La Voce del Longano

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Cronaca 10-03-2010

 

I lavoratori dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario temono per il loro futuro.
A scendere in campo in loro difesa è l’Organizzazione Sindacale autonoma Polizia Penitenziaria, che ha formalmente richiesto un incontro ufficiale al governatore siciliano Raffaele Lombardo. In un documento inviato al capo dell’esecutivo regionale, e trasmesso per conoscenza anche al sindaco di Barcellona Candeloro Nania, al Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Orazio Faramo e al Direttore dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziaria Nunziante Rosalia, l’Osapp mette in luce i problemi che potrebbero sorgere di qui a poco all’interno della struttura. “Col passaggio della Sanità Penitenziaria al Servizio Sanitario Regionale –si legge nel documento - l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, in analogia a quanto avvenuto con altre similari strutture, dovrebbe vedere l’impiego al suo interno di Medici e Operatori del S.S.N., lasciando alla Polizia Penitenziaria l’onere di assicurare la sicurezza all’esterno della “stanze di degenza” delle persone internate”. Secondo il segretario generale del sindacato autonomo Domenico Nicotra “ tale procedura comporterà per la Regione e per il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, oltre che per tutto il personale, e le rispettive famiglie, attualmente operante presso la predetta struttura, una serie di conseguenze probabilmente deleterie”. Al fine di avere chiarimenti e delucidazioni sul futuro dell’Ospedale e su quello dei dipendenti, l’Osapp chiede espressamente a Lombardo di convocare una riunione con “le Autorità Regionali, Provinciali e Locali direttamente interessate, per valutare eventuali ed ulteriori soluzioni afferenti a tutto ciò che orbita attualmente alla struttura dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto.”

 

Allarme povertà in Sicilia

In Sicilia aumentano i poveri. Secondo i dati Istat, nel 2008 si sono registrate 350mila famiglie in più, rispetto all'anno precedente, sotto il livello di povertà. Di questi 150mila sono pensionati con un potere di acquisto limitato. È l'allarme lanciato dalla Cgil/Spi (Sindacato pensionati italiani). "In Sicilia - spiega Saverio Piccione, segretario generale  dello Spi/Cgil - è allarme povertà. Nella nostra regione colpisce il 28,8% delle famiglie registrando così un aumento dell'1,2% rispetto all'anno precedente". A subìre i contraccolpi della crisi economica sono soprattutto i pensionati dell'Isola. "La soglia mensile della povertà è rappresentata da una capacità di spesa - continua - per un singolo componente anziano non superiore a 531 euro se residente in un'area metropolitana o ai 479 se in un piccolo comune. Prendendo in considerazione solo i dati Inps si evidenzia come in Sicilia ci sono più di 36mila pensioni integrate al trattamento minimo". Inoltre si passa da una spesa media mensile di una famiglia del Veneto di 2975 euro ad una spesa di 1700 in Sicilia. La povertà delle famiglie siciliane e i bassi redditi dei pensionati dell'Isola saranno al centro del decimo congresso regionale dello Spi/Cgil Sicilia che si svolgerà il 15 e il 16 marzo a Campofelice Roccella. Il tema dell'incontro è "Protagonisti per l'uguaglianza, diritti, libertà e dignità".

 

L’eco-pass per Messina potrebbe diventare un boomerang per l'economia

 Un risarcimento economico per la nostra città che rischia però di avere un effetto boomerang sulla nostra economia”. Così Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina e Pino Foti, segretario della Filt, la categoria dei trasporti, commentano l’introduzione del ticket di ingresso a Messina. “Il provvedimento di istituzione di un ticket sull’attraversamento se da un lato costituisce un risarcimento economico per la città di Messina, dall’altro rischia di non affrontare il problema del traffico e non diminuire l’inquinamento - spiegano -. Il ticket rischia inoltre di avere ripercussioni economiche sui prezzi dei beni che giungono nella nostra regione su gommato, a partire dai già altissimi prezzi degli alimentari a Messina, e sui costi di produzione del made in Sicilia”. La Cgil ricorda infatti che tra i maggiori problemi delle aziende siciliane ci sia il costo elevato, soprattutto rispetto ad altre zone del paese, del trasporto dei prodotti: “Una voce che incide sulla competitività e che in alcuni casi ha messo fuori mercato le nostre produzioni”, osservano.  Ma, sulla questione, la Cgil evidenzia anche un ulteriore aspetto non secondario. “Riteniamo nodale definire l’impiego e l’utilizzo degli introiti derivanti dal ticket. Le formulazioni eccessivamente generiche a volte si trasformano nell’utilizzo delle risorse ricavate per coprire esigenze di bilancio improvvise o impreviste. Forse - osservano Oceano e Foti - sarebbe il caso di stilare un elenco preciso in ordine di priorità - degli interventi e delle opere che si impegna a realizzare”.

 

Rao insorge sulla questione del Piano di Protezione Civile Provinciale

Sono passati anni da quando era stato assicurato che in tempi brevi sarebbe stato pronto e realizzato il Piano di Protezione Civile Provinciale, ma dello stesso ancora oggi non si sa nulla. Sono state presentate ben due interrogazioni dal consigliere provinciale Pippo Rao, che interviene proprio sulla questione. Il territorio della Provincia di Messina frana e gli scenari che quotidianamente le comunità del messinese sono costretti ad affrontare sono inquietanti, e la Provincia di Messina che è tra le realtà più colpite da eventi disastrosi, e che già ha pagato un prezzo altissimo, oltre ad essere ad altissimo rischio idrogeologico e sismico, continua a non avere un piano di protezione civile. "Ma perché - si chiede Rao - bisogna aspettare nuovi e tragici eventi e lutti per capire che la Protezione Civile non può e non deve essere materia da improvvisare in occasione di situazioni contingenti, ma che richiede una adeguata pianificazione organizzativa e gestionale". Il 5 novembre 2004, l’allora presidente della Provincia Salvatore Leonardi, con propria determina, individuava la Società AST Sistemi S.p.a. per l’affidamento di compiti di collaborazione e consulenza tecnica scientifica per la redazione del “Piano Provinciale Generale di Protezione Civile” e la gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo complessivo annuo di centomila euro, trovante capienza nel Peg 2004. Determina che trova riscontro in una successiva determina dirigenziale datata 10 novembre dello stesso anno, attraverso la quale viene approvato lo “schema del Foglio Patti e Condizioni” che implica affidamento all’AST Sistemi e al contempo impegna la somma di centoventimila euro, proveniente da due voci del Bilancio 2004. La convenzione con l’AST, con scadenza 31 dicembre 2005, con determina presidenziale sempre di Leonardi, appena un giorno prima della scadenza della convenzione veniva integrata con un ulteriore incarico sempre alla stessa società, e nell’ambito del piano provinciale venivano individuate nel territorio quattro aree idonee ad ospitare “Zone d’Ammassamento”, e proprio all’Ast Sistemi veniva affidata, per poter proseguire il lavoro iniziato, la meta-progettazione per l’organizzazione e l’allestimento delle aree polivalenti attrezzate, che d’intesa con le amministrazioni locali interessate, in via ordinaria, possono anche essere utilizzate per scopi diversi.  Successivamente sono state impegnate risorse per l’attivazione del Piano suddetto, e si è rimasti in attesa di un regolamento attuativo che parrebbe essere stato trasmesso alla Presidenza della Provincia nel dicembre 2008. "Che cosa si è fatto con quei soldi?" si chiede Pippo Rao. "Può un territorio essere preparato ad eventi calamitosi con le chiacchiere e gli annunci? Si può sopportare ancora tale stato di cose?" continua ancora Rao, che intanto ha presentato la terza interrogazione al presidente della Provincia Ricevuto.

 

Cronaca 09-03-2010

 

Scuola, allarme della Cgil: in Sicilia persi 11mila posti in 5 anni

Dispersione scolastica in crescita: nei licei e istituti tecnici supera il 18%; perdita di 11 mila posti di lavoro in 5 anni (7.260 nel 2009) con previsione di una ulteriore emorragia di 5.000 posti per l'anno prossimo tra docenti e personale tecnico amministrativo; problemi logistici e di sicurezza degli istituti. E' la situazione della scuola siciliana che emerge dall'analisi di Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil siciliana (sindacato dei lavoratori di scuola, università, ricerca e formazione professionale), che ha aperto oggi a Campofelice di Roccella (Pa) il congresso regionale del sindacato al quale partecipano 145 delegati. "Sono gli effetti della 'cura Gelmini'- ha osservato Scozzaro - e della mancanza di una politica regionale sul diritto allo studio". La popolazione studentesca è diminuita di 40 mila unità negli ultimi 5 anni per effetto del calo demografico, "ma i tagli del governo sono andati ben oltre". La Flc chiede alla Regione di "approvare una legge per il diritto allo studio, la cui mancanza - ha sottolineato Scozzaro - è uno scandalo politico che non possiamo più tollerare".  A scuole, associazioni ed enti locali, inoltre, il segretario della Flc sollecita "impegni politici che prevedano interventi sussidiari e risorse per migliorare il piano regionale dell'offerta formativa, l'edilizia scolastica e garantire i servizi e le attività di sostegno". Il sindacato annuncia la ripresa della mobilitazione a partire dai luoghi di lavoro, invitando i docenti a non acconsentire a situzioni "fuorilegge", come quella delle classi sovraffollate. Scozzaro ha sottolineato che " nella formazione la Cgil è disposta a scelte coraggiose sotto il profilo occupazionale, ma non è più disposta a tollerare un sistema inquinato che produce sprechi e nel quale si concentra un coacervo di interessi clientelari per la lottizzazione delle risorse comunitarie o per il consenso elettorale". Il sindacato sollecita controlli e ispezioni nelle scuole private, un migliaio nell'isola; mentre sul concorso a preside, dichiarato nullo dal cga, "Occorre ripristinare la legalità- ha detto Scozzaro - rifacendo il concorso e riconoscendo il servizio a chi ha svolto le funzioni.

 

Picchiano e rapinano anziani disabili.

Con il volto coperto da maschere di Carnevale hanno portato via 5mila euro in contanti, una polizza sulla vita di 26mila euro e un telefono cellulare. Hanno bussato alla porta di una coppia di anziani e dopo averli picchiati, hanno svaligiato l'abitazione e sono fuggiti. Oggi in manette è finito il diciannovenne di Tortorici, Emanuele Carcione, arrestato dagli agenti del commissariato del posto fisso di Tortorici in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal gip del tribunale di Patti Onofrio Laudadio su richiesta del sostituto Rosanna Casabona. A seguito delle indagini, il Gip di Patti ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Carcione, che è stato portato a Gazzi, mentre gli altri due complici sono ancora ricercati. Durante la perquisizione domiciliare a casa del diciannovenne i poliziotti hanno sequestrato 2 coltelli, un noccoliere, e la maschera e la parrucca utilizzate per la rapina.

 

Cronaca 08-03-2010

 

Le pensioni più povere in Sicilia. In testa Agrigento        

È quanto denunciato dalla Cisl Fnp, che attacca la mancata applicazione della legge per l’integrazione socio-sanitaria. Ancora un triste primato per la Sicilia. Ancora una lampante dimostrazione della disparità di trattamento tra le retribuzioni del settentrione d’Italia e quelle del Mezzogiorno. Secondo quanto denunciato dalla Fnp Cisl regionale, infatti, le pensioni più basse d’Italia sono quelle dei Siciliani.  Secondo il sindacato, inoltre, questo primato negativo è da attribuire a diversi fattori, quali la smisurata diffusione del lavoro nero, una spesa sociale parecchio inferiore a quelle di molte altre regioni italiane e anche la mancata della legge per l’integrazione socio-sanitaria. La provincia che può “vantare” il posizionamento sul gradino più alto del podio di questa macabra classifica è Agrigento, con un importo mensile medio di pensione pari a 471,28 euro. Il capoluogo Palermo, invece, si situa al sesto posto, con una media di 548,15 euro ma con il maggior numero di pensionati, 302.540. Il triste risultato della Sicilia si mostra in tutta la sua drammatica evidenza se posto a confronto con la media nazionale, che, secondo i dati dell’Inps, si attesta sui 702,11 euro. La media dei pensionati siciliani è invece di 550,08 euro al mese. Tutto questo diventa ancora più grave se pensiamo che il numero dei pensionati a carico della previdenza sociale nell’Isola  rappresenta ben il 7,1% del totale nazionale, che è di 17.750.065 individui, uno dei maggiori d’Europa. Altro pesante record negativo è quello che riguarda la povertà relativa, ossia quella che colpisce le famiglie che vivono con un reddito mensile inferiore a 900 euro. Infatti in Sicilia addirittura una famiglia su tre vive al di sotto di questa soglia, caratterizzando la regione come avente la povertà relativa più alta dell’intero territorio nazionale, con una percentuale del 27,6% l’11,1% dell’incidenza nazionale e il 22% di quella meridionale.La povertà assoluta, invece, investe una famiglia su 10, con una percentuale del 5,8% a fronte del 4,1% del territorio nazionale e una soglia mensile di 538,92 euro. Altro spunto di riflessione: in Sicilia sono stati spesi nel 2009 15 milioni per il buono socio-sanitario, mentre in Veneto ben 700 milioni. Come detto, la Cisl Fnp attribuisce gran parte della colpa alla legge 328 del 2000, “in relazione all'integrazione socio-sanitaria – dichiara il segretario regionale, Carmelo Raffa – che prevede un sistema di servizi assistenziali mai messi in atto in questa regione”, con la conseguente mancanza di protezione sociale per la popolazione anziana dell'Isola, che conta 170 mila non autosufficienti. “Chiediamo con forza l'applicazione della legge 328 – aggiunge pertanto Raffa – e siamo pronti ad avviare una petizione popolare”. “Un malato cronico in ospedale – prosegue – costa alle casse pubbliche 800 euro al giorno; se fosse a casa ne costerebbe appena 70 . Qui anche chi ha reddito è un povero e la responsabilità è del governo regionale che non attua le leggi. Ci vuole una vertenza forte, alla gente non devono essere negati i diritti”. “Il livello di povertà aumenta con il crescere dei componenti del nucleo familiare, e in presenza di soggetti anziani – spiega a sua volta Gigi Bonfanti, segretario nazionale della Cisl Fnp – la Sicilia paga il prezzo dello sviluppo, perché non c'è mai stato un vero e proprio benessere. Non è giusto che siano le famiglie a farsi carico di oneri economici che spetterebbero alle istituzioni”.

 

Frana anche il più piccolo comune siciliano Roccafiorita

1,14 km quadrati e 228 anime. Per dimensioni è il comune più piccolo della Provincia di Messina, della Sicilia e dell'intera Italia insulare. Ma non fa eccezione. A franare è anche un "pezzetto" di Roccafiorita, valle d'Agrò, provincia di Messina. Piazza Belvedere "scivola" verso valle. La piazza è stata transennata e vietata alla fruizione dei cittadini dopo che i funzionari del Dipartimento regionale di Protezione civile hanno invitato l’Amministrazione comunale a “porre i necessari presidi per garantire la pubblica e privata incolumità nelle more degli interventi”.

 

La frana di Caronia è profonda ed ancora non si è arrestata      

Fa impressione e nello stesso tempo fa paura. Fa impressione confrontare le immagini di Caronia ieri e oggi. Fa paura pensare a quanta terra è scivolata a valle, quante case sono sparite, inghiottite dalla frana, trascinate parecchi metri più giù.  Fa impressione e fa paura all’occhio di un osservatore esterno, lo fa sicuramente di più ai proprietari di quelle case, terrorizzati all’idea di quel che sarebbe potuto accadere se in quelle case avessero vissuto ancora un giorno in più. Per fortuna sono andati via. Purtroppo sono andati via. Per fortuna si sono salvati, purtroppo devono assistere inermi a quel che sta accadendo. Aspettando che la frana si fermi e sperando che accada presto. Ci sperano loro e ci spera la protezione civile che per il momento non può far altro che attendere. “Questa frana è molto diversa da quella di San Fratello – ha spiegato il responsabile regionale Pietro Lo Monaco – anche questa è assolutamente imprevedibile, ma è molto più profonda e dunque l’unica cosa che possiamo fare oggi è attendere”. Intanto però in arrivo c’è un’ondata di maltempo che non sarò certo d’aiuto. A San Fratello per evitare che l’acqua entrasse nel sottosuolo sono stati coperte tutte le crepe che si sono formate sulle strade, a Caronia questo è impossibile. “Li abbiamo deciso di lavorare sulle infiltrazioni perché il territorio e le caratteristiche del paese lo consentivano, qui non possiamo farlo. Dobbiamo solo monitorare la situazione e fare il possibile per aiutare gli abitanti di questa contrada”. Insomma, prima di guardare avanti, a Caronia bisognerà attendere che la situazione si stabilizzi e a giudicare dalla differenza delle immagini di ieri e di oggi la sensazione è che ci vorrà ancora parecchio tempo.

 

Messina, tentano una rapina in un'officina

I carabinieri hanno arrestato sei persone di nazionalità romena con l'accusa di tentativo di furto aggravato. Si tratta di Veniamin Rujan, 52 anni e i suoi due figli Gheorhe Daniel e Miahita, di 20 e 22 anni, Gheorghe Jgau di 20 anni, Ioan Filip di 26 anni e Irina Mindrila di 35 anni. La notte scorsa i sei si trovavano ai caselli autostradali dell'A20 a Patti, nel messinese, ad attendere un pullman che li avrebbe condotti in Romania. Prima di partire, però, hanno pensato di svuotare un'officina meccanica nei pressi dei caselli autostradali. Una segnalazione al 112 ha però permesso ai carabinieri di bloccarli poco dopo aver rotto i lucchetti delle saracinesche.

 

Cronaca 06-03-2010

 

Clamoroso: Montecitorio cancella gli Ato rifiuti e idrici
Anche la Sicilia dovrà di nuovo cambiare tutto. La Camera dei deputati ha approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici.Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento legislativo, un autentico terremoto istituzionale, dall’entità e dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentato, sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinqiues all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”. Battuti le lobby delle grandi società d’acqua e rifiuti che, quotidianamente, presidiano Montecitorio e dei deputati italiani “designati”- a cominciare da quelli siciliani – la Lega di Bossi, con fredda efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte consistente del sistema politico-economico di potere, e di “governo allegro”, del centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia, ed in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, “more solito”, ignoravano che cosa stessero votando. L’atto della Lega Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione del “sistema acque” in Sicilia. Essendo stato soppresso anche l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro attribuzione. Speriamo di poterci finalmente liberare dei gestori privati che su scala regionale avevano surrogato la vecchia EAS, che non si sono certo distinti né per efficienza e modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad investire soldi di origine pubblica, italiana o dell’Unione europea.

