arteria che collega i due
villaggi.Gli abitanti della seconda frazione, collocata più in
alto, sono rimasti quasi isolati. Le uniche due vie alternative
possibili sono il torrente, percorribile momentaneamente dalle
auto, e la strada che attraversa Tipoldo, ben più impervia e
scomoda.
Cronaca
26-02-2010
Le
Isole Eolie restano senza pane e frutta
Con una
nuova circolare interna, la Siremar, una delle compagnie di
navigazione che garantisce i collegamenti marittimi in Sicilia,
proibisce il trasporto di generi alimentari sugli aliscafi. Le
piccole isole dell'arcipelago delle Eolie, pertanto, restano
senza pane e generi di prima necessità. Forti proteste, per il
mancato arrivo del pane e della frutta, arrivano dagli abitanti
di Filicudi, Alicudi e Ginostra, dove non esistono panifici e
fruttivendoli: gli unici mezzi giornalieri sono gli aliscafi e
le navi arrivano solo due volte la settimana.
Il
reddito delle famiglie? Si concentra al Nord per il 53%
Il
reddito disponibile delle famiglie italiane si è concentrato in
media per circa il 53% nelle regioni del nord, per il 26% circa
nel Mezzogiorno e per il restante 21% nel Centro. Lo rende noto
un'indagine dall'Istat che prende in esame il periodo 2005-2007.
In particolare il nord-ovest, il centro e il sud mostrano una
crescita media annua simile intorno al 3,2% pari a quella
nazionale del 3,2%, al contrario nel nord-est la crescita totale
é stata maggiore della media nazionale con un +3,4%. In cima
alla classifica l'Emilia-Romagna, che segna un +4%.
Oltre 5
siciliani su 10 si sentono a rischio
Il
55% dei siciliani teme che la zona in cui vive sia a rischio
idrogeologico e che possano verificarsi frane e alluvioni. La
sicurezza del territorio non e' piu' una garanzia nella
percezione dei cittadini dell'Isola.
E' quanto emerge dall'indagine condotta dall'Istituto nazionale
di ricerche Demopolis, dopo l'ennesima emergenza siciliana, la
frana a San Fratello e in altri comuni del messinese, che, dopo
i tragici fatti di Giampilieri, ha determinato nell'opinione
pubblica una crescente percezione di insicurezza abitativa in un
territorio altamente sismico e molto fragile sul piano
idrogeologico. Secondo i dati del Monitor continuativo
Demopolis sull'opinione pubblica siciliana, la percentuale di
cittadini che esprime timore sull'eventualita' che i cambiamenti
climatici e le piogge, sempre piu' ricorrenti, possano provocare
danni al territorio e' cresciuta di 24 punti in due anni: dal
31% del 2008 al 55% di questi giorni. Inoltre, si mantiene
elevata la percezione di rischio sismico nell'Isola: il 73%
degli intervistati esprime preoccupazione sugli effetti che
potrebbe determinare un eventuale terremoto nella zona di
residenza. Sul dato - in crescita considerevole dal 2008 ad oggi
- grava anche la memoria del terremoto in Abruzzo e l'impatto
mediatico dell'immane tragedia di Haiti. Per prevenire e
contrastare i pericoli connessi alla sempre piu' evidente
vulnerabilita' del territorio siciliano, i cittadini -
intervistati dall'Istituto Demopolis - chiedono, a maggioranza
assoluta, che si vieti la costruzione di edifici in zone a
rischio (57%) e che si verifichino lo stato del territorio e le
condizioni strutturali degli immobili (54%).Inoltre, il 48%
chiede che si mettano in sicurezza gli edifici pericolanti (48%)
e che si controlli il rispetto dei criteri di sicurezza nelle
nuove costruzioni (41%). In quest'ottica, l'auspicio dei
siciliani - come gia' rilevato da Demopolis - e' che il Piano
casa regionale non aggravi ulteriormente la vulnerabilita' del
territorio, ma possa divenire strumento concreto di
riqualificazione abitativa e di incremento della sicurezza.
Hotel
Europa, si aggrava la vertenza: 22 i lavoratori licenziati
Brutte
notizie sul fronte Hotel Europa. Nel giorno dell'incontro
risolutore all'Ufficio Provinciale del Lavoro, arrivano 22
lettere di licenziamento, a decorrere dal 27 febbraio, per i
lavoratori dell'albergo della zona Sud che, fino alla scorsa
settimana, ospitava gli sfollati. Una batosta per i dipendenti
dell'Hotel che avevano richiesto l'incontro a causa del mancato
pagamento degli stipendi da parte della Duesse srl che gestisce
la struttura alberghiera dell’Hotel Europa, la cui proprietà è
della S.A.R.S. Dal 27 gennaio la Duesse srl è stata messa in
liquidazione dopo aver effettuato, il 7 ottobre 2009, un
trasferimento d’azienda alla S. J. srl.
Liberato il ragazzo siciliano rapito in Venezuela
Francesco Giunta è stato liberato. Il ragazzo, originario di
messina, 22 anni, era stato rapito in Venezuela il 7 febbraio a
Ciudad Ojeda, la terza città più grande dello stato dello Zulia
al confine con la Colombia. Francesco è stato rilasciato nella
notte e abbandonato in una stazione di servizio. Da lì ha
chiamato alla sua fidanzata. Subito dopo è stato accompagnato
dalle forze dell'ordine in una stazione di polizia di Ciudad
Ojeda. Lì ha incontrato suo padre, Franco Giunta, che la
settimana scorsa aveva lanciato un appello, per dire alla
Farnesina di fare presto poichè che Francesco necessitava di
alcuni farmaci, da prendere quotidianamente.
Cronaca
25-02-2010
I
vescovi difendono il Mezzogiorno
Per
risolvere la questione meridionale, è necessario "superare le
inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti" e far crescere
il senso civico di tutta la popolazione. E' quanto afferma il
nuovo documento dei vescovi italiani su "Chiesa e Mezzogiorno".
In tutta Italia - denunciano i vescovi - è cresciuto "l'egoismo,
individuale e corporativo, con il rischio di tagliare fuori il
Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse,
trasformandolo in un collettore di voti per disegni
politico-economici estranei al suo sviluppo".Nel testo i vescovi
italiani condannano duramente il perdurare del fenomeno della
criminalità organizzata nel Mezzogiorno. "La criminalità
organizzata non può e non deve dettare i tempi e i ritmi
dell'economia e della politica meridionali, diventando il luogo
privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi
il sistema democratico del Paese, perché il controllo malavitoso
del territorio porta di fatto a una forte limitazione, se non
addirittura all'esautoramento, dell'autorità dello Stato e degli
enti pubblici, favorendo l'incremento della corruzione, della
collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro,
manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche
e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando
così l'intero territorio nazionale''.Per i vescovi, "in questi
ultimi vent'anni le organizzazioni mafiose, che hanno messo
radici in tutto il territorio italiano, hanno sviluppato
attività economiche, mutuando tecniche e metodi del capitalismo
più avanzato, mantenendo al contempo ben collaudate forme
arcaiche e violente di controllo sul territorio e sulla
società". "Purtroppo - aggiungono - non va ignorato che è ancora
presente una cultura che consente loro di rigenerarsi anche dopo
le sconfitte inflitte dallo Stato attraverso l'azione delle
forze dell'ordine e della magistratura. C'è bisogno di un
preciso intervento educativo, sin dai primi anni di età, per
evitare che il mafioso sia visto come un modello da imitare".La
Cei sottolinea però che l'economia illegale "non si identifica
totalmente con il fenomeno mafioso, essendo purtroppo diffuse
attività illecite non sempre collegate alle organizzazioni
criminali, ma ugualmente deleterie", come usura, estorsione,
evasione fiscale e lavoro nero. "Ciò - sottolinea la Conferenza
Episcopale Italiana - rivela una carenza di senso civico, che
compromette sia la qualità della convivenza sociale sia quella
della vita politica e istituzionale, arrecando anche in questo
caso un grave pregiudizio allo sviluppo economico, sociale e
culturale". Per questo - concludono i vescovi - la Chiesa "è
giunta a pronunciare, nei confronti della malavita organizzata,
parole propriamente cristiane e tipicamente evangeliche, come 'peccato',
'conversione', 'pentimento', 'diritto e giudizio di Dio', 'martirio',
le sole che le permettono di offrire un contributo specifico
alla formazione di una rinnovata coscienza cristiana e civile".
Lavoro: sul campanile 33 precari di Telefono azzurro
Hanno
trascorso la notte all'addiaccio sul campanile di una chiesa a
Palermo i 33 ex operatori di Telefono Azzurro senza contratto. I
lavoratori sono stati sostituiti da volontari del servizio
civile. Si tratta di 31 donne e 2 uomini con una eta' media di
30 anni - psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti e giuristi -
che hanno deciso di occupare la chiesa per protesta. Gli ex
dipendenti chiedono alle istituzioni 'tutela per la qualita' di
un servizio di salvaguardia dei minori'.
Edilizia scolastica il 30 per cento delle scuole necessita di
lavori urgenti
Più del
30% degli edifici scolastici ha bisogno di interventi di
manutenzione urgenti, quattro scuole su 10 sono prive di
strutture per lo sport e le bonifiche dall' amianto stanno
segnando il passo. E' quanto emerge dalla ricerca annuale di
Legambiente sull'edilizia scolastica nel nostro Paese, giunta
alla decina edizione. L'indagine - presentata oggi a Napoli in
occasione del convegno 'Per un'edilizia scolastica di qualita",
organizzato dall'associazione ambientalista per fare il punto
sulle politiche del settore - rivela che Prato, Parma e Biella
si piazzano in testa alla graduatoria del livello di qualità
dell'edilizia scolastica mentre agli ultimi posti finiscono tre
città del Sud: Campobasso, Messina e Crotone. Tra le note
positive Legambiente segnala alcune buone pratiche nel campo
della sostenibilità come, ad esempio, la raccolta differenziata
della carta che l'86,92% delle amministrazioni dichiara di
praticare (a fronte del 39,16% del 20019 e l'impiego di fonti di
illuminazione a basso consumo (le impiega quasi il 50% degli
edifici; nel 2005 erano il 37%).
Prometteva lavoro in cambio di soldi
L'uomo,
Domenico Bernava, titolare della "Planet Security", si faceva
consegnare somme di denaro dietro la falsa promessa di un
lavoro. 140 le vittime. A conclusione di una accurata attività
investigativa, gli agenti della Squadra Mobile di Messina ha
arrestato Domenico Bernava, 32 anni, nato e residente a Messina,
titolare della ditta “ Planet Security “ con sede ufficiale a
Montorio Romano (Roma). L'uomo è stato colto in flagranza di
reato di truffa aggravata, nonché di detenzione e porto illegale
di armi ed oggetti atti ad offendere. Dalle indagini è emerso
che il Bernava ha truffato denaro a circa 140 giovani
disoccupati dietro la falsa promessa di un posto di lavoro nel
campo della “sicurezza”, inducendo ciascuna delle ignare vittime
a consegnargli la somma di 75 euro a titolo di contributo per le
spese di assunzione. Le operazioni di perquisizione nei
confronti del trentaduenne hanno permesso di rinvenire e
sequestrare la somma complessiva di 125 euro, 3 assegni bancari
dell’importo complessivo di 2.000 euro, diversi titoli e
documenti bancari, numerose fotocopie di documenti d’identità,
123 foto formato tessera, 29 tesserini di riconoscimento
intestati alla “ Planet Security “, documentazione varia, nonché
due coltelli a serramanico, due pugnali ed un bastone in legno
artigianale, con anima piena, questi ultimi rinvenuti
all’interno di un autovettura noleggiata in uso all’arrestato.