 

La provincia di Messina frana, il municipio di Naso dovrà essere evacuato

Il palazzo municipale di Naso, nel messinese, dovrà essere evacuato a causa del dissesto provocato dalle frane che coinvolgono alcuni paesi sui Nebrodi. Lo ha stabilito il commissario Antonio Garofalo, che sostituisce sindaco e giunta. Gli uffici verranno spostati in altri immobili comunali del centro storico, tra la Piazza Lo Sardo, Piazza Roma e via Amendola. Il provvedimento, attuato dopo un sopralluogo dei tecnici comunali, della protezione civile e del genio civile, è stato condiviso dai gruppi consiliari che hanno incontrato il commissario. Lo stesso funzionario regionale ha firmato le ordinanze di sgombero per quattro abitazioni nel rione Spirito Santo, a causa del movimento franoso che coinvolge anche un tratto della Statale 116

 

A Messina pericolo smobilitazione per l'indotto ferroviario

“Messina è sempre più periferia del trasporto ferroviario italiano” e l’abbandono di Ferrovie dello Stato dall’area dello Stretto non può non avere un importante ricaduta anche sui livelli occupazionali dell’indotto. A denunciare questa preoccupante situazione è stata la Fit Cisl attraverso gli interventi del segretario generale Enzo Testa e del responsabile del settore ferrovie Michele Barresi. A dimostrazione dello stato di crisi profonda in cui versa il settore ferroviario in Sicilia, basta ripercorrere le vicende della società Wagon Lits, che gestisce il servizio di accompagnamento notte su treni passeggeri di Trenitalia. La società, nel settembre scorso, aveva aperto le procedure di mobilità per 35 suoi lavoratori. Un pericoloso campanello di allarme che ha trovato conferma ieri allorquando, dopo l’incontro avvenuto presso il Ministero del Lavoro  tra i vertici societari e le organizzazioni sindacali, la Wagon Lits ha proposto il ricorso “agli ammortizzatori sociali come unico rimedio per la tutela dell’occupazione”. Una situazione ancor più grave perché, come hanno spiegato Enzo Testa e Michele Barresi, la Wagon Lits propone il ricorso a un contratto di solidarietà. Un provvedimento che finirà col gravare in maniera accentuata sul centinaio di lavoratori dell’impianto di Messina, e non ha prospettato nessun reale piano di sviluppo per il rilancio del settore nell’Isola proprio mentre, al contrario, salvaguarda diverse realtà del Nord Italia. Secondo i due esponenti della Fit Cis,l si assiste così al tentativo di “far pagare ai lavoratori siciliani l’incertezza dei futuri scenari”, ovvero una plausibile “contrazione” del trasporto ferroviario passeggeri a lunga percorrenza nell’Isola, e ad una politica di “aggiudicazione al maggior ribasso”  delle gare per i servizi in appalto di Trenitalia che va a scapito della “qualità del servizio offerto alla clientela meridionale”.

 

Maxi truffa all'Ue, arresti tra Palermo e Agrigento

Una vasta operazione nei confronti di un'associazione a delinquere che avrebbe organizzato truffe ai danni dello Stato e dell'Unione Europea, per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro, attraverso l'utilizzo di circa 90 milioni di false fatturazioni, è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Palermo ed Agrigento. Gli investigatori hanno notificato ordinanze di custodia cautelare ai responsabili dell'organizzazione. Nell'ambito dell'operazione, coordinata dalla Procura di Palermo e denominata in codice "Hidra", sono stati inoltre sequestrati, tra la Sicilia e la Lombardia, stabilimenti industriali, macchinari, immobili terreni e quote societarie per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro.

 

Cronaca 05-03-2010

 

Giampilieri, Scaletta, San Fratello, Caronia. A chi toccherà domani?         

La provincia di Messina cade a pezzi e sta mostrando tutta la fragilità di un territorio che adesso chiede il conto della poca attenzione dell'uomo nei confronti della natura. Prima Giampilieri e Scaletta con devastazioni e morte, poi a San Fratello, adesso Caronia. Sui Nebrodi per fortuna la natura è stata “clemente”, non si è registrata nessuna vittima, solo danni. La località fin qui citate sono quelle che hanno subìto maggiori danni, in cui il fronte delle frane è vasto ed ha avuto un eco mediatico notevole. Ma basterebbe andare in giro per la provincia per rendersi conto di come tutto territorio sia ad alto rischio idrogeologico e le frane, in molte zone, siano quasi all'ordine del giorno. Ma cosa sta succedendo nel messinese? Lo dice la Coldiretti senza mezzi termini: ''L'84 per cento dei Comuni della provincia di Messina e' considerato a rischio per frane e alluvioni anche per effetto della progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all'agricoltura''. Per l'associazione degli agricoltori sarebbero ben 91 comuni su 108 ad essere a rischio idrogeologico nel messinese. Questo dato rapresenta una sorta di record del quale ne faremmo volentieri a meno. Infatti, la drammatica percentuale della nostra provincia è la più alta rispetto alla media nazionale. Per la Coldiretti Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione spesso incontrollata, non e' stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque ed e' necessario intervenire per invertire una tendenza che mette a rischio la sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici in atto che si manifestano con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e una modificazione della distribuzione delle piogge.

 

Dopo il parto... riposa in barella. Accade questo a Messina

Basta un parto rocambolesco, ma fortunatamente senza gravi conseguenze, a dimostrare in che stato versa la Sanità messinese. Questa la storia-shock raccontata da Giovanni Cocivera, dirigente di Ostetricia al Piemonte e consigliere al Comune di Messina che, di guardia ieri notte all'ospedale di viale Europa, è stato protagonista di una dissavventura medica.

 

Tre medici del Policlinico rinviati a giudizio per la morte di un'anziana

Il gup Giovanni De Marco ha rinviato a giudizio tre medici del Policlinico per la morte di Maria De Bono, 83 anni di Patti. La donna morì nel settembre del 2008 all’ospedale “Barone Romeo” di Patti dopo essere stati curati al Policlinico dal chirurgo Giuseppe Navarra, da Giuseppe Serra e Giuseppe La Malfa. Ora dovranno rispondere di omicidio colposo davanti al giudice monocratico perché, secondo l’accusa, non avrebbero diagnosticato un secondo tumore all'anziana, già operata per la rimozione di un "calcinoma al sigma". Maria De Bono era stata operata al Policlinico nell'agosto 2008 e dimessa al termine del normale decorso post operatorio. Una volta rientrata nella sua abitazione di Patti le sue condizioni di salute sono improvvisamente peggiorate e, dopo il ricovero all’ospedale di Patti, l’anziana è morta. Furono il marito e la figlia a presentare una denuncia in Procura per chiedere che venisse fatta piena luce sulla morte della donna. La magistratura di Patti aveva già archiviato l’inchiesta e la posizione dei tre medici indagati ed aveva inviato gli atti dell’inchiesta Messina. Secondo quanto stabilito dai consulenti, infatti, la morte della 83enne sarebbe stata provocata dalla mancata diagnosi del tumore.

 

Non si ferma la protesta degli operatori del 114

Sono barricati dal 23 febbraio scorso, con tanto di sacchi a pelo, sul campanile e sulla terrazza della chiesa di San Saverio a Palermo e non hanno intenzione di scendere prima di ottenere risultati concreti. È la protesta dei 33 ex dipendenti del Telefono Azzurro a cui non è stato rinnovato il contratto, scaduto lo scorso 31 dicembre. Si tratta di 31 donne e due uomini, tutti trentenni. Un team di psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti e giuristi del servizio “114 Emergenza Infanzia” che sono stati sostituiti, dall'inizio dell'anno, da volontari del servizio civile, nonostante il ministero per le Pari opportunità abbia concesso una proroga della convenzione stipulata con Telefono Azzurro fino al 30 aprile. I professionisti del 114 puntano il dito contro la scarsa formazione dei volontari che hanno preso il loro posto, chiamati a svolgere un lavoro delicato e che richiede anni di esperienza. “Quando ci si trova in linea con un minore che segnala un abuso, – spiega al telefono Tiziana Salvo, una delle psicologhe sostituite – bisogna sapere come fronteggiare l'emergenza e questo lo si apprende con anni di esperienza, non con poche settimane di formazione, tra l'altro, molti dei volontari hanno solo un diploma”.

 

Cronaca 04-03-2010

 

Caronia, la frana non si ferma

Non si ferma il movimento franoso che da 36 ore interessa un'area collinare a Caronia, in provincia di Messina, dove la notte di lunedì sono state evacuate 28 famiglie. Stamattina la frana ha interessato il capannone di una fabbrica di materiale edile, che rischia di crollare. Finora 105 persone hanno ricevuto l'ordinanza di sgombero e altre 15 che abitano nell'area hanno deciso di allontanarsi volontariamente. Nel frattempo è già iniziato nella cittadina del Messinese un nuovo sopralluogo dei geologi della Protezione Civile, di funzionari dei vigili del fuoco e dei carabinieri sul fronte della frana che da lunedì sera interessa un'area collinare di circa cinquanta ettari. I tecnici sospettano che il cedimento si sia esteso e per questo le verifiche si estenderanno a valle sino al torrente Marannano, un affluente del Caronia. L'amministrazione comunale ha avvisato il consorzio autostradale per tenere sotto controllo il tratto dell A/20 che passa, tra viadotti a gallerie, a circa 500 metri di distanza dallo smottamento. Nei pressi del palazzo comunale di Caronia, alcuni degli sfollati contestano le mancate risposte alle loro lettere inoltrate nei mesi scorsi al sindaco e alla Procura, circa alcuni smottamenti che avrebbero permesso di prevedere, secondo gli autori delle segnalazioni, lo smottamento che si è verificato lunedì scorso. Intanto, il Centro operativo comunale di Protezione civile (Coc) stamattina si è di nuovo riunito in municipio. I movimenti del terreno sembrano più rallentati rispetto a ieri e, per il momento, la situazione viene definita sotto controllo anche se ancora piuttosto seria.

 

In Sicilia le pensioni più basse d'Italia. Il lavoro nero è la causa principale

Le pensioni dei siciliani sono più basse di quelle del resto d'Italia. Il motivo? I lunghi periodi di lavoro nero cui i lavoratori dell'Isola sono costretti. E così, all'età di 65 anni, un dipendente in media ha alle spalle appena vent'anni di contributi e, in alcuni casi, molti più anni di sommerso. Lo afferma uno studio della Cisl Fnp Sicilia, che sarà presentato a Palermo venerdì prossimo nel corso del direttivo che si svolgerà all'Astora Palace. La situazione peggiore è quella di Agrigento, dove un pensionati guadagna in media 471 euro al mese. Ma nel resto della Sicilia le cose non vanno meglio, con un reddito dei pensionati del 21 per cento inferiore ai loro coetanei del resto d'Italia. E poi zoom sulla spesa sociale in Sicilia dove nel 2009 sono stati spesi 15 milioni per il buono socio-sanitario, a fronte dei 700 milioni del Veneto.

 

Il sisma in Cile ha accorciato la durata del giorno

Il terremoto del Cile ha modificato l'asse di rotazione della Terra ed ha accorciato i giorni. A renderlo noto  è Antonio Piersanti, direttore sismologia e tettonofisica dell'Ingv, che conferma così i dati rilevati dalla Nasa. "E' noto da diversi decenni - spiega - che i grandissimi terremoti hanno un impatto, anche se molto piccolo, sull'asse di rotazione terrestre. Tra l'altro l'Italia è all'avanguardia in questi studi, perché ci sono pochi gruppi di ricerca nel mondo che se ne occupano e uno è italiano". "Un terremoto come quello del Cile - dice - sposta l'asse di qualche centimetro. Come ha rilevato la Nasa si tratta di 7-8 centimetri. Questo sisma ha agito anche sul periodo di rotazione della terra intorno al suo asse diminuendolo di una quantità pari a 1 e 2 microsecondi. Si tratta - evidenzia - di valori che non hanno nessun impatto pratico macroscopico, ma valori su cui è importante soffermarsi perché lo studio di questi fenomeni ci permette di capire meglio la dinamica profonda del pianeta Terra e quindi di studiare la sua futura evoluzione". La differenza è stata calcolata dallo scienziato della Nasa Richard Gross tramite un modello matematico complesso. Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l'interno della Terra determinando una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno: per la precisione 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri.

 

Per infiltrazione mafiose al Comune di Furnari sollevati due dirigenti.

Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, su proposta del prefetto di Messina, Francesco Alecci, ha disposto un provvedimento disciplinare nei confronti di due dipendenti del Comune di Furnari, il centro tirrenico del Messinese sciolto per infiltrazioni mafiose alla fine del novembre scorso.  Secondo quanto disposto dal decreto due dipendenti, il geometra Antonino Germanò, responsabile dell'area tecnica e la dottoressa Francesca Bonomo, in servizio presso l'area demografica, verranno destinati ad altri incarichi, che saranno individuati dalla commissione straordinaria, insediatasi lo scorso 18 dicembre a Furnari, per la provvisoria gestione del comune. Per cinque anni i due dipendenti comunali non potranno ricoprire nuovamente l'incarico dal quale sono stati sollevati.

 

Cronaca 03-03-2010

 

E’morto il bimbo a cui era stato negato il sussidio

Tra 15 giorni ci sarebbe stata a Catania udienza per ricorso. E' morto il bimbo di 3 anni e mezzo, disabile, a cui era stato negato il sussidio, proprio 15 giorni prima dell'udienza contro il no dell'Inps. Il Tribunale di Catania avrebbe dovuto trattare il ricorso presentato dai genitori del piccolo contro la decisione dell'Inps che aveva negato il sussidio di accompagnamento per fare fronte alle spese per le cure. Il bambino era affetto da una grave forma di paresi celebrale, la commissione medica dell'Asl aveva concesso soltanto l'indennita' di frequenza.

 

Dopo San Fratello frana Caronia

Un movimento franoso, che attualmente procede a 7 centimetri l'ora, sta interessando le contrade Lineri e Ricchio del comune di Caronia, nel Messinese, dove dalla mezzanotte sono state fatte evacuare 120 persone in un'area collinare di circa 50 ettari. Il vasto movimento franoso che sta investendo alcune contrade di Caronia, nel messinese, ha travolto una villetta disabitata e sta minacciando altre abitazioni. Sul posto si trova il sindaco di Caronia, Giuseppe Collura, che sta coordinando i primi interventi. "Stiamo predisponendo un centro di coordinamento al comune - spiega il sindaco - e abbiamo attivato tutte le procedure previste in questi casi. La frana, per le sue modalità, presenta numerose analogie con quella di San Fratello, anche se fortunatamente non minaccia il centro del paese. Il fronte si sta muovendo velocemente ed è molto ampio". La frana ha interessato anche la scuola media di Lineri, dove stamattina era stato sbarrato l'ingresso sia agli alunni che agli insegnanti. La zona dove si è verificato il movimento franoso dista in linea d'aria una decina di chilometri da San Fratello. Nell'area dei Nebrodi, che comprende anche Caronia, da gennaio si sono registrate circa 250 frane. Sul posto, nella notte, sono intervenuti carabinieri e forze dell'ordine, e stamattina sono arrivati gli uomini della Protezione civile. Il 14 febbraio scorso un'altra frana ha interessato il Comune di San Fratello, sempre nel Messinese, dove è stato evacuato un terzo dei circa 4500 abitanti.

 

Italia, disoccupazione record

La crisi economica torna in primo piano. Dalle analisi dell'Istat vien fuori che il tasso di disoccupazione continua a salire e a gennaio si posiziona all'8,6%, dall'8,5% di dicembre 2009. Si tratta del dato peggiore da gennaio 2004, inizio delle serie storiche. Il tasso di disoccupazione giovanile, fa inoltre sapere l'Istat, è pari al 26,8%, con una crescita di 0,3punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,6 punti percentuali rispetto a gennaio 2009. La disoccupazione maschile raggiunge a gennaio un livello pari a 1 milione 147 mila unità, in aumento del 2,1% (+23.000 unità) rispetto al mese precedente e del 27,2% (+245.000 unità) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il numero di donne disoccupate è invece pari a 997.000 unità con una riduzione dell'1,9% rispetto a dicembre (-19.000 unità), a fronte di un aumento del 9,8% rispetto a gennaio 2009 (+89.000 unità). Nel 2009 il prodotto interno lordo italiano è diminuito del 5%. Nella precedente rilevazione, effettuata con diversi metodi statistici, la prima stima del Pil segnava una contrazione del 4,9%. È il dato peggiore praticamente da sempre, ovvero almeno dal 1971, quando è cominciata la rilevazione statistica. La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) nel 2009 è risultata pari al 43,2%, superiore di 3 decimi di punto rispetto al valore del 2008 (42,9%). È uno dei dati contenuti nel 'Conti economici nazionali' diffusi dall'Istat.

 

Operazione Tyson 41 richieste di rinvio a giudizio

Sono quarantuno le richieste di rinvio a giudizio alla fine delle indagini scaturite dal blitz Tyson, scattato il 27 maggio scorso con l'arresto di 11 persone accusate di spacciare, cocaina, eroina ed hashisc tra Valle degli Angeli, Barcellona e Taormina. Il sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera, titolare del fascicolo, ha chiesto al Gip di esaminare la posizione di tutti gli indagati, e disporne il rinvio a giudizio. L'indagine ha preso il via alla fine del 2006 con l'arresto di Antonio Biasi, esponente della Sacra corona unita e da anni residente a Messina, che ha deciso di collaborare con la giustizia. L'uomo, killer per l'organizzazione criminale pugliese, era in carcere a Messina. Andato ai domiciliari nel marzo 2006, si è stabilito a Valle degli Angeli dove si è legato al gruppo guidato da Fortunato Pietropaolo, a capo di una rete di spacciatori che facevano girare la cocaina in città. E' proprio con Pietropaolo che l'uomo viene fermato, nel novembre 2006, dopo un'irruzione della Polizia nella sua abitazione, dove gli agenti trovano 25 grammi di cocaina. Dopo l'arresto, il pugliese decide di collaborare e racconta dei rifornimenti della droga effettuati da Pietropaolo, poi spacciati insieme allo stesso Biasi ed al cugino Donato tra Barcellona, dove si rifornivano e Taormina, dove spacciavano nei locali. Una cimice ben piazzata nell'auto di quest'ultimo ha permesso agli investigatori di trovare i riscontri alle dichiarazioni del puglise. In manette finirono il trentunenne Fortunato Pietropaolo, Carmelo Donato, di 24, Carmelo Fazio, di 30, Mario Longo, di 24, Salvatore Spadaro, di 44, Pasquale Pietropaolo, di 42, Cosimo Idotta, 25 anni, Alfredo Tinaglia, 28 anni Giuseppe Carrozza, 36 anni, Umberto Alessi, 31 anni e Tindaro Santo Scordino 25 anni. Gli altri indagati: Domenico Romano, 26 anni; Emanuela Popolo (33), Giovanni Cutroneo (46), Paolo Carbone (43) Vincenzo Burrascano (22), Antonino Morana (23), Giovanni Maiorana (37), Carmelo Zambara (36), Giovanni Licandro (31), Francesco Costa (43), Andrea Castagnola (26), Antonino Pietropaolo (45), Antonino Tortorella (24), Federico Bonaffini (30), Giuseppe Cantale (35), Salvatore Barbuscia (40), Romualdo Insana (46), Massimo Di Bella (36), Umberto Bottari (47), Andrea Ronsisvalle (41), Giuseppe Martines, 36 anni. Indagati anche i barcellonesi Vincenzo Antonucci (53), Antonino Cambria (34), Antonino Enrico Mazzeo (25), Domenico Sebastiano Bucolo (32), Antonino Italiano (31), Salvatore Costantino (29), Francesco Puliafito (21), Andrea Alesci (22); infine Adele Puglisi, 48 anni, di Rometta.

 

Cronaca 02-03-2010

 

La Sicilia è incapace ad utilizzare i fondi sociali europei

Nell'utilizzo dei fondi sociali europei destinati all'Italia, in particolare dei 14 miliardi di euro relativi al periodo 2007-2013, "emerge, ancora una volta, un notevole divario tra il Sud e il Centro-Nord". "La capacità di utilizzazione delle somme, infatti, è di gran lunga superiore al Nord rispetto al Sud. Il Mezzogiorno utilizza poco i fondi sociali europei. Basta vedere i dati percentuali dai quali si evidenzia che la Sicilia, con il dato registrato del 2,26 per cento è ultima, seguita da Campania (2,37 per cento) e da Puglia (5,96 per cento). Se si guarda invece al Centro-Nord, il confronto si rileva impietoso. Spiccano infatti gli esempi del Veneto ed Emilia Romagna, che hanno già raggiunto una percentuale di fondi impegnati superiore al 40 per cento e della Provincia autonoma di Trento che registra il record del 52 per cento di fondi già impegnati".

 

La cassa integrazione ordinaria in Sicilia è quasi triplicata
E' anche aumentato il ricorso alla cassa integrazione (cigs) straordinaria. Per la prima si e' passati da 4.643.587 ore (2008) a 11.176.339 (2009). La cigs e' invece passata da 3.959.353 del 2008 a 4.533.499 del 2009. A fare il punto sull'andamento della cassa integrazione e' la Cgil siciliana in un dossier. Lo studio rileva come il 2009 tra gli ultimi otto sia stato l'anno peggiore. Dal prospetto delle province si ricava che tra il 2008 e il 2009 l'incremento maggiore della cigo si e' avuta a Caltanissetta (+759,96%), segue Ragusa con + 713,89%, Catania con + 476,87%, pari a 1.624.127 ore in piu'. I settori dove si sono registrati i maggiori incrementi di cassa integrazione sono energia e gas con + 1.347%, l'industria metallurgica e metalmeccanica con + 106%. Ma e' l'edilizia il comparto che ha mostrato maggiore "sofferenza" i termini numerici, con 15.780.838 ore autorizzate tra cigo e cigs nel 2009 con un incremento dell'83% sulla quota gia' alta del 2008 (8.602.94). In termini percentuali la crisi ha lasciato il suo segno soprattutto sul settore meccanico che e' passato da 38,49 ore per addetto del 2008 a 104,31 ore del 2009, e su quello chimico passato a 32 a 75 ore. In entrambi i casi la perdita di reddito e' stata di circa mille euro a lavoratore. Tutto cio' rende necessaria l'abolizione dei tetti degli ammortizzatori. Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria il dossier della Cgil rivela che su 145 richieste di intervento ben 52 sono per crisi aziendali, senza che sia prevista la ripresa dell'attivita' produttiva e 72 sono contratti di solidarieta', mentre le richieste per ristrutturazioni aziendali sono solo 10. Questo quadro, secondo il rapporto, fa temere che la Sicilia uscira' dalla crisi "con un sistema produttivo in coma profondo e pertanto necessiterebbe di una riflessione profonda da parte del governo e di un cambio di marcia rispetto gli interventi da mettere in campo per uscire dalla crisi", sottolinea Pippo Di Natale, responsabile del mercato del lavoro nella segreteria regionale della Cgil, che aggiunge: "Anche il 2010 non si presenta bene e in piu' si ha la sensazione che il governo regionale non ne abbia piena consapevolezza, limitandosi ad inseguire le emergenze senza mettere in campo politiche anti crisi adeguate.

 

Messina: operazione antidroga “Malu tempu”,

C’è anche un consigliere comunale di Saponara, fra i nove arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga “Malu tempu”, condotta dalla squadra mobile di Messina. Si tratta di Giuseppe Pollino. Insieme a lui sono state arrestate altre otto persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga: Gianluca Siavash, 21 anni, già in carcere, Antonio Sanò, 53 anni; Gianluca De Marco, 25 anni; Lucviano Lotta, 42 anni; Fabrizio Bombaci, 28 anni; Giuseppe Coppolino; 28 anni tu tti di Messina. In manette è finito anche Antonio Papale, 28 anni e il già nominato Pollino, 34 anni, entrambi di Saponara. Ad eccezione di Siavash e Lotta, che sono stati accompagnati in carcere, tutti sono agli arresti domiciliari. Le ordinanze sono state emesse dal gip di Messina, su richiesta della Dda della città dello stretto. Le indagini erano state avviate a seguito del ferimento, il 21 agosto del 2008, di un venticinquenne. Gli agenti hanno scoperto che l’agguato di viale Giostra era collegato alla gestione dello spaccio nella città e sono riusciti ad individuare due clan che si dividevano il mercato. La polizia ha sequestrato anche 532 grammi di eroina, 103 grammi di cocaina, 99 grammi di hashish e 104 grammi di marijuana. Questa mattina la perquisizione all’interno della casa di Carmelo Caruso ha permesso di ritrovare ulteriori 40 grammi di marijuana.

 

Cronaca 28-02-2010

 

Al Papardo anche la "Casta" della Sanità si mette in mostra.

Una lista quasi infinita di nomi che schiera i medici più noti della Sanità messinese, i professionisti più affidabili, i sanitari che si sono fatti le ossa tra un lungo percorso di studi, la gavetta e l'impegno costante. Ma, a quanto pare, tra i dirigenti della P.A. quelli della Sanità sono anche i più pagati. Il più sfortunato non prende annualmente meno di 60mila euro lordi (5mila euro al mese, giusto per far loro un po' di conti in tasca). Il più fortunato, anzi la più fortunata (Grazia Calarco in questo caso ma tanti a lei si avvicinano) si accaparra uno stipendio da 229.880,19 euro (a conti fatti quasi 20mila euro al mese). Cifre che lette tutte in una volta, tolgono il fiato e comportano una spesa elevatissima per il nosocomio cittadino. Il documento presente sul sito si riferisce ai compensi annuali erogati al personale dirigente dipendente dell'azienda ospedaliera Papardo di Messina relativo all'anno 2008.

 

Corruzione, peculato e impunità "affossano" la Sicilia

Nel 2009 la sezione giurisdizionale per la Regione siciliana della Corte dei Conti ha pronunciato e pubblicato 41 sentenze di condanna e 22 di assoluzione. L'importo complessivo dei danni erariali da risarcire derivanti dalle sentenze di condanna ammonta a 4.381.309 euro. Sono i dati illustrati dal presidente della Sezione Luciano Pagliaro che ha svolto la relazione sull'operato della Corte nel 2009. "Le piu' ricorrenti tipologie di danno oggetto dei giudizi - ha spiegato - riguardano quelle connesse a fattispecie penalmente rilevanti, peculato, corruzione, concussione, danni relativi all'esecuzione di opere pubbliche, incarichi i consulenza conferiti illegittimamente o privi di utilita', percezione indebita o uso distorto di contributi comunitari, episodi di malasanita'". Pagliaro ha anche sottolineato il rischio che negli Enti locali si possa ingenerare negli amministratori "la falsa convinzione di uno status di irresponsabilita' o di impunita'", auspicando la riattribuzione al ministero dell'Interno della competenza in materia di nomina e gestione dei segretari provinciali e comunali. Pagliaro ha segnalato che per gran parte del 2009 la Corte ha dovuto funzionare con solo 5 magistrati rispetto ai 13 previsti in organico e che a causa della carenza di personale i tempi per la celebrazione del dibattimento si sono allungati a circa un anno dal deposito dell'atto di citazione. "In mancanza di un'esplicita denuncia o di una scoperta in flagranza - ha avvertito il magistrato - i reati di concussione e di corruzione sono difficilmente accertabili e, a tal fine, non possono condividersi l'esclusione o la limitazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali". Gli appalti in Sicilia costano di più. Il meccanismo perverso che comporta per le opere pubbliche una spesa superiore al normale è stato spiegato nella relazione inaugurale del presidente della sezione siciliana della Corte dei conti, Luciano Pagliaro. Alla base di tutto c'è il meccanismo di calcolo previsto da una legge regionale (numero 2 del 2007). "In Sicilia - ha osservato Pagliaro - quasi tutti gli appalti di importo inferiore a 5 milioni e 150 mila euro vengono aggiudicati per sorteggio, dal momento che tutte le imprese partecipanti alla gara per evitare di essere escluse presentano un'offerta al ribasso pari a 7,3152 per cento. Poiché nel resto d'Italia la percentuale si attesta al 12-15 per cento è evidente che le pubbliche amministrazioni siciliane presentano un maggior costo pari al 5-8 per cento dell'importo a base d'asta". E, come se non bastasse, non c'è "alcuna garanzia sulla capacità e serietà della ditta aggiudicataria estratta a sorte". L'esperienza di questi anni ha indotto il presidente della Corte dei conti ad auspicare che il meccanismo del sorteggio, dal quale derivano maggiori costi e minori garanzie, venga superato da una nuova legge regionale.

 

Messina, l'ospedale Piemonte a rischio sismico.

"Da lunedì il reparto di Psichiatria dell'ospedale Piemonte di Messina sarà chiuso e i pazienti verranno trasferiti in parte al Policlinico e in parte al Papardo". A dirlo è il direttore generale dell'ospedale Piemonte-Papardo, Armando Caruso in merito alle disposizioni della commissione parlamentare sulla Sanità guidata dal senatore Ignazio Marino, che giovedì scorso a Messina, dopo un sopralluogo all'interno del nosocomio, ha disposto l'immediata chiusura del reparto di Pschiatria e la successiva chiusura delle altre Unità operative, tranne la 'Piastra Chirurgica' e il pronto soccorso, entro il 30 giugno perché a rischio sismico.

 

Truffa ad anziani, scovata la banda del "lascito ereditario"

Convincevano persone anziane a consegnare soldi in contanti, promettendo lauti guadagni. L'ultimo raggiro è avvenuto lo scorso 9 ottobre 2009 a Rovigo ai danni di un'anziana, indotta, con un'abile messinscena, a prelevare in banca 6 mila euro. Proprio dalle immagini del sistema di sicurezza dell'Istituto di credito "Hypo Alpe Adria", la Squadra Mobile di Rovigo è riuscita ad identificare uno dei truffatori e da qui a scovare tutti i componenti di una banda criminale, che aveva messo a segno truffe in molte città del Nord Italia. Quattro gli arrestati, tutti di Messina, con precedenti specifici: il 58enne Antonino Licciardello, il 68enne Mariano Pinizzotto, il 49enne Carmelo Squillaci ed il 41enne Nicola Mondello.

 

Cronaca 27-02-2010

 

La Sicilia maglia nera nell'utilizzo dei fondi europei

Nell'utilizzo dei fondi sociali europei destinati all'Italia, in particolare dei 14 miliardi di euro relativi al periodo 2007-2013, "emerge, ancora una volta, un notevole divario tra il Sud e il Centro-Nord". Lo ha sottolineato il presidente del Senato Renato Schifani, nel suo intervento al convegno 'Riformare il Paese' organizzato a Roma dall'Upi. "La capacita' di utilizzazione delle somme, infatti, e' di gran lunga superiore al Nord rispetto al Sud. Il Mezzogiorno utilizza poco i fondi sociali europei. Basta vedere i dati percentuali dai quali si evidenzia che la Sicilia, con il dato registrato del 2,26 per cento e' ultima, seguita da Campania (2,37 per cento) e da Puglia (5,96 per cento). Se si guarda invece al Centro-Nord, il confronto si rileva impietoso. Spiccano infatti gli esempi del Veneto ed Emilia Romagna, che hanno gia' raggiunto una percentuale di fondi impegnati superiore al 40 per cento e della Provincia autonoma di Trento che registra il record del 52 per cento di fondi gia' impegnati".

 

I Costi della politica

Sapete quante sono le auto blu in Italia? 626.760. Per farvi un’idea, tenete conto che gli Stati Uniti d’America hanno appena 72.000 auto blu. E dietro gli Stati Uniti ci sono la Francia, il Regno Unito e così via. Il record italiano è irraggiungibile. La parte del leone la fa lo Stato con 172.204 auto blu. Seguono gli Enti pubblici (137.942), le regioni con 54.219, comuni (72.000), province (51.000) e così via. Per quanto riguarda la nostra Regione tutti gli assessori ed i direttori generali hanno l’auto blu. L’Assemblea regionale ha un parco macchine assai ampio. A tutti i membri del consiglio di presidenza viene assegnata una vettura con autista “ad personam”, i presidenti delle commissioni legislative ne hanno a disposizione una tutte le volte che la chiedono, i presidenti dei gruppi parlamentari ne hanno una e se la pagano con i contributi dell’Assembla. Ogni vettura ha un autista. Il Presidente ha due auto blu con autista, una delle quali viene utilizzata tutte le volte che è richiesto, anche dal capo di gabinetto. Anche il Segretario generale ed il vice segretario generale vicario hanno l’auto blu. Le auto dell’Assemblea sono delle Audi in leasing. Quanto costa una Audi con autista giorno dopo giorno? Siccome gli autisti la stragrande maggioranza delle volte escono in missioni, i costi sono sicuramente alti. Anzi, altissimi. A Palazzo Madama, invece, le autovetture non sono concesse ad personam. I membri del consiglio di presidenza non le hanno, e nemmeno capi di gabinetto.

 

Ospedale Piemonte: ennesimo emblema di una città che va spegnendosi

L’ospedale Piemonte ennesimo emblema del fallimento dell’intera classe politica che gestisce senza governare la città da vent’anni a questa parte. Questa l’opinione del segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano che osserva: «Oggi è l’ospedale Piemonte, ieri la vicenda Smeb o quella delle Ferrovie, o ancora l’apparentemente inarrestabile collasso della nostra provincia.

 

Frana a Mili, strada interrotta

Un preoccupante smottamento, che non ha messo a rischio l'incolumità di passanti e residenti della zona, si è verificato lungo la strada provinciale che da Mili S. Marco conduce a Mili S. Pietro. Bloccata, per il momento, l'arteria che collega i due villaggi.Gli abitanti della seconda frazione, collocata più in alto, sono rimasti quasi isolati. Le uniche due vie alternative possibili sono il torrente, percorribile momentaneamente dalle auto, e la strada che attraversa Tipoldo, ben più impervia e scomoda.

 

Cronaca 26-02-2010

 

Le Isole Eolie restano senza pane e frutta

Con una nuova circolare interna, la Siremar, una delle compagnie di navigazione che garantisce i collegamenti marittimi in Sicilia, proibisce il trasporto di generi alimentari sugli aliscafi. Le piccole isole dell'arcipelago delle Eolie, pertanto, restano senza pane e generi di prima necessità. Forti proteste, per il mancato arrivo del pane e della frutta, arrivano dagli abitanti di Filicudi, Alicudi e Ginostra, dove non esistono panifici e fruttivendoli: gli unici mezzi giornalieri sono gli aliscafi e le navi arrivano solo due volte la settimana.

 

Il reddito delle famiglie? Si concentra al Nord per il 53%

Il reddito disponibile delle famiglie italiane si è concentrato in media per circa il 53% nelle regioni del nord, per il 26% circa nel Mezzogiorno e per il restante 21% nel Centro. Lo rende noto un'indagine dall'Istat che prende in esame il periodo 2005-2007. In particolare il nord-ovest, il centro e il sud mostrano una crescita media annua simile intorno al 3,2% pari a quella nazionale del 3,2%, al contrario nel nord-est la crescita totale é stata maggiore della media nazionale con un +3,4%. In cima alla classifica l'Emilia-Romagna, che segna un +4%.

 

Oltre 5 siciliani su 10 si sentono a rischio

 Il 55% dei siciliani teme che la zona in cui vive sia a rischio idrogeologico e che possano verificarsi frane e alluvioni. La sicurezza del territorio non e' piu' una garanzia nella percezione dei cittadini dell'Isola. E' quanto emerge dall'indagine condotta dall'Istituto nazionale di ricerche Demopolis, dopo l'ennesima emergenza siciliana, la frana a San Fratello e in altri comuni del messinese, che, dopo i tragici fatti di Giampilieri, ha determinato nell'opinione pubblica una crescente percezione di insicurezza abitativa in un territorio altamente sismico e molto fragile sul piano idrogeologico. Secondo i dati del Monitor continuativo Demopolis sull'opinione pubblica siciliana, la percentuale di cittadini che esprime timore sull'eventualita' che i cambiamenti climatici e le piogge, sempre piu' ricorrenti, possano provocare danni al territorio e' cresciuta di 24 punti in due anni: dal 31% del 2008 al 55% di questi giorni. Inoltre, si mantiene elevata la percezione di rischio sismico nell'Isola: il 73% degli intervistati esprime preoccupazione sugli effetti che potrebbe determinare un eventuale terremoto nella zona di residenza. Sul dato - in crescita considerevole dal 2008 ad oggi - grava anche la memoria del terremoto in Abruzzo e l'impatto mediatico dell'immane tragedia di Haiti. Per prevenire e contrastare i pericoli connessi alla sempre piu' evidente vulnerabilita' del territorio siciliano, i cittadini - intervistati dall'Istituto Demopolis - chiedono, a maggioranza assoluta, che si vieti la costruzione di edifici in zone a rischio (57%) e che si verifichino lo stato del territorio e le condizioni strutturali degli immobili (54%).Inoltre, il 48% chiede che si mettano in sicurezza gli edifici pericolanti (48%) e che si controlli il rispetto dei criteri di sicurezza nelle nuove costruzioni (41%). In quest'ottica, l'auspicio dei siciliani - come gia' rilevato da Demopolis - e' che il Piano casa regionale non aggravi ulteriormente la vulnerabilita' del territorio, ma possa divenire strumento concreto di riqualificazione abitativa e di incremento della sicurezza.

 

Hotel Europa, si aggrava la vertenza: 22 i lavoratori licenziati

Brutte notizie sul fronte Hotel Europa. Nel giorno dell'incontro risolutore all'Ufficio Provinciale del Lavoro, arrivano 22 lettere di licenziamento, a decorrere dal 27 febbraio, per i lavoratori dell'albergo della zona Sud che, fino alla scorsa settimana, ospitava gli sfollati. Una batosta per i dipendenti dell'Hotel che avevano richiesto l'incontro a causa del mancato pagamento degli stipendi da parte della Duesse srl che gestisce la struttura alberghiera dell’Hotel Europa, la cui proprietà è della S.A.R.S. Dal 27 gennaio la Duesse srl è stata messa in liquidazione dopo aver effettuato, il 7 ottobre 2009, un trasferimento d’azienda alla S. J. srl.

 

Liberato il ragazzo siciliano rapito in Venezuela

Francesco Giunta è stato liberato. Il ragazzo, originario di messina, 22 anni, era stato rapito in Venezuela il 7 febbraio a Ciudad Ojeda, la terza città più grande dello stato dello Zulia al confine con la Colombia. Francesco è stato rilasciato nella notte e abbandonato in una stazione di servizio. Da lì ha chiamato alla sua fidanzata. Subito dopo è stato accompagnato dalle forze dell'ordine in una stazione di polizia di Ciudad Ojeda. Lì ha incontrato suo padre, Franco Giunta, che la settimana scorsa aveva lanciato un appello, per dire alla Farnesina di fare presto poichè che Francesco necessitava di alcuni farmaci, da prendere quotidianamente.

 

Cronaca 25-02-2010

 

I vescovi difendono il Mezzogiorno

Per risolvere la questione meridionale, è necessario "superare le inadeguatezze presenti nelle classi  dirigenti" e far crescere il senso civico di tutta la popolazione. E' quanto afferma il nuovo documento dei vescovi italiani su "Chiesa e Mezzogiorno". In tutta Italia - denunciano i vescovi - è cresciuto "l'egoismo, individuale e corporativo, con il rischio di tagliare fuori il Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse, trasformandolo in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo".Nel testo i vescovi italiani condannano duramente il perdurare del fenomeno della criminalità organizzata nel Mezzogiorno. "La criminalità organizzata non può e non deve dettare i tempi e i ritmi dell'economia e della politica meridionali, diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese, perché il controllo malavitoso del territorio porta di fatto a una forte limitazione, se non addirittura all'esautoramento, dell'autorità dello Stato e degli enti pubblici, favorendo l'incremento della corruzione, della collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando così l'intero territorio nazionale''.Per i vescovi, "in questi ultimi vent'anni le organizzazioni mafiose, che hanno messo radici in tutto il territorio italiano, hanno sviluppato attività economiche, mutuando tecniche e metodi del capitalismo più avanzato, mantenendo al contempo ben collaudate forme arcaiche e violente di controllo sul territorio e sulla società". "Purtroppo - aggiungono - non va ignorato che è ancora presente una cultura che consente loro di rigenerarsi anche dopo le sconfitte inflitte dallo Stato attraverso l'azione delle forze dell'ordine e della magistratura. C'è bisogno di un preciso intervento educativo, sin dai primi anni di età, per evitare che il mafioso sia visto come un modello da imitare".La Cei sottolinea però che l'economia illegale "non si identifica totalmente con il fenomeno mafioso, essendo purtroppo diffuse attività illecite non sempre collegate alle organizzazioni criminali, ma ugualmente deleterie", come usura, estorsione, evasione fiscale e lavoro nero. "Ciò - sottolinea la Conferenza Episcopale Italiana - rivela una carenza di senso civico, che compromette sia la qualità della convivenza sociale sia quella della vita politica e istituzionale, arrecando anche in questo caso un grave pregiudizio allo sviluppo economico, sociale e culturale". Per questo - concludono i vescovi - la Chiesa "è giunta a pronunciare, nei confronti della malavita organizzata, parole propriamente cristiane e tipicamente evangeliche, come 'peccato', 'conversione', 'pentimento', 'diritto e giudizio di Dio', 'martirio', le sole che le permettono di offrire un contributo specifico alla formazione di una rinnovata coscienza cristiana e civile".