Cronaca
24-02-2010
Operazione "Sistema": chieste pesanti condanne per i boss
barcellonesi
Il Pm
Verzera ha chiesto 20 anni per Carmelo D'Amico e 16 per Carmelo
Bisognano. La sentenza prevista per giovedì prossimo. Il
rappresentante della pubblica accusa ha chiesto 20 anni per il
boss di Barcellona, Carmelo D'Amico, 16 anni per il reggente di
Mazzarrà Sant'Andrea, Carmelo Bisognano e 14 anni per il
catanese Alfio Giuseppe Castro. La decisione del gup Maria
Angela Nastasi, per i tre imputati che avevano chiesto di essere
giudicati col rito abbreviato, sarà emessa giovedì prossimo. Lo
stesso giudice il 21 dicembre scorso aveva rinviato a giudizio
gli altri tre indagati dell’operazione “Sistema”: Pietro Nicola
Mazzagatti, boss di Santa Lucia del Mela, e gli agrigentini
Vincenzo Licata e Domenico Mortellaro. I tre hanno chiesto di
proseguire con il rito ordinario. L'operazione “Sistema” scattò
all’alba del 17 febbraio scorso. Nei giorni precedenti gli
investigatori della Squadra Mobile di Messina raccolsero le
dichiarazioni di Maurizio Marchetta, ex vice presidente del
consiglio comunale di Barcellona ed imprenditore edile.
Marchetta svelò un sistema che si fondava sulle estorsioni ai
danni delle imprese che si aggiudicavano appalti pubblici
Inchiesta sul Parco eolico di Raccuja: otto avvisi di garanzia
La
Polizia di Capo d'Orlando ed i Carabinieri della Compagnia di
Patti hanno notificato 8 avvisi di garanzia emessi dalla Procura
di Patti ai danni di titolari di aziende ma anche ad
amministratori comunale, nell'ambito dell'inchiesta sui lavori
per la realizzazione del parco eolico di Raccuja. L’indagine
della procura di Patti ruota intorno ai lavori di subappalto e
alla scelta dei terreni per la posa dei pali sui che trovano
posto sul territorio raccujese.
Eclatante protesta degli ex lavoratori delle Coop Ato3
Dal
"volontariato" all'eclatante protesta. Ricorrono alle "maniere
forti" i 18 ex lavoratori delle cooperative Ato3 che, nella
tarda mattinata di ieri, hanno occupato, in segno di protesta,
la sede della società d'ambito chiedendo un incontro al
presidente Antonio Ruggeri per avere garanzie sul futuro. I
dipendenti lamentano la mancanza di informazioni precise e date
certe relative alla ripresa della loro attività.
Cronaca
23-02-2010
I
Parlamentari in doppia e in tripla poltrona…
Sono
sindaci. Amministratori delegati di aziende e società .
Presidenti di fondazioni. E pure parlamentari. Così cumulano gli
incarichi. E gli stipendi. Anche se la legge lo vieta. Mentre la
maggioranza degli italiani fatica a tenersi un posto di lavoro,
o a trovarlo, in quell'universo parallelo che è la nostra
politica se ne accumulano spesso e volentieri più di uno,
impilandoli come titoli nobiliari alla corte di Carlo V. Così
c'è l'onorevole che è assessore qui, consigliere lì, e
amministratore delegato là. Intanto fioccano i conflitti
d'interessi di chi usa l'incarico locale per fare carriera a
Roma, e viceversa. Mentre gli stipendi si sommano. Anche laddove
non si potrebbe. C'è infatti una legge dimenticata, ma tuttora
in vigore, che vieta espressamente a qualsiasi parlamentare di
intascare un secondo stipendio: che sia di ministro, che sia di
sindaco, di presidente di provincia e di società che fanno
affari con o grazie allo Stato e agli enti locali. Tanto che il
presidente della Camera Gianfranco Fini ha sbottato: "Stiamo
superando il limite della decenza. I doppi incarichi abusano
della fiducia degli italiani, che non hanno l'anello al naso".
La
Fiat ferma tutti gli stabilimenti per due settimane
Si
fermano per 2 settimane, tutti gli stabilimenti italiani di Fiat
Auto: 30mila lavoratori vanno in cassa integrazione fino al 5/3
Il Lingotto ha annunciato lo stop delle fabbriche il 26/1,
motivandolo con il forte calo degli ordini e la necessita' di
adeguare i livelli produttivi alla domanda. Secondo
l'associazione dei costruttori esteri, la raccolta degli ordini
nel mercato italiano ha subito tra gennaio e febbraio un calo di
oltre il 50% rispetto al 4/o trimestre 2009.
Messina,
il comitato Precari denuncia il fallimento dei progetti
regionali
Il CIP
(Comitati insegnanti precari) della provincia di Messina, pur
apprezzando il tentativo della Regione Sicilia di farsi carico
del problema occupazionale a seguito dei 7000 tagli al personale
della scuola, denuncia il fallimento dei progetti regionali
relativi all’accordo MIUR Regione Sicilia, infatti a seguito
delle convocazioni di giorno 18 febbraio u.s. la maggior parte
dei posti destinati ai precari messinesi non è stata assegnata.
La mancata accettazione da parte dei precari è dipesa
dall’inadeguatezza dei progetti stessi pensati come una
soluzione ai problemi del precariato siciliano, ma rivelatisi
totalmente insufficienti a tutelare il diritto allo studio degli
alunni, a garantire l’integrazione scolastica degli alunni con
disabilità, a tutelare i diritti “inalienabili” dei lavoratori
costretti a firmare “contratti d’opera” privi di alcuna garanzia
previdenziale. A questo si aggiunga il notevole ritardo con cui
sono stati varati per essere assegnati. A tutt’oggi non sono
stati avviati, l’espletamento dovrebbe avvenire entro il mese di
agosto… Qualcuno ha dimenticato che l’ attività didattica per
gli studenti si conclude a giugno!!! Il Presidente del CIP
Prof.ssa Sandra Crisafulli.
Cronaca
22-02-2010
Legambiente: Messina al 96° posto per vivibilità ambientale
Messina
è al 96° posto, tra i 103 capoluoghi di provincia italiani, per
la vivibilità ambientale. Il dato emerge dall’ultimo dossier
Ecosistema Urbano di Legambiente, presentato oggi, nella città
peloritana, sul Treno verde. Questa la drammatica realtà: solo
il 3,1 per cento di raccolta differenziata dei rifiuti; un
sistema di trasporto pubblico al palo; elevati consumi idrici,
ma quasi il 40 per cento di acqua persa dalla rete; piste
ciclabili, isole pedonali e Zone a traffico limitato
praticamente inesistenti. Anche se la cosa non consola poi
molto, bisogna però pure aggiungere che nemmeno le altre città
siciliane sono messe bene, anzi: tutte e nove sono tra le ultime
venti in Italia. In tutte si registrano percentuali basse di
rifiuti raccolti in maniera differenziata: la migliore è
Agrigento con poco meno del 16 per cento (ma la percentuale
minima, per legge, dovrebbe attestarsi già oltre il 35).
L’utilizzo del trasporto pubblico è ovunque limitato a poco più
di un viaggio a settimana per abitante; le corsie riservate ai
mezzi pubblici sono pressoché inesistenti. Per quanto riguarda
le piste ciclabili, prevale Palermo con poco più di 10
chilometri; Messina è seconda, ma ne ha solo due chilometri e
mezzo; le altre città ne hanno zero o quasi. Le perdite dalle
reti idriche sono ovunque molto elevate: quasi tutti i
capoluoghi siciliani perdono più di un terzo dell’acqua immessa
in rete.
Cronaca
21-02-2010
Provincia che fine hatto fatto i 200 mila euro stanziati per le
imprese?
Un'interrogazione sui Confidi, presentata dal Consigliere
Provinciale Pippo Rao (PD), per conoscere i motivi che hanno
fino ad oggi impedito la realizzazione di tali interventi. "Che
fine hanno fattole misure d’intervento per la nostra
imprenditoria con i 200.000 euro stanziati nel Bilancio di
previsione 2009 della Provincia per i Confidi e le misure a
sostegno della piccola e media impresa?" Nel documento si legge
che "In fase di approvazione della manovra finanziaria di
Palazzo dei Leoni il Pd con un emendamento presentato dai
Consiglieri Pippo Rao e Francesco Italiano, e sostenuto da tutto
il Consiglio Provinciale, erano stati previsti 400.000 euro per
le misure a sostegno delle categorie e dei soggetti svantaggiati
colpite dalla crisi economica, e 400.000 euro, per l’attivazione
dei Confidi e per misure a supporto delle piccole e medie
imprese del nostro territorio". Il primo intervento ha
comportato l’attivazione di un bando per concedere i benefici
economici previsti ed è in corso di svolgimento. Della seconda
misura e soprattutto degli interventi per la piccola e media
impresa (ridotti a 200.000 euro con la variazione di bilancio)
non si conosce cosa sia stato fatto, sempre che si sia fatto, ed
eventualmente come è stato fatto. Quella dei Confidi è una
modalità d’intervento particolarmente importante per supportare
le aziende in difficoltà e creare formule di sostegno al settore
imprenditoriale duramente colpito dalla crisi, soprattutto per
le piccole e medie realtà, che nel nostro territorio
rappresentano il tessuto connettivo della nostra economia.
Sostenere le imprese significa sostenere il mantenimento del
potere occupazionale, dare una boccata d’ossigeno alle
situazioni debitorie delle stesse nei confronti di un sistema
creditizio particolarmente severo e non favorevole nei confronti
delle nostre piccole realtà imprenditoriali, e soprattutto
favorire gli investimenti, creando così condizioni di sviluppo.
Danneggiamento rampa di Boccetta: inchiesta chiusa, sette
indagati
Indagini
chiuse nell’inchiesta sul danneggiamento della rampa d’accesso
dello svincolo di Boccetta, sotto sequestro da parte della
magistratura dallo scorso mese di marzo. Il procuratore aggiunto
Vincenzo Barbaro ha firmato l’avviso per i sette indagati che
rispondo a vario titolo di abuso d'ufficio in concorso, falso
ideologico, attentato alla sicurezza dei trasporti, mancato
avviso al Genio Civile. Si tratta del funzionario della
Provincia Benedetto Sidoti Pinto, degli ingegneri Antonio Teramo
e Giuseppe Termini, dei costruttori Vincenzo Vinciullo e
Antonino Mangraviti, titolari della Archimede srl, e i
proprietari dei terreni sui quali sorge il cantiere per la
costruzione di un complesso edilizio, i coniugi Antonia e Paolo
Denti. Secondo quanto emerso dalle indagini la Provincia, sulla
base delle perizie dei due ingegneri, concesse l’autorizzazione
alla Archimede srl., a realizzare un varco sotto la rampa per
consentire ai mezzi pesanti di raggiungere il cantiere. Per
costruire l’accesso fu danneggiato un pilone, mettendo a
repentaglio la stabilità della rampa. Nel giugno scorso furono
arrestati Termini, Teramo e Sidoti Pinto ma il Tribunale del
Riesame annullò l'ordinanza per difetto di esigenze cautelari.
Nei giorni scorsi il procuratore aggiunto Barbaro concesse
l’autorizzazione al Cas ad eseguire i lavori di ripristino della
rampa d’accesso. Lavori che sono stati conclusi proprio ieri
anche se lo svincolo in entrata rimane ancora sotto sequestro e
dunque non utilizzabile dai mezzi pesanti.
Cronaca
20-02-2010
Aboliamo i 27 ATO in Sicilia
Siamo
arrivati a 27 giorni e la spazzatura continua ad accumularsi e a
rimanere sui marciapiedi della nostra città, “VERGOGNATEVI”.
Purtroppo le bollette continuano ad arrivare agli indifesi
cittadini, costretti a pagare un servizio che già da troppo
tempo non gli è reso. Aboliamo i 27 ATO in Sicilia. Per dare una
idea dei costi politici di queste ATO basti pensare che il solo
Consiglio di Amministrazione di ciascuna di esse è di circa 600
mila euro annui, il che moltiplicato per ventisette fa ben 16
milioni e duecentomila € all’anno. Se vogliamo risolvere il
problema la gestione della “Spazzatura” e la costruzione degli
inceneritori deve ritornare nella totale ed esclusiva
responsabilità dei Comuni !!!
Emergenza rifiuti. Il Circolo di Rifondazione Comunista
sostiene:
«Il crack è responsabilità dell’attuale amministrazione»
«La
situazione che si è venuta a creare nell’ultimo periodo riguardo
la gestione e lo smaltimento dei rifiuti ha messo in luce tutte
le crepe ed i limiti dell’attuale amministrazione». Lo afferma
in una nota il circolo barcellonese “Ottobre Rosso” di
Rifondazione Comunista, che non risparmia critiche a tutti i
protagonisti della vicenda. «L’inefficienza di questo
importantissimo servizio – scrive Rifondazione – è il frutto di
un insieme di colpe da attribuire a vari livelli e che
puntualmente vediamo rimbalzare tra l’uno e l’altro dei vari
organi competenti: Gesenu, Ato2, Comuni, Provincia e
TirrenoAmbiente. La creazione degli Ato nella nostra Provincia e
la divisione dei compiti riguardante la raccolta e lo
smaltimento invece di semplificare il servizio ha creato
ulteriori problemi. Attualmente, 156 lavoratori stanno per
essere licenziati e continuano a scaricare (quando scaricano) a
Sant’Anastasia per l’inagibilità di Mazzarrà Sant’Andrea. Come
se non bastasse, l’ATO è sommersa di debiti: verso la Gesenu (35
milioni di Euro), verso nuove ditte subappaltate per
l’emergenza, verso TirrenoAmbiente (27 milioni di Euro) e verso
la stessa Motta Sant’Anastasia, il cui credito aumenta di giorno
in giorno. Il risultato è che le città della provincia annegano
nei propri rifiuti ed i cittadini ne conteranno le conseguenze
sulle cifre della bolletta». Il Circolo “Ottobre Rosso” ritiene
che «la situazione attuale sia il frutto di una cattiva gestione
della raccolta rifiuti, la quale rappresenta una concentrazione
di interessi e di guadagni che ovviamente si ingrandisce fino ad
esplodere.
Da
Rifondazione giungono poi una serie di proposte:
«si
potrebbe avviare una revisione contrattuale, concertata tra
Provincia e Comuni, riguardo le diverse aziende e i criteri di
appalto delle stesse; garantire trasparenza amministrativa
nell’uso dei fondi; favorire una maggiore autonomia dei Comuni
tramite la promozione di discariche cittadine; avviare la
raccolta differenziata in maniera efficace e definitiva,
investendo nelle strutture atte a questo scopo; selezionare i
dirigenti degli enti non per nomina politica ma per competenze».
Frana
nel messinese: protesta della gente e dei sindaci
Oltre
tremila persone hanno preso parte allo sciopero dei Nebrodi
proclamato dai sindaci del comprensorio messo in ginocchio dalle
frane. Nel corteo sindacati,studenti e commercianti. I sindaci
della zona tra Tusa e Falcone hanno aperto la manifestazione per
le vie di Capo d'Orlando. Al governo e' stato chiesta
l'immediata esecuzione dello stato di calamita' proclamato dalla
Regione siciliana. Ad Anas, Ferrovie e Provincia di affrontare i
problemi del territorio.
Assenteismo al Comune di Terme Vigliatore sei indagati
Dovevano
essere in servizio al comune di Terme Vigliatore per effettuare
lavoro straordinario; in sei avevano infatti regolarmente
timbrato il tesserino magnetico, ma invece risultarono assenti.
Per loro, tutti dipendenti comunali, l’accusa è tentata truffa
ai danni dello Stato. E’ l’esito del blitz antiassenteismo del
24 aprile 2009 al comune delle terme e dei vivai, effettuato
dalla guardia di finanza della tenenza di Barcellona. L’ordine
di servizio per i dipendenti comunali era stato disposto dalla
prefettura, perchè si era in prossimità delle elezioni per il
parlamento europeo. Quel giorno le fiamme gialle, coordinate dal
tenente, Pasquale Danese, si presentarono al municipio al
mattino; bloccarono tutti gli ingressi e trovarono in servizio
solo undici dipendenti, altri avevano timbrato la tessera
magnetica, ma non erano negli uffici. L’indagine del sostituto
procuratore della repubblica di Barcellona, Michele Martorelli,
si è adesso conclusa con l’emissione di sei avvisi di garanzia
nei confronti dei dirigenti, Anna Maria De Mento, responsabile
dell’ufficio elettorale, Tindaro Porcino, responsabile dell’area
culturale e Vincenzo Torre, dirigente dell’ufficio tecnico, poi
degli impiegati, Domenica Rao, Antonina Murabito e Carmelo
Rizzo.
Paleolico inchiesta sul Parco di Raccuja emessi 7 avvisi di
garanzia
La
proprietà delle aree e le imprese che si sono aggiudicati i
subappalti per la realizzazione del parco paleolico. Sullo
sfondo, la longa manus della criminalità della zona barcellonese.
Sono i filoni dell'inchiesta della Procura di Patti, sfociata i
diversi avvisi di garanzia a carico di imprenditori ed
amministratori di Raccuja e dintorni. Sette perquisizioni
domiciliari, con altrettanti avvisi di garanzia sono stati
notiicati dal Commissariato di Capo d’Orlando ed i carabinieri
di Patti nell'ambito di una inchiesta sui lavori per la
realizzazione del parco eolico in contrada Pirato, a Raccuja.
L’indagine della procura di Patti ruota intorno ai lavori di
subappalto e, soprattutto, alla scelta dei terreni per la posa
dei pali sui che trovano posto sul territorio raccujese. Diversi
anche gli avvisi di garanzia notificati ai titolari di aziende
ma anche ad un amministratore comunale. Tutti i lavori sono
stati realizzati per conto di una grossa azienda vicentina che
invece si occupa, più complessivamente, della costruzione del
vasto parco eolico che si estenderà anche nei comuni Ucria,
Floresta, San Piero Patti e Montalbano Elicona. In generale il
progetto completo prevede la costruzione di 59 impianti.
Cronaca
19-02-2010
Rischio idrogeologico oltre la metà dei siciliani ha paura
E'
quanto emerge dall'indagine condotta dall'Istituto nazionale di
ricerche Demopolis, dopo l'ennesima emergenza siciliana, la
frana a San Fratello e in altri comuni del messinese, che, dopo
i tragici fatti di Giampilieri, ha determinato nell'opinione
pubblica una crescente percezione di insicurezza abitativa in un
territorio altamente sismico e molto fragile sul piano
idrogeologico. Secondo i dati del Monitor continuativo Demopolis
sull'opinione pubblica siciliana, la percentuale di cittadini
che esprime timore sull'eventualità che i cambiamenti climatici
e le piogge, sempre più ricorrenti, possano provocare danni al
territorio è cresciuta di 24 punti in due anni: dal 31% del 2008
al 55% di questi giorni.
Sequestrato terreno adibito a discarica di rifiuti speciali
Nella
giornata di ieri, infatti, i militari della Stazione di Furnari
hanno accertato che in c.da Siena del Comune di Furnari, ignoti
avevano utilizzato un terreno quale sito per lo smaltimento di
rifiuti speciali. Le indagini dei Carabinieri sono ora
indirizzate all’accertamento circa i responsabili dello scempio
ambientale che, peraltro, ha interessato un area di circa 500
mq., dove i malfattori hanno scaricato nel tempo materiale
bituminoso, pneumatici e materiale inerte derivato da attività
edilizia. Ulteriori controlli da parte dei Carabinieri verranno
svolti anche nei prossimi giorni in altri Comuni che ricadono
sotto la competenza della Compagnia Carabinieri di Barcellona
Pozzo di Gotto.
Barcellona non è agibile un'ala della Biblioteca comunale
Barcellona. Biblioteca comunale: preziosi volumi a rischio. La
denuncia del Centro Studi "Balotta". Oggetto di un contenzioso
tra il Comune e un privato, l'edificio non può essere messo in
sicurezza. Il patrimonio librario cittadino, che comprende
numerosi testi antichi e preziosi, deve essere tutelato e messo
a disposizione della collettività. Si torna a parlare della
ormai nota vicenda della biblioteca comunale “Nannino di
Giovanni” di via Regina Margherita, oggetto di un contenzioso
tra l’ente pubblico e i privati che impedisce non solo la
fruizione dei volumi, ma anche i necessari interventi di
recupero del materiale librario e di parte dell’edificio che lo
contiene, dichiarato inagibile. A riproporre la questione
all’attenzione dell’amministrazione comunale è il Centro Studi
“Nino Pino Balotta”. «Il risultato del contenzioso relativo
all’eredità di Nannino Di Giovanni – scrive il direttore
Antonino Catalfamo – è che il prestito al pubblico e la
consultazione di buona parte dei libri sono resi impossibili a
tempo indeterminato e che i numerosi volumi interessati, tra cui
incunaboli e cinquecentine di pregio, rischiano di
deteriorarsi». Il Centro Studi chiede che l’amministrazione
comunale «riprenda immediatamente possesso dei locali situati
all’interno del centrale giardino dell’ “Oasi”, sfrattando le
numerose associazioni che, nel corso degli anni, le hanno
occupate, e sistemi in detti locali la biblioteca comunale, che
ha priorità assoluta». Il Centro Studi denuncia, inoltre, «la
penuria dei mezzi finanziari sinora riservati, dalle varie
amministrazioni comunali succedutesi nel tempo, alla biblioteca
comunale, mentre, nel contempo, beneficia di cospicui
finanziamenti la miriade di associazioni che sorgono come
funghi. E’ necessario – scrive Catalfamo – che i servizi
pubblici non vengano abbandonati a se stessi, a vantaggio di
strutture private o di strutture che sono state
istituzionalizzate per fini clientelari». Il Centro Studi
chiede, infine, «che vengano attuate appieno le volontà
testamentarie dell’avv. Di Giovanni, che aveva lasciato i suoi
beni ad enti pubblici per fini ben precisi, affinché anche in
questo caso non succeda quel che sta accadendo all’eredità di
Nino Pino».
Cronaca
18-02-2010
Sud, il
Pil è tornato ai livelli del 2000"
Allarme
della Cisl sul Mezzogiorno: il Centro-Sud vive una situazione di
"emergenza sociale" e il Pil "è tornato ai livelli del 2000".