 

Lavoro: sul campanile 33 precari di Telefono azzurro

Hanno trascorso la notte all'addiaccio sul campanile di una chiesa a Palermo i 33 ex operatori di Telefono Azzurro senza contratto. I lavoratori sono stati sostituiti da volontari del servizio civile. Si tratta di 31 donne e 2 uomini con una eta' media di 30 anni - psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti e giuristi - che hanno deciso di occupare la chiesa per protesta. Gli ex dipendenti chiedono alle istituzioni 'tutela per la qualita' di un servizio di salvaguardia dei minori'.

 

Edilizia scolastica il 30 per cento delle scuole necessita di lavori urgenti

Più del 30% degli edifici scolastici ha bisogno di interventi di manutenzione urgenti, quattro scuole su 10 sono prive di strutture per lo sport e le bonifiche dall' amianto stanno segnando il passo. E' quanto emerge dalla ricerca annuale di Legambiente sull'edilizia scolastica nel nostro Paese, giunta alla decina edizione. L'indagine - presentata oggi a Napoli in occasione del convegno 'Per un'edilizia scolastica di qualita", organizzato dall'associazione ambientalista per fare il punto sulle politiche del settore - rivela che Prato, Parma e Biella si piazzano in testa alla graduatoria del livello di qualità dell'edilizia scolastica mentre agli ultimi posti finiscono tre città del Sud: Campobasso, Messina e Crotone. Tra le note positive Legambiente segnala alcune buone pratiche nel campo della sostenibilità come, ad esempio, la raccolta differenziata della carta che l'86,92% delle amministrazioni dichiara di praticare (a fronte del 39,16% del 20019 e l'impiego di fonti di illuminazione a basso consumo (le impiega quasi il 50% degli edifici; nel 2005 erano il 37%).

 

Prometteva lavoro in cambio di soldi

L'uomo, Domenico Bernava, titolare della "Planet Security", si faceva consegnare somme di denaro dietro la falsa promessa di un lavoro. 140 le vittime. A conclusione di una accurata attività investigativa, gli agenti della Squadra Mobile di Messina ha arrestato Domenico Bernava, 32 anni, nato e residente a Messina, titolare della ditta “ Planet Security “ con sede ufficiale a Montorio Romano (Roma). L'uomo è stato colto in flagranza di reato di truffa aggravata, nonché di detenzione e porto illegale di armi ed oggetti atti ad offendere. Dalle indagini è emerso che il Bernava ha truffato denaro a circa 140 giovani disoccupati dietro la falsa promessa di un posto di lavoro nel campo della “sicurezza”, inducendo ciascuna delle ignare vittime a consegnargli la somma di 75 euro a titolo di contributo per le spese di assunzione. Le operazioni di perquisizione nei confronti del trentaduenne hanno permesso di rinvenire e sequestrare la somma complessiva di 125 euro, 3 assegni bancari dell’importo complessivo di 2.000 euro, diversi titoli e documenti bancari, numerose fotocopie di documenti d’identità, 123 foto formato tessera, 29 tesserini di riconoscimento intestati alla “ Planet Security “, documentazione varia, nonché due coltelli a serramanico, due pugnali ed un bastone in legno artigianale, con anima piena, questi ultimi rinvenuti all’interno di un autovettura noleggiata in uso all’arrestato.

 

Cronaca 24-02-2010

 

Operazione "Sistema": chieste pesanti condanne per i boss barcellonesi

Il Pm Verzera ha chiesto 20 anni per Carmelo D'Amico e 16 per Carmelo Bisognano. La sentenza prevista per giovedì prossimo. Il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto 20 anni per il boss di Barcellona, Carmelo D'Amico, 16 anni per il reggente di Mazzarrà Sant'Andrea, Carmelo Bisognano e 14 anni per il catanese Alfio Giuseppe Castro. La decisione del gup Maria Angela Nastasi, per i tre imputati che avevano chiesto di essere giudicati col rito abbreviato, sarà emessa giovedì prossimo. Lo stesso giudice il 21 dicembre scorso aveva rinviato a giudizio gli altri tre indagati dell’operazione “Sistema”: Pietro Nicola Mazzagatti, boss di Santa Lucia del Mela, e gli agrigentini Vincenzo Licata e Domenico Mortellaro. I tre hanno chiesto di proseguire con il rito ordinario. L'operazione “Sistema” scattò all’alba del 17 febbraio scorso. Nei giorni precedenti gli investigatori della Squadra Mobile di Messina raccolsero le dichiarazioni di Maurizio Marchetta, ex vice presidente del consiglio comunale di Barcellona ed imprenditore edile. Marchetta svelò un sistema che si fondava sulle estorsioni ai danni delle imprese che si aggiudicavano appalti pubblici
 

Inchiesta sul Parco eolico di Raccuja: otto avvisi di garanzia

La Polizia di Capo d'Orlando ed i Carabinieri della Compagnia di Patti hanno notificato 8 avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Patti ai danni di titolari di aziende ma anche ad amministratori comunale, nell'ambito dell'inchiesta sui lavori per la realizzazione del parco eolico di Raccuja. L’indagine della procura di Patti ruota intorno ai lavori di subappalto e alla scelta dei terreni per la posa dei pali sui che trovano posto sul territorio raccujese.

 

Eclatante protesta degli ex lavoratori delle Coop Ato3

Dal "volontariato" all'eclatante protesta. Ricorrono alle "maniere forti" i 18 ex lavoratori delle cooperative Ato3 che, nella tarda mattinata di ieri, hanno occupato, in segno di protesta, la sede della società d'ambito chiedendo un incontro al presidente Antonio Ruggeri per avere garanzie sul futuro. I dipendenti lamentano la mancanza di informazioni precise e date certe relative alla ripresa della loro attività.

 

Cronaca 23-02-2010

 

I Parlamentari in doppia e in tripla poltrona…

Sono sindaci. Amministratori delegati di aziende e società . Presidenti di fondazioni. E pure parlamentari. Così cumulano gli incarichi. E gli stipendi. Anche se la legge lo vieta. Mentre la maggioranza degli italiani fatica a tenersi un posto di lavoro, o a trovarlo, in quell'universo parallelo che è la nostra politica se ne accumulano spesso e volentieri più di uno, impilandoli come titoli nobiliari alla corte di Carlo V. Così c'è l'onorevole che è assessore qui, consigliere lì, e amministratore delegato là. Intanto fioccano i conflitti d'interessi di chi usa l'incarico locale per fare carriera a Roma, e viceversa. Mentre gli stipendi si sommano. Anche laddove non si potrebbe. C'è infatti una legge dimenticata, ma tuttora in vigore, che vieta espressamente a qualsiasi parlamentare di intascare un secondo stipendio: che sia di ministro, che sia di sindaco, di presidente di provincia e di società che fanno affari con o grazie allo Stato e agli enti locali. Tanto che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sbottato: "Stiamo superando il limite della decenza. I doppi incarichi abusano della fiducia degli italiani, che non hanno l'anello al naso".

 

La Fiat ferma tutti gli stabilimenti per due settimane

Si fermano per 2 settimane, tutti gli stabilimenti italiani di Fiat Auto: 30mila lavoratori vanno in cassa integrazione fino al 5/3 Il Lingotto ha annunciato lo stop delle fabbriche il 26/1, motivandolo con il forte calo degli ordini e la necessita' di adeguare i livelli produttivi alla domanda. Secondo l'associazione dei costruttori esteri, la raccolta degli ordini nel mercato italiano ha subito tra gennaio e febbraio un calo di oltre il 50% rispetto al 4/o trimestre 2009.

 

Messina, il comitato Precari denuncia il fallimento dei progetti regionali

Il CIP (Comitati insegnanti precari) della provincia di Messina, pur apprezzando il tentativo della Regione Sicilia di farsi carico del problema occupazionale a seguito dei 7000 tagli al personale della scuola, denuncia il fallimento dei progetti regionali relativi all’accordo MIUR Regione Sicilia, infatti a seguito delle convocazioni di giorno 18 febbraio u.s. la maggior parte dei posti destinati ai precari messinesi non è stata assegnata. La mancata accettazione da parte dei precari è dipesa dall’inadeguatezza dei progetti stessi pensati come una soluzione ai problemi del precariato siciliano, ma rivelatisi totalmente insufficienti a tutelare il diritto allo studio degli alunni, a garantire l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, a tutelare i diritti “inalienabili” dei lavoratori costretti a firmare “contratti d’opera” privi di alcuna garanzia previdenziale. A questo si aggiunga il notevole ritardo con cui sono stati varati per essere assegnati. A tutt’oggi non sono stati avviati, l’espletamento dovrebbe avvenire entro il mese di agosto… Qualcuno ha dimenticato che l’ attività didattica per gli studenti si conclude a giugno!!! Il Presidente del CIP Prof.ssa Sandra Crisafulli.

 

Cronaca 22-02-2010

 

Legambiente: Messina al 96° posto per vivibilità ambientale

Messina è al 96° posto, tra i 103 capoluoghi di provincia italiani, per la vivibilità ambientale. Il dato emerge dall’ultimo dossier Ecosistema Urbano di Legambiente, presentato oggi, nella città peloritana, sul Treno verde. Questa la drammatica realtà: solo il 3,1 per cento di raccolta differenziata dei rifiuti; un sistema di trasporto pubblico al palo; elevati consumi idrici, ma quasi il 40 per cento di acqua persa dalla rete; piste ciclabili, isole pedonali e Zone a traffico limitato praticamente inesistenti. Anche se la cosa non consola poi molto, bisogna però pure aggiungere che nemmeno le altre città siciliane sono messe bene, anzi: tutte e nove sono tra le ultime venti in Italia. In tutte si registrano percentuali basse di rifiuti raccolti in maniera differenziata: la migliore è Agrigento con poco meno del 16 per cento (ma la percentuale minima, per legge, dovrebbe attestarsi già oltre il 35). L’utilizzo del trasporto pubblico è ovunque limitato a poco più di un viaggio a settimana per abitante; le corsie riservate ai mezzi pubblici sono pressoché inesistenti. Per quanto riguarda le piste ciclabili, prevale Palermo con poco più di 10 chilometri; Messina è seconda, ma ne ha solo due chilometri e mezzo; le altre città ne hanno zero o quasi. Le perdite dalle reti idriche sono ovunque molto elevate: quasi tutti i capoluoghi siciliani perdono più di un terzo dell’acqua immessa in rete.

 

Cronaca 21-02-2010

 

Provincia che fine hatto fatto i 200 mila euro stanziati per le imprese?

Un'interrogazione sui Confidi, presentata dal Consigliere Provinciale Pippo Rao (PD), per conoscere i motivi che hanno fino ad oggi impedito la realizzazione di tali interventi. "Che fine hanno fattole misure d’intervento per la nostra imprenditoria con i 200.000 euro stanziati nel Bilancio di previsione 2009 della Provincia per i Confidi e le misure a sostegno della piccola e media impresa?" Nel documento si legge che "In fase di approvazione della manovra finanziaria di Palazzo dei Leoni il Pd con un emendamento presentato dai Consiglieri Pippo Rao e Francesco Italiano, e sostenuto da tutto il Consiglio Provinciale, erano stati previsti 400.000 euro per le misure a sostegno delle categorie e dei soggetti svantaggiati colpite dalla crisi economica, e 400.000 euro, per l’attivazione dei Confidi e per misure a supporto delle piccole e medie imprese del nostro territorio". Il primo intervento ha comportato l’attivazione di un bando per concedere i benefici economici previsti ed è in corso di svolgimento. Della seconda misura e soprattutto degli interventi per la piccola e media impresa (ridotti a 200.000 euro con la variazione di bilancio) non si conosce cosa sia stato fatto, sempre che si sia fatto, ed eventualmente come è stato fatto. Quella dei Confidi è una modalità d’intervento particolarmente importante per supportare le aziende in difficoltà e creare formule di sostegno al settore imprenditoriale duramente colpito dalla crisi, soprattutto per le piccole e medie realtà, che nel nostro territorio rappresentano il tessuto connettivo della nostra economia. Sostenere le imprese significa sostenere il mantenimento del potere occupazionale, dare una boccata d’ossigeno alle situazioni debitorie delle stesse nei confronti di un sistema creditizio particolarmente severo e non favorevole nei confronti delle nostre piccole realtà imprenditoriali, e soprattutto favorire gli investimenti, creando così condizioni di sviluppo.

 

Danneggiamento rampa di Boccetta: inchiesta chiusa, sette indagati

Indagini chiuse nell’inchiesta sul danneggiamento della rampa d’accesso dello svincolo di Boccetta, sotto sequestro da parte della magistratura dallo scorso mese di marzo. Il procuratore aggiunto Vincenzo Barbaro ha firmato l’avviso per i sette indagati che rispondo a vario titolo di abuso d'ufficio in concorso, falso ideologico, attentato alla sicurezza dei trasporti, mancato avviso al Genio Civile. Si tratta del funzionario della Provincia Benedetto Sidoti Pinto, degli ingegneri Antonio Teramo e Giuseppe Termini, dei costruttori Vincenzo Vinciullo e Antonino Mangraviti, titolari della Archimede srl, e i proprietari dei terreni sui quali sorge il cantiere per la costruzione di un complesso edilizio, i coniugi Antonia e Paolo Denti. Secondo quanto emerso dalle indagini la Provincia, sulla base delle perizie dei due ingegneri, concesse l’autorizzazione alla Archimede srl., a realizzare un varco sotto la rampa per consentire ai mezzi pesanti di raggiungere il cantiere. Per costruire l’accesso fu danneggiato un pilone, mettendo a repentaglio la stabilità della rampa. Nel giugno scorso furono arrestati Termini, Teramo e Sidoti Pinto ma il Tribunale del Riesame annullò l'ordinanza per difetto di esigenze cautelari. Nei giorni scorsi il procuratore aggiunto Barbaro concesse l’autorizzazione al Cas ad eseguire i lavori di ripristino della rampa d’accesso. Lavori che sono stati conclusi proprio ieri anche se lo svincolo in entrata rimane ancora sotto sequestro e dunque non utilizzabile dai mezzi pesanti.

 

Cronaca 20-02-2010

 

Aboliamo i 27 ATO in Sicilia

Siamo arrivati a 27 giorni e la spazzatura continua ad accumularsi e a rimanere sui marciapiedi della nostra città, “VERGOGNATEVI”. Purtroppo le bollette continuano ad arrivare agli indifesi cittadini, costretti a pagare un servizio che già da troppo tempo non gli è reso. Aboliamo i 27 ATO in Sicilia. Per dare una idea dei costi politici di queste ATO basti pensare che il solo Consiglio di Amministrazione di ciascuna di esse è di circa 600 mila euro annui, il che moltiplicato per ventisette fa ben 16 milioni e duecentomila € all’anno. Se vogliamo risolvere il problema la gestione della “Spazzatura” e la costruzione degli inceneritori deve ritornare nella totale ed esclusiva responsabilità dei Comuni !!!

 

Emergenza rifiuti. Il Circolo di Rifondazione Comunista sostiene:

«Il crack è responsabilità dell’attuale amministrazione»

«La situazione che si è venuta a creare nell’ultimo periodo riguardo la gestione e lo smaltimento dei rifiuti ha messo in luce tutte le crepe ed i limiti dell’attuale amministrazione». Lo afferma in una nota il circolo barcellonese “Ottobre Rosso” di Rifondazione Comunista, che non risparmia critiche a tutti i protagonisti della vicenda. «L’inefficienza di questo importantissimo servizio – scrive Rifondazione – è il frutto di un insieme di colpe da attribuire a vari livelli e che puntualmente vediamo rimbalzare tra l’uno e l’altro dei vari organi competenti: Gesenu, Ato2, Comuni, Provincia e TirrenoAmbiente. La creazione degli Ato nella nostra Provincia e la divisione dei compiti riguardante la raccolta e lo smaltimento invece di semplificare il servizio ha creato ulteriori problemi. Attualmente, 156 lavoratori stanno per essere licenziati e continuano a scaricare (quando scaricano) a Sant’Anastasia per l’inagibilità di Mazzarrà Sant’Andrea. Come se non bastasse, l’ATO è sommersa di debiti: verso la Gesenu (35 milioni di Euro), verso nuove ditte subappaltate per l’emergenza, verso TirrenoAmbiente (27 milioni di Euro) e verso la stessa Motta Sant’Anastasia, il cui credito aumenta di giorno in giorno. Il risultato è che le città della provincia annegano nei propri rifiuti ed i cittadini ne conteranno le conseguenze sulle cifre della bolletta». Il Circolo “Ottobre Rosso” ritiene che «la situazione attuale sia il frutto di una cattiva gestione della raccolta rifiuti, la quale rappresenta una concentrazione di interessi e di guadagni che ovviamente si ingrandisce fino ad esplodere.

Da Rifondazione giungono poi una serie di proposte:

 «si potrebbe avviare una revisione contrattuale, concertata tra Provincia e Comuni, riguardo le diverse aziende e i criteri di appalto delle stesse; garantire trasparenza amministrativa nell’uso dei fondi; favorire una maggiore autonomia dei Comuni tramite la promozione di discariche cittadine; avviare la raccolta differenziata in maniera efficace e definitiva, investendo nelle strutture atte a questo scopo; selezionare i dirigenti degli enti non per nomina politica ma per competenze».

 

Frana nel messinese: protesta della gente e dei sindaci

Oltre tremila persone hanno preso parte allo sciopero dei Nebrodi proclamato dai sindaci del comprensorio messo in ginocchio dalle frane. Nel corteo sindacati,studenti e commercianti. I sindaci della zona tra Tusa e Falcone hanno aperto la manifestazione per le vie di Capo d'Orlando. Al governo e' stato chiesta l'immediata esecuzione dello stato di calamita' proclamato dalla Regione siciliana. Ad Anas, Ferrovie e Provincia di affrontare i problemi del territorio.

 

Assenteismo al Comune di Terme Vigliatore sei indagati

Dovevano essere in servizio al comune di Terme Vigliatore per effettuare lavoro straordinario; in sei avevano infatti regolarmente timbrato il tesserino magnetico, ma invece risultarono assenti. Per loro, tutti dipendenti comunali, l’accusa è tentata truffa ai danni dello Stato. E’ l’esito del blitz antiassenteismo del 24 aprile 2009 al comune delle terme e dei vivai, effettuato dalla guardia di finanza della tenenza di Barcellona. L’ordine di servizio per i dipendenti comunali era stato disposto dalla prefettura, perchè si era in prossimità delle elezioni per il parlamento europeo. Quel giorno le fiamme gialle, coordinate dal tenente, Pasquale Danese, si presentarono al municipio al mattino; bloccarono tutti gli ingressi e trovarono in servizio solo undici dipendenti, altri avevano timbrato la tessera magnetica, ma non erano negli uffici. L’indagine del sostituto procuratore della repubblica di Barcellona, Michele Martorelli, si è adesso conclusa con l’emissione di sei avvisi di garanzia nei confronti dei dirigenti, Anna Maria De Mento, responsabile dell’ufficio elettorale, Tindaro Porcino, responsabile dell’area culturale e Vincenzo Torre, dirigente dell’ufficio tecnico, poi degli impiegati, Domenica Rao, Antonina Murabito e Carmelo Rizzo.