E' quanto emerge da una ricerca del Dipartimento lavoro e
mezzogiorno della Cisl, presentata oggi a Roma nel corso del
seminario 'Sos Mezzogiorno'. In particolare, spiega il rapporto,
dal 2001 al 2008, per sette anni consecutivi, il tasso di
crescita del Pil del Sud, pari al 5%, è stato inferiore rispetto
al resto del Paese (7,5%). Nel 2009 per effetto della crisi il
Pil nazionale è diminuito del 4,9%, ciò significa che in un sol
colpo il Mezzogiorno ha bruciato la crescita di sette anni ed è
tornato ai livelli del 2000. "Ora serve una terapia d'urto per
impegnare le risorse disponibili su investimenti, occupazione e
infrastrutture", ha spiegato il segretario confederale della
Cisl, Giorgio Santini. Colpisce particolarmente la caduta
dell'occupazione nel comparto industriale che nel Sud diminuisce
di quasi l'8%, fatto ancor più preoccupante se si considera che
non comprende il dato delle grandi aziende in crisi (su tutte
Fiat Termini Imerese e Alcoa) per le quali agisce ancora la Cig
ma le cui prospettive sono molto incerte. Anche la spesa
pubblica in conto capitale è scesa, passando dal 40,1% del 2001
al 34,9% del 2008. Ma anche le aziende e gli enti locali
spendono poco e male al sud: il Contratto di programma delle FS
destina nel Sud poco più del 20% degli investimenti, mentre a
metà degli anni '90 si attestava al 30%.
Siciliani i meno intelligenti d'Italia
I
settentrionali italiani sono più intelligenti dei meridionali, e
questo spiega statura, mortalità infantile e istruzione nel
meridione d'Italia: la bizzarra teoria è di Richard Lynn,
professore emerito di psicologia all'Università dell'Ulster, già
noto per le sue tesi controverse su razza ed intelligenza. In
uno studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista Intelligence,
si afferma tra l'altro che "il quoziente intellettivo più basso
nel sud Italia può essere attribuito alla mescolanza genetica
con le popolazioni del vicino oriente e del nordafrica".
Partendo dalla differenza di reddito tra il Nord e il Sud della
penisola e dalla sua costanza da quando si raccolgono dati, Lynn
afferma che non c'é mai stato accordo tra gli studiosi sulle
ragioni di questo divario. Ma, osserva, questa asserita
differenza di intelligenza dovuta a mescolanza genetica sarebbe
a suo dire la spiegazione che tutti aspettavano. E pubblica
ampie tabelle dalle quali si evince che i siciliani sarebbero i
meno intelligenti di tutti gli italiani (QI 89) e i friulani i
più intelligenti (103). Oltretutto spesso, nell'articolo, egli
usa suoi precedenti studi come fonte. Lynn, che siede nel
comitato editoriale di Intelligence, non é nuovo a controversie
e affermazioni a dir poco discutibili: uno dei suoi studi, Skin
color and intelligence in African America (2002) sosteneva che i
neri americani chiari fossero più intelligenti a causa della
loro mescolanza con i bianchi.
Quando il numero verde diventa “rosso”: succede all'Asp5 di
Messina
La
segnalazione giunge da parte “Movimento difesa del cittadino”
che ha inviato una lettera al direttore Giuffrida e
all'assessore Russo per chiedere di verificare al più presto la
funzionalità delle linea telefonica utilizzata per le
prenotazioni: «Troppi disagi per i cittadini». Un invito ben
preciso quello che il presidente del Movimento difesa del
cittadino Fausto Ridolfo (nella foto), ha inoltrato al direttore
dell'Asp5 di Messina, Salvatore Giuffrida e all'assessore
regionale alla sanità Massimo Russo: secondo quanto si legge
nella lettera, da diversi giorni il numero verde dell'Asp 5 di
Messina necessario per effettuare le prenotazione delle visita
mediche presso le strutture della città risulta non funzionante.
Un disagio che si ripete ormai da diverso tempo, spiega Ridolfo,
e che sta causando non pochi problemi ai tanti pazienti della
Provincia costretti a fissare personalmente un appuntamento
medico. Il Movimento dei cittadini, con sede a Brolo, chiede
dunque che vengano immediatamente attivate tutte le prcedure
necessarie affinchè si verifichi e si attesti la funzionalità
delle linee. In caso contrario, conclude il presidente, i
componenti del Movimento difesa del cittadino si riserva di
attivare le opportune azioni per riparare al disagio creato:
«Entro 5 giorni speriamo di poter avere risposta alla nostra
lettera di protesta».
Messina - Concorso truccato all’Università: sentiti i testi
d’accusa
Ha avuto
luogo ieri l’udienza del processo che vede imputati il rettore
dell’Università di Messina, Francesco Tomasello, e altre 24
persone, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti concorsi
truccati all’ateneo peloritano. Ieri sono state sentite le
testimoni Giovanna Costa, Luana Siracusano e Concetta De
Pasquale. Le prime due erano collaboratrici del professor
Cucinotta, membro interno di una commissione di concorso per
associato alla Facoltà di veterinaria di Messina, il quale ha
denunciato che i vertici dell’Università avrebbero voluto che il
concorso fosse vinto da Francesco Macrì, figlio di Battesimo, ex
preside della stessa Facoltà (uno degli imputati del processo).
Entrambe hanno confermato che Francesco Macrì avrebbe dichiarato
più volte che il posto per associato sarebbe dovuto essere suo.
La difesa ha interrogato la Costa sulla sussistenza di rapporti
extrauniversitari con Cucinotta: circostanza negata dalla teste.
De Pasquale, funzionaria amministrativa di Veterinaria, ha
invece detto che il professor Orazio Catarsini le avrebbe
riferito di aver chiesto a Cucinotta, per conto del rettore, che
il concorso andasse in bianco. Catarsini avrebbe dovuto
testimoniare ieri, ma non si è presentato perché malato.
Santa
Lucia del Mela rapina al Carrefour
E'
ancora da quantificare il bottino prelevato dalla rapina
avvenuta in giornata. Due le persone entrate in azione con il
volto coperto. Avevano il volto coperto da un passamontagna i
due soggetti che si sono introdotti all'interno del Carrefour di
Santa Lucia del Mela. I due banditi, armati di pistola, dopo
aver imbavagliato tre dipendenti, hanno preso i soldi da una
scatola metallica. Sulla vicenda indagano i carabinieri.
Cronaca
17-02-2010
Frane 21
famiglie evacuate a Raccuja
Sono 21
i nuclei familiari che hanno dovuto lasciare le loro case nella
frazione Zappa del comune di Raccuja (Messina), uno dei centri
dei Nebrodi minacciati in questi giorni dalle frane. Il sindaco,
Cono Salpietro Damiano, ha emesso le ordinanze di sgombero dopo
che lo smottamento verificatosi nei giorni scorsi ha ripreso a
scivolare, minacciando di trascinare a valle le abitazioni. Per
gli abitanti del quartiere Castagnera, Cinquegrani e Fontana
Regina c'e' il divieto di utilizzare le loro case nelle ore
serali e notturne. Alcune famiglie hanno trovato ospitalita'
presso amici e parenti, per gli altri il Comune ha predisposto
l'alloggio in pensione completa presso un agriturismo del paese.
Regione:
il Wwf non accetta l’emendamento proposto per il piano casa
Frana il
territorio nel sud del paese, vittima delle forti piogge e
dell’incuria dell’uomo e le risposte dello Stato ancora una
volta appaiono inadeguate, per il WWF. All’indomani degli
episodi gravi di smottamenti in Sicilia infatti continuano i
lavori per l’approvazione del piano casa della Regione, che ha
appena decretato lo stato di calamità per gran parte della
provincia di Messina. Per il WWF è assolutamente inaccettabile
l’emendamento proposto che consentirà in Sicilia aumenti di
cubatura. Secondo il disegno di legge in discussione sarà
possibile aggirare l’ordinario iter legislativo e sostituirlo
con la semplice Dichiarazione Inizio Attività corredata dalle
sole relazioni tecniche, portando a un nuovo sacco edilizio in
Sicilia. Questo preso atto della nota incapacità, per i singoli
Comuni, di poter organizzare nel breve tempo adeguate risorse
umane e finanziare per effettuare i controlli sulle DIA
presentate in corso di costruzione.
La
Guardia di Finanza sequestra 16 "macchinette mangiasoldi
A dare
il via all'operazione della Guardia di Finanza della Compagnia
di Milazzo numerose segnalazioni di madri e mogli disperate a
causa del "vizietto" del figlio/marito. L'intervento ha
riguardato una sala giochi di Santa Lucia del Mela ed ha portato
al sequestro di 16 macchinette irregolari, di cui 2 videopoker e
14 slot machines, ed alla denuncia del titolare dell'attività,
C.S., 44 anni. In più il gestore dovrà pagare una sanzione
amministrativa per 54.000 euro.
Sei
medici del Papardo e del Piemonte rinviati a giudizio
Giovanna
Crisafulli, già presidente dell'Associazione baraccati messinesi,
si era sottoposta ad un bendaggio gastrico. Sei medici degli
ospedali “Papardo” e “Piemonte” sono stati rinviati a giudizio
dal Gup Maria Teresa Arena per rispondere di omicidio colposo. I
professionisti compariranno davanti al giudice monocratico il 28
settembre accusati della morte di Giovanna Crisafulli, 47 anni,
ex presidente dell’Associazione baraccati messinesi. La donna
morì il 26 giugno 2006, dopo un bendaggio gastrico. La
Crisafulli era già stata sottoposta a sette interventi
chirurgici nell’arco di tre mesi per dimagrire di 40 chili. Il
bendaggio gastrico fu eseguito nella Clinica di Chirurgia del
Policlinico ma subito dopo cominciarono i problemi. Una volta
dimessa la signora Crisafulli accusò dei malori è fu nuovamente
operata. Quindi decise di rinunciare al bendaggio gastrico
sottoponendosi a nuovi interventi al Piemonte ed al Papardo. Ma
nel giugno del 2006 la dona morì ed i familiari presentarono una
denuncia chiedendo che venissero accertate eventuali
responsabilità dei medici.
Cronaca
16-02-2010
San
Fratello, la frana avanza ed il paese rischia di scomparire
Si
allarga a macchia d'olio la mappa del dissesto idrogeologico
che, in seguito alle piogge degli ultimi giorni, sta causando
disagi e danni nel Messinese. Situazione drammtica a San
Fratello, dov'è scattata l'ordinanza di sgombero per 1.500
persone."La situazione peggiora, la frana nella zona dello
Stazzone si è allargata ed a noi non che resta che pregare e
sperare che il paese non scompaia". È il quadro della notte
trascorsa a San Fratello ricostruito all'Ansa dal sindaco
Salvatore Sidoti Pinto. Ad acuire i problemi e a creare maggiori
preoccupazioni è la pioggia: sul paese dei Nebrodi è ripresa
senza sosta da ieri sera e non accenna a fermarsi. Gli abitanti
rimasti senza casa, in virtù dell'ordinanza di sgombero, si sono
trasferiti in abitazioni di amici e parenti. Ma il paese non è
rimasto deserto. Molti hanno deciso di rimanere per seguire da
vicino gli sviluppi della situazione. Provvedimenti analoghi
sono stati presi in nottata per altre venti famiglie che abitano
a Tusa, in alcune case di edilizia popolare di via Carmelo
Battaglia. La zona è interessata da un vasto smottamento del
terreno che ha messo a repentaglio la stabilità degli edifici.
Altre ordinanze di sgombero, per lo stesso motivo, ieri erano
state notificate anche a Sant'Angelo di Brolo. Il dipartimento
regionale della Protezione civile ha intanto attivato un'unità
di crisi per monitorare costantemente la situazione. Nella zona
dei Nebrodi sono numerose le strade interessate da frane e
smottamenti: alcuni paesi, come Longi, sono isolati e
raggiungibili solo percorrendo vecchie mulattiere.
Frana
alle Eolie: 10 famiglie isolate
Una
tratto di oltre 500 metri e' franato dalla montagna nella
frazione di Quattropani, nell'isola di Lipari (Me). Dieci
abitazioni sono rimaste isolate completamente. Per raggiungere
le dieci famiglie bloccate sono a lavoro i vigili del fuoco, gli
operai della Provincia e la protezione civile comunale. Intanto,
dopo lo smottameto di ieri a Bordonaro, il consigliere della III
Circosrizione Claudio Cardile scive oggi una nota per
evidenziare la grave situazione di rischio che potrebbe
configurarsi. Il territorio di Messina continua inesorabilmente
a franare. Non vi è collina che non sia interessata da segni di
dissesto. E quanto si sta verificando in Contrada Ruvoli a
Bordonaro deve mettere in allarme gli enti preposti: un enorme
quantità di fango sta venendo giù dalla collina travolgendo
tutto ciò che incontra.
Cronaca
15-02-2010
Emergenza rifiuti è una situazione senza sbocchi
Siamo
giunti a 22 giorni e la spazzatura continua ad accumularsi sui
marciapiedi. La Regione si assuma le proprie responsabilità urge
una riforma che abolisca l’Ato e assegni la gestione dei rifiuti
alla responsabilità diretta dei comuni. Per le strade nelle
piazze, sui marciapiedi, i rifiuti continuano quotidianamente ad
accumularsi. La Gesenu non garantisce i doppi turni di raccolta
né gli straordinari. Gli operai reclamano gli stipendi. La
discarica di Motta Sant’Anastasia resterà aperta fino
all’esaurimento delle anticipazioni versate dai Comuni. Le casse
dell’Ato sono vuote e il finanziamento regionale di poco
superiore al milione di euro basterà si e no per garantire il
trasporto e il conferimento dei rifiuti per i prossimi 4/5
giorni. Intanto la Procura ha inviato avvisi di garanzia all’ex
presidente Paratore, all’amministratore Cangemi, ai membri del
vecchio Cda e ai revisori del bilancio con l’ipotesi di falso in
bilancio per gli anni 2005/08. Le indagini proseguono, ma le
responsabilità politiche dei sindaci, che non dimentichiamolo,
sono soci azionisti dell’Ato, non possono passare inosservate di
fronte a un tracollo dalle proporzioni spaventose.
I
Nebrodi venerdi 19 si fermano per protesta
I
Nebrodi si fermano per rivendicare l’attenzione dei governi
regionale e nazionale di fronte all’emergenza frane che sta
mettendo in ginocchio tutto il comprensorio interessato, in
queste settimane da oltre 200 frane grandi e piccole. Mentre in
alcuni centri partono le prime ordinanze di sgombero, i Sindaci
di una vasta zona compresa tra Patti e Sant’Agata Militello
hanno deciso di darsi appuntamento venerdì mattina a Capo
d’Orlando per una manifestazione unitaria.Nel mirino, oltre alla
politica, ci sono Anas, Ferrovie dello Stato, Consorzio
Autostrade, Provincia e tutti gli altri Enti che in queste
settimane stanno lasciando sole le Amministrazioni Comunali di
fronte al dissesto del territorio. Con questa manifestazione ci
si rivolge pertanto al mondo sindacale, alla scuola ed alla
società civile, per far sentire tutti insieme la forte protesta
di chi giornalmente subisce forti disagi economici e vede
compromessa la qualità della vita. “Nessuna risposta concreta è
arrivata in questi giorni – dicono i Sindaci – neppure poche
migliaia di euro per la segnaletica necessaria ad indicare
interruzioni e percorsi alternativi”.A questo si aggiunge il
silenzio di fronte alla richiesta di diciotto amministratori a
sospendere il pagamento del pedaggio lungo la tratta
autostradale Brolo, Capo d’Orlando Est – Rocca Capo d’Orlando
Ovest, durante l’esecuzione dei lavori per il ripristino di
alcune strade statali, e quello delle ferrovie alla necessità di
ripristinare alcune fermate in stazioni. La manifestazione avrà
luogo a Capo d’Orlando, venerdì 19 febbraio con concentramento
alle ore 09.30, al Cineteatro “Rosso di San Secondo”, sul
lungomare Andrea Doria.
A
Messina 84% comuni a rischio frane o alluvioni
L'84 per
cento Comuni della provincia di Messina è considerato a rischio
per frane e alluvioni anche per effetto della progressiva
cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili
all'agricoltura. Lo ricorda la afferma la Coldiretti,
riferendosi alla frana nella collina di San Fratello provocata
dal maltempo. In Sicilia, complessivamente, i comuni a rischio
idrogeologico sono il 70 per cento. La situazione di
Messina con ben 91
comuni a rischio è più grave rispetto alla media nazionale in
Italia dove ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a
rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e
1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per
entrambe le calamità. Una situazione a cui non è certamente
estraneo il fatto che, ricorda la Coldiretti, dal 1982 al 2005
sono scomparsi quasi 6 milioni di ettari di suolo agricolo e che
secondo le stime dell'Anbi nell'arco di tempo 1990-2016, se il
ritmo di cementificazione del territorio rimanesse inalterato,
si sarà persa una Superficie Agricola Utilizzata pari al 17,5
per cento del territorio nazionale, vale a dire un'area
superiore a quella delle regioni Sicilia e Sardegna.
Cronaca
14-02-2010

Commemorazione di Attilio Manca
Ieri a Viterbo la commemorazione di Attilio Manca, sono trascorsi
6 lunghissimi anni senza Verità e senza Giustizia. Attilio Manca
aveva 36 anni quando è morto, il 12 febbraio di sei anni fa.
Attilio lavorava a Belcolle, in qualità di urologo, nell'équipe del
professor Antonio Rizzotto. Immediatamente fu detto "suicidio",
ma la famiglia non ha creduto neanche per un attimo a questa
ipotesi. A distanza di 6 anni la sua scomparsa resta un enigma.
Attilio fu ritrovato alle 11 del mattino, ma era morto da almeno dodici
ore, per l'effetto causato da un mix di sostanze: alcolici,
eroina e Diazepam (il principio attivo contenuto nel sedativo
Tranquirit). Sul braccio sinistro i segni di due iniezioni che,
secondo i suoi parenti, Attilio non può essersi fatto da solo:
era mancino, ed eseguiva ogni gesto con la mano sinistra.
Barcellona incendio in casa di un’anziana salvata dai finanzieri
Le
fiamme sprigionatesi dalla canna fumaria stavano per raggiungere
la condotta del gas. Un attimo prima l'intervento dei
finanzieri, richiamati dal fumo, evita il peggio e mette in
salvo la padrona di casa. Brutta disavventura per una donna
residente in via del Mare, salvata da un principio di incendio
dai militari della Guardia di Finanza. In casa dell'anziana ha
preso fuoco la canna fumaria, generando un'alta colonna di fumo
che ha richiamato l'attenzione dei Finanzieri. La Tenenza locale
è infatti poco distante dall'abitazione della singora. Immediato
l'interventi deglii uomini delle Fiamme gialle, che hanno messo
in salvo la padrona di casa e raffreddato è spento le fiamme che
stavano per raggiungere la condotta del gas. All'arrivo dei
Vigili del Fuoco, il rogo era già stao domato
Calvaruso: chiusa la provinciale 52
Continuano le disposizioni di limitazione al transito delle
strade provinciale. Il dirigente del IV dipartimento viabilità
della provincia di Messina, giuseppe Celi, ha disposto la
limitazione al transito, su metà carreggiata, della provinciale
52 al km 3+100 per evitare rischi a seguito dei lavori di
disgaggio del costone del tratto indicato. La strada sarà chiusa
a partire da lunedì prossimo.
Raccuja
la frana trascina a valle le abitazioni
Critiche
e drammatiche le condizioni in cui si stanno ritrovando in
queste ore gli abitanti della frazione Zappa del comune di
Raccuja, in provincia di Messina. La frana ha ripreso il suo
corso e per la popolazione non c’è più via di scampo, le
abitazioni saranno trascinate a valle. Le piogge e le condizioni
atmosferiche avverse di queste giorni hanno contribuito ad
accentuare l’entità del rischio a cui vanno incontro i 400
abitanti di Zappa. Già da tempo nella borgata sono in atto
distacchi e cedimenti del suolo, dovuti al dissesto franoso,
così come numerose fessure nei fabbricati, che si stanno
ulteriormente aggravando. Ad oggi sono 50 le abitazioni
notevolmente danneggiate e per oltre 15 di queste era stata
emessa ordinanza di sgombero, ma se continua questa situazione
di dissesto l’intera frazione potrebbe essere evacuata. Intanto
il sindaco Salpietro ha fatto predisporre tutti gli atti per lo
sgombero del quartiere Castagnera, Cinquegrani e Fontana Regina,
sgombero che dovrebbe avvenire tra domenica 14 febbraio e lunedì
15 febbraio. In allarme gli abitanti di Zappa che non intendono
lasciare le loro case e certamente non vogliono trovare nessuna
sistemazione di fortuna. “Il Comune – evidenzia il primo
cittadino – si sta adoperando per requisire abitazioni da
mettere a disposizione delle famiglie che dovranno lasciare
l’abitazione”. L’imminente interruzione di alcune strade
comunali e l’incremento del dissesto dove è già in atto sono
registrati dalle apparecchiature che l’Ufficio tecnico comunale
ha collocato nella frazione, un monitoraggio giornaliero che
evidenzia il dramma a cui stanno andando incontro gli abitanti
di Zappa. Elementi che sindaco, giunta e ufficio tecnico
comunale stanno raccogliendo da settimane, recandosi
costantemente sul posto.
Boccetta, la rampa d’accesso per quattro giorni chiusa anche di
giorno
Lo
comunica il Cas: dal 15 al 18 febbraio lo svincolo in entrata
sarà chiuso al traffico. Riaprirà alle 17 del 18 febbraio.
Brutta sorpresa per gli automobilisti messinesi: a differenza di
quanto comunicato in un primo momento, il Cas (Consorzio
Autostrade Siciliane) fa sapere che per quattro giorni la
chiusura della rampa d’accesso allo svincolo Boccetta sarà anche
diurna e non solo notturna. Chiusura totale, dunque, dal 15 al
18 febbraio, «per gli ultimi lavori di messa in sicurezza». Il
Cas comunica che «dopo la collocazione, delle micropalificazioni,
bisogna ora realizzare una trave in cemento armato nella sommità
della stessa palificazione mediante scavi di parte della pista,
e quindi si procederà al rifacimento della pavimentazione». La
rampa sarà nuovamente fruibile dalle ore 17 del 18 febbraio,
salvo imprevisti metereologici o di natura tecnica riferita ai
lavori. In questi 4 giorni di chiusura della rampa d’accesso,
gli utenti potranno immettersi in autostrada, nelle due
direzioni Messina-Catania e Messina-Palermo, utilizzando lo
svincolo di Messina Centro». Si prevedono quattro giorni di
fuoco dal punto di vista della viabilità.