 

Paleolico inchiesta sul Parco di Raccuja emessi 7 avvisi di garanzia

La proprietà delle aree e le imprese che si sono aggiudicati i subappalti per la realizzazione del parco paleolico. Sullo sfondo, la longa manus della criminalità della zona barcellonese. Sono i filoni dell'inchiesta della Procura di Patti, sfociata i diversi avvisi di garanzia a carico di imprenditori ed amministratori di Raccuja e dintorni. Sette perquisizioni domiciliari, con altrettanti avvisi di garanzia sono stati notiicati dal Commissariato di Capo d’Orlando ed i carabinieri di Patti nell'ambito di una inchiesta sui lavori per la realizzazione del parco eolico in contrada Pirato, a Raccuja. L’indagine della procura di Patti ruota intorno ai lavori di subappalto e, soprattutto, alla scelta dei terreni per la posa dei pali sui che trovano posto sul territorio raccujese. Diversi anche gli avvisi di garanzia notificati ai titolari di aziende ma anche ad un amministratore comunale. Tutti i lavori sono stati realizzati per conto di una grossa azienda vicentina che invece si occupa, più complessivamente, della costruzione del vasto parco eolico che si estenderà anche nei comuni Ucria, Floresta, San Piero Patti e Montalbano Elicona. In generale il progetto completo prevede la costruzione di 59 impianti.
 

Cronaca 19-02-2010

 

Rischio idrogeologico oltre la metà dei siciliani ha paura

E' quanto emerge dall'indagine condotta dall'Istituto nazionale di ricerche Demopolis, dopo l'ennesima emergenza siciliana, la frana a San Fratello e in altri comuni del messinese, che, dopo i tragici fatti di Giampilieri, ha determinato nell'opinione pubblica una crescente percezione di insicurezza abitativa in un territorio altamente sismico e molto fragile sul piano idrogeologico. Secondo i dati del Monitor continuativo Demopolis sull'opinione pubblica siciliana, la percentuale di cittadini che esprime timore sull'eventualità che i cambiamenti climatici e le piogge, sempre più ricorrenti, possano provocare danni al territorio è cresciuta di 24 punti in due anni: dal 31% del 2008 al 55% di questi giorni.

 

Sequestrato terreno adibito a discarica di rifiuti speciali

Nella giornata di ieri, infatti, i militari della Stazione di Furnari hanno accertato che in c.da Siena del Comune di Furnari, ignoti avevano utilizzato un terreno quale sito per lo smaltimento di rifiuti speciali. Le indagini dei Carabinieri sono ora indirizzate all’accertamento circa i responsabili dello scempio ambientale che, peraltro, ha interessato un area di circa 500 mq., dove i malfattori hanno scaricato nel tempo materiale bituminoso, pneumatici e materiale inerte derivato da attività edilizia. Ulteriori controlli da parte dei Carabinieri verranno svolti anche nei prossimi giorni in altri Comuni che ricadono sotto la competenza della Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto.

 

Barcellona non è agibile un'ala della Biblioteca comunale

Barcellona. Biblioteca comunale: preziosi volumi a rischio. La denuncia del Centro Studi "Balotta". Oggetto di un contenzioso tra il Comune e un privato, l'edificio non può essere messo in sicurezza. Il patrimonio librario cittadino, che comprende numerosi testi antichi e preziosi, deve essere tutelato e messo a disposizione della collettività. Si torna a parlare della ormai nota vicenda della biblioteca comunale “Nannino di Giovanni” di via Regina Margherita, oggetto di un contenzioso tra l’ente pubblico e i privati che impedisce non solo la fruizione dei volumi, ma anche i necessari interventi di recupero del materiale librario e di parte dell’edificio che lo contiene, dichiarato inagibile. A riproporre la questione all’attenzione dell’amministrazione comunale è il Centro Studi “Nino Pino Balotta”. «Il risultato del contenzioso relativo all’eredità di Nannino Di Giovanni – scrive il direttore Antonino Catalfamo – è che il prestito al pubblico e la consultazione di buona parte dei libri sono resi impossibili a tempo indeterminato e che i numerosi volumi interessati, tra cui incunaboli e cinquecentine di pregio, rischiano di deteriorarsi». Il Centro Studi chiede che l’amministrazione comunale «riprenda immediatamente possesso dei locali situati all’interno del centrale giardino dell’ “Oasi”, sfrattando le numerose associazioni che, nel corso degli anni, le hanno occupate, e sistemi in detti locali la biblioteca comunale, che ha priorità assoluta». Il Centro Studi denuncia, inoltre, «la penuria dei mezzi finanziari sinora riservati, dalle varie amministrazioni comunali succedutesi nel tempo, alla biblioteca comunale, mentre, nel contempo, beneficia di cospicui finanziamenti la miriade di associazioni che sorgono come funghi. E’ necessario – scrive Catalfamo – che i servizi pubblici non vengano abbandonati a se stessi, a vantaggio di strutture private o di strutture che sono state istituzionalizzate per fini clientelari». Il Centro Studi chiede, infine, «che vengano attuate appieno le volontà testamentarie dell’avv. Di Giovanni, che aveva lasciato i suoi beni ad enti pubblici per fini ben precisi, affinché anche in questo caso non succeda quel che sta accadendo all’eredità di Nino Pino».

 

Cronaca 18-02-2010

 

Sud, il Pil è tornato ai livelli del 2000"

Allarme della Cisl sul Mezzogiorno: il Centro-Sud vive una situazione di "emergenza sociale" e il Pil "è tornato ai livelli del 2000". E' quanto emerge da una ricerca del Dipartimento lavoro e mezzogiorno della Cisl, presentata oggi a Roma nel corso del seminario 'Sos Mezzogiorno'. In particolare, spiega il rapporto, dal 2001 al 2008, per sette anni consecutivi, il tasso di crescita del Pil del Sud, pari al 5%, è stato inferiore rispetto al resto del Paese (7,5%). Nel 2009 per effetto della crisi il Pil nazionale è diminuito del 4,9%, ciò significa che in un sol colpo il Mezzogiorno ha bruciato la crescita di sette anni ed è tornato ai livelli del 2000. "Ora serve una terapia d'urto per impegnare le risorse disponibili su investimenti, occupazione e infrastrutture", ha spiegato il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. Colpisce particolarmente la caduta dell'occupazione nel comparto industriale che nel Sud diminuisce di quasi l'8%, fatto ancor più preoccupante se si considera che non comprende il dato delle grandi aziende in crisi (su tutte Fiat Termini Imerese e Alcoa) per le quali agisce ancora la Cig ma le cui prospettive sono molto incerte. Anche la spesa pubblica in conto capitale è scesa, passando dal 40,1% del 2001 al 34,9% del 2008. Ma anche le aziende e gli enti locali spendono poco e male al sud: il Contratto di programma delle FS destina nel Sud poco più del 20% degli investimenti, mentre a metà degli anni '90 si attestava al 30%.
 

Siciliani i meno intelligenti d'Italia

I settentrionali italiani sono più intelligenti dei meridionali, e questo spiega statura, mortalità infantile e istruzione nel meridione d'Italia: la bizzarra teoria è di Richard Lynn, professore emerito di psicologia all'Università dell'Ulster, già noto per le sue tesi controverse su razza ed intelligenza. In uno studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista Intelligence, si afferma tra l'altro che "il quoziente intellettivo più basso nel sud Italia può essere attribuito alla mescolanza genetica con le popolazioni del vicino oriente e del nordafrica". Partendo dalla differenza di reddito tra il Nord e il Sud della penisola e dalla sua costanza da quando si raccolgono dati, Lynn afferma che non c'é mai stato accordo tra gli studiosi sulle ragioni di questo divario. Ma, osserva, questa asserita differenza di intelligenza dovuta a mescolanza genetica sarebbe a suo dire la spiegazione che tutti aspettavano. E pubblica ampie tabelle dalle quali si evince che i siciliani sarebbero i meno intelligenti di tutti gli italiani (QI 89) e i friulani i più intelligenti (103). Oltretutto spesso, nell'articolo, egli usa suoi precedenti studi come fonte. Lynn, che siede nel comitato editoriale di Intelligence, non é nuovo a controversie e affermazioni a dir poco discutibili: uno dei suoi studi, Skin color and intelligence in African America (2002) sosteneva che i neri americani chiari fossero più intelligenti a causa della loro mescolanza con i bianchi.

 

Quando il numero verde diventa “rosso”: succede all'Asp5 di Messina

La segnalazione giunge da parte “Movimento difesa del cittadino” che ha inviato una lettera al direttore Giuffrida e all'assessore Russo per chiedere di verificare al più presto la funzionalità delle linea telefonica utilizzata per le prenotazioni: «Troppi disagi per i cittadini». Un invito ben preciso quello che il presidente del Movimento difesa del cittadino Fausto Ridolfo (nella foto), ha inoltrato al direttore dell'Asp5 di Messina, Salvatore Giuffrida e all'assessore regionale alla sanità Massimo Russo: secondo quanto si legge nella lettera, da diversi giorni il numero verde dell'Asp 5 di Messina necessario per effettuare le prenotazione delle visita mediche presso le strutture della città risulta non funzionante. Un disagio che si ripete ormai da diverso tempo, spiega Ridolfo, e che sta causando non pochi problemi ai tanti pazienti della Provincia costretti a fissare personalmente un appuntamento medico. Il Movimento dei cittadini, con sede a Brolo, chiede dunque che vengano immediatamente attivate tutte le prcedure necessarie affinchè si verifichi e si attesti la funzionalità delle linee. In caso contrario, conclude il presidente, i componenti del Movimento difesa del cittadino si riserva di attivare le opportune azioni per riparare al disagio creato: «Entro 5 giorni speriamo di poter avere risposta alla nostra lettera di protesta».

 

Messina - Concorso truccato all’Università: sentiti i testi d’accusa

Ha avuto luogo ieri l’udienza del processo che vede imputati il rettore dell’Università di Messina, Francesco Tomasello, e altre 24 persone, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti concorsi truccati all’ateneo peloritano. Ieri sono state sentite le testimoni Giovanna Costa, Luana Siracusano e Concetta De Pasquale. Le prime due erano collaboratrici del professor Cucinotta, membro interno di una commissione di concorso per associato alla Facoltà di veterinaria di Messina, il quale ha denunciato che i vertici dell’Università avrebbero voluto che il concorso fosse vinto da Francesco Macrì, figlio di Battesimo, ex preside della stessa Facoltà (uno degli imputati del processo). Entrambe hanno confermato che Francesco Macrì avrebbe dichiarato più volte che il posto per associato sarebbe dovuto essere suo. La difesa ha interrogato la Costa sulla sussistenza di rapporti extrauniversitari con Cucinotta: circostanza negata dalla teste. De Pasquale, funzionaria amministrativa di Veterinaria, ha invece detto che il professor Orazio Catarsini le avrebbe riferito di aver chiesto a Cucinotta, per conto del rettore, che il concorso andasse in bianco. Catarsini avrebbe dovuto testimoniare ieri, ma non si è presentato perché malato.

 

Santa Lucia del Mela rapina al Carrefour

E' ancora da quantificare il bottino prelevato dalla rapina avvenuta in giornata. Due le persone entrate in azione con il volto coperto. Avevano il volto coperto da un passamontagna i due soggetti che si sono introdotti all'interno del Carrefour di Santa Lucia del Mela. I due banditi, armati di pistola, dopo aver imbavagliato tre dipendenti, hanno preso i soldi da una scatola metallica. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

 

Cronaca 17-02-2010

 

Frane 21 famiglie evacuate a Raccuja

Sono 21 i nuclei familiari che hanno dovuto lasciare le loro case nella frazione Zappa del comune di Raccuja (Messina), uno dei centri dei Nebrodi minacciati in questi giorni dalle frane. Il sindaco, Cono Salpietro Damiano, ha emesso le ordinanze di sgombero dopo che lo smottamento verificatosi nei giorni scorsi ha ripreso a scivolare, minacciando di trascinare a valle le abitazioni. Per gli abitanti del quartiere Castagnera, Cinquegrani e Fontana Regina c'e' il divieto di utilizzare le loro case nelle ore serali e notturne. Alcune famiglie hanno trovato ospitalita' presso amici e parenti, per gli altri il Comune ha predisposto l'alloggio in pensione completa presso un agriturismo del paese.

 

Regione: il Wwf non accetta l’emendamento proposto per il piano casa

Frana il territorio nel sud del paese, vittima delle forti piogge e dell’incuria dell’uomo e le risposte dello Stato ancora una volta appaiono inadeguate, per il WWF. All’indomani degli episodi gravi di smottamenti in Sicilia infatti continuano i lavori per l’approvazione del piano casa della Regione, che ha appena decretato lo stato di calamità per gran parte della provincia di Messina. Per il WWF è assolutamente inaccettabile l’emendamento proposto che consentirà in Sicilia aumenti di cubatura. Secondo il disegno di legge in discussione sarà possibile aggirare l’ordinario iter legislativo e sostituirlo con la semplice Dichiarazione Inizio Attività corredata dalle sole relazioni tecniche, portando a un nuovo sacco edilizio in Sicilia. Questo preso atto della nota incapacità, per i singoli Comuni, di poter organizzare nel breve tempo adeguate risorse umane e finanziare per effettuare i controlli sulle DIA presentate in corso di costruzione.
 

La Guardia di Finanza sequestra 16 "macchinette mangiasoldi

A dare il via all'operazione della Guardia di Finanza della Compagnia di Milazzo numerose segnalazioni di madri e mogli disperate a causa del "vizietto" del figlio/marito. L'intervento ha riguardato una sala giochi di Santa Lucia del Mela ed ha portato al sequestro di 16 macchinette irregolari, di cui 2 videopoker e 14 slot machines, ed alla denuncia del titolare dell'attività, C.S., 44 anni. In più il gestore dovrà pagare una sanzione amministrativa per 54.000 euro.

 

Sei medici del Papardo e del Piemonte rinviati a giudizio

Giovanna Crisafulli, già presidente dell'Associazione baraccati messinesi, si era sottoposta ad un bendaggio gastrico. Sei medici degli ospedali “Papardo” e “Piemonte” sono stati rinviati a giudizio dal Gup Maria Teresa Arena per rispondere di omicidio colposo. I professionisti compariranno davanti al giudice monocratico il 28 settembre accusati della morte di Giovanna Crisafulli, 47 anni, ex presidente dell’Associazione baraccati messinesi. La donna morì il 26 giugno 2006, dopo un bendaggio gastrico. La Crisafulli era già stata sottoposta a sette interventi chirurgici nell’arco di tre mesi per dimagrire di 40 chili. Il bendaggio gastrico fu eseguito nella Clinica di Chirurgia del Policlinico ma subito dopo cominciarono i problemi. Una volta dimessa la signora Crisafulli accusò dei malori è fu nuovamente operata. Quindi decise di rinunciare al bendaggio gastrico sottoponendosi a nuovi interventi al Piemonte ed al Papardo. Ma nel giugno del 2006 la dona morì ed i familiari presentarono una denuncia chiedendo che venissero accertate eventuali responsabilità dei medici.

 

Cronaca 16-02-2010

 

San Fratello, la frana avanza ed il paese rischia di scomparire

Si allarga a macchia d'olio la mappa del dissesto idrogeologico che, in seguito alle piogge degli ultimi giorni, sta causando disagi e danni nel Messinese. Situazione drammtica a San Fratello, dov'è scattata l'ordinanza di sgombero per 1.500 persone."La situazione peggiora, la frana nella zona dello Stazzone si è allargata ed a noi non che resta che pregare e sperare che il paese non scompaia". È il quadro della notte trascorsa a San Fratello ricostruito all'Ansa dal sindaco Salvatore Sidoti Pinto. Ad acuire i problemi e a creare maggiori preoccupazioni è la pioggia: sul paese dei Nebrodi è ripresa senza sosta da ieri sera e non accenna a fermarsi. Gli abitanti rimasti senza casa, in virtù dell'ordinanza di sgombero, si sono trasferiti in abitazioni di amici e parenti. Ma il paese non è rimasto deserto. Molti hanno deciso di rimanere per seguire da vicino gli sviluppi della situazione. Provvedimenti analoghi sono stati presi in nottata per altre venti famiglie che abitano a Tusa, in alcune case di edilizia popolare di via Carmelo Battaglia. La zona è interessata da un vasto smottamento del terreno che ha messo a repentaglio la stabilità degli edifici. Altre ordinanze di sgombero, per lo stesso motivo, ieri erano state notificate anche a Sant'Angelo di Brolo. Il dipartimento regionale della Protezione civile ha intanto attivato un'unità di crisi per monitorare costantemente la situazione. Nella zona dei Nebrodi sono numerose le strade interessate da frane e smottamenti: alcuni paesi, come Longi, sono isolati e raggiungibili solo percorrendo vecchie mulattiere.
 

Frana alle Eolie: 10 famiglie isolate     

Una tratto di oltre 500 metri e' franato dalla montagna nella frazione di Quattropani, nell'isola di Lipari (Me). Dieci abitazioni sono rimaste isolate completamente. Per raggiungere le dieci famiglie bloccate sono a lavoro i vigili del fuoco, gli operai della Provincia e la protezione civile comunale. Intanto, dopo lo smottameto di ieri a Bordonaro, il consigliere della III Circosrizione Claudio Cardile scive oggi una nota per evidenziare la grave situazione di rischio  che potrebbe configurarsi. Il territorio di Messina continua inesorabilmente a franare. Non vi è collina che non sia interessata da segni di dissesto. E quanto si sta verificando in Contrada Ruvoli a Bordonaro deve mettere in allarme gli enti preposti: un enorme quantità di fango sta venendo giù dalla collina travolgendo tutto ciò che incontra.

 

Cronaca 15-02-2010

 

Emergenza rifiuti è una situazione senza sbocchi

Siamo giunti a 22 giorni e la spazzatura continua ad accumularsi sui marciapiedi. La Regione si assuma le proprie responsabilità urge una riforma che abolisca l’Ato e assegni la gestione dei rifiuti alla responsabilità diretta dei comuni. Per le strade nelle piazze, sui marciapiedi, i rifiuti continuano quotidianamente ad accumularsi. La Gesenu non garantisce i doppi turni di raccolta né gli straordinari. Gli operai reclamano gli stipendi. La discarica di Motta Sant’Anastasia resterà aperta fino all’esaurimento delle anticipazioni versate dai Comuni. Le casse dell’Ato sono vuote e il finanziamento regionale di poco superiore al milione di euro basterà si e no per garantire il trasporto e il conferimento dei rifiuti per i prossimi 4/5 giorni. Intanto la Procura ha inviato avvisi di garanzia all’ex presidente Paratore, all’amministratore Cangemi, ai membri del vecchio Cda e ai revisori del bilancio con l’ipotesi di falso in bilancio per gli anni 2005/08. Le indagini proseguono, ma le responsabilità politiche dei sindaci, che non dimentichiamolo, sono soci azionisti dell’Ato, non possono passare inosservate di fronte a un tracollo dalle proporzioni spaventose.