Cronaca
13-02-2010
Le
emergenze: ad ogni pioggia la situazione si aggrava
Mentre
a Roma si discute sull’organizzazione della Protezione civile,
l’imperversare del maltempo peggiora la situazione del fragile
territorio messinese. Le abbondanti piogge di questi giorni,
infatti, hanno ulteriormente aggravato la già pericolosa
situazione di Cumia, dove un costone è franato sull’unica strada
di collegamento tra la frazione collinare e quella inferiore,
isolando di fatto le abitazioni e costituendo un serio pericolo
per gli abitanti del villaggio. Una vasta frana ha poi provocato
lo smottamento di una frazione della SP 143, che collega il
comune di Brolo a cinque frazioni collinari, nel versante
tirrenico della provincia messinese. E ancora, un imponente
movimento franoso ha causato un distacco del costone roccioso
sulla SP 157 che interessa il comune di Longi, sui monti Nebrodi.
Si rivela dunque fondamentale agire con anticipo sulle
situazioni di rischio, per evitare il ripetersi di tragedie come
l’alluvione dello scorso ottobre: prima i fatti e poi i
dibattiti.
Terremoto: scossa di magnitudo 2,9 avvertita nel messinese
Una
scossa sismica, con epicentro nel Golfo di Patti, e' stata
lievemente avvertita dalla popolazione in provincia di Messina,
in particolare nei comuni di Terme Vigliatore, Rodi, Furnari.
Secondo i rilievi registrati dall'Istituto nazionale di
geofisica e vulcanologia l'evento sismico e' stato registrato
alle ore 7.46 con magnitudo 2.9. Dalle verifiche effettuate
dalla Sala situazione Italia del Dipartimento della Protezione
civile, non risultano danni a persone o cose. Interessati
soprattuto i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale,
falcone, Furnari, Mazzarra' Sant'Andrea, Oliveri, Rodi' Milici e
Terme Vigliatore.
Ciudad
Ojeda. Sequestrato ventunenne di Torregrotta
Ancora
nessuna notizia di Francesco Giunta, il giovane italo -
venezuelano di 21 anni, la cui famiglia è originaria della
provincia di Messina, sequestrato ieri a Ciudas Ojeda, la terza
città più grande della regione di Zulia, in Venezuela. La
notizia è stata confermata da fonti dell'ambasciata italiana di
Caracas. Giunta, nipote di un imprenditore del luogo, rapito a
sua volta nel 2004 e tornato libero dopo due mesi, risiedeva da
tempo in Italia, a Torregrotta, ma era tornato a Ciudad Ojeda lo
scorso gennaio e viveva nella casa di una zia. Secondo le
testimonianze, il giovane sarebbe stato avvicinato da quattro
persone armate mentre si trovava con la sua auto nel parcheggio
di un edificio, dove stava per accomiatarsi dalla fidanzata. I
malviventi, puntandogli contro le armi, lo hanno trascinato a
bordo di un'altra auto, mentre la ragazza, urlando, assisteva
inerme al rapimento. Da quanto è trapelato, Francesco Giunta, a
causa di un problema al sistema nervoso, si sta sottoponendo ad
un rigoroso trattamento medico, la cui interruzione potrebbe
provocargli difficoltà motorie. Secondo le statistiche
ufficiali, Giunta è il primo membro della comunità italo -
venezuelana rapito quest'anno. Nel 2009 furono 18. Il nonno di
Francesco Giunta (pure lui Francesco di nome), era emigrato
quasi mezzo secolo fa. Dal matrimonio ha avuto quattro figli,
tre femmine e un maschio, quest’ultimo anche Francesco di nome,
ora 52 anni, sposato con Nunziata Pollino di 49 anni: sono i
genitori del ragazzo sequestrato. I componenti della famiglia
Giunta fanno spesso ritorno in Italia, a Gualtieri Sicaminò,
paese originario dei nonni paterni del giovane. A Torregrotta si
trova la residenza dei genitori. Il giovane sequestrato è nato
l'11 giugno del 1988 a Maracaibo, primo di 4 figli (gli altri
hanno 18, 12 e 4 anni) e ha frequentato l'Istituto professionale
a Giammoro, dove si è diplomato prima di ripartire per il
Venezuela.
Cronaca
12-02-2010
Nuove
frane a Sant’Angelo di Brolo e Tortrici
Si
aggrava di giorni in giorno la situazione sui Nebrodi. Ieri sera
un nuovo movimento franoso di vaste dimensioni ha investito la
zona di San Carlo, a Sant'Angelo di Brolo. Lo smottamento
minaccia l'abitato e sta invadendo l’alveo del torrente Gabella,
con il rischio di un effetto diga che potrà invadere tutta
l’area sottostante. Il sindaco del comune santangiolese, Basilio
Caruso, ha chiesto l'immediato intervento delle istituzioni. "Si
sollecitano interventi immediati - scrive il primo cittadino -
in quanto il Comune, con i propri mezzi e con le proprie
risorse, non è più nella condizione di fronteggiare l’emergenza
che si sta aggravando di ora in ora". Problemi anche a Tortorici
dove ieri pomeriggio una frana in contrada Lembo ha causato un
danno all’acquedotto comunale, che è stato tempestivamente
riparato dagli operai comunali. Due famiglie sono state evacuate
dalla loro abitazione, dopo un sopralluogo dei Vigili del Fuoco,
per la possibile caduta di un grosso masso. L’amministrazione ha
disposto un intervento di somma urgenza per eliminare il
pericolo. Chiusa, infine, per diverse frane la strada di
Grandusa, che collega anche le frazioni di San Luigi e Sant’Andrea
al centro.
Palermo I geologi denunciano, 1500 edifici rischiano di crollare
Non usa
mezzi termini il presidente dei geologi di Sicilia Gian Vito
Graziano, per sottolineare l’importanza di uno strumento più
volte sollecitato dalle categorie professionali e già attuato
per la prima volta dalla Regione Lazio. «Quanto successo a
Favara –ci afferma Graziano- è l’emblema della mancanza di
monitoraggio degli edifici e dei terreni sui quali insistono le
loro fondazioni. Secondo l’ultima stima dello strumento
urbanistico di attuazione del Prg, parliamo di oltre 1500
edifici. Il libretto del fabbricato, anche se secondo i giudici
della Corte costituzionale toglie competenze allo Stato secondo
l’art.117 della Costituzione, che stabilisce sia proprio quest’ultimo
a possedere la competenza legislativa esclusiva in materia di
ordinamento civile, rimane un validissimo strumento per
monitorare lo stato di salute delle costruzioni
Sprechi.
Gli enti soppressi non muoiono mai in Sicilia
L'Ente
Autonomo Portuale di Messina sarà liquidato, ha comunicato
soddisfatto l'assessore regionale all'Industria, Marco Venturi,
il procedimento si è concluso ed ha proposto alla giunta di
governo di adottare la delibera per porlo formalmente in
liquidazione. "Finalmente un organismo inutile - afferma
l'assessore - servito solo a pagare consulenze e gli emolumenti
degli amministratori sarà chiuso”.Ci riuscirà? Nato allo scopo
di gestire una zona franca nel porto di Messina nel 1951, l’Ente
autonomo portuale di Messina ha ottenuto congrui finanziamenti
dalla Regione serviti per pagare lo stipendio ad una sola
dipendente di ruolo, amministratori e 4 sindaci. Nessuna
attività, nemmeno l’ombra. Se pensate che costituisca
un'eccezione vi sbagliate. Quello dell’ente messinese che
campagna per regalare gettoni ai gestori è un intrallazzo
consueto che viene perpetrato accampando mille scuse, la prima
delle quali – la più nota – è la lentezza della burocrazia. Come
se la burocrazia fosse un corpo a parte e non fosse regolata da
leggi che permettono le malandrinate. Quando la volontà è forte
– come provano queste giornate parlamentari dedicate ai problemi
della giustizia del Premier – i tempi sono rapidi e le soluzioni
efficaci. Spazzate via le scuse come catastrofi naturali che
rovinano sull’Erario, la realtà è che sopprimere un ente,
liquidarlo, cancellarne l’esistenza sono tappe di un cammino
irto di ostacoli. Un tunnel del quale non si vede mai la luce.
E’ possibile provarci, impossibile arrivare fino in fondo.
Qualche esempio. L'Assemblea Regionale Siciliana ha cercato
nel 2008 di avviare le procedure di liquidazione dell'Ente
Acquedotti Siciliani e il personale che vi presta servizio. Il
commissario dello Stato ha impugnato la norma. L’Ente esiste
ancora. I guai non sono solo siciliani, naturalmente. Durante
una puntata di Report, Rai 3, dedicata alla liquidazione degli
enti Raffaele Costa, ha raccontato che l'Unione Edilizia
Nazionale – ente soppresso nel 1923 con un provvedimento firmato
Mussolini, è ancora in vita. Nel '66 il presidente Colombo
decise di portarne avanti la liquidazione che era ferma al
ministero dei Lavori Pubblici da 43 anni. “Sono passati circa 32
anni”, riferì Costa, “e la pratica è ancora allo stesso posto”.
L’ Istituto Nazionale Assistenza Malattie, soppresso nell'81,
aveva un ricco patrimonio, 25.000 dipendenti e 105.000 medici
convenzionati. “Sui soldi dell'Inam, riferisce Costa, ci sono
4000 contestazioni, molte delle quali provengono dai medici
convenzionati che pretendono di essere pagati come specialisti
invece che come generici.”. E l’ente resta in vita. Nel 2006
furono soppressi 38 enti - tra questi la Lati, le Linee aeree
transcontinentali italiane nate per volontà di Benito Mussolini
su suggerimento di Italo Balbo - ma ne erano stati inventariati,
dal 1956, circa 800. Non si era riusciti a “seppellire” nemmeno
l’ispettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti,
costato fino ad allora quasi quattro milioni di euro. La
galleria degli enti che sopravvivono ad ogni soppressione è
stata realizzata da Report. In testa c’è l'Iged che non può
essere sciolto perché deve riscuotere i crediti con i quali
pagare i debiti degli enti disciolti. Un paradosso. Poi nella
classifica della sopravvivenza dopo la morte era, fino all'anno
scorso, l'ente che durante la seconda guerra mondiale gestiva i
beni confiscati dei cittadini stranieri. Morto nel '57 è stato
sepolto 40 anni dopo. Al terzo posto c'è il "Segretariato
Nazionale per la Montagna" dichiarato soppresso solo 33 anni fa.
Al quarto posto l'"Ente Zolfi Italiani", defunto solo da 30 anni
e, per così dire, ancora a spasso. L'"Ente Nazionale Biblioteche
Popolari Scolastiche" è stato eliminato nel '77 ma non è stato
liquidato perché non si riusciva a venderne la sede, in Via
Montanelli 11, a Roma. Nella storia legislativa italiana i casi
di “pentimento” sono molti. Con un decreto si sopprime, con un
altro si ripristina, perché le impressioni sono forti. Ci sono
altri ostacoli, i più comuni, nell’ordine: gli aspetti
previdenziali e contributivi del personale, gli strascichi
legali, le posizioni debitorie e creditorie. Una figura centrale
nell’iter che porta l’ente disciolto – teoricamente “morto” -
alla sua sepoltura, è il commissario liquidatore, che gode
generalmente di un appannaggio congruo, fatto di una indennità e
di una percentuale sulle vendite effettuate. Chi svolge questo
compito, insomma, ha vinto un tredici al totocalcio. Cura lo
stato vegetativo dell’ente. Una condizione che non ottiene
consensi pubblici ma solo privati, molto robusti. L’entità
della vincita è legata ai tempi della sepoltura. Se tutto
avviene celermente perché il liquidatore concede priorità alle
dismissioni, la vincita resta buona, ma non tanto quanto lo
sarebbe se aspetta il buon affare. I commissari liquidatori che
s’impongono di non volere svendere fanno una cosa giusta e ci
guadagnano. Una felice concomitanza di interessi? Fino a un
certo punto. E’ difficile misurare buona volontà, competenza,
efficienza e “buone pratiche”. L’unica unità di misura è il
tempo, il rispetto della scadenza, la valutazione dei beni da
liquidare, le modalità della vendita. Se tutto questo è ben
regolamentato nell’affidamento al commissario liquidatore, le
cose vanno meglio. Nel 1998 la professoressa Rosalba Alessi,
docente universitaria, è stata nominata commissario liquidatore
degli enti economici soppressi da una legge regionale – Espi,
Ems ed Azasi. Il compenso spettante al commissario liquidatore
dell’Espi, si legge in una norma, “è quello stabilito dal D.P.
del ’94 per il Presidente dell’Espi incrementato del 100 per
cento”. Dopo dodici anni la professoressa Rosalba Alessi è
commissario liquidatore, la sede dell’Espi costa un bel poco di
soldi e viene pagata agli eredi della Impresa Maniglia, l?Eas,
l'Esa, l'Italkali - tanto per citarne alcuni - sono ancora in
piedi. Lo stato vegetativo degli enti siciliani sta a cuore ad
un sacco di gente, a quanto pare.