 

I Nebrodi venerdi 19  si fermano per protesta

I Nebrodi si fermano per rivendicare l’attenzione dei governi regionale e nazionale di fronte all’emergenza frane che sta mettendo in ginocchio tutto il comprensorio interessato, in queste settimane da oltre 200 frane grandi e piccole. Mentre in alcuni centri partono le prime ordinanze di sgombero, i Sindaci di una vasta zona compresa tra Patti e Sant’Agata Militello hanno deciso di darsi appuntamento venerdì mattina a Capo d’Orlando per una manifestazione unitaria.Nel mirino, oltre alla politica, ci sono Anas, Ferrovie dello Stato, Consorzio Autostrade, Provincia e tutti gli altri Enti che in queste settimane stanno lasciando sole le Amministrazioni Comunali di fronte al dissesto del territorio. Con questa manifestazione ci si rivolge pertanto al mondo sindacale, alla scuola ed alla società civile, per far sentire tutti insieme la forte protesta di chi giornalmente subisce forti disagi economici e vede compromessa la qualità della vita. “Nessuna risposta concreta è arrivata in questi giorni – dicono i Sindaci – neppure poche migliaia di euro per la segnaletica necessaria ad indicare interruzioni e percorsi alternativi”.A questo si aggiunge il silenzio di fronte alla richiesta di diciotto amministratori a sospendere il pagamento del pedaggio lungo la tratta autostradale Brolo, Capo d’Orlando Est – Rocca Capo d’Orlando Ovest, durante l’esecuzione dei lavori per il ripristino di alcune strade statali, e quello delle ferrovie alla necessità di ripristinare alcune fermate in stazioni. La manifestazione avrà luogo a Capo d’Orlando, venerdì 19 febbraio con concentramento alle ore 09.30, al Cineteatro “Rosso di San Secondo”, sul lungomare Andrea Doria.

 

A Messina 84% comuni a rischio frane o alluvioni

L'84 per cento Comuni della provincia di Messina è considerato a rischio per frane e alluvioni anche per effetto della progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all'agricoltura. Lo ricorda la afferma la Coldiretti, riferendosi alla frana nella collina di San Fratello provocata dal maltempo. In Sicilia, complessivamente, i comuni a rischio idrogeologico sono il 70 per cento. La situazione di Messina con ben 91 comuni a rischio è più grave rispetto alla media nazionale in Italia dove ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità. Una situazione a cui non è certamente estraneo il fatto che, ricorda la Coldiretti, dal 1982 al 2005 sono scomparsi quasi 6 milioni di ettari di suolo agricolo e che secondo le stime dell'Anbi nell'arco di tempo 1990-2016, se il ritmo di cementificazione del territorio rimanesse inalterato, si sarà persa una Superficie Agricola Utilizzata pari al 17,5 per cento del territorio nazionale, vale a dire un'area superiore a quella delle regioni Sicilia e Sardegna.

 

Cronaca 14-02-2010

 

 

Commemorazione di Attilio Manca

Ieri a Viterbo la commemorazione di Attilio Manca, sono trascorsi 6 lunghissimi anni senza Verità e senza Giustizia. Attilio Manca aveva 36 anni quando è morto, il 12 febbraio di sei anni fa. Attilio lavorava a Belcolle, in qualità di urologo, nell'équipe del professor Antonio Rizzotto. Immediatamente fu detto "suicidio", ma la famiglia non ha creduto neanche per un attimo a questa ipotesi. A distanza di 6 anni la sua scomparsa resta un enigma. Attilio fu ritrovato alle 11 del mattino, ma era morto da almeno dodici ore, per l'effetto causato da un mix di sostanze: alcolici, eroina e Diazepam (il principio attivo contenuto nel sedativo Tranquirit). Sul braccio sinistro i segni di due iniezioni che, secondo i suoi parenti, Attilio non può essersi fatto da solo: era mancino, ed eseguiva ogni gesto con la mano sinistra.

 

Barcellona incendio in casa di un’anziana salvata dai finanzieri

Le fiamme sprigionatesi dalla canna fumaria stavano per raggiungere la condotta del gas. Un attimo prima l'intervento dei finanzieri, richiamati dal fumo, evita il peggio e mette in salvo la padrona di casa. Brutta disavventura per una donna residente in via del Mare, salvata da un principio di incendio dai militari della Guardia di Finanza. In casa dell'anziana ha preso fuoco la canna fumaria, generando un'alta colonna di fumo che ha richiamato l'attenzione dei Finanzieri. La Tenenza locale è infatti poco distante dall'abitazione della singora. Immediato l'interventi deglii uomini delle Fiamme gialle, che hanno messo in salvo la padrona di casa e raffreddato è spento le fiamme che stavano per raggiungere la condotta del gas. All'arrivo dei Vigili del Fuoco, il rogo era già stao domato

 

Calvaruso: chiusa la provinciale 52

Continuano le disposizioni di limitazione al transito delle strade provinciale. Il dirigente del IV dipartimento viabilità della provincia di Messina, giuseppe Celi, ha disposto la limitazione al transito, su metà carreggiata, della provinciale 52 al km 3+100 per evitare rischi a seguito dei lavori di disgaggio del costone del tratto indicato. La strada sarà chiusa a partire da lunedì prossimo.

 

Raccuja la frana trascina a valle le abitazioni

Critiche e drammatiche le condizioni in cui si stanno ritrovando in queste ore gli abitanti della frazione Zappa del comune di Raccuja, in provincia di Messina. La frana ha ripreso il suo corso e per la popolazione non c’è più via di scampo, le abitazioni saranno trascinate a valle. Le piogge e le condizioni atmosferiche avverse di queste giorni hanno contribuito ad accentuare l’entità del rischio a cui vanno incontro i 400 abitanti di Zappa. Già da tempo nella borgata sono in atto distacchi e cedimenti del suolo, dovuti al dissesto franoso, così come numerose fessure nei fabbricati, che si stanno ulteriormente aggravando. Ad oggi sono 50 le abitazioni notevolmente danneggiate e per oltre 15 di queste era stata emessa ordinanza di sgombero, ma se continua questa situazione di dissesto l’intera frazione potrebbe essere evacuata. Intanto il sindaco Salpietro ha fatto predisporre tutti gli atti per lo sgombero del quartiere Castagnera, Cinquegrani e Fontana Regina, sgombero che dovrebbe avvenire tra domenica 14 febbraio e lunedì 15 febbraio. In allarme gli abitanti di Zappa che non intendono lasciare le loro case e certamente non vogliono trovare nessuna sistemazione di fortuna. “Il Comune – evidenzia il primo cittadino – si sta adoperando per requisire abitazioni da mettere a disposizione delle famiglie che dovranno lasciare l’abitazione”. L’imminente interruzione di alcune strade comunali e l’incremento del dissesto dove è già in atto sono registrati dalle apparecchiature che l’Ufficio tecnico comunale ha collocato nella frazione, un monitoraggio giornaliero che evidenzia il dramma a cui stanno andando incontro gli abitanti di Zappa. Elementi che sindaco, giunta e ufficio tecnico comunale stanno raccogliendo da settimane, recandosi costantemente sul posto.
 

Boccetta, la rampa d’accesso per quattro giorni chiusa anche di giorno

Lo comunica il Cas: dal 15 al 18 febbraio lo svincolo in entrata sarà chiuso al traffico. Riaprirà alle 17 del 18 febbraio. Brutta sorpresa per gli automobilisti messinesi: a differenza di quanto comunicato in un primo momento, il Cas (Consorzio Autostrade Siciliane) fa sapere che per quattro giorni la chiusura della rampa d’accesso allo svincolo Boccetta sarà anche diurna e non solo notturna. Chiusura totale, dunque, dal 15 al 18 febbraio, «per gli ultimi lavori di messa in sicurezza». Il Cas comunica che «dopo la collocazione, delle micropalificazioni, bisogna ora realizzare una trave in cemento armato nella sommità della stessa palificazione mediante scavi di parte della pista, e quindi si procederà al rifacimento della pavimentazione». La rampa sarà nuovamente fruibile dalle ore 17 del 18 febbraio, salvo imprevisti metereologici o di natura tecnica riferita ai lavori. In questi 4 giorni di chiusura della rampa d’accesso, gli utenti potranno immettersi in autostrada, nelle due direzioni Messina-Catania e Messina-Palermo, utilizzando lo svincolo di Messina Centro». Si prevedono quattro giorni di fuoco dal punto di vista della viabilità.

 

Cronaca 13-02-2010

 

Le emergenze: ad ogni pioggia la situazione si aggrava

 Mentre a Roma si discute sull’organizzazione della Protezione civile, l’imperversare del maltempo peggiora la situazione del fragile territorio messinese. Le abbondanti piogge di questi giorni, infatti, hanno ulteriormente aggravato la già pericolosa situazione di Cumia, dove un costone è franato sull’unica strada di collegamento tra la frazione collinare e quella inferiore, isolando di fatto le abitazioni e costituendo un serio pericolo per gli abitanti del villaggio. Una vasta frana ha poi provocato lo smottamento di una frazione della SP 143, che collega il comune di Brolo a cinque frazioni collinari, nel versante tirrenico della provincia messinese. E ancora, un imponente movimento franoso ha causato un distacco del costone roccioso sulla SP 157 che interessa il comune di Longi, sui monti Nebrodi. Si rivela dunque fondamentale agire con anticipo sulle situazioni di rischio, per evitare il ripetersi di tragedie come l’alluvione dello scorso ottobre: prima i fatti e poi i dibattiti.

 

Terremoto: scossa di magnitudo 2,9 avvertita nel messinese

Una scossa sismica, con epicentro nel Golfo di Patti, e' stata lievemente avvertita dalla popolazione in provincia di Messina, in particolare nei comuni di Terme Vigliatore, Rodi, Furnari. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l'evento sismico e' stato registrato alle ore 7.46 con magnitudo 2.9. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile, non risultano danni a persone o cose. Interessati soprattuto i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, falcone, Furnari, Mazzarra' Sant'Andrea, Oliveri, Rodi' Milici e Terme Vigliatore.

 

Ciudad Ojeda. Sequestrato ventunenne di Torregrotta

Ancora nessuna notizia di Francesco Giunta, il giovane italo - venezuelano di 21 anni, la cui famiglia è originaria della provincia di Messina, sequestrato ieri a Ciudas Ojeda, la terza città più grande della regione di Zulia, in Venezuela. La notizia è stata confermata da fonti dell'ambasciata italiana di Caracas. Giunta, nipote di un imprenditore del luogo, rapito a sua volta nel 2004 e tornato libero dopo due mesi, risiedeva da tempo in Italia, a Torregrotta, ma era tornato a Ciudad Ojeda lo scorso gennaio e viveva nella casa di una zia. Secondo le testimonianze, il giovane sarebbe stato avvicinato da quattro persone armate mentre si trovava con la sua auto nel parcheggio di un edificio, dove stava per accomiatarsi dalla fidanzata. I malviventi, puntandogli contro le armi, lo hanno trascinato a bordo di un'altra auto, mentre la ragazza, urlando, assisteva inerme al rapimento. Da quanto è trapelato, Francesco Giunta, a causa di un problema al sistema nervoso, si sta sottoponendo ad un rigoroso trattamento medico, la cui interruzione potrebbe provocargli difficoltà motorie. Secondo le statistiche ufficiali, Giunta è il primo membro della comunità italo - venezuelana rapito quest'anno. Nel 2009 furono 18. Il nonno di Francesco Giunta (pure lui Francesco di nome), era emigrato quasi mezzo secolo fa. Dal matrimonio ha avuto quattro figli, tre femmine e un maschio, quest’ultimo anche Francesco di nome, ora 52 anni, sposato con Nunziata Pollino di 49 anni: sono i genitori del ragazzo sequestrato. I componenti della famiglia Giunta fanno spesso ritorno in Italia, a Gualtieri Sicaminò, paese originario dei nonni paterni del giovane. A Torregrotta si trova la residenza dei genitori. Il giovane sequestrato è nato l'11 giugno del 1988 a Maracaibo, primo di 4 figli (gli altri hanno 18, 12 e 4 anni) e ha frequentato l'Istituto professionale a Giammoro, dove si è diplomato prima di ripartire per il Venezuela.

 

Cronaca 12-02-2010

 

Nuove frane a Sant’Angelo di Brolo e Tortrici

Si aggrava di giorni in giorno la situazione sui Nebrodi. Ieri sera un nuovo movimento franoso di vaste dimensioni ha investito la zona di San Carlo, a Sant'Angelo di Brolo. Lo smottamento minaccia l'abitato e sta invadendo l’alveo del torrente Gabella, con il rischio di un effetto diga che potrà invadere tutta l’area sottostante. Il sindaco del comune santangiolese, Basilio Caruso, ha chiesto l'immediato intervento delle istituzioni. "Si sollecitano interventi immediati - scrive il primo cittadino - in quanto il Comune, con i propri mezzi e con le proprie risorse, non è più nella condizione di fronteggiare l’emergenza che si sta aggravando di ora in ora". Problemi anche a Tortorici dove ieri pomeriggio una frana in contrada Lembo ha causato un danno all’acquedotto comunale, che è stato tempestivamente riparato dagli operai comunali. Due famiglie sono state evacuate dalla loro abitazione, dopo un sopralluogo dei Vigili del Fuoco, per la possibile caduta di un grosso masso. L’amministrazione ha disposto un intervento di somma urgenza per eliminare il pericolo. Chiusa, infine, per diverse frane la strada di Grandusa, che collega anche le frazioni di San Luigi e Sant’Andrea al centro.

 

Palermo I geologi denunciano, 1500 edifici rischiano di crollare

Non usa mezzi termini il presidente dei geologi di Sicilia Gian Vito Graziano, per sottolineare l’importanza di uno strumento più volte sollecitato dalle categorie professionali e già attuato per la prima volta dalla Regione Lazio. «Quanto successo a Favara –ci afferma Graziano- è l’emblema della mancanza di monitoraggio degli edifici e dei terreni sui quali insistono le loro fondazioni. Secondo l’ultima stima dello strumento urbanistico di attuazione del Prg, parliamo di oltre 1500 edifici. Il libretto del fabbricato, anche se secondo i giudici della Corte costituzionale toglie competenze allo Stato secondo l’art.117 della Costituzione, che stabilisce sia proprio quest’ultimo a possedere la competenza legislativa esclusiva in materia di ordinamento civile, rimane un validissimo strumento per monitorare  lo stato di salute delle costruzioni

 

Sprechi. Gli enti soppressi non muoiono mai in Sicilia

L'Ente Autonomo Portuale di Messina sarà liquidato, ha comunicato soddisfatto l'assessore regionale all'Industria, Marco Venturi, il procedimento si è concluso  ed ha proposto alla giunta di governo di adottare la delibera per porlo formalmente in liquidazione. "Finalmente un organismo inutile - afferma l'assessore - servito solo a pagare consulenze e gli emolumenti degli amministratori sarà chiuso”.Ci riuscirà? Nato allo scopo di gestire una zona franca nel porto di Messina nel 1951, l’Ente autonomo portuale di Messina ha ottenuto congrui finanziamenti dalla Regione serviti per pagare lo stipendio ad una sola dipendente di ruolo, amministratori e 4 sindaci. Nessuna attività, nemmeno l’ombra. Se pensate che costituisca un'eccezione vi sbagliate. Quello dell’ente messinese che campagna per regalare gettoni ai gestori è un intrallazzo consueto che viene perpetrato accampando mille scuse, la prima delle quali – la più nota – è la lentezza della burocrazia. Come se la burocrazia fosse un corpo a parte e non fosse regolata da leggi che permettono le malandrinate.  Quando la volontà è forte – come provano queste giornate parlamentari dedicate ai problemi della giustizia del Premier – i tempi sono rapidi e le soluzioni efficaci. Spazzate via le scuse come catastrofi naturali che rovinano sull’Erario, la realtà è che sopprimere un ente, liquidarlo, cancellarne l’esistenza sono tappe di un cammino irto di ostacoli. Un tunnel del quale non si vede mai la luce. E’ possibile provarci, impossibile arrivare fino in fondo.  Qualche esempio. L'Assemblea  Regionale  Siciliana ha cercato nel 2008 di avviare le procedure  di  liquidazione  dell'Ente Acquedotti Siciliani e il  personale che vi presta servizio. Il commissario dello Stato ha impugnato la norma. L’Ente esiste ancora. I guai non sono solo siciliani, naturalmente. Durante una  puntata di Report, Rai 3, dedicata alla liquidazione degli enti Raffaele Costa, ha raccontato che l'Unione Edilizia Nazionale – ente soppresso nel 1923 con un provvedimento firmato Mussolini, è ancora in vita. Nel '66 il presidente Colombo decise di portarne avanti la liquidazione che era ferma al ministero dei Lavori Pubblici da 43 anni. “Sono passati circa 32 anni”, riferì Costa, “e la pratica è ancora allo stesso posto”. L’ Istituto Nazionale Assistenza Malattie, soppresso nell'81, aveva un ricco patrimonio, 25.000 dipendenti e 105.000 medici convenzionati. “Sui soldi dell'Inam, riferisce Costa,  ci sono 4000 contestazioni, molte delle quali provengono dai medici convenzionati che pretendono di essere pagati come specialisti invece che come generici.”. E l’ente resta in vita. Nel 2006 furono soppressi 38 enti - tra questi la Lati, le Linee aeree transcontinentali italiane  nate per volontà di Benito Mussolini su suggerimento di Italo Balbo - ma ne erano stati inventariati, dal 1956, circa 800. Non si era riusciti a “seppellire” nemmeno l’ispettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti, costato fino ad allora quasi quattro milioni di euro.  La  galleria degli enti che sopravvivono ad ogni soppressione è stata realizzata da Report. In testa c’è l'Iged che non può essere sciolto perché  deve riscuotere i crediti con i quali pagare i debiti degli enti disciolti. Un paradosso. Poi nella classifica della sopravvivenza dopo la morte era, fino all'anno scorso, l'ente che durante la seconda guerra mondiale gestiva i beni confiscati dei cittadini stranieri. Morto nel '57 è stato sepolto 40 anni dopo. Al terzo posto c'è il "Segretariato Nazionale per la Montagna" dichiarato soppresso solo 33 anni fa. Al quarto posto l'"Ente Zolfi Italiani", defunto solo da 30 anni e, per così dire, ancora a spasso. L'"Ente Nazionale Biblioteche Popolari Scolastiche" è stato eliminato nel '77 ma non è stato liquidato perché non si riusciva a venderne la sede, in Via Montanelli 11, a Roma. Nella storia legislativa italiana i casi di “pentimento” sono molti. Con un decreto si sopprime, con un altro si ripristina, perché le impressioni sono forti. Ci sono altri ostacoli, i più comuni, nell’ordine: gli aspetti previdenziali e contributivi del personale, gli strascichi legali, le posizioni debitorie e creditorie. Una figura centrale nell’iter che porta l’ente disciolto – teoricamente “morto” -  alla sua sepoltura, è il commissario liquidatore, che gode generalmente di un appannaggio congruo, fatto di una indennità e di una percentuale sulle vendite effettuate. Chi svolge questo compito, insomma, ha vinto un tredici al totocalcio. Cura lo stato vegetativo dell’ente. Una condizione che non ottiene consensi pubblici ma solo privati,  molto robusti. L’entità della vincita è legata ai tempi della sepoltura. Se tutto avviene celermente perché il liquidatore concede priorità alle dismissioni, la vincita resta buona, ma non tanto quanto lo sarebbe se aspetta il buon affare. I commissari liquidatori che s’impongono di non volere svendere fanno una cosa giusta e ci guadagnano. Una felice concomitanza di interessi? Fino a un certo punto. E’ difficile misurare buona volontà, competenza, efficienza e “buone pratiche”. L’unica unità di misura è il tempo, il rispetto della scadenza, la valutazione dei beni da liquidare, le modalità della vendita. Se tutto questo è ben regolamentato nell’affidamento al commissario liquidatore, le cose vanno meglio.  Nel 1998 la professoressa Rosalba Alessi, docente universitaria, è stata nominata commissario liquidatore degli enti economici soppressi da una legge regionale – Espi, Ems ed Azasi. Il compenso spettante al commissario liquidatore dell’Espi, si legge in una norma, “è quello stabilito dal D.P. del ’94 per il Presidente dell’Espi incrementato del 100 per cento”. Dopo dodici anni la professoressa Rosalba Alessi è commissario liquidatore, la sede dell’Espi costa un bel poco di soldi e viene pagata agli eredi della Impresa Maniglia, l?Eas, l'Esa, l'Italkali - tanto per citarne alcuni - sono ancora in piedi. Lo stato vegetativo degli enti siciliani sta a cuore ad un sacco di gente, a quanto pare.