Cronaca
11-02-2010
Salina, il sindaco minaccia lo sciopero della fame
Le navi
della compagnia Siremar non attraccano più a Santa Marina
Salina, nelle Eolie, ed il sindaco dell'isola, Massimo Lo
Schiavo, minaccia lo sciopero della fame. A comunicarlo è stato
lo stesso sindaco, con un telegramma inviato al presidente della
Regione Sicilia, Raffaele Lombardo. Al Governatore Lo Schiavo
chiede attenzione per un'isola che rischia il collasso
finanziario dopo anni di grave crisi economica e turistica.
Vertenza
Meeting Sud, sciopero dei precari della giustizia
Otto ore
di sciopero ed un sit-in di protesta per i 92 lavoratori della
società ‘Meeting Sud’. Fiom e Fim chiedono l’intervento dei
presidenti di tribunali e corti d’appello oltre che dei prefetti
delle città interessate. 92 i precari della giustizia (come si
sono autodefiniti) che aspettano da dieci mesi lo stipendio. Nel
gennaio del 2009, il consorzio Astrea si è aggiudicato un
appalto del ministero della Giustizia ed ha affidato un lotto da
13 milioni di euro alla consorziata ‘Meeting sud srl per
garantire la registrazione e la trascrizione degli atti
processuali dei tribunali e delle corti d’appello in Sicilia e
Calabria. I dipendenti, che fino ad oggi hanno garantito il
regolare svolgimento del servizio, effettuato anche in sedi con
delicati procedimenti giudiziari in corso come Caltanissetta e
Palmi, non vengono pagati da quasi un anno e sono in una
condizione di assoluta incertezza rispetto al futuro
occupazionale. Lo scorso luglio, l’azienda, che ha sede legale a
Cosenza, ha avviato la procedura di cassa integrazione ma, ad
oggi, non ha fornito al ministero del Lavoro i chiarimenti
necessari ad ottenere l’avvio degli ammortizzatori sociali.
Diversi incontri tra sindacati e l’allora amministratrice della
società, Tiziana Lucia Carraro, avvenuti nel 2009, non hanno
risolto la vertenza, tanto che ad ottobre, Fiom e Fim hanno
chiesto di avviare un’ispezione ministeriale alla ‘Meeting Sud’.
Anche durante l’ultima trattativa, che si è svolta il 3 febbraio
scorso, l’attuale rappresentante della società, Corrado Reitano,
ha continuato a dilazionare a tempi imprecisati il pagamento
delle mensilità arretrate.
Capo
D’Orlando il Comune si fa carico del pedaggio
L’Anas
non ha ancora dato il via libera per eliminare il pedaggio per
la tratta Rocca di Capri Leone e Brolo ed il comune di Capo
d’Orlando fa da sè. Da lunedì 15 febbraio entrano in vigore due
importanti novità predisposte dall’amministrazione. La prima
riguarda proprio il pedaggio. Da domani infatti il comune
rimborserà gli automobilisti dei 90 centesimi del pedaggio che
si paga ogni volta che si percorre la tratta tra i due svincoli.
Il rimborso verrà garantito solo ai residenti a Capo d’Orlando
presentando le ricevute in comune. La seconda novità riguarda
l’istituzione di una serie di corse sostitutive in pullman che
collegheranno Capo d’Orlando a Brolo con partenza dalla stazione
ferroviaria orlandina ed arrivo nel centro urbano brolese. Da
Capo d’Orlando gli autobus partiranno alle 9, alle 12, alle 15
ed alle 19. Il percorso inverso verrà invece garantito dalla 10,
alle 13, alle 16 ed alle 20.
Scontro fra due auto, muore una donna nel messinese
Una
donna di 81 anni, Isgrò Natalina, è morta in un incidente
stradale a Gualtieri Sicaminò (Me), mentre il marito, Stefano
Otera di 82 anni, è rimasto ferito ed è ricoverato in prognosi
riservata nell'ospedale di Milanno. I coniugi erano su una
Cinquecento che, per cause in via di accertamento, si è
scontrata con una Nissan Cube, a bordo della quale c'erano due
ragazze rimaste lievemente ferite e dimesse dall'ospedale dopo i
controlli. Dopo l'urto la Nissan ha rotto il gard-rail ed è
finita nel greto del torrente. Una delle due auto non si è
fermata allo stop. I carabinieri di Milazzo stanno cercando di
ricostruire la dinamica dell'incidente.
Cronaca
10-02-2010
Ex
Sacelit muore operaio, è la 103esima vittima dell’amianto
E' morto
ieri un settantaduenne che aveva lavorato per più di 30 anni
allo stabilimento di San Filippo del Mela che produceva lastre
di eternit, chiuso nel '93. A causare la morte di Antonino
Cirino è stata l'esposizione prolungata all'amianto. Cirino è
morto per "neoplasia polmonare causata dalla prolungata
esposizione alle fibre di asbesto". A ricostruire la vita del
lavoratore è stato il suo collega Salvatore Nania, presidente
del "Comitato ex esposti amianto" che sta portando avanti una
battaglia giudiziaria per far riconoscere agli ex dipendenti
sopravvissuti ed ai loro familiari, il danno subito.
Dissesto
nei Nebrodi peggiora la situazione
Peggiora
la situazione nel territorio di Sant’Angelo di Brolo. Il
Sindaco, Basilio Caruso, ha chiesto l’intervento della
Protezione civile regionale. Critiche anche le condizioni
nell'interland neboideo per le numerose frane. Completamente
isolato Longi. A rischio anche Galati Mamertino. A Roma vertice
della Protezione Civile per valutare i prossimi passi. Nella
speranza che si possa evitare un'altra Giampilieri. Sindaci e
deputazione chiedono la proclamazione dello stato di calamità
naturale. Il comune di Longi è rimasto isolato ed il sindaco
Alessandro Lazzara ha disposto la chiusura delle scuole. Un
nuovo smottamento, infatti, ha investito la provinciale 157 in
contrada Galleria, tra il centro nebroideo e Galati Mamertino.
Si tratta dell’unica strada percorribile visto che l’ingresso
del paese è interessato da un’altra frana verificatasi tre
settimane fa. Difficilissima la situazione a Brolo dove cinque
frazioni sono irraggiungibili per uno smottamento della collina
che ha trascinato verso valle un tratto della Provinciale 143.
Isolate le contrade di Lacco, Iannello, Casette, Crocevia e
Sellica. Un migliaio le persone che non possono raggiungere la
costa poiché anche il percorso alternativo è fuori uso per frane
in contrada Crocivia di Ficarra. Nuove frane si segnalano anche
sulla statale, 116 poco prima dell’ingresso di Naso, in contrada
San Giuliano, dove già nei giorni scorsi un altro smottamento
aveva bloccato la circolazione. Altro cedimento sulla strada
Naso - Ponte Naso, ma già stamattina gli operai incaricati dal
comune erano al lavoro per consentire il transito alle auto.
Bloccata la provinciale per Montalbano Elicona. A Capo d’Orlando
il sindaco Enzo Sindoni, ha diffidato l’Anas a dare il via ai
lavori di consolidamento della Statale 113 bloccata da 20 giorni
in contrada Santa Carrà. Infine, il sindaco di Castroreale,
Salvatore Leto, ha firmato l’ordinanza di sgombero per una
abitazione di contrada Oliveto interessata da uno smottamento
che ha incrinato le fondamenta. La famiglia che vi risiede è
stata trasferita in albergo.
La
Giunta Regiona Sicilia riduce gli ATO e perde l’occasione per
abolirli
La
Giunta regionale di governo, ha approvato tre disegni di legge.
Il primo, proposto dall'assessore dell'Energia Pier Carmelo
Russo, riforma il sistema dei rifiuti. Il ddl riduce a nove gli
ambiti territoriali ottimali (Ato) e introduce nuove norme
nella gestione degli stessi Ato, trasformandoli in consorzi fra
comuni e province con il controllo della Regione. Il secondo
disegno di legge, proposto dall'assessore alla Funzione
Pubblica, Caterina Chinnici, riguarda la trasparenza, la
semplificazione, l'efficienza e l'informatizzazione della
pubblica amministrazione. Il terzo ddl, anche questo proposto
dall' assessore Chinnici, detta disposizioni in materia di
politiche per la sicurezza e sull'ordinamento delle polizie
locali.
La
provincia cade a pezzi
Giovedì
confronto sindaci-consiglio a Palazzo dei Leoni. Un consiglio
“straordinario”, per i partecipanti e per l’argomento. Tutti i
sindaci della provincia di Messina sono stati invitati per una
seduta del consiglio provinciale che si terrà giovedì alle
15.30. Sarà l'occasione per un confronto sulle gravi difficoltà
con le quali è chiamato ormai costantemente a convivere il
nostro territorio, su tutte il dissesto idrogeologico accentuato
dagli eventi atmosferici che nell’ultimo triennio hanno davvero
flagellato la provincia di Messina, causando danni e disastri. A
palazzo dei Leoni continua intanto a tenere banco la decisione
del presidente Nanni Ricevuto di non far partecipare i dirigenti
alle sedute del consiglio e delle commissioni se non di volta in
volta espressamente autorizzati.
Cronaca
09-02-2010
Castroreale. Famiglia evacuata
Villetta
si abbassa di diversi centimetri in seguito ad uno smottamento
del terreno. Gli abitanti costretti a vivere in auto senza
ricevere nessun aiuto nè assistenza. Una famiglia di quattro
persone residente in contrada Oliveto a Castroreale ha dovuto
abbandonare la propria casa in seguito ad un sopralluogo dei
Vigili del fuoco che ne hanno constatato l'inagibilità. Rosa con
i figli ed il compagno Giuseppe hanno dovuto lasciare la loro
villetta -costruita nel 2008- di 80 metri quadri, immersa nel
verde, in cui da appena 8 mesi si erano trasferiti, ultimandola
pian piano nei piccoli dettagli, ed investendovi tutte le
proprie risorse. Negli scorsi mesi quando le prime piogge erano
iniziate a cadere copiose -flagellando buona parte della
provincia e provocando il rischio smottamenti in quasi tutti i
comuni collinari e di montagna- Giuseppe e Rosa avevano notato
quanto fosse abbondante l'acqua che, venendo giù dalle strade
provinciali di collegamento del comune di Castroreale, si
riversava ed aumentava di volume nelle strade comunali non
asfaltate e quindi prive anche di tombini di raccolta.