 

Cronaca 11-02-2010

 

Salina, il sindaco minaccia lo sciopero della fame

Le navi della compagnia Siremar non attraccano più a Santa Marina Salina, nelle Eolie, ed il sindaco dell'isola, Massimo Lo Schiavo, minaccia lo sciopero della fame. A comunicarlo è stato lo stesso sindaco, con un telegramma inviato al presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo. Al Governatore Lo Schiavo chiede attenzione per un'isola che rischia il collasso finanziario dopo anni di grave crisi economica e turistica.

 

Vertenza Meeting Sud, sciopero dei precari della giustizia

Otto ore di sciopero ed un sit-in di protesta per i 92 lavoratori della società ‘Meeting Sud’.  Fiom e Fim chiedono l’intervento dei presidenti di tribunali e corti d’appello oltre che dei prefetti delle città interessate. 92 i precari della giustizia (come si sono autodefiniti) che aspettano da dieci mesi lo stipendio. Nel gennaio del 2009, il consorzio Astrea si è aggiudicato un appalto del ministero della Giustizia ed ha affidato un lotto da 13 milioni di euro alla consorziata ‘Meeting sud srl per garantire la registrazione e la trascrizione degli atti processuali dei tribunali e delle corti d’appello in Sicilia e Calabria. I dipendenti, che fino ad oggi hanno garantito il regolare svolgimento del servizio, effettuato anche in sedi con delicati procedimenti giudiziari in corso come Caltanissetta e Palmi, non vengono pagati da quasi un anno e sono in una condizione di assoluta incertezza rispetto al futuro occupazionale. Lo scorso luglio, l’azienda, che ha sede legale a Cosenza, ha avviato la procedura di cassa integrazione ma, ad oggi, non ha fornito al ministero del Lavoro i chiarimenti necessari ad ottenere l’avvio degli ammortizzatori sociali. Diversi incontri tra sindacati e l’allora amministratrice della società, Tiziana Lucia Carraro, avvenuti nel 2009, non hanno risolto la vertenza, tanto che ad ottobre, Fiom e Fim hanno chiesto di avviare un’ispezione ministeriale alla ‘Meeting Sud’. Anche durante l’ultima trattativa, che si è svolta il 3 febbraio scorso, l’attuale rappresentante della società, Corrado Reitano, ha continuato a dilazionare a tempi imprecisati il pagamento delle mensilità arretrate. 

 

Capo D’Orlando il Comune si fa carico del pedaggio

L’Anas non ha ancora dato il via libera per eliminare il pedaggio per la tratta Rocca di Capri Leone e Brolo ed il comune di Capo d’Orlando fa da sè. Da lunedì 15 febbraio entrano in vigore due importanti novità predisposte dall’amministrazione. La prima riguarda proprio il pedaggio. Da domani infatti il comune rimborserà gli automobilisti dei 90 centesimi del pedaggio che si paga ogni volta che si percorre la tratta tra i due svincoli. Il rimborso verrà garantito solo ai residenti a Capo d’Orlando presentando le ricevute in comune.  La seconda novità riguarda l’istituzione di una serie di corse sostitutive in pullman che collegheranno Capo d’Orlando a Brolo con partenza dalla stazione ferroviaria orlandina ed arrivo nel centro urbano brolese. Da Capo d’Orlando gli autobus partiranno alle 9, alle 12, alle 15 ed alle 19. Il percorso inverso verrà invece garantito dalla 10, alle 13, alle 16 ed alle 20.

 

Scontro fra due auto, muore una donna nel messinese

Una donna di 81 anni, Isgrò Natalina, è morta in un incidente stradale a Gualtieri Sicaminò (Me), mentre il marito, Stefano Otera di 82 anni, è rimasto ferito ed è ricoverato in prognosi riservata nell'ospedale di Milanno. I coniugi erano su una Cinquecento che, per cause in via di accertamento, si è scontrata con una Nissan Cube, a bordo della quale c'erano due ragazze rimaste lievemente ferite e dimesse dall'ospedale dopo i controlli. Dopo l'urto la Nissan ha rotto il gard-rail ed è finita nel greto del torrente. Una delle due auto non si è fermata allo stop. I carabinieri di Milazzo stanno cercando di ricostruire la dinamica dell'incidente.

 

Cronaca 10-02-2010

 

Ex Sacelit muore operaio, è la 103esima vittima dell’amianto

E' morto ieri un settantaduenne che aveva lavorato per più di 30 anni allo stabilimento di San Filippo del Mela che produceva lastre di eternit, chiuso nel '93. A causare la morte di Antonino Cirino è stata l'esposizione prolungata all'amianto. Cirino è morto per "neoplasia polmonare causata dalla prolungata esposizione alle fibre di asbesto". A ricostruire la vita del lavoratore è stato il suo collega Salvatore Nania, presidente del "Comitato ex esposti amianto" che sta portando avanti una battaglia giudiziaria per far riconoscere agli ex dipendenti sopravvissuti ed ai loro familiari, il danno subito.

 

Dissesto nei Nebrodi peggiora la situazione

Peggiora la situazione nel territorio di Sant’Angelo di Brolo. Il Sindaco, Basilio Caruso, ha chiesto l’intervento della Protezione civile regionale. Critiche anche le condizioni nell'interland neboideo per le numerose frane. Completamente isolato Longi. A rischio anche Galati Mamertino. A Roma vertice della Protezione Civile per valutare i prossimi passi. Nella speranza che si possa evitare un'altra Giampilieri. Sindaci e deputazione chiedono la proclamazione dello stato di calamità naturale. Il comune di Longi è rimasto isolato ed il sindaco Alessandro Lazzara ha disposto la chiusura delle scuole. Un nuovo smottamento, infatti, ha investito la provinciale 157 in contrada Galleria, tra il centro nebroideo e Galati Mamertino. Si tratta dell’unica strada percorribile visto che l’ingresso del paese è interessato da un’altra frana verificatasi tre settimane fa. Difficilissima la situazione a Brolo dove cinque frazioni sono irraggiungibili per uno smottamento della collina che ha trascinato verso valle un tratto della Provinciale 143. Isolate le contrade di Lacco, Iannello, Casette, Crocevia e Sellica. Un migliaio le persone che non possono raggiungere la costa poiché anche il percorso alternativo è fuori uso per frane in contrada Crocivia di Ficarra. Nuove frane si segnalano anche sulla statale, 116 poco prima dell’ingresso di Naso, in contrada San Giuliano, dove già nei giorni scorsi un altro smottamento aveva bloccato la circolazione. Altro cedimento sulla strada Naso - Ponte Naso, ma già stamattina gli operai incaricati dal comune erano al lavoro per consentire il transito alle auto. Bloccata la provinciale per Montalbano Elicona. A Capo d’Orlando il sindaco Enzo Sindoni, ha diffidato l’Anas a dare il via ai lavori di consolidamento della Statale 113 bloccata da 20 giorni in contrada Santa Carrà.  Infine, il sindaco di Castroreale, Salvatore Leto, ha firmato l’ordinanza di sgombero per una abitazione di contrada Oliveto interessata da uno smottamento che ha incrinato le fondamenta. La famiglia che vi risiede è stata trasferita in albergo.

 

La Giunta Regiona Sicilia riduce gli ATO e perde l’occasione per abolirli

La Giunta regionale di governo, ha approvato tre disegni di legge. Il primo, proposto dall'assessore dell'Energia Pier Carmelo Russo, riforma il sistema dei rifiuti. Il ddl riduce a nove gli ambiti territoriali ottimali (Ato) e introduce nuove norme  nella gestione degli stessi Ato, trasformandoli in consorzi fra comuni e province con il controllo della Regione. Il secondo disegno di legge, proposto dall'assessore alla Funzione Pubblica, Caterina Chinnici, riguarda la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza e l'informatizzazione della pubblica amministrazione. Il terzo ddl, anche questo proposto dall' assessore Chinnici, detta disposizioni in materia di politiche per la sicurezza e sull'ordinamento delle polizie locali.

 

La provincia cade a pezzi

Giovedì confronto sindaci-consiglio a Palazzo dei Leoni. Un consiglio “straordinario”, per i partecipanti e per l’argomento. Tutti i sindaci della provincia di Messina sono stati invitati per una seduta del consiglio provinciale che si terrà giovedì alle 15.30. Sarà l'occasione per un confronto sulle gravi difficoltà con le quali è chiamato ormai costantemente a convivere il nostro territorio, su tutte il dissesto idrogeologico accentuato dagli eventi atmosferici che nell’ultimo triennio hanno davvero flagellato la provincia di Messina, causando danni e disastri. A palazzo dei Leoni continua intanto a tenere banco la decisione del presidente Nanni Ricevuto di non far partecipare i dirigenti alle sedute del consiglio e delle commissioni se non di volta in volta espressamente autorizzati.

 

Cronaca 09-02-2010

 

Castroreale. Famiglia evacuata

Villetta si abbassa di diversi centimetri in seguito ad uno smottamento del terreno. Gli abitanti costretti a vivere in auto senza ricevere nessun aiuto nè assistenza. Una famiglia di quattro persone residente in contrada Oliveto a Castroreale ha dovuto abbandonare la propria casa in seguito ad un sopralluogo dei Vigili del fuoco che ne hanno constatato l'inagibilità. Rosa con i figli ed il compagno Giuseppe hanno dovuto lasciare la loro villetta -costruita nel 2008- di 80 metri quadri, immersa nel verde, in cui da appena 8 mesi si erano trasferiti, ultimandola pian piano nei piccoli dettagli, ed investendovi tutte le proprie risorse. Negli scorsi mesi quando le prime piogge erano iniziate a cadere copiose -flagellando buona parte della provincia e provocando il rischio smottamenti in quasi tutti i comuni collinari e di montagna- Giuseppe e Rosa avevano notato quanto fosse abbondante l'acqua che, venendo giù dalle strade provinciali di collegamento del comune di Castroreale, si riversava ed aumentava di volume nelle strade comunali non asfaltate e quindi prive anche di tombini di raccolta.
La strada comunale che conduce alla loro villetta, in alcuni giorni di novembre era diventata un vero e proprio ruscello, pertanto la coppia, preoccupata, aveva, prima verbalmente e poi tramite lettera, denunciato la situazione all'amministrazione comunale, ma senza che ne seguissero interventi sui luoghi. Gli episodi di piogge e quindi i relativi disagi sono continuati anche nei mesi successivi, fino a quando il 28 gennaio scorso, impensieriti a causa di strani rumori e di piccole crepe apparse all'esterno della loro abitazione, Rosa e Giuseppe hanno ancora una volta esortato l'intervento dell'ente comunale; davanti al silenzio protrattosi per giorni hanno deciso -dopo aver trascorso cinque notti in auto per paura di un crollo- di chiamare loro stessi i Vigili del fuoco che, intervenendo sul posto, hanno potuto constatare il dislivello formatosi nell'abitazione. La villetta, infatti, da un lato si è abbassata di diversi centimetri e la stabilità è risultata fortemente precaria. La famiglia è stata, quindi, invitata a lasciare l'immobile. «A nostro giudizio la mancata canalizzazione delle acque piovane della sovrastante strada provinciale 85, attualmente chiusa al transito per un altro smottamento, e della strada comunale che conduce alla nostra casa, ha favorito le infiltrazioni sotto le fondamenta della nostra abitazione, che comunque è perfettamente in regola avendo due concessioni abitative» affermano i proprietari dell'immobile, che aggiungono: «Siamo stati abbandonati a noi stessi, nessuno ha ascoltato la nostra richiesta d'interventi. Adesso ci rivolgeremo all'Assessore Provinciale di competenza, nella speranza che qualcuno comprenda la situazione in cui stiamo vivendo ed intervenga attivamente al più presto». Proprio questa mattina è stata recapitata l'ordinanza di sgombero da parte del Comune di Castroreale con annessa la richiesta di comunicare l’ eventuale necessità di alloggio. Adesso, nella speranza che presto la famiglia di Rosa e Giuseppe possa trovarsi sotto un tetto sicuro ed al riparo da qualsiasi pericolo, non resta che aspettare gli interventi di chi di dovere per cercare di salvare la villetta con i dovuti interventi tecnici, oltre a mettere in sicurezza l’intera area.

 

Barcellona : Lungomare spazzato dalle mareggiate

Il vento ha in queste ultime ore letteralmente spazzato la nostra costa, creando vari disagi. Il lungomare di ponente, tra Barcellona e Milazzo, che per chilometri disegna una splendida costa con la caratteristica lunga spiaggia, sembra esser stato interamente risucchiato dal mare, che ingrossato e con le sue alte onde, ha raggiunto in alcuni tratti persino la strada. Detriti, rifiuti, di cui i nostri cassonetti in questi giorni sono ancora ricolmi, spazzati qua e là, sporcizia dappertutto. La litoranea Ë proprio ridotta male. Buche sull'asfalto, rifiuti, interruzioni varie. Insomma, quell'immagine di una costa invidiabile per le sue caratteristiche naturali, in questi giorni ha proprio un altro aspetto, sicuramente diverso da quello che vorremmo vedere da cittadini amanti della nostra terra e legati più che mai ai panorami che diventano ancora più suggestivi col mare in tempesta ma ciò che attualmente si presenta ai nostri occhi non è esattamente lo spettacolo a cui vorremmo assistere. Gli interventi che, non troppo tempo fa, erano stati avviati dal sindaco di Barcellona P.G., Candeloro Nania, con la prevista distribuzione di circa 4000 metri quadri di sabbia per frenare la violenza delle onde, nelle zone solitamente più colpite tra Calderà e Spinesante- in vista comunque delle successive opere di ripascimento di tutto il litorale- sono stati bloccati ed il quantitativo parzialmente distribuito è andato praticamente perso. Interrotti, inoltre, i collegamenti con l'arcipelago delle Eolie, che è rimasto ancora una volta isolato. Non hanno infatti viaggiato gli aliscafi della Siremar e della Ustica Lines da Milazzo, dove sono rimasti fermi anche i traghetti.

 

Maltempo: frana provoca smottamento strada nel Messinese

Isolato un migliaio di persone tra Brolo e 5 frazioni. Una vasta frana ha provocato uno smottamento della Provinciale 143 nel Messinese, che collega Brolo a 5 frazioni collinari. Un migliaio le persone isolate, mentre si tenta di trasferire gli studenti in modo da consentire loro di fare ritorno a casa.

 

Milazzo, raccolte 1200 firme pro rotatoria

Il comitato continuerà la propria attività di raccolta firme anche nel prossimo fine settimana, sull'isola pedonale di via Giacomo Medici.  Sono circa 1200 le firme raccolte tra sabato e domenica scorsi dal comitato spontaneo “pro rotatoria”, composto da un gruppo di giovani Milazzesi. Soddisfazione del comitato per il risultato raggiunto che andrà avanti per chiedere la realizzazione della rotatoria all'incrocio tra l'uscita autostradale di Milazzo e la Strada Statale 113, purtroppo spesso teatro di incidenti stradali, alcuni dei quali anche mortali. I giovani del comitato, nel prossimo fine settimana, saranno impegnati sull'isola pedonale di via Giacomo Medici.

 

A20: Ennesimo incidente

Ennesimo incidente sulla A20 Messina-Palermo, ieri una Ford Fiesta condotta da una ragazza 33enne di Milazzo, a causa dell'asfalto bagnato dalle recenti piogge, all'altezza di Capo d' Orlando, ha perso il controllo dell'autovettura ed è andata a sbattere contro il guardrail. Nel violento impatto, si è staccato il blocco motore dell'auto che, è finito in mezzo alla corsia creando non pochi disagi alle autovetture che transitavano in quel tratto di autostrada. La donna fortunatamente, subito soccorsa dal 118, ne avrà per qualche giorno; il rischio è superato, ma non passa giorno che nel tratto A20 Messina -Palermo e viceversa non vi siano incidenti anche mortali. Le pessime condizioni della tratta autostradale accrescono il pericolo e, da questo punto di vista, da più parti è stata ripetutamente segnalata, senza esiti soddisfacenti, la necessità di una migliore manutenzione.

 

Cronaca 08-02-2010

 

Aeroporto di Comiso, una storia tutta siciliana

Inaugurato in pompa magna il Primo maggio del 2007, alla presenza dell’allora ministro degli Esteri Massimo D’Alema, l’aeroporto di Comiso resta ad oggi, di fatto, un’incompiuta. A impedire l’attivazione dello scalo, in passato base della Nato, è il nodo relativo alla sicurezza: a quasi tre anni dal “taglio del nastro”, non è ancora chiaro chi si debba fare carico dei costi dei servizi assicurati da vigili del fuoco e controllori di volo, in genere pagati dallo Stato. Nel caso dello scalo ragusano, tuttavia, considerato privato, tali costi dovrebbero essere di pertinenza della società di gestione. In attesa delle certificazioni, la Procura di Ragusa ha avviato un’inchiesta sulla mancata apertura dell’aeroporto, intitolato a Vincenzo Magliocco. Gli inquirenti, non escludono “condotte penalmente apprezzabili”. Su delega dei magistrati, la Guardia di finanza  si è recata negli uffici del Comune di Comiso per acquisire i documenti relativi alla realizzazione dello scalo. Le Fiamme gialle hanno preso in considerazione gli atti prodotti dal 2002, che si riferiscono alle varie fasi della riconversione dell'ex base missilistica in aeroporto civile.

 

Incendio in uno stabile a Messina, evacuate quattro persone

Un incendio si è sviluppato stamani in uno stabile in via della Zecca, a Messina. L'incendio é divampato in un appartamento al piano terra. In attesa dell'arrivo dei vigili del fuoco, i carabinieri sono saliti nei piani superiori, invasi dal fumo, e hanno fatto evacuare quattro persone, tra cui un'anziana di 85 anni. I vigili del fuco hanno provveduto a domare le fiamme mentre il personale delle ambulanze del 118 ha prestato i primi soccorsi ai quattro abitanti e ai tre carabinieri che hanno accusato leggeri sintomi di intossicazione da inalazione di fumi tossici. Indagini sulle cause incendio sono in corso da parte dei militari dell'Arma.

 

Cronaca 07-02-2010

 

Alluvionati nuova protesta degli sfollati

E' saltato il corteo degli abitanti di Giampilieri, riuniti nel comitato "Insieme per non dimenticare", programmato per ieri. Ma la protesta per ribadire le ragioni del no ai provvedimenti di rientro nelle anitazioni, dopo la revoca delle ordinanze di sgombero c'è stato. I manifestati hanno tenuto un sit in davanti al Tribunale. Non vogliono tornare nelle abitazioni sino a quando la situazione non sarà davvero sicura. Nei giorni scorsi il sindaco Giuseppe Buzzanca ha inviato una comunicazione agli alberghi che ospitano gli sfollati, spiegando che quelli residenti nelle zone verdi devono rientrare nelle abitazioni e che il loro soggiorno non sarà rimborsato dalla struttura emergenziale.

 

Polizia. Sindacati contro il questore

Siulp, Sap, Siap, Silp-Cgil, Fsp-Ugl e Coisp-Adp, sindacati di categoria per il settore di Polizia, hanno sottoscritto una nota inviata al prefetto Alecci per dichiarare la loro intenzione di mobilitarsi in un'azione di protesta per manifestare il dissenso di agenti e altri dipendenti verso l'operato del responsabile della Questura. Dopo due assemblee, le sei sigle hanno sottoscritto il documento tramite cui lamentano "comportamenti antisindacali" del Questore e proclamano lo stato di agitazione. La protesta avrà luogo, secondo quanto annunciato, nella settimana tra il 15 ed il 21 febbbraio.

 

Patti. Sequestrata discarica abusiva

I Carabinieri della Stazione di Patti, in collaborazione con gli agenti della Polizia Municipale, hanno sequestrato una discarica abusiva realizzata nell’alveo del fiume Timeto. I militari e vigili si sono recati sul posto all’altezza del ponte Timeto, in località Case nuove Russo ed hanno rinvenuto la discarica, sviluppatasi in più punti lungo gli argini.

 

Maltempo: Vento e pioggia, isolate le Eolie

Garantiti i collegamenti tra le isole dell'arcipelago ma difficoltà nelle corse da e per Milazzo. Week end con tempo incerto in tutto il Messinese, con temperature tra i 15 ed i 18 gradi. Atteso il maestrale per oggi. Il vento spazza il Messinese e crea disagi, in autostrada e nei collegamenti con l'arcipelago delle Eolie, nuovamente isolate. Da Milazzo per le isole non viaggiano gli aliscafi della Siremar e della Ustica Lines. Isolate Panarea, Stromboli, Ginostra, Filicudi e Alicudi. A Milazzo fermi anche i traghetti. La temperatura a Messina è di 15 gradi, poco più bassa delle principali città siciliane, Per oggi è previsto un peggioramento delle condizioni, con l'arrivo di venti freddi e instabilità diffusa.

 

Cronaca 05-02-2010

 

Regioni: Sicilia, in aumento assenze dipendenti per malattia

Sotto osservazione 13mila tra funzionari e dirigenti. In aumento le assenze per malattia dei dipendenti negli uffici della Regione siciliana: da luglio a novembre sono aumentate del 47%. Fra ottobre e dicembre del 2008,invece,quando incombeva sui dipendenti la minaccia dei controlli e delle sanzioni, si era raggiunta una diminuzione del 36%. Sotto osservazione circa 13 mila tra funzionari e dirigenti. Le assenze costano alla Regione circa 114,80 euro a giornata e, nel periodo tra giugno e novembre, e' stato pari a oltre 8 milioni di euro.

 

Mafia: confiscati beni per 500 mila euro a boss messinese

Beni per un valore di 500 mila euro sono stati confiscati a Messina dalla polizia al presunto boss Pietro Nicola Mazzagatti, 49 anni. In particolare il provvedimento riguarda tre abitazioni, nove appezzamenti di terreno, quattro polizze di fondi mobiliari assicurativi e un'autovettura di grossa cilindrata. I beni erano stati gia' sottoposti a sequestro preventivo dal gennaio del 2008 su disposizione del tribunale di Messina in applicazione della normativa antimafia.

 

Corpo forestale, sequestrata area nel comune di Fondachelli Marina

Occupazione suolo demaniale, violazione del vincolo paesaggistico, realizzazione di discarica non autorizzata di rifiuti speciali non pericolosi, sono questi i tre reati che hanno causato il sequestro da parte del Corpo Forestale dello Regione Sicilia di un’area nel comune di Fondachelli Marina. L’area interessata dall’operazione di polizia riguarda la zona montana del torrente Patrì ed esattamente le località “Frascianeta – S. Antonio” e “Torrente Galbazzi”,dove sono stati avviati i lavori di movimento di terreno per l’adeguamento delle strade di accesso esterne al costruendo parco eolico “Alcantara - Peloritani”, il cui materiale smosso gradualmente è stato accumulato in parte nell’alveo del torrente Galbazzi, affluente del torrente “Patrì”, e in parte su una particella di proprietà privata sulla sponda idraulica sinistra dello stesso torrente Patrì. La superficie occupata è di mq. 3.900 nell’alveo del torrente Galbazzi e di mq. 500 nella particella privata localizzata sulla sponda sinistra del torrente Patrì. Del materiale non era stato previsto il riutilizzo né dall’impresa committente dei lavori, né dall’impresa appaltatrice, né tantomeno dall’impresa subappaltatrice, per nessuno dei progetti, escluso anche quello principale della costruzione del parco eolico. La P.G. ha proceduto così al sequestro dell’area occupata dalla ditta e dei mezzi d’opera impiegati, sequestro, questo, reso necessario per impedire che l’azione illecita venisse portata ad ulteriori conseguenze e per evitare la dispersione delle prove con l’eventuale modifica dello stato dei luoghi. Le cose sequestrate sono state affidate in custodia al Sig. B. S. n.q. di dipendente e persone di fiducia della ditta. E’ stato, altresì, sottoposto a sequestro il mezzo di proprietà del Sig. M. F. P., presente sul sito della discarica non autorizzata, il quale mezzo è stato affidato il custodia allo stesso proprietario. Del sequestro, è stata informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto.

 

Proiettili accanto auto PM DDA Messina

Il sostituto procuratore della Dda di Messina, Vito Di Giorgio, ha trovato accanto alla propria auto, parcheggiata sotto casa, 4 proiettili di pistola calibro 6,35. Il magistrato stava accompagnando la figlia di sette anni a scuola quando, nel parcheggio del complesso "Teseo", sulla Panoramica dello Stretto, dove abita, ha notato i bossoli per terra davanti all'auto ed ha chiamato la polizia. Sull'episodio indaga la Squadra mobile mentre un'inchiesta e' stata avviata, per competenza, dalla Procura di Reggio Calabria. A Di Giorgio e' stata assegnata una "tutela" in attesa che il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica decida sulla scorta. Di Giorgio si e' occupato fino a pochi mesi fa di reati contro la pubblica amministrazione e continua a trattare anche di misure di prevenzione. E' stato lui a portare a termine l'inchiesta sfociata oggi nella confisca di beni per circa mezzo milione di euro al boss del clan degli "Scozzesi" di Santa Lucia del Mela, Pietro Nicola Mazzagatti.

 

Cronaca 04-02-2010

 

Superenalotto pioggia di soldi per la Regione siciliana.

La Regione siciliana ha incassato nel 2009, grazie al Superenalotto, 23,7 milioni di euro. Si tratta esattamente - spiega in una nota Agipronews - del 12,25% della raccolta, al netto però del diritto fisso (0,052 euro per tagliando) e dell'aggio del rivenditore (8%). In sostanza, su 100 euro giocati in Sicilia, alla Regione vanno 10 euro. Considerando che nell'isola l'anno scorso sono stati giocati circa 237 milioni, sono appunto 23,7 i milioni affluiti nelle casse regionali. Nel resto del territorio nazionale le regole sono diverse: detratto montepremi, aggio del rivenditore e compenso del concessionario, tutto il residuo (circa il 49,5%) va all'erario, senza alcuna differenziazione regionale. Alcuni tentativi di introdurre trattamenti privilegiati per altre regioni sono finora falliti. Proprio nei giorni scorsi la commissione Affari Costituzionali del Senato ha bocciato, fra molti altri, un emendamento al Milleproroghe, presentato dalla Lega, che chiedeva di lasciare alle regioni il 12,25 delle entrate statali provenienti da alcuni giochi pubblici.

 

Al via il dibattito sul legittimo impedimento a Montecitorio.

 È una corsa ad ostacoli che si sta correndo in Italia. Una cosa mai vista. Il Parlamento è impegnato in una rincorsa affannosa sue più piste: una legge di riforma costituzionale, il disegno di legge ordinario sul processo breve e il disegno di legge sul legittimo impedimento. Nelle aule dei tribunali in “stand by” il processo Mills (in appello), Mediatrade, il processo Dell’Utri (rivelazioni Spatuzza). Vicino al traguardo il disegno di legge sul legittimo impedimento, appena due articoli. Il presidente del Consiglio e i ministri della Repubblica possono autocertificare la propria impossibilità di partecipare alle udienze in tribunale tutte le volte che vogliono per diciotto mesi in attesa di una riforma costituzionale che salvaguardi i membri del governo dalle iniziative dei magistrati. In pratica la norma blocca tutti i processi in corso. Non riguarda il futuro, ma ciò che sta avvenendo nelle aule giudiziarie. Il vantaggio del Parlamento sulle Aule di giustizia è nei fatti. Ma non è finita. Coloro che autocertificano la loro impossibilità a partecipare ai processi in cui vanno nella veste di imputati, possono tutte le volte che vogliono recarsi in tribunale per difendere se stessi, nella veste di parte lesa. Insomma, ti possono mandare in galera, farti condannare, interdirti dal pubblico ufficio, adoperarsi con la loro azione penale perché subisca una pena, ma non gli si può togliere un capello, perché il disegno di legge in discussione alla Camera dei Deputati, non lo consente. Perché l’impedimento è legittimo? La risposta della maggioranza di governo è semplice: coloro che governano non possono impegnarsi nella difesa di se stessi. Se lo facessero toglierebbero tempo, attenzione e tutto il resto al lavoro che fanno per conto degli italiani. La “distrazione” costituisce un danno, perciò va privilegiato il buon governo piuttosto che l’uguaglianza di fronte alla legge, di tutti i cittadini. E se i processi accertassero la punibilità dei ministri e, quindi, la loro – chiamiamola così – “inattendibilità” come amministratori e governanti?  Questa domanda non deve essere posta, perché il popolo ha fatto la sua scelta, affidando il suo mandato a coloro che hanno vinto le elezioni. In definitiva, fino a che non si torna alle urne – buoni o cattivi – bisogna tenerseli. Siamo ad una svolta epocale e l’Italia è all’avanguardia.

 

Librizzi  chiusa la provinciale 126

Il dirigente del IV dipartimento – Viabilità 2° Distretto – Benedetto Sidoti Pinto, con ordinanza n. 8/2010, ha disposto la limitazione temporanea al transito, con istituzione del senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico, della Strada provinciale 126 al km. 3+500 circa, ricadente nel Comune di Librizzi. Il provvedimento dirigenziale si è reso necessario al fine di evitare rischi e pericoli per la pubblica incolumità a persone e/o cose, a seguito del movimento franoso che ha interessato la sede stradale del tratto su indicato. Il provvedimento di chiusura ha effetto immediato e sarà reso noto al pubblico mediante l’apposizione di adeguata segnaletica a cura del tecnico responsabile e della ditta aggiudicatrice; gli stessi provvederanno al transennamento del tratto stradale interessato dai lavori di messa in sicurezza

 

Cronaca 03-02-2010

 

Barcellona. Rifiuti dappertutto: è allarme igienico-sanitario

Montagne di immondizia maleodorante, cassonetti stracolmi. E cresce il disagio dei cittadini. È piena emergenza rifiuti a Barcellona, Milazzo, Patti e negli altri 35 Comuni dell’AtoMe2, giunti ormai presumibilmente al punto di non ritorno di una gestione fallimentare dall’esito prevedibile. Da dieci giorni la spazzatura si accumula sui marciapiedi, ai lati dei cassonetti stracolmi, ostruendo il passaggio ai pedoni e raggiungendo perfino i balconi degli appartamenti al primo piano. Ai rifiuti domestici si aggiungono gli scarti degli alimentari, in particolare dei negozi di frutta e verdura, le piccole discariche di pneumatici, badili e rifiuti speciali quali frigoriferi, stufe a gas e vecchie cucine. Montagne di immondizia sono presidiate da cani randagi in cerca di qualche brandello di carne e il contenuto dei sacchetti è sparso dappertutto a causa del forte vento di questi giorni. L’aria sta già divenendo irrespirabile ed è solo grazie alle temperature relativamente basse e alla pioggia continua che finora si sono scongiurati pericolosi processi di decomposizione. Qualcuno, esasperato, incendia il cassonetto vicino casa, altri devono farsi largo per uscire di casa e salire in auto.

 

Regione, stipendi da record

Stipendi record, boom degli effettivi, balletto di dirigenti a spese del contribuente: la regione siciliana ha uno strano modo di interpretare la crisi nella gestione dei propri funzionari": lo si legge in un commento in prima pagina del quotidiano francese Le Figaro. Fra il 2004 e il 2008, secondo l'ultimo rapporto della Corte dei Conti - prosegue il giornale - gli stipendi sono aumentati del 38% mentre il governo aveva imposto la crescita zero nelle remunerazioni del settore pubblico. Questi stipendi raggiungono in media 42,756 euro all'anno, cioè più del 40% di quello che guadagna un dipendente di ministero. Dopo aver illustrato l'aumento degli effettivi nella Regione, Le Figaro scrive che "nel corso del solo2009, l'attuale governatore Raffaele Lombardo ha proceduto a due ondate successive di assunzioni di una ventina di dirigenti, pagati ognuno 150.000 euro l'anno, senza contare la macchina di servizio con autista. Tuttavia è al suo predecessore Salvatore Cuffaro, oggi accusato di connivenza con la mafia, che va soprattutto la censura dei magistrati. Gli ci sono voluti otto anni per far applicare la riforma che adegua le pensioni ai versamenti e non agli stipendi. Per sua fortuna, la Sicilia, regione a statuto autonomo, non deve rendere conti a Roma".

 

Castroreale chiusura della provinciale 85

È stata chiusa al transito la strada provinciale 85 dal km 7+100 al km 7+300. Lo ha deciso il dirigente del IV dipartimento, difesa suolo e protezione civile viabilità, Giuseppe Celi, che ha firmato l’ordinanza numero sette del 2010. Il provvedimento è stato reso necessario per evitare rischi e pericoli per la pubblica incolumità a persone o/e cose a seguito del movimento franoso che ha interessato la sede stradale del tratto su indicato. Il percorso alternativo per gli autoveicoli è lungo la provinciale 83 di Acquaficara in direzione Castroreale e viceversa.

 

 

Operazione "Luna Park": giudizio immediato per quattro

Tentarono di imporre il pizzo ad un giostraio, proprietario di un luna park sul lungomare di Oliveri. Dovranno comparire davanti ai giudici del Tribunale di Barcellona il 22 aprile prossimo Francesco Ignazzitto, di Barcellona Pozzo di Gotto, l’albanese Zamir Dajcaj, residente a Terme Vigliatore, Carmelo Salvatore Trifirò di Terme Vigliatore, ed Enrico Fumia di Mazzarrà Sant'Andrea. Furono arrestati il primo settembre dell’anno scorso dalla Polizia dopo una denuncia presentata dalla stessa vittima. I sostituti della DDA Fabio D'Anna ed Antonino Nastasi, hanno chiesto che vengano giudicati con il giudizio immediato. Secondo l’accusa i quattro, vicini al clan dei Mazzarroti capeggiato da Tindaro Calabrese, tra il 2007 e il 2009 tentarono di intimidire il giostraio. Prima gli lasciarono due bottiglie piene di benzina davanti al luna park e poi si presentarono personalmente per chiedergli 30 mila euro in cambio di protezione e per aiutare gli orfanelli dei carcerati del clan. Ovvero i figli dei detenuti affiliati alla famiglia dei Mazzarroti.

 

Cronaca 02-02-2010

 

Barcellona  dubbi del PDCI sulla gestione degli edifici pubblici

Il Partito dei Comunisti Italiani annuncia di aver avviato un’inchiesta su uso e abuso degli edifici pubblici a Barcellona Pozzo di Gotto. I primi risultati sono inquietanti. La scuola elementare di Via Destra Longano, danneggiata nel corso dell’alluvione di alcuni mesi fa, è stata abbandonata a se stessa. Le scolaresche sono state trasferite altrove  e non sono neanche iniziati i lavori di ristrutturazione. Mentre varie scuole cittadine sono ospitate in sedi improprie appartenenti a privati, il Comune assegna locali di sua proprietà a chicchessia. Il PdCI chiede se pagano un regolare affitto le varie associazioni che occupano attualmente i locali comunali siti all’interno del centrale giardino dell’ “Oasi”. L’amministrazione comunale ha ampiamente propagandato il prossimo inizio dei lavori di ultimazione del teatro “Mandanici”. Ma, nel corso dei decenni nei quali lo stabile è rimasto abbandonato agli atti vandalici dei teppisti, sono stati arrecati danni per diversi milioni di euro. Il PdCI chiede chi pagherà questi danni. Le notizie pubblicate dalla stampa dopo le denunce dei Comunisti Italiani in merito alla gestione del Palacultura confermano quel che essi avevano sostenuto. Il regolamento, da poco varato, consente alla Provincia di esentare “ad libitum” associazioni “amiche” dal pagamento degli oneri finanziari previsti per l’utilizzo delle varie sale. Da parecchi mesi, è in corso al Palacultura una mostra dedicata a Nino Pino Balotta e organizzata dal Comitato sorto, con l’appoggio paludato della destra al potere e del Partito Democratico, in occasione del centenario della nascita dello scienziato barcellonese. Il PdCI chiede all’assessore provinciale competente se il suddetto Comitato ha pagato per l’affitto dei locali del Palacultura, quanto ha pagato, oppure se rientra tra gli “amici”esentati dal pagamento. I Comunisti Italiani si rivolgono alla magistratura, affinché anch’essa avvii un’inchiesta sui fatti sopra esposti. Comprendiamo la carenza di organico presso la Procura di Barcellona P.G., ma questo non può sospendere l’amministrazione della  giustizia, in questa vicenda ed in altre tuttora pendenti.

 

Policlinico,personale del pronto soccorso preannuncia stato di agitazione

Inevitabile la decisione presa dal  personale dell'Unità di pronto soccorso di entrare in stato di agitazione dopo il silenzio da parte della Direzione sanitaria alla quale era stato chiesto un incontro in vista della riorganizzazione dei servizi. Non ci è stata data risposta”, spiegano Franco Di Renzo e Mimmo Carnevale della FLC CGIL di Messina. La protesta legata in particolare all'avvio dell'apertura all'interno del Pronto soccorso di un punto di Osservazione breve mira a risolvere alcune questioni.  E’ necessario garantire i livelli minimi di personale medico, infermieristico ed ausiliario previsti dal Decreto Assessorato della Sanità del 27 maggio 2003 per assicurare una assistenza adeguata ai pazienti che numerosi si rivolgono alla struttura del Policlinico e che debbono rimanere al centro di qualsiasi decisione si voglia intraprendere per cui l’ apertura dell'Osservazione Breve non può avvenire mantenendo lo stesso numero di personale medico, infermieristico ed ausiliario, per cui si assiste all'aumento indiscriminato dei carichi di lavoro con inevitabili conseguenze sulla qualità delle prestazioni. "In una struttura così importante come il Pronto soccorso occorre assicurare ai pazienti un servizio adeguato che non si può ottenere con personale sovraccaricato di lavoro - spiegano Di Renzo e Carnevale”. Nel corso dell'assemblea è stato deciso che se la Direzione sanitaria non convocherà il sindacato, l'8 febbraio a partire dalle ore 9,00 si terrà un sit in di protesta al quale parteciperà anche il personale non in servizio delle ambulanze.

 

Le mareggiate si spostano in provincia: l'acqua arriva fino alle case a Tusa

L'acqua ha scavalcato anche i massi di protezione ed è arrivata fino alla strada e alle case più vicine al mare a Castel di Tusa. Le mareggiate si spostano nella fascia tirrenica della provincia di Messina dopo aver flagellato la zona jonica. A chiedere interventi immediati era stato il Consiglio comunale del piccolo centro tirrenico che si era rivolto alla Regione affinché rendesse operativo il progetto di ripascimento delle coste.

 

Lungomare Barcellona-Milazzo, resta critica la regolare fruizione

Continuano i problemi nella strada Lungomare Barcellona - Milazzo che, oltre a le numerosissime e pericolose buche che da mesi hanno creato innumerevoli incidenti e che divengono nei giorni di pioggia contenitori di diversi centimetri di acqua, rappresentano un grave pericolo per la collettività. Tale disagio, oltre a non essere assistito da apposite segnalatiche stradali, rende anche impossibile il transito regolare da e verso Barcellona Pozzo di Gotto.

 

 

 

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Ultimo Aggiornamento 10/03/2010

Barcellona Pozzo di Gotto

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