La strada comunale che conduce alla loro villetta, in alcuni
giorni di novembre era diventata un vero e proprio ruscello,
pertanto la coppia, preoccupata, aveva, prima verbalmente e poi
tramite lettera, denunciato la situazione all'amministrazione
comunale, ma senza che ne seguissero interventi sui luoghi. Gli
episodi di piogge e quindi i relativi disagi sono continuati
anche nei mesi successivi, fino a quando il 28 gennaio scorso,
impensieriti a causa di strani rumori e di piccole crepe apparse
all'esterno della loro abitazione, Rosa e Giuseppe hanno ancora
una volta esortato l'intervento dell'ente comunale; davanti al
silenzio protrattosi per giorni hanno deciso -dopo aver
trascorso cinque notti in auto per paura di un crollo- di
chiamare loro stessi i Vigili del fuoco che, intervenendo sul
posto, hanno potuto constatare il dislivello formatosi
nell'abitazione. La villetta, infatti, da un lato si è abbassata
di diversi centimetri e la stabilità è risultata fortemente
precaria. La famiglia è stata, quindi, invitata a lasciare
l'immobile. «A nostro giudizio la mancata canalizzazione delle
acque piovane della sovrastante strada provinciale 85,
attualmente chiusa al transito per un altro smottamento, e della
strada comunale che conduce alla nostra casa, ha favorito le
infiltrazioni sotto le fondamenta della nostra abitazione, che
comunque è perfettamente in regola avendo due concessioni
abitative» affermano i proprietari dell'immobile, che
aggiungono: «Siamo stati abbandonati a noi stessi, nessuno ha
ascoltato la nostra richiesta d'interventi. Adesso ci
rivolgeremo all'Assessore Provinciale di competenza, nella
speranza che qualcuno comprenda la situazione in cui stiamo
vivendo ed intervenga attivamente al più presto». Proprio questa
mattina è stata recapitata l'ordinanza di sgombero da parte del
Comune di Castroreale con annessa la richiesta di comunicare l’
eventuale necessità di alloggio. Adesso, nella speranza che
presto la famiglia di Rosa e Giuseppe possa trovarsi sotto un
tetto sicuro ed al riparo da qualsiasi pericolo, non resta che
aspettare gli interventi di chi di dovere per cercare di salvare
la villetta con i dovuti interventi tecnici, oltre a mettere in
sicurezza l’intera area.
Barcellona : Lungomare spazzato dalle mareggiate
Il vento
ha in queste ultime ore letteralmente spazzato la nostra costa,
creando vari disagi. Il lungomare di ponente, tra Barcellona e
Milazzo, che per chilometri disegna una splendida costa con la
caratteristica lunga spiaggia, sembra esser stato interamente
risucchiato dal mare, che ingrossato e con le sue alte onde, ha
raggiunto in alcuni tratti persino la strada. Detriti, rifiuti,
di cui i nostri cassonetti in questi giorni sono ancora ricolmi,
spazzati qua e là, sporcizia dappertutto. La litoranea Ë proprio
ridotta male. Buche sull'asfalto, rifiuti, interruzioni varie.
Insomma, quell'immagine di una costa invidiabile per le sue
caratteristiche naturali, in questi giorni ha proprio un altro
aspetto, sicuramente diverso da quello che vorremmo vedere da
cittadini amanti della nostra terra e legati più che mai ai
panorami che diventano ancora più suggestivi col mare in
tempesta ma ciò che attualmente si presenta ai nostri occhi non
è esattamente lo spettacolo a cui vorremmo assistere. Gli
interventi che, non troppo tempo fa, erano stati avviati dal
sindaco di Barcellona P.G., Candeloro Nania, con la prevista
distribuzione di circa 4000 metri quadri di sabbia per frenare
la violenza delle onde, nelle zone solitamente più colpite tra
Calderà e Spinesante- in vista comunque delle successive opere
di ripascimento di tutto il litorale- sono stati bloccati ed il
quantitativo parzialmente distribuito è andato praticamente
perso. Interrotti, inoltre, i collegamenti con l'arcipelago
delle Eolie, che è rimasto ancora una volta isolato. Non hanno
infatti viaggiato gli aliscafi della Siremar e della Ustica
Lines da Milazzo, dove sono rimasti fermi anche i traghetti.
Maltempo: frana provoca smottamento strada nel Messinese
Isolato
un migliaio di persone tra Brolo e 5 frazioni. Una vasta frana
ha provocato uno smottamento della Provinciale 143 nel Messinese,
che collega Brolo a 5 frazioni collinari. Un migliaio le persone
isolate, mentre si tenta di trasferire gli studenti in modo da
consentire loro di fare ritorno a casa.
Milazzo, raccolte 1200 firme pro rotatoria
Il
comitato continuerà la propria attività di raccolta firme anche
nel prossimo fine settimana, sull'isola pedonale di via Giacomo
Medici. Sono circa 1200 le firme raccolte tra sabato e domenica
scorsi dal comitato spontaneo “pro rotatoria”, composto da un
gruppo di giovani Milazzesi. Soddisfazione del comitato per il
risultato raggiunto che andrà avanti per chiedere la
realizzazione della rotatoria all'incrocio tra l'uscita
autostradale di Milazzo e la Strada Statale 113, purtroppo
spesso teatro di incidenti stradali, alcuni dei quali anche
mortali. I giovani del comitato, nel prossimo fine settimana,
saranno impegnati sull'isola pedonale di via Giacomo Medici.
A20:
Ennesimo incidente
Ennesimo
incidente sulla A20 Messina-Palermo, ieri una Ford Fiesta
condotta da una ragazza 33enne di Milazzo, a causa dell'asfalto
bagnato dalle recenti piogge, all'altezza di Capo d' Orlando, ha
perso il controllo dell'autovettura ed è andata a sbattere
contro il guardrail. Nel violento impatto, si è staccato il
blocco motore dell'auto che, è finito in mezzo alla corsia
creando non pochi disagi alle autovetture che transitavano in
quel tratto di autostrada. La donna fortunatamente, subito
soccorsa dal 118, ne avrà per qualche giorno; il rischio è
superato, ma non passa giorno che nel tratto A20 Messina
-Palermo e viceversa non vi siano incidenti anche mortali. Le
pessime condizioni della tratta autostradale accrescono il
pericolo e, da questo punto di vista, da più parti è stata
ripetutamente segnalata, senza esiti soddisfacenti, la necessità
di una migliore manutenzione.
Cronaca
08-02-2010
Aeroporto di Comiso, una storia tutta siciliana
Inaugurato in pompa magna il Primo maggio del 2007, alla
presenza dell’allora ministro degli Esteri Massimo D’Alema,
l’aeroporto di Comiso resta ad oggi, di fatto, un’incompiuta. A
impedire l’attivazione dello scalo, in passato base della Nato,
è il nodo relativo alla sicurezza: a quasi tre anni dal “taglio
del nastro”, non è ancora chiaro chi si debba fare carico dei
costi dei servizi assicurati da vigili del fuoco e controllori
di volo, in genere pagati dallo Stato. Nel caso dello scalo
ragusano, tuttavia, considerato privato, tali costi dovrebbero
essere di pertinenza della società di gestione. In attesa delle
certificazioni, la Procura di Ragusa ha avviato un’inchiesta
sulla mancata apertura dell’aeroporto, intitolato a Vincenzo
Magliocco. Gli inquirenti, non escludono “condotte penalmente
apprezzabili”. Su delega dei magistrati, la Guardia di finanza
si è recata negli uffici del Comune di Comiso per acquisire i
documenti relativi alla realizzazione dello scalo. Le Fiamme
gialle hanno preso in considerazione gli atti prodotti dal 2002,
che si riferiscono alle varie fasi della riconversione dell'ex
base missilistica in aeroporto civile.
Incendio in uno stabile a Messina, evacuate quattro persone
Un
incendio si è sviluppato stamani in uno stabile in via della
Zecca, a Messina. L'incendio é divampato in un appartamento al
piano terra. In attesa dell'arrivo dei vigili del fuoco, i
carabinieri sono saliti nei piani superiori, invasi dal fumo, e
hanno fatto evacuare quattro persone, tra cui un'anziana di 85
anni. I vigili del fuco hanno provveduto a domare le fiamme
mentre il personale delle ambulanze del 118 ha prestato i primi
soccorsi ai quattro abitanti e ai tre carabinieri che hanno
accusato leggeri sintomi di intossicazione da inalazione di fumi
tossici. Indagini sulle cause incendio sono in corso da parte
dei militari dell'Arma.
Cronaca
07-02-2010
Alluvionati nuova protesta degli sfollati
E'
saltato il corteo degli abitanti di Giampilieri, riuniti nel
comitato "Insieme per non dimenticare", programmato per ieri. Ma
la protesta per ribadire le ragioni del no ai provvedimenti di
rientro nelle anitazioni, dopo la revoca delle ordinanze di
sgombero c'è stato. I manifestati hanno tenuto un sit in davanti
al Tribunale. Non vogliono tornare nelle abitazioni sino a
quando la situazione non sarà davvero sicura. Nei giorni scorsi
il sindaco Giuseppe Buzzanca ha inviato una comunicazione agli
alberghi che ospitano gli sfollati, spiegando che quelli
residenti nelle zone verdi devono rientrare nelle abitazioni e
che il loro soggiorno non sarà rimborsato dalla struttura
emergenziale.
Polizia.
Sindacati contro il questore
Siulp,
Sap, Siap, Silp-Cgil, Fsp-Ugl e Coisp-Adp, sindacati di
categoria per il settore di Polizia, hanno sottoscritto una nota
inviata al prefetto Alecci per dichiarare la loro intenzione di
mobilitarsi in un'azione di protesta per manifestare il dissenso
di agenti e altri dipendenti verso l'operato del responsabile
della Questura. Dopo due assemblee, le sei sigle hanno
sottoscritto il documento tramite cui lamentano "comportamenti
antisindacali" del Questore e proclamano lo stato di agitazione.
La protesta avrà luogo, secondo quanto annunciato, nella
settimana tra il 15 ed il 21 febbbraio.
Patti.
Sequestrata discarica abusiva
I
Carabinieri della Stazione di Patti, in collaborazione con gli
agenti della Polizia Municipale, hanno sequestrato una discarica
abusiva realizzata nell’alveo del fiume Timeto. I militari e
vigili si sono recati sul posto all’altezza del ponte Timeto, in
località Case nuove Russo ed hanno rinvenuto la discarica,
sviluppatasi in più punti lungo gli argini.
Maltempo: Vento e pioggia, isolate le Eolie
Garantiti i collegamenti tra le isole dell'arcipelago ma
difficoltà nelle corse da e per Milazzo. Week end con tempo
incerto in tutto il Messinese, con temperature tra i 15 ed i 18
gradi. Atteso il maestrale per oggi. Il vento spazza il
Messinese e crea disagi, in autostrada e nei collegamenti con
l'arcipelago delle Eolie, nuovamente isolate. Da Milazzo per le
isole non viaggiano gli aliscafi della Siremar e della Ustica
Lines. Isolate Panarea, Stromboli, Ginostra, Filicudi e Alicudi.
A Milazzo fermi anche i traghetti. La temperatura a Messina è di
15 gradi, poco più bassa delle principali città siciliane, Per
oggi è previsto un peggioramento delle condizioni, con l'arrivo
di venti freddi e instabilità diffusa.
Cronaca
05-02-2010